
Fujiyoshida
Fujiyoshida è il posto giusto se volete il Monte Fuji dritto davanti agli occhi, e ci arrivate senza troppi giri. È una cittadina ai piedi della montagna, dalla parte dei Cinque Laghi, con una strada che punta verso la vetta e un santuario da cui un tempo partivano i pellegrini per salire in cima.
Qui non c’è il ritmo di una grande città: si viene per la montagna, per l’aria dell’altopiano e per un piatto di udon fatto come da nessun’altra parte. Vi spiego come muovervi, quando vale la pena esserci e cosa trovate appena scesi dal treno, perché il rischio è arrivare, fare la foto e ripartire senza aver capito dove siete.
Indice
Cosa vedere
Ristoranti
Negozi
La via del Fuji
La foto che avete visto ovunque si scatta su Honcho-dori, una strada dritta con lampioni, fili elettrici e negozietti bassi, e il Fuji piantato in fondo come se chiudesse la prospettiva. Riconoscete il punto subito. c’è sempre qualcuno con il telefono alzato in mezzo alla carreggiata.
Ed è proprio questo il problema. È una strada normale, con auto che passano e gente che ci abita, e mettersi in mezzo per la foto dà fastidio a chi ci vive e a chi guida.
Io vi direi di andarci presto la mattina: c’è meno traffico, la luce prende bene la neve sulla cima e non vi tocca aspettare il turno. Restate sul marciapiede, fate lo scatto e toglietevi, che il Fuji da lì non scappa.
Udon e santuario
Se c’è una cosa che vi consiglio di provare a Fujiyoshida è lo Yoshida udon, la specialità del posto. Sono noodles spessi e sodi, serviti in un brodo di miso e salsa di soia, e li trovate solo qui perché la terra dell’altopiano, piena di lava, non era buona per il riso e si è puntato tutto sul grano.
È roba semplice e da poco, il pranzo tipico da queste parti, mica un ristorante da occasione speciale. Nella scodella non aspettatevi il tempura: sopra ci trovate cavolo lessato, aburaage e, nei posti più tradizionali, carne di cavallo stufata nel dolce, che da queste parti si mangia da sempre e costa poco. I noodles sono così duri perché l’impasto viene lavorato con i piedi, e molte botteghe sono stanze di case private con una tendina all’ingresso e tre tavoli in tutto.
Poco distante c’è il santuario Sengen, all’ombra di alberi enormi: da secoli è il punto da cui si partiva a piedi per salire sul Fuji lungo il vecchio sentiero di Yoshida. Sapere questo cambia il modo di guardare la cittadina, perché quella strada dritta verso la montagna non è nata per le foto ma era la via dei pellegrini.
Per una visita così basta mezza giornata, e conviene abbinarla al lago Kawaguchi o alla pagoda Chureito, che sono lì a due passi.
Il fuoco di fine agosto
Se capitate qui a fine agosto, il 26 e il 27, la cittadina tranquilla di cui vi parlavo non esiste più: è lo Yoshida no Himatsuri, il festival del fuoco che chiude ufficialmente la stagione delle salite al Fuji. Lungo la via che porta al santuario vengono piantate una settantina di torce di legno alte tre metri, e la sera le accendono tutte insieme mentre due mikoshi sfilano nel quartiere dei vecchi alloggi dei pellegrini.
Il calore si sente da lontano e la strada diventa un corridoio di fiamme, con le famiglie che accendono anche la loro torcia davanti a casa. È considerata una delle feste più strane del Giappone, e se le vostre date ci passano vicino vale la pena far quadrare il giro per esserci.
La città dei telai
Prima di essere la città della foto al Fuji, Fujiyoshida era — ed è ancora — la città dei telai. Qui si tesse da oltre mille anni: i tessuti del Gunnai, seta finissima, erano già famosi in epoca Edo, perché la terra dell’altopiano non dava da mangiare e il lavoro si è spostato sul filo.
Nelle vie dietro il centro ci sono ancora un paio di centinaia di piccole tessiture, capannoni bassi che oggi lavorano per marchi di stoffe, cravatte e ombrelli. Qualcuna ha aperto uno spaccio in fabbrica, e in ottobre la città ci costruisce sopra una festa, la Hataorimachi Fes, con i telai in strada.
Come arrivare
Da Shinjuku il modo più comodo è il treno diretto Fuji Excursion: in meno di due ore e senza cambi vi lascia alla stazione Fujisan, che è il centro di Fujiyoshida e il punto di partenza per il santuario Sengen.
Per Honcho-dori e per la pagoda Chureito conviene invece scendere a Shimoyoshida, due fermate prima arrivando da Otsuki e servita dai treni locali della Fujikyu: da lì sono dieci minuti a piedi verso la montagna.
L'alternativa è la linea JR Chuo fino a Otsuki e poi la Fujikyu, che è privata e non rientra nel Japan Rail Pass, oppure il bus da Shinjuku, che costa meno del treno e ferma a due passi dalla stazione Fujisan.
Informazioni utili
- Stazione Fujisan (Fujikyuko; ci ferma il Fuji Excursion da Shinjuku)
- Stazione Shimoyoshida (Fujikyuko, treni locali): per Honcho-dori e la pagoda Chureito
- Dal terminal bus di Shinjuku arrivano anche i bus diretti per Fujisan
Mappa
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Fujiyoshida
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).








