Akiruno
La chiamano ancora Tokyo, ma qui siamo lontani anni luce dai grattacieli e dalla folla.
Akiruno è nell’estremo ovest della metropoli, verso le montagne, e non è un posto turistico: natura in quantità, fiumi puliti, qualche angolo che non ti aspetti.
Ve lo dico sinceramente: non è una zona che consiglierei a chi viene qui in vacanza per cercare la natura, perché arrivarci è lungo e girarla coi mezzi pubblici è scomodo.
All’inizio sembra una normale vallata di montagna, di quelle che se ne vedono tante. Poi ti fermi al punto giusto e capisci perché vale il viaggio. Se vi ci trovate per qualche motivo, andateci senza pensarci.
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La valle di Akigawa
Il fiume Akigawa scende tra i monti con l’acqua trasparente, e la valle prende il nome da lui.
È il tipo di posto dove d’estate le famiglie stendono i teli sui sassi lungo la riva e accendono le griglie per il barbecue, mentre i bambini stanno a mollo nei punti in cui l’acqua è bassa.
In autunno cambia tutto: gli aceri si accendono e la gente arriva soprattutto per quello.
Il simbolo della zona è il ponte sospeso di Ishibune, che scavalca il fiume in un tratto stretto e verde. È lì che si fermano tutti a fare foto, e in effetti da lassù la valle si vede bene.
A me piace proprio perché è un verde che a Tokyo non associ mai alla parola Tokyo. Se dopo la camminata avete voglia di scaldarvi, in zona c’è un onsen affacciato sul fiume, con le vasche rivolte verso l’acqua che scorre. Prezzo da terme di giornata, niente di caro.
La montagna delle ortensie
Nella zona di Minamisawa c’è un versante intero coperto di ortensie: circa diecimila piante messe a dimora una per una dal proprietario, che ci ha lavorato sopra per mezzo secolo sulla sua montagna.
Il sentiero sale nel bosco per circa un chilometro con i fiori da tutte e due le parti, azzurri, viola e bianchi a seconda del punto in cui vi trovate.
Il momento però è stretto: da metà giugno ai primi di luglio, cioè in piena stagione delle piogge, che è esattamente quando le ortensie danno il massimo. Fuori da quelle settimane il posto perde quasi tutto il senso, anche se il proprietario ha piantato peschi e ciliegi con l’idea di avere fiori tutto l’anno.
Salire a Hinohara
Hinohara è l’unico vero villaggio rimasto nella parte continentale di Tokyo, con meno di duemila abitanti.
Ci si sale dalla valle e si entra in un altro ritmo: case sparse, boschi fitti, strade che si arrampicano.
Il motivo per cui la maggior parte delle persone arriva fin qui è la cascata di Hossawa, una delle cento più belle del Giappone secondo la classifica ufficiale. Scende su più salti tra le rocce e il muschio, e dal parcheggio la raggiungete con una passeggiata corta e in piano, adatta anche a chi non ha voglia di faticare. D’inverno cambia completamente faccia: quando le temperature restano sotto zero per qualche giorno di fila la cascata si ghiaccia quasi per intero e diventa una colata bianca appiccicata alla roccia.
In paese ci hanno costruito sopra una piccola tradizione, con un concorso a indovinare il giorno esatto in cui si congelerà: se capitate da queste parti tra gennaio e febbraio, la deviazione vale ancora di più che in autunno.
Più in alto c’è il Bosco dei Cittadini di Tokyo, un’area con sentieri che si spingono verso il monte Mito. Lì il discorso cambia: servono scarpe vere e un minimo di gambe, perché si sale sul serio.
Non aspettatevi negozi, bar a ogni angolo o comodità: qui c’è la montagna e poco altro, ed è proprio questo che la rende una boccata d’aria.
Tokyo Summerland, l’altra Akiruno
Se cercate Akiruno in giapponese, la prima cosa che salta fuori non è la valle: è Tokyo Summerland, il grande parco acquatico che sta proprio qui, sulle colline sopra il fiume.
È l’esatto contrario di tutto il resto: piscine a onde, scivoli, un fiume artificiale dove ci si fa trasportare e, d’estate, famiglie ovunque.
La parte coperta sotto la cupola funziona anche col freddo, mentre le piscine all’aperto e le giostre del parco divertimenti sono roba da stagione calda.
Ve lo dico perché tanti giapponesi associano il nome della città solo a questo: se venite per la natura potete ignorarlo tranquillamente, ma se viaggiate con dei bambini è la carta che qui funziona sempre.
Come arrivare
Da Shinjuku prendete la linea JR Chuo fino a Haijima e cambiate sulla linea Itsukaichi: in poco più di un'ora siete a Musashi-Itsukaichi, capolinea e punto di partenza di tutto.
Da lì in poi si va in autobus e le corse sono rade: per il ponte di Ishibune e l'onsen si scende a Jurigi dopo una decina di minuti, mentre per la cascata di Hossawa servono una ventina di minuti fino alla fermata Hossawa no Taki Iriguchi e poi un quarto d'ora a piedi.
Se potete, veniteci in auto: dentro la valle vi togliete i tempi morti delle attese e vi fermate dove volete lungo il fiume.
Informazioni utili
- Stazione Musashi-Itsukaichi (JR Itsukaichi): capolinea, da qui partono tutti i bus
- Fermata Jurigi (bus Nishi-Tokyo): per il ponte di Ishibune e l'onsen, 6 minuti a piedi
- Fermata Hossawa no Taki Iriguchi (bus Nishi-Tokyo): per la cascata di Hinohara
Mappa
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Akiruno
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).

