Kiba

Kiba è la Tokyo tranquilla a est del fiume Sumida, quella dove si cammina senza fretta e ci si ritrova in mezzo al verde a due passi da un grande museo. Il nome vuol dire deposito di legname, e per secoli è stato proprio questo: il posto dove arrivavano i tronchi per costruire la città.
Oggi il legname non c’è più, al suo posto ci sono un parco enorme e uno dei musei d’arte contemporanea più grandi del Giappone. Ci vengo volentieri quando ho voglia di respirare lontano dalla calca di Shibuya o Shinjuku, e di solito la consiglio a chi vuole capire com’è la Tokyo di tutti i giorni.

Quartieri vicini

Veduta del parco di Toyosu a Tokyo con prati verdi e grattacieli moderni sullo sfondo.
La scultura monumentale a forma di anello dorato si trova nella piazza antistante la stazione di Kinshicho a Tokyo.

Il parco e il ponte

Il parco di Kiba è grande davvero, diviso in tre settori, nord, centro e sud ponte pedonale sospeso che si vede da lontano. Sotto scorre il canale Sendaibori, e dal ponte, nelle giornate limpide, lo Skytree spunta oltre gli alberi.
Dentro c’è di tutto: prati larghi dove le famiglie stendono i teli, campi da tennis, un giardino botanico e aree gioco per i bambini. Nella parte nord si trova il Museum of Contemporary Art Tokyo, uno dei più grandi del Paese, con sale enormi e mostre che cambiano spesso. Il giardino botanico sta invece nella parte sud ed è la sorpresa del parco: angoli in stile giapponese e occidentale, aiuole curate come si deve e un padiglione al coperto con uno spazio per i bambini e una piccola sala espositiva, comodo quando il tempo gira male. Lì intorno trovate anche l’area cani e lo spazio barbecue, e si capisce al volo che questo parco lo vivono i residenti più dei turisti.

Vi consiglio di venirci di giorno e con calma, perché è un posto da vivere lento: un caffè, il parco, il museo, e mezza giornata se ne va così. Di sera non c’è vita notturna, le luci si abbassano e resta solo qualche corridore lungo il canale.

Dentro il museo

Il Museum of Contemporary Art Tokyo, per tutti MOT, è il motivo per cui in tanti scendono fin qui, e regge il viaggio anche se l’arte contemporanea non è il vostro pane. La collezione supera le cinquemila opere, quasi tutte dal dopoguerra in avanti: arte giapponese del Novecento, grandi nomi internazionali e installazioni che riempiono stanze intere. Esposta a rotazione ne resta solo una parte, quindi ogni volta trovate qualcosa di diverso.
Accanto alla collezione girano sempre due o tre mostre temporanee, ed è quello che porta qui i giapponesi nel weekend. Anche l’edificio merita: cemento, vetro e corridoi lunghissimi, con opere piazzate pure negli spazi di passaggio. Io ci giro senza fretta, perché correre qui dentro non ha senso.

Tronchi sull'acqua

Il nome Kiba racconta tutto quello che c’era prima. Fin dai tempi di Edo arrivavano qui via acqua i tronchi per costruire la città, e i commercianti di legname li tenevano a mollo negli stagni per selezionarli e farli stagionare.
Quando l’industria si è spostata più a est, gli stagni sono stati riempiti, e su uno di quelli oggi sorge il museo. Di quel passato è rimasta una tradizione da conoscere: il kakunori, l’arte di stare in equilibrio su un tronco quadrato che galleggia, facendo giravolte con i piedi.

Una volta era il modo in cui gli operai spostavano il legname sull’acqua, oggi è uno spettacolo acrobatico che si vede al parco durante la festa del quartiere di Koto, verso metà autunno. Lo stagno si riempie di gente e qualcuno riesce persino a piantare un palo restando in piedi sul tronco.
Ve lo dico sinceramente, non è una cosa che vi aspettereste in una città come Tokyo, ed è uno dei motivi per cui a me questa zona piace.

Quando fioriscono i ciliegi

In primavera il parco cambia faccia, e il punto migliore è di nuovo il ponte: da lassù si guardano dall’alto i ciliegi in fila lungo il canale Sendaibori, una prospettiva che dal basso non avreste mai.
La cosa bella è che qui la fioritura dura a lungo, perché le varietà sono tante: i kawazuzakura aprono le danze già a febbraio, poi tocca ai someiyoshino, ai ciliegi piangenti e infine agli yaezakura dai fiori doppi, che tirano avanti la festa fino a primavera inoltrata. È un hanami senza ressa, fatto di famiglie del quartiere sedute sui teli, un altro pianeta rispetto alla calca di Ueno.

Come arrivare

La zona si gira tutta a piedi e il punto di partenza dipende da dove dormite. Dalla stazione di Kiba, sulla linea Tozai, prendete l'uscita 3: il parco comincia dopo cinque minuti scarsi, mentre per arrivare al museo d'arte contemporanea ne servono una quindicina, su strade larghe e pianeggianti, senza salite né scalinate.
Se siete sulla Hanzomon o sulla Oedo conviene scendere a Kiyosumi-shirakawa e uscire dalla B2: al museo sono meno di dieci minuti, ed è il modo migliore per abbinare le torrefazioni di Kiyosumi alla passeggiata nel parco.

Chi viaggia sulla linea Shinjuku scende a Kikukawa, uscita A4, e cammina un quarto d'ora buono.

Informazioni utili

Nome: Kiba
Durata visita: Mezza giornata: un paio d'ore tra parco, ponte e canale, altrettante se entrate al museo
Giorni di chiusura: Il parco è sempre aperto, ma il museo d'arte contemporanea chiude il lunedì (il martedì quando il lunedì è festivo), durante i cambi di mostra e per la pausa di fine anno. Chiusi il lunedì anche il giardino botanico e il suo padiglione.
Consigli utili: Nel museo la biblioteca d'arte si usa gratis e senza biglietto: cataloghi, riviste e poltrone, la pausa perfetta a metà giornata. E se capitate in zona a metà ottobre, tenete d'occhio la festa del quartiere: è lì che si vede il kakunori sull'acqua.
Trasporti:
  • Stazione Kiba (Tokyo Metro Tozai): uscita 3
  • Stazione Kiyosumi-shirakawa (Hanzomon, Toei Oedo): uscita B2, la più comoda per il museo
  • Stazione Kikukawa (Toei Shinjuku): uscita A4

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Kiba

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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