Komagome

Komagome è una di quelle zone di Tokyo dove si respira e si cammina piano. Sta sulla linea Yamanote, tra Sugamo e Tabata, e quasi tutti ci scendono per un motivo solo: i giardini.
Io ci vado volentieri quando ho voglia di verde vero e di strade tranquille, senza folla e senza insegne che gridano. È una zona residenziale, con strade calme e poca vita notturna, senza per questo essere lontana dal centro. In pochi minuti a piedi dalla stazione ti ritrovi davanti a due dei giardini più belli della città, uno giapponese fino al midollo e uno mezzo europeo, e più o meno il senso di venire fin qui è tutto lì.

Cosa vedere

Ristoranti

Quartieri vicini

Iconiche scale nella zona di Yanaka Ginza.
Il portale d'ingresso in stile Gongen del Santuario di Nezu (Nezu Jinja), Tokyo, decorato con simboli manji.

Otsuka

Tram storico, rose e izakaya.

Sendagi

Passeggiata tra botteghe e templi.

Uscite e giardini

La stazione è piccola e ci si orienta al volo, ma sbagliare uscita ti allunga la camminata. Qui passano la linea Yamanote della JR e la Namboku della metro, e a seconda di dove vuoi andare cambia il lato da prendere.
Vi lascio i punti pratici, così non girate a vuoto appena fuori dai tornelli:

  • Per Rikugien: uscite dall’uscita sud della Yamanote o dall’uscita 2 della Namboku, circa sette minuti a piedi e vi trovate quasi davanti l’ingresso del giardino.
  • Per il giardino Kyu-Furukawa: si esce a nord e si sale per una decina di minuti, dall’uscita est della stazione JR.
  • Se avete i bagagli: vicino all’uscita 3 ci sono armadietti grandi, buoni anche per una valigia.
  • Dentro la stazione: trovate i soliti konbini, comodi per acqua e onigiri prima di entrare nei giardini.

Sul lato nord, appena fuori, c’è anche un piccolo parco dedicato ai ciliegi, e sul lato opposto, scendendo a sinistra della stazione, parte una viuzza con ristoranti, negozi e locali che si accende la sera.

I ciliegi di Somei

Questa zona ha un primato che tanti non conoscono, e cambia il modo in cui la guardi. Fino a tutto l’Ottocento la fascia tra Komagome e Sugamo era il grande distretto dei vivai di Edo, pieno di giardinieri e piante. Proprio qui è nato il somei yoshino, il ciliegio più diffuso del Giappone, un incrocio tra edohigan e oshimazakura, e prende il nome dal vecchio villaggio di Somei che stava da queste parti.
La cosa che mi fa sempre effetto è che appena fuori dall’uscita nord c’è un parchetto che ricorda proprio questa storia, con piantati i due ciliegi da cui tutto è partito. Ci passo spesso e mi fermo a leggere la targa: pensare che il ciliegio che vedete ovunque in primavera abbia una radice così precisa, in un angolo qualsiasi di Tokyo, secondo me vale la piccola deviazione.

Quando venirci

Komagome dà il meglio quando i giardini sono nel loro momento. In primavera a Rikugien c’è un grande ciliegio piangente che è la sua attrazione più famosa, e in certi periodi il giardino resta aperto anche di sera con l’illuminazione.
In autunno vale lo stesso discorso con le foglie rosse, mentre poco più su il Kyu-Furukawa mette insieme un roseto e un giardino giapponese attorno a una villa in stile occidentale del periodo Taisho, con le rose al massimo tra primavera e autunno.
I costi sono bassi e non è un posto da svuotare il portafoglio: l’ingresso di Rikugien si aggira sui 300 yen e quello del Kyu-Furukawa è ancora meno. Se li volete vedere entrambi, esiste un biglietto unico per i due giardini che conviene, ma controllate sempre i prezzi aggiornati prima di andare.

Per il resto non aspettatevi movida né grandi centri commerciali: di sera è tranquilla e non è una zona molto internazionale. Per vedere con calma i due giardini, mangiare qualcosa e fare due passi tra le strade, io metterei in conto un paio d’ore o poco più.
Se vi avanza tempo, una fermata più in là c’è Sugamo, quella che chiamano la Harajuku delle nonne: cambio di scena totale e ci si arriva a piedi. Io onestamente Komagome la consiglio a chi vuole una giornata lenta, verde e senza fretta, non a chi cerca luci e vetrine.

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Komagome

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).