A 1351 metriLago KawaguchiA 1351 metri
Con splendide vedute del Monte Fuji.

Il Museo Kubota, situato nella cittadina di Kawaguchiko, è considerato il paradiso degli artisti: costruito proprio da un grande artista giapponese, Kubota Itchiku, dal quale prende il nome, espone alcuni dei suoi capolavori più apprezzati.
Ad aspettarvi ci sono kimono dipinti a mano con un’antica tecnica di tintura della seta, un edificio che sembra uscito da un sogno e un giardino nel bosco con cascate e casa da tè: qui arte e natura vanno avanti insieme, dalla prima all’ultima sala.
Per chi non lo conoscesse Kubota Itchiku fu un rinomato artista nel settore tessile che dedicò la sua intera vita professionale a “rispolverare” e promuovere l’antica arte della tintura della seta con una tradizionale tecnica chiamata Tsujigahana. Questa particolare tecnica era usata per decorare i kimono durante il periodo Muromachi (1333-1573), dando vita a stoffe dai colori accesi e di incredibile bellezza, costellate perlopiù da fiori variopinti. Kubota Itchiku ne rimase assolutamente affascinato quando, appena ventenne, vide alcuni campioni di kimono esposti al Museo Nazionale di Tokyo. Fu in quel preciso momento che decise di tentare di ricreare quella precisa tecnica di tintura e diventarne un vero maestro. La strada però fu lunghissima. Chiamato alle armi, passò tre anni in Siberia nei campi di lavoro e tornò in Giappone solo a poco più di trent’anni; riprese in mano la seta ben oltre la mezza età e arrivò alla sua prima mostra a sessant’anni. Quella che presentò non era la copia dell’antica tsujigahana, ma una sua reinvenzione, tanto che porta il suo nome: itchiku tsujigahana.
Visitare il Museo Kubota è un’occasione unica per conoscere uno degli artisti giapponesi più conosciuti e approfondire maggiormente la storia e le tecniche della tintura della seta. L’edificio si colloca su una collina lungo le sponde settentrionali del Lago Kawaguchiko, incorniciato da un paesaggio naturale affascinante. L’edificio stesso è in realtà un capolavoro originale, che ricorda quasi i lavori stravaganti dell’architetto catalano Antoni Gaudì, e fu realizzato con materiali locali, con un mix di corallo, pietra calcarea e legno. La natura è un elemento che si ritrova nelle creazioni di Kubota, con i suoi kimono decorati da elementi naturali e dettagli legati alle stagioni e all’universo. Tra i pezzi della collezione non si può non notare il capolavoro incompiuto dell’artista “Sinfonia di luce”, un’opera immensa formata da 80 kimono che insieme danno vita al Monte Fuji.
Ogni kimono dell’artista lascia senza fiato per l’intensità e la brillantezza dei colori, la cura dei dettagli e delle decorazioni. Prima di accedere alla galleria avrete modo di guardare anche un filmato dedicato all’artista e alla sua storia, in cui lo si vede all’opera mentre lavora la seta.
Oltre alle opere dell’artista il museo ospita altre mostre di collezioni di opere d’arte di vario genere provenienti dall’Asia e dall’Africa.
Anche senza i kimono, questo museo si visiterebbe lo stesso per le sue architetture. La sala principale è una specie di piramide di legno retta da sedici enormi colonne ricavate da cipressi millenari: un ambiente solenne, che fa un contrasto bellissimo con la delicatezza delle sete appese alle pareti.
Ancora prima di entrare vi accoglie il portale d’ingresso, messo insieme con le porte di antichi palazzi indiani. L’edificio annesso è invece costruito in pietra calcarea di Okinawa e intonaco ryukyuano, e custodisce la collezione di perline di vetro che Kubota raccolse per tutta la vita, insieme ai mobili e agli oggetti antichi arrivati dall’Asia e dall’Africa.
Il progetto della Sinfonia di luce era smisurato fin dall’inizio: ottanta kimono pensati per essere accostati uno all’altro, come pannelli di un unico grande paesaggio. Kubota ne completò poco più di trenta prima di morire, nel 2003, e il lavoro è andato avanti nel suo atelier seguendo i disegni che aveva lasciato.
Guardateli prima nell’insieme e poi da vicino: da lontano si legge il paesaggio continuo, da vicino saltano fuori i ricami, le foglie d’oro e le sfumature che passano da un kimono al successivo senza uno stacco. In sala non trovate mai tutta la serie insieme, perché le opere ruotano con le stagioni: tornarci in un altro periodo dell’anno significa vedere un museo diverso.
Il museo non finisce con le sale espositive: tutto intorno c’è un giardino nel bosco che sale lungo il pendio, con sentieri di pietra, una piccola cascata e una grotta scavata nella roccia. È una passeggiata breve, ma vale la pena farla senza correre, perché è la parte che dà al posto quell’aria da rifugio fuori dal mondo.
Più in alto trovate una casa da tè affacciata sulla cascata, dove vi servono matcha e dolcetti, e una caffetteria da cui nelle giornate limpide si vede il Monte Fuji. Il momento più bello del giardino è verso metà novembre, quando gli aceri diventano rossi e l’intero pendio cambia colore.
Il museo si trova sulla sponda nord del lago Kawaguchiko, in mezzo al bosco, e ci si arriva quasi solo in autobus. Dalla stazione di Kawaguchiko salite sull'Omni Bus rosso, quello che fa il giro del lago, e scendete alla fermata dedicata al museo: sono una ventina di minuti e da lì l'ingresso è a pochi passi.
Se avete poco tempo, il taxi dalla stazione ci mette una decina di minuti.
In auto dal casello di Kawaguchiko ci vuole circa un quarto d'ora e davanti al museo c'è un parcheggio con una sessantina di posti.
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Museo Kubota
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A 1351 metriCon splendide vedute del Monte Fuji.
Fiori stagionali e vista vulcanica.
A 4745 metriCon vista mozzafiato sul Monte Fuji.
A 4865 metriParco di divertimenti.
A 5844 metriFast food con hamburger, giapponese.
A 6947 metriIn una foresta di cedri millenari.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).