Tokyo Ga – di Wim Wenders
Tokyo Ga è il diario di viaggio con cui Wim Wenders ha reso omaggio a Tokyo e al cinema di Yasujiro Ozu.
Il regista tedesco, durante un breve periodo di pausa delle riprese del film “Paris, Texas“, nella primavera del 1983 si reca in Giappone, dove già era stato numerose volte in passato, per girare un documentario sulla capitale giapponese ma non solo. Vi sono molti riferimenti ed interviste a collaboratori di Ozu, uno tra i più grandi registi di tutti i tempi, che fu capace di rivoluzionare più volte il mondo del cinema durante la sua lunga carriera e che probabilmente toccò l’apice con il film Tokyo Monogatari del 1953, la cui introduzione è la medesima del film di Wenders.
Indice
Un documentario semplice ma indimenticabile
Tokyo Ga è un film che seppur semplice e girato in circa due settimane è stato montato con maestria e la colonna sonora di Laurent Petitgand rende uniche ed indimenticabili alcune scene. Oltre all’altissimo livello culturale nei momenti in cui si parla di Ozu e dei rapporti interpersonali ed intrafamiliari dei protagonisti dei suoi film, vengono mostrati anche aspetti alquanto bizzarri del Giappone che prima di allora non erano mai stati documentati a sufficienza e grazie a questo film sono diventati celebri in tutto il mondo: la passione dei giapponesi per il pachinko e per il golf, i piatti in cera prodotti a Kappabashi Dori e i Rockabilly di Harajuku sono solo alcune delle tante scene che destano una grande curiosità in tutti coloro che non conoscono molto della cultura giapponese.
Camminando per le vie di Tokyo al calar del Sole si possono rivedere dal vivo le stesse immagini di Tokyo Ga anche se sono trascorsi decenni dalla realizzazione di questo lungometraggio. La società giapponese si evolve, grattacieli vengono distrutti e ricostruiti nel giro di pochi mesi ma le immagini girate da Wenders sono eterne ed hanno consentito a questo film di entrare nella storia del cinema.
Herzog sulla Tokyo Tower e Chris Marker a Golden Gai
Nel film compaiono anche due grandi colleghi di Wenders. In cima alla Tokyo Tower c’è Werner Herzog, che guarda la città dall’alto e dice che ormai non esistono più immagini pure: per trovarle, secondo lui, bisognerebbe andare nello spazio o sulle montagne più remote.
Poi c’è Chris Marker, che Wenders incontra in un minuscolo bar di Golden Gai a Shinjuku chiamato La Jetée, come il suo film più famoso. Marker però resta nascosto alla cinepresa: si vede solo di sfuggita, coerente con il suo rifiuto di farsi fotografare.
Chishu Ryu e Yuharu Atsuta, gli uomini di Ozu
Le parti più toccanti di Tokyo Ga sono le due lunghe interviste agli uomini che hanno lavorato con Ozu per tutta la vita. Il primo è Chishu Ryu, l’attore che compare in quasi tutti i suoi film, compreso il padre anziano di Tokyo Monogatari: Wenders lo segue fino alla tomba del maestro al tempio Engaku-ji di Kita-Kamakura, dove sulla lapide c’è un unico carattere, “mu”, il nulla.
Il secondo è Yuharu Atsuta, per decenni l’operatore di fiducia di Ozu. Davanti alla cinepresa racconta i segreti di quello stile: l’inquadratura bassissima, all’altezza di chi siede sul tatami, e sempre lo stesso obiettivo da 50 mm. Alla fine si commuove e chiede di fermare le riprese, ed è uno dei momenti più intensi del film.


Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).