A 343 metriPonte ShinkyoA 343 metri
Il rosso ponte sacro.

Rinnoji è il più importante tempio di Nikko, fondato dal monaco buddista Shodo Shonin, cui si deve l’introduzione del buddismo a Nikko nell’VIII secolo. Grazie alla sua posizione isolata, immerso nelle montagne, il luogo ha attirato nei secoli molti monaci buddisti in cerca di solitudine e raccoglimento.
Il tempio amministra anche il Taiyu-in Reibyo, che è il mausoleo di Tokugawa Iemitsu, il terzo shogun Tokugawa. Insieme al santuario Tosho-gu e a quello di Futarasan, forma il complesso dei templi di Nikko, designati come patrimonio mondiale dell’UNESCO.
L’edificio principale è il cosiddetto Sanbutsudo, all’interno del quale si possono ammirare tre statue in legno raffiguranti Amida, Senju-Kannon (Kannon dalle mille braccia) e Bato-Kannon (Kannon con testa di cavallo), le tre divinità che secondo la tradizione incarnano i tre kami di montagna di Nikko. Il Sanbutsudo, ricostruito nel 1645 per volere di Tokugawa Iemitsu, è uno dei più grandi edifici buddisti in legno del Giappone orientale e ha ritrovato i suoi colori dopo un lungo restauro.
A poca distanza si trova la Casa del Tesoro del Tempio, che ospita vari oggetti di pregio, mentre in un altro edificio è ospitata una singolare statua di Amida in sella ad una grande gru, un motivo iconografico piuttosto raro in Giappone. Da non perdere il bellissimo giardino in stile giapponese, chiamato Shoyoen.
Il Taiyu-in è il mausoleo di Tokugawa Iemitsu e fu costruito nel 1653 dal suo successore. Per volontà dello stesso Iemitsu non doveva in nessun modo superare in splendore il Tosho-gu del nonno Ieyasu: al posto dei colori sgargianti dominano quindi l’oro e il nero, per un risultato più solenne e raccolto.
Ci si arriva salendo una scalinata fiancheggiata da 315 lanterne di pietra donate dai signori feudali, in mezzo ai cedri.
Il percorso attraversa una sequenza di porte, una più elaborata dell’altra. Si comincia dal Niomon, con i due guardiani alti oltre tre metri, si passa sotto il Nitenmon, una delle più grandi di tutta Nikko, e si arriva allo Yashamon, chiamato anche “porta delle peonie” per gli intagli floreali che lo ricoprono. L’ultima è il Karamon, piccola e finemente intagliata, che introduce alla sala principale.
Le origini di questo tempio sono da ricercare nell’anno 766, quando il monaco Shodo realizzò un altro tempio nei pressi del ponte sacro oggetto di una leggenda, secondo la quale il dio dei serpenti si sarebbe manifestato al monaco per permettergli di attraversare un fiume impetuoso.
Nikko divenne presto un luogo popolare per il culto della montagna e molti asceti iniziarono a recarsi in queste zone. La popolarità del luogo continuò nei secoli: nel 1613 il monaco Tenkai scelse Nikko come sede delle attività della sua setta Tendai, successivamente fu proprio il suo successore Shuchouhoushinno a chiamare il tempio con il nome di Rinnoji-no-miya.
Durante l’epoca Meiji venne varata una legge per distinguere nettamente il buddismo dallo shintoismo, nonostante fra queste due religioni non vi fosse un confine netto.
Questa statua, che raffigura il monaco fondatore del tempio, si trova vicino alla sala Sanbutsudo. Shodo, nato nella provincia di Shimotsuke (l’attuale prefettura di Tochigi), divenne monaco all’età di 27 anni e aveva designato la zona montuosa di Nikko come una delle “terre pure” della divinità Kannon. All’età di 32 anni tentò di scalare il monte Nantai e diede il via ad un vero e proprio culto della montagna, che riteneva fonte di vita. Nel 766 fece costruire il tempio di Shihonryuji, dando ufficialmente inizio a questo culto. Shodo, insieme ai suoi seguaci, attraversò varie difficoltà nel corso degli anni riuscendo infine a raggiungere la cima del monte Nantai nel 782, scoprendo inoltre il lago Chuzenji e costruendovi l’omonimo tempio.
La statua, realizzata dall’artista Kuniomi Niizeki nel 1955, vuole essere un omaggio alla figura di questo monaco e al suo enorme contributo alla città di Nikko: misura 2,1 m ed è collocata su un basamento alto 3,6 m che pesa circa 30 tonnellate. La base è costituita da roccia di colore nero-bluastra che brilla quando viene bagnata e che reca numerose iscrizioni nonché due lastre in rame, una in fronte e una sul retro. La lastra anteriore recita “Statua del Sacerdote Shodo, che ha civilizzato la zona montuosa di Nikko”.
Questa porta è collocata ad ovest del tempio, nei pressi della sala Sanbutsudo e della sala del tesoro. Letteralmente significa “cancello nero”.
Si tratta di un tipico giardino giapponese, che risale al periodo Edo e che è stato realizzato secondo lo stile chiamato Chisen Kaiyu Shiki. I visitatori possono passeggiare intorno al laghetto del giardino. L’aspetto attuale risale tuttavia agli inizi del 19° secolo.
Il complesso si trova nella zona dei santuari, all'estremità occidentale della città: dalla stazione di Tobu Nikko ci si arriva a piedi in circa mezz'ora, tutta leggera salita lungo la via principale.
Se preferite risparmiare le gambe, prendete uno degli autobus diretti all'area dei templi e scendete alla fermata Shinkyo, quella del ponte rosso sacro: da lì bastano cinque minuti a piedi.
Chi arriva con i treni JR scende alla stazione di Nikko, che si trova sulla stessa strada poco prima di quella Tobu: al percorso aggiungete cinque minuti.
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Tempio Rinnoji
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).