
Komagome
Komagome è una di quelle zone di Tokyo dove si respira e si cammina piano. Sta sulla linea Yamanote, tra Sugamo e Tabata, e quasi tutti ci scendono per un motivo solo: i giardini.
Io ci vado volentieri quando ho voglia di verde vero e di strade tranquille, senza folla e senza insegne che gridano. È una zona residenziale, con strade calme e poca vita notturna, senza per questo essere lontana dal centro. In pochi minuti a piedi dalla stazione ti ritrovi davanti a due dei giardini più belli della città, uno giapponese fino al midollo e uno mezzo europeo, e più o meno il senso di venire fin qui è tutto lì.
Indice
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Intorno alla stazione
La stazione è piccola e ci si orienta al volo, e appena fuori dai tornelli ci sono già due comodità che tornano utili prima di infilarsi nei giardini:
- Se avete i bagagli: vicino all’uscita 3 ci sono armadietti grandi, buoni anche per una valigia.
- Dentro la stazione: trovate i soliti konbini, comodi per acqua e onigiri prima di entrare nei giardini.
Sul lato nord, appena fuori, c’è anche un piccolo parco dedicato ai ciliegi, e sul lato opposto, scendendo a sinistra della stazione, parte una viuzza con ristoranti, negozi e locali che si accende la sera.
Rikugien, il giardino delle poesie
Rikugien nasce alla fine del Seicento come villa di campagna di Yanagisawa Yoshiyasu, uomo di fiducia dello shogun Tokugawa Tsunayoshi, che ci mise sette anni a scavare il laghetto e a tirare su le collinette.
Il nome rimanda ai sei principi della poesia classica, e non è una civetteria: dentro il giardino sono state ricostruite ottantotto scene tratte da paesaggi e poesie famose, alcune ancora segnalate da piccole pietre incise.
Nell’Ottocento il giardino passò alla famiglia Iwasaki, quella di Mitsubishi, che se lo tenne come residenza privata prima di donarlo alla città. Per questo camminarci dentro dà la sensazione di un posto pensato per essere letto, più che guardato: si sale sulla collinetta, si gira attorno all’acqua e a ogni curva si apre una veduta diversa.
I ciliegi di Somei
Questa zona ha un primato che tanti non conoscono, e cambia il modo in cui la guardi. Fino a tutto l’Ottocento la fascia tra Komagome e Sugamo era il grande distretto dei vivai di Edo, pieno di giardinieri e piante. Proprio qui è nato il somei yoshino, il ciliegio più diffuso del Giappone, un incrocio tra edohigan e oshimazakura, e prende il nome dal vecchio villaggio di Somei che stava da queste parti.
La cosa che mi fa sempre effetto è che appena fuori dall’uscita nord c’è un parchetto che ricorda proprio questa storia, con piantati i due ciliegi da cui tutto è partito. Ci passo spesso e mi fermo a leggere la targa: pensare che il ciliegio che vedete ovunque in primavera abbia una radice così precisa, in un angolo qualsiasi di Tokyo, secondo me vale la piccola deviazione.
La villa e il roseto del Kyu-Furukawa
Il Kyu-Furukawa è la cosa più strana e bella della zona: una villa di pietra scura disegnata da Josiah Conder, l’architetto inglese che ha lasciato mezza Tokyo in stile occidentale, con il piano di sotto all’europea e quello di sopra fatto di stanze in tatami.
Davanti alla villa scende un giardino a terrazze con il roseto, un centinaio di varietà sistemate in aiuole geometriche, e più in basso, oltre una fascia di alberi, si apre di colpo un giardino giapponese con laghetto e lanterne di pietra, opera di Ogawa Jihei, il grande giardiniere di Kyoto. Passare dall’uno all’altro in pochi metri è tutto il senso di questo posto.
Quando venirci
Komagome dà il meglio quando i giardini sono nel loro momento. In primavera a Rikugien c’è un grande ciliegio piangente che è la sua attrazione più famosa, e in certi periodi il giardino resta aperto anche di sera con l’illuminazione.
In autunno vale lo stesso discorso con le foglie rosse, mentre poco più su il Kyu-Furukawa mette insieme un roseto e un giardino giapponese attorno a una villa in stile occidentale del periodo Taisho, con le rose al massimo tra primavera e autunno.
I costi sono bassi e non è un posto da svuotare il portafoglio: si entra in tutti e due i giardini con pochi spiccioli, e chi li vuole vedere tutti e due ha anche un biglietto unico che conviene.
Per il resto non aspettatevi movida né grandi centri commerciali: di sera è tranquilla e non è una zona molto internazionale. Per vedere con calma i due giardini, mangiare qualcosa e fare due passi tra le strade, io metterei in conto un paio d’ore o poco più.
Se vi avanza tempo, una fermata più in là c’è Sugamo, quella che chiamano la Harajuku delle nonne: cambio di scena totale e ci si arriva a piedi. Io onestamente Komagome la consiglio a chi vuole una giornata lenta, verde e senza fretta, non a chi cerca luci e vetrine.
Come arrivare
Komagome è una fermata della linea Yamanote, quindi ci arrivate senza cambi da Tokyo, Ueno, Ikebukuro o Shinjuku, e la stessa stazione è servita anche dalla metro Namboku.
Per Rikugien uscite dal lato sud della stazione JR, oppure dall'uscita 2 della metro, e camminate circa sette minuti.
Per il Kyu-Furukawa si esce invece sul lato nord e si sale lungo la via principale per poco più di dieci minuti; arrivando in metro, la fermata più vicina al suo ingresso è Nishigahara.
Da Sugamo, una fermata più in là, si arriva anche tranquillamente a piedi.
Informazioni utili
- Stazione Komagome (JR Yamanote, Tokyo Metro Namboku): uscita sud o uscita 2 per Rikugien, uscita nord per il Kyu-Furukawa
- Stazione Nishigahara (Tokyo Metro Namboku): la più comoda per il Kyu-Furukawa
- Stazione Kaminakazato (JR Keihin-Tohoku): alternativa sul lato nord
Mappa
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Komagome
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).

