Persone visitano Oshino Hakkai, un villaggio tradizionale giapponese con fonti d'acqua.

Oshino Hakkai

Nella regione dei Cinque Laghi del Monte Fuji centinaia di anni fa i laghi non erano 5 bensì 6. Il sesto lago si prosciugò in seguito ad una serie di eruzioni del famoso vulcano e nacquero al suo posto otto piccoli stagni che oggi formano una popolare destinazione turistica, Oshino Hakkai. Oshino Hakkai si trova nei pressi di Oshino, un piccolo villaggio fatto di pittoresche case dal tetto in paglia, mulini e botteghe di souvenir e prodotti alimentari tipici della zona. Un luogo dove regnano antiche tradizioni e semplicità, e nonostante il turismo di massa si vive ancora seguendo i ritmi dettati dalla natura.

Gli otto stagni che formano l’area di Oshino Hakkai sono diventati il fiore all’occhiello di questa area, e se per tanti anni sono stati venerati dai locali e da coloro che si cimentavano nella scalata del Monte Fuji, oggi sono perlopiù un’attrattiva turistica.

Gli stagni sono alimentati dalla neve che si scioglie dal Monte Fuji e che filtra attraverso strati porosi di lava, con il risultato di un’acqua limpidissima ed estremamente pulita, tanto che nei pressi di uno degli otto stagni è possibile persino bere direttamente dalla sorgente.

Nell’antichità coloro che si avventuravano sul Monte Fuji usavano farsi il bagno in uno degli otto stagni come rituale di purificazione prima di avventurarsi nell’impresa, e sebbene oggi questa pratica sia meno diffusa e l’atmosfera sia diventata piuttosto turistica, è comunque piacevole visitare questo luogo per circondarsi di meravigliosi paesaggi naturali, splendidi in ogni stagione. In primavera i fiori di ciliegio sbocciano quando ancora la neve non si è completamente sciolta, offrendo un connubio di colori davvero romantico, mentre in autunno le sfumature dorate e rosse della vegetazione si riflettono nelle acque degli stagni creando uno scenario magnifico che lascia poi spazio a quello incredibilmente suggestivo dell’inverno, quando la neve ricopre i tetti in paglia delle case e sembra di essere stati catapultati sul set di un film.

Gli stagni di Oshino Hakkai

Gli otto stagni hanno ciascuno delle proprie caratteristiche da cui derivano i loro nomi.  Ad esempio, lo stagno Deguchi-ike, il più grande degli otto stagni, si trova in posizione un po’ defilata rispetto al villaggio, sostanzialmente “all’uscita” dell’area: “deguchi” significa proprio “uscita”.

Lo stagno Shobu-ike prende il nome dalla distesa di iris che abbraccia le sponde, mentre lo stagno Kagami-ike è particolarmente popolare perché nelle belle giornate sulla sua superficie si riflette il profilo del Monte Fuji: “kagami” in giapponese significa, appunto, “specchio”. Le bolle che emergono sulla superficie di Okama-ike, invece, evocano l’immagine dell’acqua che bolle in una pentola e da qui deriva il nome “okama”, che tradotto è proprio “pentola”.  Presso lo stagno Waku, uno dei più popolari, è presente la sorgente da cui poter bere l’acqua. Durante la passeggiata tra gli stagni, soffermatevi dunque a coglierne le caratteristiche e le differenze, le sfumature di colori che variano dal blu turchese ad un azzurro quasi cristallino, e l’incredibile ricchezza di vita acquatica: grandi pesci popolano le acque, nuotando tra le piante che affiorano in superficie. Nelle giornate libere da foschia e nuvole riuscirete a scorgere in lontananza anche la cima del Monte Fuji.

Gli stagni meno conosciuti

A completare gli otto ce ne sono altri tre che spesso passano inosservati e che hanno invece le storie più curiose. Sokonashi-ike è lo “stagno senza fondo”: la leggenda racconta che gli oggetti caduti al suo interno sparissero per riaffiorare dentro Okama-ike, e si trova all’interno del terreno del museo Hannoki Bayashi.

Choshi-ike deve il nome alla sua forma allungata, che ricorda la caraffa di sake delle cerimonie, e alla leggenda di una giovane sposa che si gettò nelle sue acque per la vergogna: per questo viene associato ai legami sentimentali.
Nigori-ike, infine, significa “stagno torbido” ed è il più discreto di tutti, piccolo e defilato a due passi da Waku-ike: quasi tutti ci passano accanto senza accorgersene.

Negozi e musei

Nel piccolo villaggio di Oshino e attorno agli stagni si trovano vari ristoranti, negozietti di souvenir e bancarelle che vendono frutta e verdura fresche, dolcetti, oggetti artigianali e altri prodotti tipici locali, ideali per un po’ di ristoro e per acquistare qualche regalo speciale.

Nei pressi dello stagno più grande di Oshino si trova un piccolo museo chiamato Hannoki Bayashi Shiryokan, ospitato all’interno di una tradizionale e storica dimora dal tetto in paglia. All’interno potrete ammirare i vari ambienti della casa e una collezione che racconta il passato di questa area e lo stile di vita degli abitanti, con  attrezzi per l’agricoltura, oggetti di uso quotidiano, armi e armature di samurai.

Un sito patrimonio dell’umanità

Gli otto stagni non sono soltanto una cartolina: dal 2013 fanno parte del patrimonio dell’umanità UNESCO come elemento del sito dedicato al Monte Fuji, e dal 1934 sono monumento naturale del Giappone. In ognuno di essi è venerato uno degli otto re drago, le divinità delle acque a cui si affidavano i pellegrini prima di salire verso la vetta.

Da tutta questa popolarità arriva però anche il problema più sentito dal villaggio: le monete lanciate negli stagni dai visitatori, un gesto che con la tradizione locale non c’entra nulla. I cartelli lo vietano in quattro lingue, ma il fondale continua a riempirsi di metalli che rovinano l’acqua, tanto che ogni anno servono delle immersioni per ripulirlo.

Come arrivare

Si arriva praticamente sempre in autobus: la fermata Oshino Hakkai è sulla strada principale e da lì bastano cinque minuti a piedi per trovarsi davanti al primo stagno, tra le case dal tetto in paglia.
Dalla stazione di Fujisan ci vogliono una ventina di minuti, da Kawaguchiko circa mezz'ora: le corse passano una o due volte all'ora, quindi conviene controllare gli orari prima di muoversi.

Da Tokyo si può anche evitare il cambio e salire sul bus diretto da Shinjuku, che in poco più di due ore vi lascia all'ingresso del villaggio.

Informazioni utili

Nome: Oshino Hakkai
Orario: Lunedì - Domenica: Aperto 24 ore
Costo a persona: Area villaggio: gratis - Museo Hannoki Bayashi: adulti 300 yen, bambini 150 yen
Durata visita: Vi consiglio 1 ora per ammirare gli otto stagni; calcolate 2 ore se volete visitare anche il museo Hannoki Bayashi o soffermarvi tra le bancarelle locali.
Consigli utili: Concedetevi la deviazione fino a Deguchi-ike: è staccato dal resto del villaggio e quasi nessuno ci arriva, così vi godete lo stagno più grande degli otto in un silenzio quasi totale, lontano dalla ressa che si accalca attorno agli stagni centrali.
Trasporti:
  • Stazione Fujisan (linea Fujikyu): bus per Uchino/Hirano o bus turistico Fujikko, fermata Oshino Hakkai, circa 20 minuti
  • Stazione Kawaguchiko (linea Fujikyu): bus della linea per Gotemba, fermata Oshino Hakkai, circa 30 minuti
  • Ferma in zona anche il bus diretto da Shinjuku sulla Chuo Expressway
Indirizzo: Shibokusa, Oshino, Minamitsuru District, Yamanashi 401-0511, Japan
Sito Internet: Oshino Hakkai
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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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