A 7244 metriMiniera d'oro a SadoA 7244 metri
Vecchia miniera molto produttiva.

A due ore e mezza di traghetto dalla costa di Niigata, l’Isola di Sado è stata per secoli un luogo di esilio per politici, monaci e intellettuali scomodi al governo: qui finirono l’ex Imperatore Juntoku, il monaco buddista Nichiren e Zeami Motokiyo, il padre del teatro Noh.
Tutto cambiò agli inizi del 1600, quando vennero scoperti i giacimenti d’oro e l’isola voltò pagina.
Oggi Sado è un fazzoletto di terra ancora poco turistico, fatto di vecchie miniere, spiagge, risaie terrazzate e sakè artigianale: si può visitare in giornata, ma il modo migliore per coglierne l’essenza è fermarsi a dormire in un ryokan.
Oggi Sado è una meta turistica ancora poco frequentata dal turismo di massa ma che rappresenta un’ottima meta alternativa per un weekend di relax a contatto con la natura in un luogo in cui si respirano tranquillità, tradizioni antiche e sapori genuini. Le spiagge pittoresche, i terrazzamenti delle coltivazioni di riso e le stradine panoramiche che passano tra le montagne e lungo la costa, danno la possibilità di praticare numerose attività sportive e spaziare con lo sguardo di fronte a paesaggi mozzafiato: gli sport acquatici, il trekking, il campeggio e le passeggiate in bicicletta o i tour in macchina sono alcune delle cose che si possono fare a Sado. Un’altra attrattiva sono gli onsen, così come la gastronomia locale fatta di materie prime di estrema qualità come il riso da cui si ottiene il tanto celebrato sakè artigianale dell’isola.
Sado è conosciuta anche grazie al gruppo musicale Kodo, specializzato nel tamburo giapponese taiko, e per il famoso festival annuale Earth Celebration.
Per tre giorni di agosto la cittadina di Ogi si trasforma: il gruppo Kodo, che proprio qui ha la sua sede e la sua scuola per apprendisti, invita musicisti da tutto il mondo e il porto diventa il palco dei concerti serali. Di giorno il paese si riempie di workshop di taiko aperti a chiunque, mercatini e spettacoli liberi per le strade.
È l’unico momento dell’anno in cui Sado perde la sua aria sonnolenta: gli alloggi della zona di Ogi si esauriscono con largo anticipo e parecchi visitatori finiscono per dormire in tenda nel campeggio allestito per l’occasione.
Tutta la prefettura di Niigata è rinomata in Giappone per il suo delizioso riso e Sado non è da meno. I famosi terrazzamenti di riso Iwakubi Shoryu sono una delle attrattive dell’isola da vedere e da fotografare. Ovunque vi fermerete a mangiare sull’isola avrete modo di assaggiare riso e il sakè artigianale della zona, in particolare se alloggiate in un ryokan, ma per una degustazione ad hoc visitate la famosa Hokusetsu Brewery.
La costa rocciosa e frastagliata dell’isola di Sado è famosa per le sue acque cristalline e uno dei modi migliori per esplorarla è a bordo di un’imbarcazione tradizionale in legno chiamata tarai bune. I tour salpano dalla cittadina meridionale di Ogi e sono guidati da uno staff che indossa costumi tradizionali del passato per rendere l’esperienza ancora più nostalgica. Il giro dura una decina di minuti e non copre grandi distanze: serve soprattutto a capire come le donne di Ogi riuscissero a raccogliere alghe e molluschi tra gli scogli, dove una barca normale non entrerebbe mai. Se ve la sentite chiedete di provare voi a manovrare il remo: tenere la rotta è molto più difficile di quanto sembri.
Lungo la costa settentrionale sono disponibili crociere turistiche in barche dal fondo in vetro nell’area di Senkaku Bay, il cui scenario a molti evoca i fiordi norvegesi.
L’isola di Sado è la casa di alcune specie animali rare, tra cui l’unica popolazione giapponese di toki, ovvero l’Ibis Crestato Giapponese, una specie di volatile in via di estinzione che qui viene protetta attraverso dei programmi di allevamento. Oggi ne vivono allo stato selvatico diverse centinaia e non è raro avvistarli mentre volano sopra le risaie, ma il modo migliore per vederli è visitare il Toki Forest Park, che comprende un museo e una riserva naturale dedicata agli ibis.
All’estremità settentrionale dell’isola si estende la spiaggia di Futatsugame, di fronte alla quale si erge un isolotto che, per la sua forma particolare, si dice evochi due tartarughe. La spiaggia è una delle più popolari e belle dell’isola e se viaggiate in estate è perfetta per un tuffo nelle sue acque limpide. Dalla spiaggia partono sentieri di trekking che conducono in cima alle scogliere dove si hanno viste mozzafiato sul mare.
Se vi va di noleggiare un’auto, Sado è probabilmente il luogo migliore per fare un tour on the road. Avere un’auto vi consente di esplorare l’isola in totale libertà e di percorrere la strada panoramica Osado Skyline, che si snoda tra le montagne dell’isola e lungo la costa offrendo un tragitto suggestivo.
La Sado Kinzan Gold Mine e il Nishimikawa Gold Park si trovano sulla costa occidentale dell’isola e sono due luoghi perfetti per conoscere meglio il passato dell’isola attraverso la visita delle vecchie miniere d’oro e numerose attività divertenti per tutta la famiglia. C’è però un motivo in più per non liquidarle come una semplice attrazione per bambini: l’intero complesso minerario dell’isola è Patrimonio dell’Umanità UNESCO e racconta quattro secoli di lavoro, dal 1601 fino alla chiusura definitiva del 1989.
Sempre in zona, ad Aikawa, merita una sosta anche il vecchio impianto di flottazione di Kitazawa: un colosso di cemento ormai divorato dalla vegetazione, che sembra uscito da un film d’animazione.
Durante l’esilio del monaco buddista Nichiren, nell’isola sono stati fondati due templi, Konpon-ji e Myosho-ji, oggi divenuti i principali luoghi di culto di Sado. In particolare Myosho-ji è famoso per i suoi bellissimi giardini.
Il Museo di Storia di Sado è un luogo in cui ripercorrere il passato dell’isola in maniera insolita, attraverso leggende e vicende storiche raccontate da uno spettacolo di marionette.
L’esilio di Zeami Motokiyo non è rimasto un aneddoto da libro di storia: il teatro Noh a Sado ha messo radici profonde e sull’isola resta in piedi una trentina di palchi, quando un tempo se ne contavano più di duecento. Non aspettatevi teatri veri e propri: sono piccoli palcoscenici di legno nascosti nel recinto dei santuari di campagna, con il pubblico seduto sul prato davanti.
Tra primavera e autunno alcuni tornano a vivere con il takigi noh, le rappresentazioni serali recitate alla luce dei bracieri accesi ai lati della scena: se capitate a Sado in quei giorni, vale la pena riorganizzare la serata.
La via più comoda parte da Niigata: dalla stazione un bus urbano vi lascia in un quarto d'ora al terminal di Sado Kisen, da cui i traghetti raggiungono Ryotsu in due ore e mezza (poco più di 3.000 yen) e gli aliscafi in poco più di un'ora, ma a circa 8.000 yen. Da Tokyo si arriva a Niigata in due ore di Shinkansen.
Se arrivate da ovest l'alternativa è il porto di Naoetsu, con una o due corse al giorno verso Ogi in circa due ore e quaranta, ma solo nella bella stagione.
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Isola di Sado
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).