Vista panoramica del porto di Nagasaki al crepuscolo con colline sullo sfondo.

Cosa vedere a Nagasaki

Collocata nel Sud del Giappone, Nagasaki è una città frizzante e moderna, nonostante un passato segnato dalla distruzione: fu la seconda città dopo Hiroshima in cui fu sganciata la bomba atomica.
Da sempre è un attivo porto commerciale e la vicinanza all’Asia la rese strategica per il commercio estero: durante gli anni di politica isolazionista restò uno dei pochi porti aperti agli scambi internazionali, ed è ancora oggi una buona base per esplorare il Sud del Giappone.
Tanti luoghi ricordano le pagine drammatiche della Seconda Guerra Mondiale, ma non mancano giardini dal tocco europeo, templi e chiese, quartieri di mercanti e tanto altro. In questa guida scopriamo insieme cosa vedere a Nagasaki.

Parco della Pace e Museo

Statua della Pace nel Parco della Pace di Nagasaki.

Situato a nord della città, il Parco della Pace si sviluppa attorno all’epicentro in cui è esplosa la bomba, un luogo di distruzione divenuto oggi una meravigliosa area verde dove tra piante e fiori si inseriscono memoriali e monumenti donati da vari paesi del mondo come simbolo di pace, fontane e resti di edifici rasi al suolo dallo scoppio della bomba. Su una collina all’interno del Parco della Pace di Nagasaki, il Museo della Bomba offre un percorso toccante che permette ai visitatori di conoscere meglio la drammatica pagina di storia dello scoppio della bomba atomica, rivivendo quei momenti attraverso immagini, reperti e testimonianze.


Monte Inasa

Vista notturna panoramica della città di Nagasaki dal Monte Inasa.

Non lontano dal centro della città, il Monte Inasa è uno dei luoghi più popolari per ammirare il panorama di Nagasaki. Sulla vetta si colloca una piattaforma di osservazione da cui fermarsi a contemplare una vista emozionante sulla città, che diventa ancora più emozionante dopo il tramonto; in questa zona c’è anche un ristorante dalle atmosfere romanticissime. Che sia di giorno o alla sera, il Monte Inasa è comunque una tappa da non perdere per chi visita Nagasaki.


Gunkanjima

L'abbandonata isola Gunkanjima, vista dal mare.

La piccola isola di Gunkanjima si trova a circa 20 km dal porto di Nagasaki che fino agli anni ’70 ospitava delle miniere di carbone in cui lavoravano circa 5mila persone, un numero elevatissimo se si considerano le dimensioni contenute dell’isola. Proprio per ospitare questa folta schiera di residenti, ogni angolo dell’isola è stato occupato da strutture ed edifici che hanno dato a questo fazzoletto di terra l’aspetto di un’enorme nave da guerra ed è proprio da questa somiglianza che prende il nome di Gunkanjima. Dopo la chiusura delle miniere l’isola venne abbandonata e l’esposizione a tifoni e agenti atmosferici ha danneggiato gli edifici presenti rendendoli inaccessibili. Per questo per anni è stato possibile vedere Gunkanjima solo con tour in barca che vi passavano vicino fino a quando è stato realizzato un molo e un percorso di visita che oggi consente ai turisti di scendere e ammirare alcune aree sicure. Visitando l’isola avrete inoltre l’occasione di godervi un bel giro panoramico in barca.


Huis Ten Bosch

Edifici in stile olandese lungo un canale a Huis Ten Bosch in Giappone.

In passato Nagasaki presentava una numerosa comunità olandese di mercanti che ha lasciato in eredità alla città numerosi luoghi: il “pendio olandese” è una strada di collina affiancata da alcune ville in stile occidentale abitate dai commercianti più ricchi, mentre altre dimore storiche e magazzini usati dagli olandesi sono racchiusi nella zona di Dejima.

Un luogo che rende omaggio al rapporto con la comunità olandese è il parco tematico Huis Ten Bosch nel quale si ricrea una cittadina olandese. Si trova esattamente a Sasebo, non molto distante dalla città di Nagasaki, e potete visitarlo per trascorrere un pomeriggio divertente tra prati di tulipani, crociere su canali pittoreschi, mulini a vento, shopping su piazze acciottolate e un’architettura tipica dell’Europa di un tempo.


Dejima

Se il pendio olandese vi ha incuriosito, è a Dejima che trovate il cuore di quella storia: una piccola isola artificiale a forma di ventaglio, costruita nel porto per tenere i mercanti stranieri separati dal resto della città. Per oltre due secoli è stata l’unica finestra del Giappone sull’Occidente, e da qui non passarono solo merci, ma anche libri e conoscenze scientifiche che in Giappone non potevano arrivare in altro modo.

Oggi Dejima non è più circondata dall’acqua, perché gli interventi sul porto l’hanno inglobata nella terraferma, ma le case dei mercanti, i magazzini e la residenza del capo della compagnia olandese sono stati ricostruiti uno a uno e si visitano all’interno, arredati come all’epoca, con le stanze che mescolano tatami giapponesi e carta da parati europea. Vi consiglio di partire dal plastico in scala vicino all’ingresso: capire la forma a ventaglio vista dall’alto rende molto più chiara la passeggiata tra le stradine ricostruite.

Giardini Glover

Casa storica con giardino e struttura in legno in stile occidentale a Glover Garden.

Sulla collina Minamiyamate, i Giardini Glover sono una bellissima e ampia area verde in cui è stato ricostruito l’antico quartiere europeo della città. Qui potete passeggiare tra bellissimi prati fioriti, laghi e residenze in stile coloniale, approfittandone per fare una sosta nei cafè e nei negozi del giardino e per scattare bellissime foto sul porto e sulla città. Cuore del giardino è la Residenza Glover, abitata dal mercante scozzese Thomas Glover, che come altre dimore è accessibile all’interno e ospita un museo interessante.


La Chiesa di Oura

Ai piedi dei Giardini Glover, sulla stessa salita, si trova la Chiesa di Oura, la più antica chiesa cristiana ancora in piedi in Giappone: la fece costruire un missionario francese nel 1864 per la comunità straniera del porto, in stile gotico, con la facciata bianca e il campanile che spunta tra gli alberi.

Il motivo per cui è così importante però è un altro. Poco dopo l’inaugurazione un gruppo di abitanti di Urakami si presentò al sacerdote e gli confessò di aver mantenuto la fede in segreto per generazioni, nei due secoli in cui il cristianesimo era vietato: è l’episodio che viene ricordato come la riscoperta dei cristiani nascosti. Dentro, tra le vetrate colorate e il silenzio, si respira una storia di persecuzioni e di ostinazione che vale più dell’architettura.

Ponte Meganebashi

Ponte Meganebashi a Nagasaki illuminato al tramonto.

Il Ponte Meganebashi è una delle attrattive più caratteristiche e particolari di Nagasaki. Il suo nome significa “ponte degli occhiali” perché le due arcate in pietra che si riflettono sulle acque del fiume Nakashima creano la simpatica forma di un paio di occhiali. Oltre a questa curiosità, la struttura è il ponte in pietra più antico del Giappone.


I templi cinesi: Kofukuji e Sofukuji

A pochi passi dal ponte inizia Teramachi, la via dei templi, e qui Nagasaki tira fuori un’altra delle sue anime: quella cinese. Il Kofukuji fu fondato dai mercanti cinesi arrivati in città all’inizio del Seicento ed è il tempio da cui è nata in Giappone la scuola zen Obaku; tra il rosso acceso delle strutture e i tetti curvi vi verrà il dubbio di aver cambiato paese.

Poco più avanti il Sofukuji è ancora più sorprendente: la porta interna e la sala del Buddha furono costruite in Cina, smontate, portate via nave e rimontate qui pezzo per pezzo, e oggi sono tesori nazionali. Sono due tappe che si legano in una passeggiata breve e che fanno capire quanto la comunità cinese abbia pesato nella storia della città, non solo a tavola.

Chinatown a Nagasaki

Ingresso decorato di Chinatown a Nagasaki con persone passeggianti.

La Chinatown di Nagasaki rappresenta il quartiere cinese più antico del Giappone e vi consiglio di visitarlo in particolare per una sosta gastronomica: tra i suoi vicoli si nascondono negozi e ristoranti che propongono prodotti e piatti della cucina tradizionale cinese, in particolare il champon, la zuppa di noodle nata proprio qui, e il sara udon con i noodle croccanti.


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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).