1 mese in Giappone
Un mese in Giappone è tantissimo tempo, nel bene e nel male. Può diventare il viaggio più bello che abbiate mai fatto oppure una corsa infinita tra treni, check-in e sveglie all’alba. Io vi consiglio di viverlo come un’occasione per rallentare, scegliere bene le tappe e accettare fin da subito che non vedrete tutto. In molti casi ha più senso tenersi un po’ di respiro, magari con qualche giorno di mare a Okinawa, piuttosto che infilare una città in più solo perché “è famosa”.
Con trenta giorni potete mescolare grandi città, zone più tranquille di montagna, piccoli centri poco turistici e magari un’isola tropicale. L’idea, ve lo dico sinceramente, è costruire un viaggio che respira: blocchi distinti, alcune basi stabili e qualche giorno volutamente “vuoto” per godervi il Giappone senza vivere col cronometro in mano.
Indice
- Il primo viaggio o no?
- Quanto è lungo davvero un mese
- Usare gli itinerari del sito come ossatura
- Tokyo e dintorni
- Kansai esteso
- Mare a Okinawa
- Kanazawa, Takayama e Shirakawago
- Gifu e il Giappone quotidiano
- Un assaggio di Kyushu
- Hokkaido: quando inserirla
- Basi, notti e combinazioni intelligenti
- Ritmo, stanchezza e budget
- Vale la pena?
Il primo viaggio o no?
La prima grande domanda è semplice: è il vostro primo viaggio in Giappone oppure no? Perché da questa risposta cambia tutta la struttura del mese.
Se è il primo viaggio, ha senso impostare il viaggio in modo abbastanza classico:
- partire da Tokyo
- passare da Kyoto, Osaka e Nara
- valutare Hiroshima e Miyajima
- e usare il tempo in più per allungare leggermente queste tappe, non per moltiplicare le destinazioni.
Se invece non è il primo viaggio, la logica cambia: molte tappe classiche le avrete già fatte in altri anni, e quel tempo si libera. In questo caso potete:
- ridurre un po’ i giorni nelle città che conoscete già
- rivedere solo i quartieri che amate davvero
- concentrare la parte “nuova” su Kyushu, Hokkaido, Kanazawa–Takayama–Shirakawago, qualche giorno in Gifu o più tempo nel mare di Okinawa.
Io vedo spesso che chi torna in Giappone dopo un primo viaggio si gode molto di più le zone meno famose: c’è meno ansia da lista, e un mese diventa il modo per costruire un itinerario davvero su misura.
Quanto è lungo davvero un mese
Trenta giorni sulla carta sembrano “tanto, così vediamo tutto”. Sul campo significano:
- una lunga serie di check-in e check-out
- parecchie ore su treni e mezzi
- una quantità enorme di stimoli ogni singolo giorno.
Secondo me un mese ha senso se lo pensate come due o tre viaggi in uno:
- un blocco urbano (Tokyo e dintorni)
- un blocco più culturale e storico (Kyoto, Osaka, Nara, Hiroshima, Miyajima)
- un blocco “bonus”: mare, montagna o Giappone del sud/nord.
L’obiettivo è alternare giornate piene a giornate molto più leggere, dove il programma principale è una passeggiata, un onsen o una spiaggia.
Usare gli itinerari del sito come ossatura
Se avete già dato un’occhiata alla sezione itinerari di viaggio del mio sito, sapete che ci sono:
- itinerari da 10 giorni
- itinerari da 14 e 15 giorni
- programmi completi come Giappone Spettacularis.
Questi itinerari sono già pensati per dare un buon equilibrio tra:
- Tokyo e i suoi quartieri
- il blocco Kyoto–Osaka–Nara
- eventuali tappe come Hiroshima e Miyajima
- gite come Kamakura o Nikko quando il tempo lo permette.
Per un mese non serve buttare via tutto e ricominciare: ha molto senso prendere uno di questi programmi come base e poi:
- aggiungere giorni extra nelle zone che vi interessano di più
- togliere quello che avete già visto in viaggi precedenti
- inserire blocchi nuovi come Okinawa, Kyushu, Hokkaido o l’area Kanazawa–Takayama–Shirakawago.
Io vi direi di pensarla così: il vostro mese è un itinerario classico allungato e personalizzato, non un giro completamente improvvisato. Le fondamenta sono quelle che usano anche i GiappoTour e gli itinerari più collaudati; il tempo in più vi serve per cucirci intorno tutto il resto.
Tokyo e dintorni
Su Tokyo il mio consiglio rimane quello: per la maggior parte dei viaggiatori, anche in un mese, 4–5–6 giorni sono un’ottima base. In questo tempo riuscite a:
- vedere le zone simbolo come Shibuya, Shinjuku, Harajuku, Asakusa
- esplorare Ueno, Akihabara, Ginza e qualche quartiere meno turistico
- inserire almeno una gita in giornata a Kamakura o Nikko se vi organizzate bene.
Con un viaggio di trenta giorni potete valutare di:
- aggiungere 1–3 giorni extra per vedere più quartieri “secondari”
- usare un giorno solo per girare senza meta in una zona che vi ispira
- prevedere almeno una giornata “morbida”, dedicata solo a rilassarsi in città, senza tappe obbligate.
Io vi consiglio di resistere alla tentazione di dire “vabbè, allora sto a Tokyo due settimane e poi faccio tutto il resto di corsa”. Meglio:
- una permanenza compatta ma intensa in città
- qualche gita nei dintorni
- poi il resto del mese speso a conoscere altre facce del Giappone, non solo i grattacieli.
Se non è il primo viaggio, potete anche limitare Tokyo ai quartieri che amate di più, lasciando più spazio al resto del Paese. Ma non sottovalutate mai quanta energia assorbe una metropoli del genere: alternare Tokyo con zone più tranquille aiuta moltissimo.
Kansai esteso
Il secondo pilastro del mese è il Kansai: Kyoto, Osaka, Nara, con la possibile estensione a Hiroshima e Miyajima.
Partendo dagli itinerari classici potete:
- mantenere la struttura di base (Kyoto come centro principale, Osaka per le serate, Nara in giornata)
- aumentare di una o due notti la permanenza a Kyoto
- allungare un po’ il tempo per le serate tra Gion, Pontocho e le zone più vive.
Con qualche giorno in più nel Kansai potete:
- tornare due volte al Fushimi Inari, ad esempio una mattina e una sera
- visitare i templi più famosi senza correre da uno all’altro
- inserire luoghi meno ovvi, piccoli santuari di quartiere o parchi dove fermarsi senza fretta.
Per Hiroshima e Miyajima, con un mese avete finalmente la libertà di scegliere se:
- fare una gita in giornata ben organizzata
- oppure concedervi una notte in zona, spezzando il viaggio e godendovi anche la sera.
Secondo me la chiave, qui, è ricordarsi che il Kansai non è solo una lista di templi da spuntare. Con il tempo giusto diventa la parte in cui vi fermate a guardare la vita quotidiana, assaggiare piatti diversi, camminare nei vicoli la sera.
Mare a Okinawa
Se la stagione è quella giusta, inserire Okinawa in un viaggio di un mese è una delle idee che cambiano completamente l’esperienza. Qui non parliamo solo di spiagge: è proprio un’altra atmosfera, con ritmi più lenti, cucina diversa e un lato del Giappone che molti non conoscono.
Io vi consiglierei di pensare a Okinawa come a:
- un blocco da 4–6 giorni
- da mettere verso la fine del viaggio, come recupero dopo le città
- oppure nel mezzo, per staccare tra due parti più impegnative del giro.
Durante questi giorni il programma può essere semplicissimo:
- mattina di mare e snorkeling
- pomeriggio di passeggiata lenta, magari in auto
- sera in un ristorante locale a provare piatti diversi dal solito sushi e ramen.
Un mese vi permette finalmente di farlo senza sensi di colpa: se il vostro sogno è anche avere qualche giorno di vacanza vera, non solo visite, qui è il posto giusto per rallentare e lasciarvi semplicemente vivere le giornate.
Kanazawa, Takayama e Shirakawago
La combinazione Kanazawa – Takayama – Shirakawago è perfetta per chi vuole vedere un Giappone più raccolto, fatto di case tradizionali, quartieri storici e paesaggi di montagna. Nei viaggi più brevi spesso viene sacrificata; con un mese diventa una delle integrazioni più naturali.
In 3–5 giorni potete:
- fermarvi a Kanazawa, girando tra quartieri di samurai, zone moderne e uno dei giardini più famosi del Paese
- spostarvi a Takayama, con il suo centro antico molto compatto
- dedicare almeno una giornata alla zona di Shirakawago, con le case dal tetto spiovente in mezzo ai campi.
Questa parte del viaggio si incastra bene:
- tra Tokyo e Kyoto, come ponte naturale
- oppure dopo il blocco Kansai, se vi piace l’idea di risalire verso le montagne.
A me piace perché cambia automaticamente il ritmo: si cammina di più a piedi, ci si sposta su distanze più brevi, si entra in contatto con un Giappone che non vive di grattacieli e centri commerciali, ma di legno, tetti, fiumiciattoli e colline.
Gifu e il Giappone quotidiano
La prefettura di Gifu e le zone simili sono l’occasione perfetta per vedere un Giappone quotidiano, quello che di solito si attraversa in treno senza fermarsi. In un mese potete concedervi 2–4 giorni in una città media o in una località termale meno turistica, usando questo tempo come vera pausa.
Qui il programma non è basato sulle “attrazioni imperdibili”, ma su:
- passeggiate lungo il fiume
- un pomeriggio in un onsen
- cene in locali dove il menu non è pensato per i turisti
- piccole scoperte dietro l’angolo: un tempietto, un parco, una galleria commerciale coperta.
Io trovo che queste giornate diano molto equilibrio a un viaggio lungo. Tra un blocco intenso e l’altro, fermarsi in un luogo così permette di vedere come vive chi qui sta tutto l’anno. E spesso, alla fine del viaggio, sono proprio queste immagini “normali” a rimanere più impresse.
Un assaggio di Kyushu
Se vi attira il Giappone del sud, con clima più mite, vulcani e una fortissima cultura degli onsen, allora Kyushu è una candidata ottima per riempire il vostro mese. Non è necessario attraversarla da cima a fondo: anche 4–6 giorni concentrati su una o due zone vi danno un assaggio molto diverso rispetto al giro classico.
In Kyushu trovate:
- città portuali con una storia particolare
- zone di campagne e crateri, con paesaggi aperti
- aree termali famose con acqua calda che esce ovunque.
Ha senso puntarci soprattutto:
- in primavera e autunno, quando il clima è spesso piacevole
- se vi attira l’idea di alternare giornate di visita a giornate intere passate a mollo nei bagni termali
- se non vi spaventa inserire un volo interno o uno shinkansen lungo nel vostro mese.
Nel bilancio totale del viaggio, Kyushu è quella parte che vi fa dire “ok, ho visto davvero un Giappone diverso”, non solo città clonate fra loro.
Hokkaido: quando inserirla
Hokkaido è la grande isola del nord, amatissima da chi cerca natura, spazi aperti e clima più fresco. In estate è una destinazione perfetta per:
- scappare dall’afa di Tokyo e Kyoto
- godersi laghi, altopiani, campi e percorsi in bici o a piedi
- vivere qualche giorno in cui la parola chiave è proprio aria aperta.
Se programmate il vostro mese nei mesi caldi, ha senso considerare un blocco di una settimana in Hokkaido, da combinare con il resto del viaggio: un po’ di Tokyo, poi su al nord, poi giù verso il Kansai o Okinawa.
In inverno, invece, Hokkaido è il regno della neve:
- temperature molto basse
- nevicate abbondanti per settimane
- condizioni perfette per sci e snowboard.
Se il vostro sogno è proprio sciare in Giappone, allora una parte del mese dedicata qui è più che giustificata. Se invece non siete interessati alla neve, io vi direi chiaramente che Hokkaido in pieno inverno ha senso solo se siete pronti a gestire freddo, strade ghiacciate e possibili ritardi negli spostamenti. In quel caso è più semplice restare sulle montagne di Honshu (Nagano e dintorni) e tenere Hokkaido come idea per un altro viaggio.
Basi, notti e combinazioni intelligenti
Per evitare che il mese si trasformi in un giro infinito di valigie e biglietti del treno, la cosa più importante è decidere quante basi volete avere. Io vi consiglio di stare su:
- 3 o massimo 4 basi principali
- con almeno 4–5 notti in ciascuna.
Da queste basi vi muovete:
- con gite in giornata
- con miniblocchi di 1–2 notti in qualche zona particolare che vi ispira.
Per darvi qualche esempio concreto di come combinare il tutto:
- mese “classico + mare”: blocco Tokyo e dintorni (usando gli itinerari da 10–14–15 giorni come riferimento), blocco Kansai con Kyoto, Osaka e Nara, e alla fine 4–6 giorni a Okinawa.
- mese “classico + Alpi giapponesi”: Tokyo, poi Kanazawa – Takayama – Shirakawago – Gifu, poi Kyoto/Osaka, con qualche giorno libero da spostare dove vi sembra di avere meno tempo.
- mese “già stati, vogliamo qualcosa di diverso”: pochi giorni nelle città che conoscete già, poi blocco in Kyushu o Hokkaido, e magari un finale al mare se la stagione lo permette.
In tutti i casi l’idea è la stessa: meno hotel diversi e più notti in ogni posto. Ogni cambio di base vi mangia mezza giornata tra check-out, viaggio, arrivo e sistemazione. Un mese vola lo stesso, non c’è bisogno di sprecarlo in corridoi di alberghi.
Ritmo, stanchezza e budget
Quando si parla di un mese in Giappone non è solo una questione di “cosa vedere”, ma anche di come volete sentirvi durante il viaggio. Un itinerario pieno di spostamenti lunghi:
- costa di più in termini di biglietti
- vi chiede molta più energia mentale
- rende difficilissimo adattare il programma al meteo o alla stanchezza.
Un itinerario con poche basi principali:
- vi permette di reagire al meteo spostando le giornate
- vi dà la libertà di infilare mezze giornate di pausa
- rende più facile trovare alloggi migliori, restando più a lungo nello stesso posto.
Io vi consiglio di:
- prevedere da subito alcune giornate leggere
- accettare che durante il viaggio ci saranno giorni in cui non avrete voglia di grandi spostamenti
- usare il mese per fare anche esperienze semplici: un supermercato diverso, un parco qualunque, una mattina passata solo a guardare come si muovono le persone.
- meno treni veloci lunghi
- più flessibilità nel cercare alloggi con buon rapporto qualità/prezzo
- possibilità di alternare cene speciali a giornate “da conbini”.
Diciamocelo: non è il viaggio per contare gli spiccioli, ma nemmeno una corsa a chi spende di più. Trovare l’equilibrio tra esperienze importanti e giornate semplici è quello che, alla fine, rende sostenibile tutto il resto.
Vale la pena?
Secondo me sì, tantissimo. Un mese in Giappone, se costruito con un po’ di cura, è uno di quei viaggi che ti cambiano il modo di vedere un Paese. Non è più solo la “vacanza dei templi e dei grattacieli”: diventa il periodo in cui scoprite che vi piace di più un izakaya di quartiere rispetto al ristorante stellato, o che un pomeriggio a guardare il mare di Okinawa vale quanto una lista di monumenti.
Io vi consiglierei di usare questi trenta giorni per:
- fare il vostro giro classico con calma
- aggiungere almeno un blocco di Giappone diverso (Kyushu, Hokkaido, Alpi giapponesi, Gifu…)
- infilare qualche giorno di mare o onsen quando la stagione lo consente.
Alla fine del mese, più che la quantità di posti “fatti”, secondo me conta l’immagine che vi portate a casa: magari voi seduti a guardare le luci di Tokyo da una camera d’albergo, o su una spiaggia a Okinawa con una bibita in mano, a pensare che un mese qui è volato. E la vera domanda, a quel punto, sarà un’altra: quale pezzo di Giappone vi manca ancora voglia di esplorare?
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).