Inverno in Giappone
L’inverno in Giappone è molto più vivibile e affascinante di quanto si immagina da lontano. Se pensate solo a freddo e neve, vi state perdendo giornate limpide, città tranquille e una luce bellissima per girare e fare foto.
In questo articolo vi racconto perché l’inverno in Giappone, da dicembre a febbraio, è secondo me uno dei periodi migliori per viaggiare, soprattutto se vi interessano città, onsen e vita quotidiana più che spiagge e ciliegi in fiore. Vi dico subito una cosa: tra cielo blu d’inverno, prezzi spesso più bassi e meno folla, questi sono mesi che io consiglierei davvero di prendere in considerazione.
Indice
Perché inverno
La prima cosa che mi viene da dire è che l’inverno è il momento in cui il Giappone “respira”. Dopo l’autunno pieno di turismo e prima dell’esplosione di primavera, molte città tornano a un ritmo più normale. Templi e santuari meno affollati, strade più tranquille, ristoranti dove si trova posto più facilmente: per chi viaggia è un sollievo.
Un altro motivo molto pratico per pensare all’inverno in Giappone è che gennaio e febbraio sono spesso mesi di bassa stagione per voli e hotel, esclusi alcuni periodi di festa. I prezzi tendono a scendere proprio perché fa freddo e non ci sono grandi eventi turistici nelle città principali. Io onestamente trovo che sia un ottimo compromesso: un po’ di freddo in cambio di camere più accessibili e quartieri più vivibili.
Quando andare
Se parliamo di inverno, la domanda diventa: meglio dicembre, gennaio o febbraio? Ogni mese ha una personalità diversa, sia come clima che come atmosfera.
Gennaio, tolti i primissimi giorni del nuovo anno, diventa uno dei periodi più tranquilli in assoluto. Fa freddo, questo sì, ma le città sono molto meno affollate, gli alloggi spesso costano meno e l’aria è limpida. È il mese che vi consiglierei se volete visitare Tokyo, Kyoto, Osaka e magari qualche onsen senza dover continuamente fare i conti con file e prenotazioni impossibili.
Febbraio è ancora pieno inverno, ma in molte zone il cielo è ancora più stabile e secco, con tante giornate di sole. È il mese ideale se volete combinare città e neve in montagna o in Hokkaido, soprattutto per chi pensa allo sci o al Sapporo Snow Festival, che si tiene ogni anno a inizio febbraio e richiama apposta chi ama la neve “vera”. In cambio però le temperature restano basse, quindi serve un abbigliamento un po’ più serio.
In generale, vi direi così: dicembre per le luci e l’atmosfera, gennaio per chi cerca calma e prezzi più bassi, febbraio per chi vuole un inverno pieno, con neve e festival, ma senza rinunciare alle città.
Clima a Tokyo
Quando si pensa a Tokyo in inverno, molti immaginano qualcosa di quasi polare. In realtà, se guardiamo alle medie, le temperature restano sorprendentemente miti: a dicembre la massima si aggira sui 12 gradi, a gennaio sui 9–10, a febbraio torna leggermente a salire. Le minime scendono verso i 3–4 gradi, ma raramente si va molto sotto lo zero in città.
La cosa più importante da capire è che l’inverno a Tokyo è freddo, secco e molto spesso soleggiato. Le giornate di pioggia o neve non sono tantissime, e quando nevica di solito la neve non resta a lungo a terra. Questo significa che si può girare quasi sempre senza l’ansia del temporale improvviso o della bufera di neve. Per chi vuole visitare quartieri come Asakusa, Shinjuku, Shibuya o Odaiba è un enorme vantaggio: camminate lunghe, foto nitide, poco fango e poche pozzanghere.
Io di solito a Tokyo in inverno uso un sistema molto semplice: maglietta termica, strato intermedio e buon giubbotto, più cappello e guanti se sto fuori la sera. Con questo tipo di abbigliamento riuscite a stare bene sia all’aperto sia nei locali, dove il riscaldamento è spesso forte. Secondo me, per chi è abituato a inverni umidi, la sorpresa è che qui si sente più “pulito” il freddo: dà meno fastidio alle ossa, soprattutto se vi muovete un po’.
Tenete presente che questo discorso vale in buona parte anche per altre zone centrali del Giappone, come Osaka, Kyoto e Nagoya: clima freddo ma non estremo, settimane intere con cieli chiari e qualche giornata di pioggia ogni tanto.
Dove andare
Se l’idea è fare un viaggio “classico” in inverno, io vi consiglio di ragionare soprattutto sulle zone centrali e meridionali del paese. Tokyo, Kyoto e Osaka restano il triangolo più gettonato, ma in questi mesi si possono aggiungere con calma altre tappe senza la pressione dei periodi di altissima stagione.
Un itinerario tipico potrebbe essere qualcosa del genere: qualche giorno a Tokyo in inverno, sfruttando il cielo limpido per salire su torri panoramiche o grattacieli; poi shinkansen verso Kyoto e Osaka, dove l’aria fredda si sposa benissimo con templi fumanti di incenso, vicoli stretti e cibo caldo. Da lì potete allungare fino a Hiroshima e Miyajima, che in inverno hanno meno folla ma mantengono tutto il loro fascino, oppure verso Kanazawa, che ha un’atmosfera molto bella con il freddo e ogni tanto un po’ di neve.
Un’altra idea che io trovo perfetta per l’inverno è abbinare le città a una zona di onsen. Posti come Hakone, Kusatsu, Beppu, Yufuin o alcune vallate vicino a Nagano diventano ancora più belli con il vapore che si alza dalle acque termali e l’aria tagliente fuori. Fare un bagno caldo all’aperto mentre fuori ci sono pochi gradi è una di quelle cose che restano in testa per anni.
In tutti questi casi parliamo di zone dove ci si muove bene con treni e mezzi pubblici, senza bisogno di auto e senza doversi preoccupare troppo di strade ghiacciate. Per un primo viaggio in inverno in Giappone, io vi consiglierei di restare principalmente in queste aree, aggiungendo eventualmente un assaggio di neve senza esagerare con le zone più estreme.
Hokkaido e nord
Quando si parla di inverno in Giappone, molti pensano subito a Hokkaido, alla neve profonda e alle piste da sci. Ed è vero: il nord del paese è un paradiso per chi ama la neve seria. Ma qui vi dico una cosa con molta chiarezza: se non avete in mente lo sci, lo snowboard o il Sapporo Snow Festival, non è la zona che consiglio per il semplice “andare in giro” in inverno.
In Hokkaido e in molte parti del nord la neve non è “un po’ di bianco per fare atmosfera”: è tanta, a volte tantissima. Negli ultimi inverni non sono mancati episodi con oltre un metro di neve caduto in poche ore, con strade chiuse, treni e voli cancellati e intere zone rallentate. È affascinante, ma per chi deve solo visitare piccoli paesi, guidare, spostarsi da una cittadina all’altra, diventa rapidamente complicato.
In più, in Hokkaido spesso serve l’auto per raggiungere le zone più rurali, decisamente lontane dalle città principali. Guidare su neve e ghiaccio in queste condizioni non è una passeggiata: visibilità ridotta, strade strette, buio presto nel pomeriggio e, in caso di bufera, il famoso “muro bianco” che non fa vedere più nulla. Se non siete davvero abituati a queste situazioni, io vi direi di evitare di farvi un viaggio “on the road” in Hokkaido a gennaio o febbraio solo per curiosità.
Detto questo, se vi piace sciare o volete proprio vivere la neve polverosa di Niseko, Furano, Rusutsu e soci, oppure se il vostro sogno è vedere da vicino il Sapporo Snow Festival con le enormi sculture di neve illuminate la sera, allora l’inverno è ovviamente il momento giusto. In quel caso però vi consiglio di concentrare lì una parte del viaggio, preparandovi mentalmente a qualche ritardo nei trasporti e a temperature molto sotto lo zero.
Nagano e Alpi
Un discorso simile, ma un po’ diverso, vale per Nagano e le Alpi giapponesi. Qui la neve è abbondante soprattutto nelle valli interne e sulle montagne, ma la grande differenza rispetto a Hokkaido è che molte zone sono ben collegate con lo shinkansen e con treni regionali. Nagano città, Matsumoto, alcune località di onsen e i comprensori sciistici come Hakuba sono più facili da inserire in un itinerario partendo da Tokyo.
Se vi piace sciare o avete voglia di vedere i paesaggi invernali di montagna, Nagano è un’ottima opzione: piste importanti, borghi di montagna, onsen in mezzo alla neve. Può avere senso anche una fuga di uno o due giorni solo per godersi un ryokan con bagno termale e una passeggiata tra case di legno e vapore. Qui però va detta la stessa cosa di prima: se l’obiettivo è solo fare turismo “di città”, con poca voglia di neve e ghiaccio, forse non è la zona che rende di più a gennaio e febbraio.
Molti pensano anche alla valle dei macachi delle nevi di Jigokudani, con le scimmie che si immergono nelle acque calde. È una gita interessante, ma il sentiero in inverno può essere scivoloso e richiede scarpe adatte e un minimo di abitudine a camminare sulla neve. Io vi consiglierei di inserirla solo se avete davvero curiosità per questo tipo di esperienza, non come tappa “obbligata” solo perché è famosa.
In sintesi: Nagano e le Alpi giapponesi in inverno hanno senso soprattutto se vi attrae la montagna vera, con tutto quello che comporta. Se invece preferite muovervi agili tra città, quartieri, mercati e musei, meglio restare sulle aree più miti e secche.
Natale e luci
Il Natale in Giappone è molto diverso da quello a cui sono abituate molte persone. Non è una grande festa familiare nazionale, ma più una combinazione di marketing, luci e appuntamenti di coppia. Il 24 e il 25 dicembre non sono giorni festivi: negozi, ristoranti, attrazioni e trasporti funzionano quasi normalmente, il che per chi viaggia è comodissimo.
Natale diventa quindi un’ottima scusa per un viaggio urbano: giornate fredde ma soleggiate per visitare templi, musei e quartieri, e serate dedicate a cena calda e passeggiata tra le illuminazioni. Ve lo dico sinceramente: è un tipo di “Natale in viaggio” che ha il suo fascino, proprio perché è diverso e meno carico di aspettative familiari.
Capodanno giapponese
Il Capodanno in Giappone è invece una cosa molto seria, ma in un modo diverso rispetto a quello a cui molte persone sono abituate. Non ci sono grandi feste di piazza e fuochi d’artificio ovunque: c’è piuttosto un clima di ritiro, famiglia e tradizione. I giorni intorno al 31 dicembre e ai primi di gennaio sono quelli in cui molti negozi, ristoranti e uffici chiudono, anche per più giorni di fila.
Per chi viaggia questo significa due cose. Da un lato può essere molto interessante assistere alle visite ai templi e ai santuari, con file ordinate di persone che vanno a pregare all’inizio dell’anno, bancarelle di cibo caldo, amuleti, campane che suonano. È un modo bellissimo per vedere il Giappone nel suo lato più tradizionale, con famiglie in kimono, bambini vestiti bene, aria fredda e profumo di incenso.
Dall’altro lato, bisogna essere consapevoli che alcuni ristoranti e musei saranno chiusi, e che i treni possono essere più affollati all’inizio e alla fine del periodo di festa, quando tutti si spostano per tornare nel proprio paese d’origine o rientrare in città. Io vi consiglierei di restare fermi nella stessa città per qualche giorno intorno al Capodanno, magari programmando visite a templi, parchi e passeggiate, senza contare su grandi spostamenti o shopping mirato.
Se vi incuriosisce vedere un Capodanno “diverso”, ha senso programmare il viaggio includendo questi giorni. Se invece non volete avere nessun tipo di limitazione, forse è meglio arrivare dopo la prima settimana di gennaio, quando tutto torna a funzionare in modo più regolare.
Costi e affluenza
Parlando di inverno in Giappone, la questione prezzi e affollamento è un argomento importante. Gennaio e febbraio, tolto il periodo di Capodanno, sono tra i mesi più tranquilli per quanto riguarda il turismo internazionale e interno nelle grandi città. Questo si riflette spesso su tariffe più basse per hotel e ryokan, oltre che su una maggiore disponibilità di camere.
In pratica, dove a primavera o in autunno trovate “sold out” o prezzi alle stelle, in inverno potete riuscire a prenotare con più calma, magari scegliendo strutture un po’ più curate. Lo stesso vale per ristoranti popolari e attrazioni: meno gruppi organizzati, meno ressa ai tornelli, meno file per tutto. Per chi viaggia con calma e non ama gli ambienti sovraffollati è un vantaggio enorme.
Il rovescio della medaglia è che da dicembre a febbraio, soprattutto dopo le feste, ci sono meno eventi speciali nelle città (a parte illuminazioni e qualche manifestazione invernale) e il freddo può scoraggiare chi ama stare all’aperto fino a tardi. Io vi direi di vederla così: pagate il prezzo di qualche grado in meno per avere il lusso di un Giappone più tranquillo, dove è più facile vivere la quotidianità senza sentirsi in mezzo a un’ondata di turismo di massa.
Cosa mettere
Sul fronte abbigliamento, la parola chiave è stratificazione intelligente. Per un viaggio d’inverno nelle zone centrali del Giappone io vi consiglierei di pensarla così: meglio più strati medi che un solo capo pesantissimo, perché passerete continuamente da esterni freddi a interni molto riscaldati.
- magliette termiche o intimi tecnici leggeri
- maglione o pile medio come strato intermedio
- giacca invernale con cappuccio, non necessariamente da montagna estrema
- sciarpa, guanti, cappello per mattine e sere
- scarpe comode chiuse, con suola che non scivola facilmente
Per chi pensa di fare un salto in montagna o verso zone con neve, ha senso aggiungere calzini più spessi, scarponcini impermeabili e magari ramponcini leggeri se sapete che camminerete su tratti ghiacciati. In città come Tokyo, Osaka o Kyoto spesso basta una buona scarpa da città, ma se volete sentirvi più sicuri in caso di pioggia o neve leggera, una suola un po’ più scolpita non fa male.
Io onestamente trovo che, rispetto a molti posti europei, il freddo secco delle città giapponesi sia più tollerabile, purché non sottovalutiate il vento e le temperature serali. Meglio avere un capo in più nello zaino che ritrovarsi a rinunciare a una passeggiata serale perché fa troppo freddo.
Cibo d’inverno
L’inverno in Giappone è la stagione perfetta per i piatti fumanti e un po’ più sostanziosi. Nei menù iniziano a dominare i nabe, le pentole in condivisione al centro del tavolo: ci sono versioni con pollo e verdure, con maiale e cavolo, con tanto tofu e funghi, oppure brodi più intensi come il kimchi nabe, leggermente piccante. A me piace proprio perché è un tipo di cucina che ti costringe a rallentare: si cuoce tutto poco alla volta, si parla, ci si scalda dentro e fuori. In molti locali trovate anche sukiyaki e shabu-shabu, due varianti di carne cotta al momento che d’inverno hanno ancora più senso, soprattutto se siete in coppia o con un piccolo gruppo.
Fuori, nelle giornate più fredde, l’inverno è il regno dei cibi da conbini caldi: le vasche di oden con ravanello daikon, uova, chikuwa e konnyaku, i nikuman (panini al vapore ripieni di carne), le zuppe pronte solo da scaldare, i tè e caffè venduti già caldi negli scaffali. Nei ristoranti e nelle ramen-ya trovate ramen più ricchi, con brodi densi che d’estate sarebbero pesanti ma che d’inverno diventano perfetti dopo una giornata al freddo. Come dolci, tornano spesso zenzai e oshiruko, zuppe dolci di azuki con mochi, e dessert a base di castagne che proseguono dall’autunno ma si gustano ancora meglio quando fuori l’aria è tagliente. Io onestamente vi consiglio, se viaggiate in inverno, di lasciarvi guidare proprio dal freddo: quando iniziate a battere un po’ i denti, è il momento di entrare nel primo posto che vedete e ordinare il piatto più caldo del menù.
Il mio consiglio
Se dovessi riassumere il mio consiglio sull’inverno in Giappone, vi direi così: per la maggior parte delle persone ha più senso concentrarsi su Tokyo, Kansai e qualche zona di onsen, lasciando Hokkaido e le montagne più dure a chi è davvero interessato a sci e neve profonda. L’inverno qui, nelle aree centrali, è un periodo secco, spesso soleggiato, con prezzi più bassi e città più vivibili rispetto ai picchi di primavera e autunno.
Io vi direi di scegliere dicembre se vi attirano luci, Natale “alla giapponese” e atmosfera serale; di puntare su gennaio se volete città tranquille e buone tariffe; di pensare a febbraio se avete in mente neve seria, festival invernali e magari qualche giorno sugli sci. E in tutti i casi di ritagliarvi almeno una notte in un onsen, perché uscire dall’acqua bollente con l’aria fredda in faccia è una sensazione che resta.
L’inverno in Giappone non è la stagione “facile” e instagrammata dei ciliegi in fiore, ma è il momento in cui il paese mostra il suo lato più quotidiano e autentico. Se vi piace viaggiare con calma, osservare le persone, mangiare piatti caldi e godervi il cielo blu d’inverno, secondo me questi mesi vi piaceranno più di quanto pensate. E magari, una volta provati, finirete anche voi per dire che l’inverno non è una scelta di ripiego, ma un modo diverso – e molto bello – di conoscere il Giappone.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
