Oji

Oji è uno di quei quartieri di Tokyo dove si respira ancora la città di tutti i giorni. Sta a nord, dentro il distretto di Kita, lontano dai grandi flussi di turisti, e ci si arriva in un quarto d’ora dalla stazione di Tokyo con la linea Keihin-Tohoku.
Quello che mi piace è il mescolarsi delle cose: una collina piena di ciliegi, un corso d’acqua che scorre a due passi dalla stazione, un vecchio tram giallo e verde che passa lento e una leggenda di volpi che tiene ancora vivo il capodanno.
Non è una zona da mordi e fuggi con la lista dei posti da spuntare, ma un posto dove camminare senza fretta e vedere come vive Tokyo appena si esce dal centro. Io ci mando spesso chi ha già visto le solite tappe e vuole qualcosa di più tranquillo.

Ristoranti

Quartieri vicini

La strada di Ikebukuro che porta al centro commerciale Sunshine City.
Iconiche scale nella zona di Yanaka Ginza.

Otsuka

Tram storico, rose e izakaya.

Akabane

Izakaya, senbero e vecchia chiusa.

Uscite e monorotaia

La stazione di Oji è servita da tre linee diverse, e questo la rende un buon punto di partenza per girare la parte nord della città.

  • La Keihin-Tohoku della JR è quella che uso per arrivare comodo dal centro, sui quindici minuti dalla stazione di Tokyo.
  • La Namboku della metro conviene se venite da zone come Roppongi o Azabu, perché ci arriva diretta.
  • Il tram, la Tokyo Sakura Tram, ferma proprio davanti alla stazione ed è uno dei due soli tram rimasti a Tokyo: vale la pena salirci anche solo per un paio di fermate.

Per il parco di Asukayama il punto giusto è l’uscita centrale, quella che dà sulla collina.
Da lì parte l’Asukalgo, una piccola monorotaia gratuita che sale in cima in un paio di minuti. Sembra un giocattolo, ma serve davvero a chi fa fatica con le scalinate, e nel fine settimana o sotto i ciliegi si mette in coda un bel po’ di gente per fare quei pochi metri.

Il corteo delle volpi

Oji ha una storia strana e bellissima legata alle volpi. La leggenda racconta che la notte di capodanno le volpi di tutta la regione del Kanto si radunavano qui sotto un grande albero e poi, vestite a festa, salivano in processione fino al santuario Shozoku Inari.
La scena l’ha resa famosa Hiroshige con una delle sue stampe più conosciute, quella con le fiammelle delle volpi nel buio.
Ancora oggi la sera dell’ultimo dell’anno si rifà il corteo: la gente si dipinge il muso da volpe e cammina fino al santuario. Ve lo dico sinceramente, di sera Oji si svuota e diventa silenziosa, e proprio per quello quella notte lì ha un effetto tutto suo. Nel resto dell’anno il santuario è un posto piccolo e defilato, dove passo quando voglio staccare dai vicoli pieni.

Quanto fermarsi qui

Per Oji basta mezza giornata, e secondo me rende al massimo se la prendete con calma invece di correre.
Oltre alla collina dei ciliegi, che Tokugawa Yoshimune fece piantare secoli fa per la gente comune, c’è il parco Otonashi, ricavato dal vecchio letto del fiume: un fazzoletto verde con l’acqua che scorre dove d’estate i bambini sguazzano, uno dei parchi urbani più belli del paese.
Sulla collina trovate anche un paio di musei che pochi si aspettano da queste parti, tra cui quello dedicato a Shibusawa Eiichi, il padre dell’economia moderna giapponese, e quello della carta: Oji è stato il posto della prima cartiera in stile occidentale del Giappone, e questo spiega perché la zona conti così tanto pur restando fuori dai giri turistici.
Parchi e monorotaia non costano nulla, i musei chiedono un biglietto modesto e ne esiste uno unico per visitarli insieme. Io la abbinerei a una fermata lungo il tram, magari scendendo verso Waseda: così vi portate a casa anche mezz’ora su una Tokyo che va piano.

Informazioni utili

Nome: Oji

Mappa

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).