Foto del Monte Fuji
Il Monte Fuji ha un magnetismo particolare. Quando vivi in Giappone, o anche solo se ci passi qualche settimana, diventi quasi ossessionato dal cercare la sua sagoma all’orizzonte. Non importa quante volte io l’abbia visto, ogni volta che spunta tra le nuvole o dietro un grattacielo mi fermo a guardarlo. Spesso prendo la macchina o il treno proprio per andare in zone dove la visuale è pulita, sperando in una giornata limpida e senza foschia.
Indice
Quando la montagna si fa vedere
Il Fuji si nasconde molto più spesso di quanto pensiate, e non è una questione di fortuna: è una questione di stagione. I mesi più affidabili vanno da dicembre a febbraio, quando l’aria fredda e secca toglie la foschia e la vetta resta bianca fino a mezza costa. In agosto invece potete passare una settimana intera ai laghi senza vederlo mai, perché l’umidità estiva costruisce un muro di nuvole che non si apre quasi mai.
Anche l’ora conta quanto il mese: la montagna si fa vedere presto, nella prima ora dopo l’alba, poi dalla tarda mattinata comincia a fabbricarsi le nuvole da sola e la cima sparisce sotto un cappello grigio. Ve lo dico: se avete una sola giornata buona, usatela appena sveglia e non rimandate al pomeriggio. Novembre resta il mio compromesso preferito, perché mette insieme aria già pulita e i colori dell’autunno intorno ai laghi.
Vederlo da Tokyo
In città la presenza del vulcano è discreta ma potente. Io vi consiglio di salire sugli osservatori gratuiti o di prenotare una camera ai piani alti, specialmente in inverno quando l’aria è secca e tagliente. Nelle mattine serene, prima che si alzi l’inquinamento cittadino, la montagna sembra vicinissima e crea un muro naturale dietro il cemento. Se dovete sceglierne uno solo, il Bunkyo Civic Center vi mette davanti a una vetrata rivolta a ovest, con pochissima gente intorno e tutto lo spazio per lavorare con calma. Dal palazzo del governo metropolitano di Shinjuku la vista è più larga e più scenografica, ma il vetro inclinato vi costringerà a incollare l’obiettivo per non portarvi a casa i riflessi della sala. In tutti e due i casi il profilo si stacca meglio nell’ultima mezz’ora di luce, quando il vulcano diventa una silhouette nera dentro il cielo arancione.
Lungo la strada
Il viaggio stesso verso l’interno offre scorci continui. Dal finestrino dello Shinkansen si ha quella manciata di secondi perfetta per scattare, mentre in auto sulla superstrada la vetta ti fa compagnia dritto davanti al parabrezza. Io trovo che guidare fin lì la mattina presto, con la strada vuota, sia uno dei momenti più rilassanti del viaggio. Sullo Shinkansen la regola è semplice: andando da Tokyo verso ovest il Fuji sta sulla destra, quindi puntate ai posti D ed E; nel viaggio di ritorno è esattamente dalla parte opposta. La finestra buona arriva dopo circa 40 minuti di viaggio, nel tratto tra Shin-Fuji e Shizuoka, e dura pochissimo: tenete lo schermo già acceso e l’obiettivo contro il vetro, altrimenti dalla manciata di secondi vi restano solo pali della luce.
I grandi laghi
Andare ai piedi del monte cambia tutto. L’acqua ferma del primo mattino crea riflessi nitidi, e il silenzio è assoluto. Ve lo dico sinceramente, spesso mi basta prendere un caffè caldo, sedermi su una panchina vicino alla riva e godermi l’aria gelida che arriva dall’acqua. Se capitate ad Hakone, le imbarcazioni sul lago Ashi offrono un punto di vista stabile, utile soprattutto per chi viaggia con ritmi più lenti o in famiglia.
Il diamante e il riflesso
Ci sono due scatti che ai piedi del vulcano diventano quasi un’ossessione. Il primo è il Diamond Fuji, cioè il sole che si appoggia esattamente sulla punta del cratere e per pochi secondi esplode come una gemma: dal lago Yamanaka si vede al tramonto, in una finestra lunga che va da metà ottobre a fine febbraio, e quando l’acqua è immobile il diamante si sdoppia nel riflesso.
Il secondo è il sakasa Fuji, la montagna capovolta dentro l’acqua. Qui non serve il sole ma l’assenza di vento: basta un soffio e il riflesso si sbriciola, per questo funziona quasi solo nelle prime luci, prima che la giornata si svegli. Io ho aspettato ore per venti secondi di calma piatta, e rifarei tutto.
Autunno e santuari
Quando le foglie cambiano colore, il paesaggio fa un salto di qualità visivo enorme. Strutture tradizionali come la pagoda Chureito si riempiono di persone, ed è normale, ma l’impatto estetico giustifica la folla. Se volete un’atmosfera più silenziosa, vi direi di esplorare i villaggi storici o i santuari antichi nascosti tra i boschi. L’odore del legno vecchio e del fumo dei fuochi rende l’esperienza molto fisica.
Natura e altitudini
Non serve sempre stare ai piedi del vulcano per apprezzarne la stazza. Salire sulle montagne vicine richiede un po’ di cammino ma regala prospettive ampie, dove il Fuji domina un mare di colline verdi. Quando si esplorano le zone più naturali, ci si accorge subito di alcune cose:
- Le fioriture primaverili: cambiano totalmente la palette di colori del terreno.
- Il campeggio in quota: offre cieli notturni che in città semplicemente non esistono.
- I campi agricoli: creano geometrie pulite che guidano l’occhio verso la montagna.
Alla fine, viaggiare per fotografare questa montagna è solo una scusa per passarci del tempo vicino. Che sia dal finestrino di un treno veloce, dalla vetrata di un grattacielo o vicino a un lago ghiacciato, è uno di quei panorami che rimette tutto in prospettiva. Io scelgo sempre il silenzio del mattino presto, con una visuale aperta e l’aria fredda sulla faccia.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
