Kiba
Kiba è la Tokyo tranquilla a est del fiume Sumida, quella dove si cammina senza fretta e ci si ritrova in mezzo al verde a due passi da un grande museo. Il nome vuol dire deposito di legname, e per secoli è stato proprio questo: il posto dove arrivavano i tronchi per costruire la città.
Oggi il legname non c’è più, al suo posto ci sono un parco enorme e uno dei musei d’arte contemporanea più grandi del Giappone. Ci vengo volentieri quando ho voglia di respirare lontano dalla calca di Shibuya o Shinjuku, e di solito la consiglio a chi vuole capire com’è la Tokyo di tutti i giorni.
Quartieri vicini
Toyosu
Kameido
La linea Tozai
La stazione di Kiba sta sulla linea Tozai della metro, quella arancione che taglia Tokyo da est a ovest, e dal centro ci si arriva in fretta. L’uscita da prendere è la numero 3: da lì al parco e al museo si cammina una quindicina di minuti su strade larghe e piatte, senza salite né scalinate.
Se venite da un’altra linea non serve fare giri strani, perché la zona è servita da più stazioni vicine tra loro:
- Da Kiyosumi-shirakawa, sulla Oedo e sulla Hanzomon: poco più di dieci minuti, è l’opzione che preferisco.
- Da Kikukawa, sulla linea Shinjuku: si arriva in un quarto d’ora buono.
- Da Kiba, sulla Tozai: la via più diretta se dormite verso il centro o Nihonbashi.
Io un consiglio ve lo do: abbinatela a Kiyosumi-shirakawa, così in mezza giornata mettete insieme torrefazioni, giardino e arte senza dover riprendere il treno.
Il parco e il ponte
Il parco di Kiba è grande davvero, diviso in due metà, nord e sud, unite da un ponte pedonale sospeso che si vede da lontano. Sotto scorre il canale Sendaibori, e dal ponte, nelle giornate limpide, lo Skytree spunta oltre gli alberi.
Dentro c’è di tutto: prati larghi dove le famiglie stendono i teli, campi da tennis, un giardino botanico e aree gioco per i bambini. Nella metà sud si trova il Museum of Contemporary Art Tokyo, uno dei più grandi del Paese, con sale enormi e mostre che cambiano spesso.
Vi consiglio di venirci di giorno e con calma, perché è un posto da vivere lento: un caffè, il parco, il museo, e mezza giornata se ne va così. Di sera non c’è vita notturna, le luci si abbassano e resta solo qualche corridore lungo il canale.
Tronchi sull'acqua
Il nome Kiba racconta tutto quello che c’era prima. Fin dai tempi di Edo arrivavano qui via acqua i tronchi per costruire la città, e i commercianti di legname li tenevano a mollo negli stagni per selezionarli e farli stagionare.
Quando l’industria si è spostata più a est, gli stagni sono stati riempiti, e su uno di quelli oggi sorge il museo. Di quel passato è rimasta una tradizione da conoscere: il kakunori, l’arte di stare in equilibrio su un tronco quadrato che galleggia, facendo giravolte con i piedi.
Una volta era il modo in cui gli operai spostavano il legname sull’acqua, oggi è uno spettacolo acrobatico che si vede al parco durante la festa del quartiere di Koto, verso metà autunno. Lo stagno si riempie di gente e qualcuno riesce persino a piantare un palo restando in piedi sul tronco.
Ve lo dico sinceramente, non è una cosa che vi aspettereste in una città come Tokyo, ed è uno dei motivi per cui a me questa zona piace.
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Kiba
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
