
Cosa vedere a Miyajima
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©Sean Pavone - DreamstimeSe desiderate trascorrere una giornata rilassante immersi nella natura e lontani dal caotico centro della città, prendete il traghetto da Hiroshima e recatevi all’isola di Miyajima. Quest’oasi naturale è allo stesso tempo un luogo sacro, in cui sin dall’antichità gli uomini hanno convissuto con le divinità. Le sue montagne ricoperte da una fitta vegetazione e la natura incontaminata hanno da sempre affascinato i monaci e le persone comuni che considerano questo luogo un vero e proprio rifugio spirituale in cui potersi isolare meditando e godendosi la pace della natura; tutto questo ha contribuito ad accrescere la popolarità dell’isola di Miyajima, che oggi è una celebre attrazione turistica che attira pellegrini e visitatori da tutto il mondo.
All’arrivo la prima cosa che salta all’occhio è un grande Torii rosso, che introduce il santuario Itsukushima, il più famoso dell’isola.
Vi si trovano daini davvero affamati, non date loro niente da mangiare e state attenti: a me hanno mangiato l’unica mappa che avevo strappandomela dalle mani!
Se avete voglia di camminare un po’ cercate la funivia che porta alla sommità dell’isola, poi in circa 40 minuti a piedi arriverete al punto più in alto, sulla vetta del Monte Misen, dove potrete vedere il panorama e bere qualcosa in un piccolo chioschetto.
In autunno non perdetevi l’incantevole momiji-dani, un parco pieno di splendidi aceri.
Sull’isola ci sono molti ottimi ristoranti e dormire qua è veramente un’esperienza indimenticabile. Il miglior ryokan è sicuramente l’Iwaso, dove ha alloggiato anche l’imperatore!

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Tradizioni nell'isola vicina ad Hiroshima.
La via dei negozi che porta al santuario è un assaggio continuo: qui è nato il momiji manju, il dolcetto a forma di foglia d’acero ripieno di pasta di fagioli rossi, che sull’isola trovate ancora caldo appena sfornato e anche nella versione fritta sullo stecco, l’age-momiji.
L’altra grande specialità è l’anago meshi, il grongo grigliato servito sopra una ciotola di riso: è il piatto storico di Miyajima e nei locali più famosi vi tocca mettervi in fila. Soprattutto d’inverno, poi, le bancarelle riempiono l’aria di fumo con le ostriche alla griglia, che si mangiano in piedi con una spruzzata di limone.
L’isola di Miyajima vanta una storia antichissima che inizia nel periodo Daido (806) quando il monaco Kukai visitò questo luogo durante il suo viaggio di ritorno a Kyoto e, passeggiando tra la natura, vi percepì una grande forza spirituale, tanto che decise di costruire una sala (hondo) sul monte Misen, la vetta più alta dell’isola.
In seguito a Miyajima venne costruito anche il santuario di Itsukushima e da questo momento l’isola diventa un importante centro religioso, meta di imperatori, monaci e fedeli che vi si recano in pellegrinaggio per pregare.
Fu dalla fine del periodo Kamakura che a Miyajima cominciarono a comparire i primi villaggi e i monaci, seguiti poi dalla gente comune, iniziarono a risiedere in maniera stabile sull’isola. Dalla sua fondazione il santuario venne ricostruito più volte nel corso del tempo per via dei danneggiamenti subiti durante le guerre o a causa dei fenomeni naturali, come tifoni e incendi, ma, nonostante ciò, questo luogo sacro è sempre rimasto un punto di riferimento molto importante in particolare per i marinai, i commercianti e le persone potenti che venivano qui a pregare e a chiedere protezione alle divinità. Oggi l’isola e i suoi tesori rappresentano un patrimonio culturale e storico molto importante per il paese e per tutto il mondo, tanto che è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
C’è anche un motivo preciso se il santuario è stato costruito sull’acqua e non sulla terraferma: l’isola stessa è sacra e per secoli si è cercato in tutti i modi di non contaminarla. Le regole shintoiste sulla purezza rituale qui sono state spinte all’estremo, tanto che sull’isola non era permesso né nascere né morire: le donne prossime al parto e i malati gravi venivano portati sulla terraferma. È una tradizione che in buona parte resiste ancora oggi, visto che le sepolture avvengono fuori dall’isola.
L’isola di Miyajima è ricca di attrazioni che soddisfano i gusti di tutti, sia gli amanti della natura che gli appassionati di storia e cultura.
Una parte consistente di queste attrazioni è costituita da templi e santuari, tra cui troviamo:
A Miyajima è il ritmo delle maree a decidere cosa vedrete. Con l’alta marea l’acqua riempie la baia, il santuario sembra galleggiare e il grande portale rosso spunta isolato dal mare: è la cartolina classica dell’isola. Con la bassa marea, invece, il fondale si svuota e potete camminare fino al torii, arrivare sotto i piloni di canfora e scoprire da vicino i granchi e le monetine che i visitatori lasciano incastrate nelle fessure del legno.
Sono due esperienze completamente diverse e nessuna delle due è quella sbagliata: se restate sull’isola diverse ore, molto probabilmente le vedrete tutte e due, perché il livello dell’acqua cambia parecchio nell’arco della giornata. Se però avete solo qualche ora, date un’occhiata alla tabella delle maree prima di partire, perché è l’unica cosa che decide davvero che foto porterete a casa.
Oltre ai vari luoghi di culto, sull’isola di Miyajima potrete visitare numerosi edifici che vi illustreranno l’arte e la cultura locale; tra reperti antichi e oggetti d’artigianato potrete scoprire alcuni aspetti interessanti e forse poco noti della vita locale, dai tempi antichi fino ad oggi. Se l’arte e la cultura sono la vostra passione, fate tappa in questi luoghi:
L’isola di Miyajima vanta numerose bellezze naturali e una serie di panorami mozzafiato che attirano ogni anno migliaia di turisti. Per chi ama la natura e gli animali Miyajima è un vero e proprio paradiso con la sua foresta vergine che ricopre le montagne, le spiagge bianche che si affacciano su un mare cristallino e la fauna che abita l’isola. Esistono varie attrazioni e attività che permettono di godersi le meraviglie di Miyajima e qui di seguito ve ne elenco alcune:
La salita al Misen non regala solo panorama. Lungo l’ultimo tratto di sentiero, poco prima della vetta, si incontrano il Misen Hondo e il Reikado, la sala della fiamma sacra: dentro brucia un fuoco che secondo la tradizione fu acceso da Kobo Daishi e che da allora non si è mai spento. Da questa fiamma è stata accesa anche quella della Pace che arde nel parco di Hiroshima, ed è forse il dettaglio più emozionante dell’isola.
Salendo ancora vi aspettano massi enormi appoggiati lì come per caso, tra cui la roccia Kuguri-iwa sotto la quale si passa per raggiungere la cima, e la piattaforma panoramica in vetta: nelle giornate limpide lo sguardo corre su tutto il Mare Interno di Seto, con le sue isole, fino ad arrivare a Hiroshima.
Miyajima si raggiunge solo via mare, dal molo di Miyajimaguchi sulla terraferma: da Hiroshima ci arrivate in meno di mezz'ora con i treni della linea JR Sanyo, oppure con il tram numero 2, più lento ma comodo se partite dal centro città. Dalla stazione il molo è a 2 minuti a piedi e la traversata in traghetto ne dura una decina.
Se invece vi trovate al Parco della Pace, potete salire sul battello diretto che in circa 45 minuti vi porta sull'isola senza cambi.
Una volta sbarcati, il santuario di Itsukushima è a 10 minuti a piedi lungo il mare, con i daini che vi accompagnano per tutto il tragitto.
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Isola di Miyajima
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).