Santuario HanazonoA 66 metri
Nel cuore di Shinjuku.

Golden Gai è un luogo veramente magico che si trova a Kabuki-cho, il quartiere di Shinjuku che non dorme mai.
Golden Gai nasce dal mercato nero del dopoguerra, quando le bancarelle abusive cresciute intorno alla stazione di Shinjuku vennero spostate qui, in questo fazzoletto di terra ai margini della città. Per anni i vicoli furono una zona di bar clandestini e di prostituzione, almeno fino alla legge che nel 1958 vietò quest’ultima: da lì i locali si trasformarono nei bar minuscoli che vedete ancora oggi.
Il quartiere è poi sopravvissuto per miracolo alla speculazione edilizia degli anni della bolla, quando questo pezzetto di Shinjuku valeva una fortuna e gli incendi dolosi erano all’ordine del giorno: i proprietari arrivarono a fare la guardia ai vicoli di notte, a turno.
È anche per questo che Golden Gai è rimasto un pezzo di Tokyo anni Cinquanta, con le sue casette di legno di due piani appiccicate una all’altra, in mezzo ai grattacieli tutto intorno.
Si tratta di una zona con circa 200 bar di dimensioni lillipuziane che ospitano dai cinque ai dieci clienti ciascuno e sono davvero molto piccoli. Non avrei alcun problema a entrare in uno di questi bar da solo, perché l’atmosfera è decisamente amichevole e fare amicizia con i pochi clienti presenti penso sia questione di pochi secondi.
Questo luogo è stato famoso in passato, ed è famoso tuttora, per ospitare spesso artisti, musicisti, attori e registi anche molto famosi, come anche viene detto nel film Tokyo Ga di Wim Wenders.
Ogni locale di Golden Gai ha una sua identità precisa: c’è il bar dedicato al jazz, quello punk, quello tappezzato di manifesti di film di serie B e quello dove si canta al karaoke stretti in sei. Dietro al bancone c’è quasi sempre il master, cioè il proprietario, che vi versa da bere e vi tiene compagnia.
Molti bar occupano due piani minuscoli collegati da una scala ripidissima, quindi anche se al piano terra sembra tutto pieno spesso c’è posto di sopra.
Alcuni locali sono riservati agli habitué e ve lo fanno capire con un cartello sulla porta, altri invece espongono un menu in inglese e un benvenuto esplicito: sono quelli in cui entrare senza timore. Il bello, alla fine, è cambiare bar dopo un paio di bicchieri e ritrovarsi in un mondo completamente diverso a tre metri di distanza.
Qua sotto trovate un video che ho fatto una sera mentre passeggiavo per Golden Gai. Come vedete per le strade c’è poca gente, ma i bar sono pieni ed è tutto molto surreale e caratteristico.


Golden Gai si trova nella zona est di Shinjuku, in un fazzoletto di vicoli subito dietro il santuario Hanazono. Dalla stazione di Shinjuku prendete l'uscita Est e camminate per 5-10 minuti lungo Yasukuni-dori, costeggiando Kabukicho.
Se vi muovete in metropolitana la fermata più comoda è Shinjuku-sanchome: dall'uscita E1 ci arrivate in meno di 5 minuti.
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Golden Gai
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).