Negli anni ’60 e ’70 molti studenti di Tokyo alloggiavano qua in appartamenti minuscoli in affitto per pochi soldi e il clima da allora non è cambiato poi molto. Le stradine sono strette come quelle di un tempo e la cultura di quegli anni sembra non essere sparita.
Appena fuori dalla stazione vi basta dare un occhiata a qualche persona ed un paio di negozi e capite subito perché Shimokitazawa è un quartiere davvero “alternativo“.
Se avete uno spirito hippy o semplicemente artistico e creativo questo è il quartiere che fa per voi, in caso contrario prima di venire qua dedicatevi agli altri quartieri principali di Tokyo.
Qui osservo i riflessi delle insegne luminose sull'asfalto bagnato. La sera è il momento migliore per esplorare i vicoli del quartiere quando si accendono le luci.
Il piccolo quartiere di Shimokita (così chiamato da molti) ha decine e decine di negozi di vestiti, talvolta usati, in stile retrò ed hippy; il bello è che seppur lo stile sia molto simile ogni negozio è totalmente diverso dagli altri e posso dire di non aver mai visto una così ampia varietà di vestiti di questo tipo.
Chi popola questo quartiere sono giovani alternativamente creativi, ma anche registi e scrittori di fama mondiale risiedono qua.
Durante il giorno si possono trovare molti giovani che suonano in strada promuovendo sé stessi, provando a vendere qualche CD e invitando i passanti a venire a sentire il loro concerto in uno dei tanti locali di questo quartiere. Ogni sera infatti a Shimokitazawa si possono ascoltare concerti dal vivo perlopiù di gruppi emergenti ed indipendenti.
Ci sono vari modi per arrivare a Shimokitazawa ma i più semplici sono: da Shinjuku prendete la Odakyu Odawara Line (9 minuti) oppure da Shibuya prendete la Keio Inokashira Line (6 minuti).
Informazioni utili
Nome: Shimokitazawa
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Le vie principali si riempiono di passanti sotto gli ombrelli. Tra un negozio di dischi e l'altro è facile trovare locali che offrono cibo a poco prezzo per una pausa.
Le librerie indipendenti tengono le porte aperte fino a tardi. Gli scaffali di legno traboccano di volumi illustrati da sfogliare con calma prima di riprendere a camminare.
Le svendite serali vengono segnalate con cartelli colorati scritti a mano. Molte botteghe di abbigliamento maschile espongono la merce direttamente sulla strada.
Sulle mensole spiccano giacche lavorate con motivi tradizionali. I tessuti ricamati costano di più ma rappresentano il vero artigianato che caratterizza questa zona.
I capi colorati appesi fuori dai negozi di seconda mano guidano il passaggio. Meglio controllare i cesti all'ingresso perché spesso nascondono sconti interessanti.
I teloni di plastica proteggono le biciclette parcheggiate davanti alle vetrine più moderne. Lo spazio sui marciapiedi è stretto e bisogna muoversi in fila indiana.
Le luci calde rivelano interni densi di vestiti e piccoli oggetti. Entrate nei locali più angusti per scovare le collezioni di abbigliamento degli anni passati.
Un drago decora il retro di questo giubbotto esposto in vetrina. Controllate sempre le cuciture interne per valutare la qualità dei capi prima di passare alla cassa.
La tenda rossa ripara gli scaffali di una piccola cappelleria. Per trovare la taglia giusta è sufficiente chiedere al personale di controllare nei cassetti inferiori.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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