Persone in kimono salgono una scalinata con ombrelli a Kamakura.

Dove mangiare a Kamakura

Nei miei itinerari di viaggio spiego come visitare Kamakura in giornata, e qualsiasi sia il giro che farete c’è una cosa fondamentale: non perdere tempo. Il motivo è che alcune cose da vedere, come ad esempio l’Hasedera e il Grande Buddha chiudono abbastanza presto, per cui a pranzo cercate di non fermarvi troppo.
Uno degli ingredienti più popolari di questa zona sono i gianchetti (o bianchetti), piccolissimi pesci, li vedrete proposti in molti ristoranti.
Vi do alcuni consigli sui migliori posti per mangiare bene a Kamakura, soprattutto vicini a Komachi Dori.

Shirasu, il piatto da ordinare

Se c’è una cosa che a Kamakura dovete ordinare almeno una volta sono i gianchetti, che qui si chiamano shirasu. Il modo classico è sul riso, lo shirasu don, ma sulle bancarelle e nei bar di Komachi Dori li vedrete spuntare anche in versioni molto più creative.
La differenza vera è tra quelli bolliti (kamaage) e quelli crudi: i crudi si servono solo nei giorni in cui le barche sono uscite e il pescato arriva fresco, quindi può capitare di non trovarli nemmeno in piena stagione. Da gennaio a inizio marzo la pesca nella baia di Sagami è chiusa per legge e il crudo sparisce dai menu: in quel periodo puntate senza problemi sui bolliti.
Nei locali più generosi c’è la ciotola con tutte e due le versioni, magari insieme al tonno o al salmone: è il modo migliore per capire quale preferite.

Kamakura Misui

È un piccolo ristorante in una stradina nascosta parallela a Komachi Dori. A pranzo hanno vari set che comprendono anche Udon o Soba. C’è spesso qualche minuto di coda da fare. Lo segnalo perché è “molto giapponese” e proprio perché è un filo nascosto è poco turistico. Si paga poco, con 1.000-1.500 yen potete prendere un set molto abbondante. Gli udon se li fanno in casa e il brodo è in stile Kyoto, delicato e chiaro, molto diverso da quello scuro a cui vi abitua Tokyo. Se non sapete cosa ordinare andate sul set con la tempura, che vi fa provare un po’ di tutto in una volta sola.

Gelateria il Brigante

Emiliano Vommaro, gelataio della gelateria il Brigante di Kamakura.

Avreste mai pensato che a Kamakura fanno uno dei migliori gelati che mangerete nella vostra vita? In una perpendicolare di Komachi Dori c’è la piccola Gelateria il Brigante, con gelato solo d’asporto. Il proprietario è l’italiano Emiliano Vommaro che prepara un gelato artigianale con ingredienti di altissimo livello importati direttamente dall’Italia. Trattandosi di una cosa veramente esclusiva il prezzo è intorno ai 1.000 yen per una coppetta. Provatelo! Tra i gusti trovate cose che in Giappone capitano raramente, tipo il miele sardo o la nocciola piemontese, e in vetrina ci sono anche dolci italiani difficili da trovare da queste parti. È un banco piccolissimo senza tavoli: si prende la coppetta e ci si sposta.


Hatokoji

È una bella sala da tè in perfetto stile giapponese, con ambiente minimale e tranquillo, vi troverete bene. Hanno principalmente dolci giapponesi e matcha e all’orario di pranzo a volte ci sono anche cose salate, per esempio il delizioso chirashizushi. Il locale è della Toshimaya, la pasticceria storica dei biscotti al burro a forma di piccione che vedete in mezza Kamakura, quindi sui dolci vanno sul sicuro: la warabi mochi preparata con la vera fecola è quella per cui torna la gente del posto. I tavoli sono distanziati e guardano su un piccolo giardino, ed è questo che rende la sosta così tranquilla.
Costo: 1.500 yen circa.

Komachi Dori

Folla di persone lungo Komachi Dori a Kamakura, Giappone.

La strada che dalla stazione di Kamakura porta al santuario Tsurugaoka è piena di negozi con souvenir, oltre a tanto street food e vari ristoranti. Potete trovare sushi, donburi, e molto altro. Non focalizzatevi solo sulla strada principale, camminate anche nelle stradine parallele e perpendicolari, perché ci sono moltissimi posti nascosti dove c’è meno gente e si trovano delle chicche imperdibili.


Garden House Kamakura

Se siete stufi della cucina giapponese e volete qualcosa di più vicino ai gusti occidentali, uscite dalla stazione dal lato ovest: in tre minuti a piedi arrivate al Garden House, un vecchio atelier trasformato in ristorante, con giardino e tavoli all’aperto.
La cucina è di impostazione californiana, con pizza, panini e birra artigianale di Kamakura, e vi salva la giornata anche fuori orario perché non chiudono tra pranzo e cena.
Aprono tutti i giorni dalle 9 alle 21 e il pranzo va dalle 11 alle 15. Nel weekend c’è quasi sempre da aspettare, quindi meglio prenotare. Mettete in conto una spesa un po’ più alta rispetto ai set giapponesi.

Mangiare al volo su Komachi Dori

Se avete poco tempo, lo street food di Komachi Dori è la soluzione più rapida: croquette calde, senbei grigliati al momento, dango, dolcetti al matcha e cose diverse ogni pochi metri. C’è però una cosa da sapere: a Kamakura il mangiare camminando è ufficialmente scoraggiato, perché la strada è stretta e piena di gente, e vi viene chiesto di fermarvi a mangiare davanti al negozio dove avete comprato e non davanti a quello degli altri.
Quasi tutti i banchi vi consegnano un sacchettino per i rifiuti, visto che per strada i cestini non ci sono: tenetevelo in borsa fino alla stazione. Fatta così, questa è la pausa più veloce che potete concedervi senza rinunciare a mangiare bene.

Le verdure di Kamakura

Girando tra i ristoranti vedrete spuntare ovunque la scritta kamakura yasai, cioè le verdure coltivate proprio qui intorno. Non è una trovata per turisti: a pochi passi dalla stazione c’è un mercato dei contadini dove i ristoratori vanno a fare la spesa la mattina, e parecchi locali cambiano i piatti in base a quello che hanno trovato.
Il modo più semplice per assaggiarle è ordinare una bagna cauda o un piatto di verdure crude e appena scottate, che molti bistrot servono come antipasto. Se un ristorante le mette in evidenza sul menu fidatevi e ordinatele: insieme al pesce sono la cosa più tipica che potete mangiare qui.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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