Oji

Oji è uno di quei quartieri di Tokyo dove si respira ancora la città di tutti i giorni. Sta a nord, dentro il distretto di Kita, lontano dai grandi flussi di turisti, e dal centro ci si arriva in una manciata di minuti.
Quello che mi piace è il mescolarsi delle cose: una collina piena di ciliegi, un corso d’acqua che scorre a due passi dalla stazione, un vecchio tram giallo e verde che passa lento e una leggenda di volpi che tiene ancora vivo il capodanno.
Non è una zona da mordi e fuggi con la lista dei posti da spuntare, ma un posto dove camminare senza fretta e vedere come vive Tokyo appena si esce dal centro. Io ci mando spesso chi ha già visto le solite tappe e vuole qualcosa di più tranquillo.

Ristoranti

Quartieri vicini

La strada di Ikebukuro che porta al centro commerciale Sunshine City.
Iconiche scale nella zona di Yanaka Ginza.
Persone camminano lungo la stretta via commerciale Yanaka Ginza a Tokyo, circondata da negozi tradizionali e insegne.

Otsuka

Tram storico, rose e izakaya.

Akabane

Izakaya, senbero e vecchia chiusa.

Il tram e la monorotaia

Davanti alla stazione ferma la Tokyo Sakura Tram, uno dei due tram rimasti in tutta Tokyo: vale la pena salirci anche solo per un paio di fermate.

Ai piedi della collina l’Asukarugo monorotaia gratuita che sale in cima in un paio di minuti. Sembra un giocattolo, ma serve davvero a chi fa fatica con le scalinate, e nel fine settimana o sotto i ciliegi si mette in coda un bel po’ di gente per fare quei pochi metri.

I ciliegi di Asukayama

La fioritura sulla collina segue quella del resto di Tokyo, di solito tra fine marzo e i primi giorni di aprile, e per una settimana scarsa Asukayama cambia faccia. Sono centinaia di alberi su un pendio, quindi i teli si stendono in pendenza e non su un prato piatto come a Ueno.

Quello che si vede qui è l’hanami di quartiere: famiglie del posto, colleghi d’ufficio, bambini che corrono. Nel fine settimana di picco si riempie parecchio, mentre in un giorno feriale un angolo libero lo trovate ancora. Ed è una cosa che va avanti da trecento anni: la collina nasce proprio per questo.

Il corteo delle volpi

Oji ha una storia strana e bellissima legata alle volpi. La leggenda racconta che la notte di capodanno le volpi di tutta la regione del Kanto si radunavano qui sotto un grande albero e poi, vestite a festa, salivano in processione fino al santuario di Oji Inari.
La scena l’ha resa famosa Hiroshige con una delle sue stampe più conosciute, quella con le fiammelle delle volpi nel buio.
Ancora oggi la sera dell’ultimo dell’anno si rifà il corteo: la gente si dipinge il muso da volpe e cammina dal piccolo Shozoku Inari, dove sorgeva l’albero, fino a Oji Inari. Ve lo dico sinceramente, di sera Oji si svuota e diventa silenziosa, e proprio per quello quella notte lì ha un effetto tutto suo. Nel resto dell’anno il santuario è un posto piccolo e defilato, dove passo quando voglio staccare dai vicoli pieni.

Quanto fermarsi qui

Per Oji basta mezza giornata, e secondo me rende al massimo se la prendete con calma invece di correre.
Oltre alla collina dei ciliegi, che Tokugawa Yoshimune fece piantare secoli fa per la gente comune, c’è il parco Otonashi, ricavato dal vecchio letto del fiume: un fazzoletto verde con l’acqua che scorre dove d’estate i bambini sguazzano, uno dei parchi urbani più belli del paese.
Sulla collina trovate anche un paio di musei che pochi si aspettano da queste parti, tra cui quello dedicato a Shibusawa Eiichi, il padre dell’economia moderna giapponese, e quello della carta: Oji è stato il posto della prima cartiera in stile occidentale del Giappone, e questo spiega perché la zona conti così tanto pur restando fuori dai giri turistici.
Io la abbinerei a una fermata lungo il tram, magari scendendo verso Waseda: così vi portate a casa anche mezz’ora su una Tokyo che va piano.

Come arrivare

Dalla stazione di Tokyo la Keihin-Tohoku arriva a Oji in poco più di un quarto d'ora: per la collina di Asukayama uscite dall'uscita centrale e ve la trovate davanti, con la monorotaia che parte lì a fianco. Il parco Otonashi è invece a due passi dalla stazione, sul lato del corso d'acqua.
Da Roppongi-itchome, Azabu-juban o Korakuen conviene la Namboku della metro, che ci arriva diretta: dall'uscita 1 sono tre minuti a piedi.

Chi ha tempo può arrivarci in tram da Waseda o da Minowabashi, scendendo ad Asukayama o a Oji-ekimae.

Informazioni utili

Nome: Oji
Durata visita: Mezza giornata
Giorni di chiusura: I tre musei sulla collina di Asukayama chiudono il lunedì (se è festivo, il giorno feriale successivo) e nei giorni di fine e inizio anno, quando si ferma anche la monorotaia Asukarugo.
Consigli utili: Dentro il parco di Asukayama, verso l'area giochi, ci sono un vecchio tram e una locomotiva a vapore su cui si sale davvero: quasi tutti passano oltre senza accorgersene. E dal bordo della collina si guardano i treni dall'alto, shinkansen compresi.
Trasporti:
  • Stazione Oji (JR Keihin-Tohoku, metro Namboku): uscita centrale per Asukayama
  • Oji-ekimae (Tokyo Sakura Tram): fermata davanti alla stazione
  • Il tram ferma anche ad Asukayama, sul lato del parco

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Oji

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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