Ryokan

Devo confessarvi che la prima volta che sono stato in un Ryokan non mi sentivo proprio a mio agio, ci sono infatti un po’ di cose che bisogna conoscere prima di andare in questo albergo tradizionale giapponese. La prima volta, molti anni fa, ci sono andato con Mihoko, mia moglie; anche se ero con lei e avevo studiato tutto quello che dovevo sapere all’inizio non mi sentivo comunque pronto per questa che poi si è rivelate una favolosa esperienza.

Se volete andare in un ryokan sappiate che ci sono molte località rinomate dove provare questa esperienza, in particolare Kyoto, Takayama, Hakone (Monte Fuji), e molte altre.

Io sono stato un Ryokan nell’isola di Hokkaido, a Nord del Giappone, il costo per una notte più colazione e cena in stile kaiseki era di circa 13000yen a testa. Può sembrare tanto, ma se volete provare a stare in un ryokan non scegietene una troppo economica altrimenti potreste rimanere delusi.
Quello che vi consiglio è stare solo una notte in un ryokan e essere sicuri di poter avere la cena in stile kaiseki e poi gli altri giorni state in un hotel in stile occidentale. Se volete passare più di una notte in un ryokan potreste prenotare in diverse ryokan per vedere le differenze.

Quale ryokan scegliere

Dicevo di considerare il fattore economico perché a quanto ho capito in Giappone ci sono sia ottime ryokan tradizionali in cui si viene serviti ogni minuto e il servizio è impeccabile e tradizionale al 100% sia ryokan scadenti che sono l’equivalente dei bed&breakfast o poco più.

Guardate queste pagine dove trovate vari consigli dei migliori ryokan in varie zone del Giappone:

Video della stanza

In questo video potete vedere il ryokan nel quale sono stato.

La cameriera

Una cosa che per me la prima volta è stata abbastanza fastidiosa è che una cameriera ci ha accompagnati in camera e dopo averci illustrato un po’ di cose ci ha fatto qualche domanda amichevole mentre ci versava del thè verde e ci offriva un dolcetto.
Fin qua tutto bene direte voi, ma sappiate che la cameriera che vi accompagna in camera non vi si scollerà più di dosso. Infatti sarà lei che tornerà in camera con la cena (se la cena è prevista in camera), sarà lei che poi tornerà per portare la tenpura a metà cena, tornerà poi per pulire il tavolo e portare via i piatti, tornerà quindi per preparare l’o-futon per dormire, e la mattina di buon ora tornerà per svegliarvi e per riporre l’o-futon all’interno dell’armadio, quindi tornerà per portarvi la colazione e tornerà per pulire dopo la colazione.
Insomma come avete capito non fate tempo a distrarvi un attimo che avete la signora in kimono che bussa alla porta.
Tutto questo è assolutamente stupendo e i suoi gesti vengono fatti con la massima eleganza, ma magari vi potrebbe sembrare un po’ troppo se non siete preparati a tutto questo.
In Giappone non esistono le mance e dare soldi potrebbe essere maleducazione quindi non date soldi alla cameriera.

Il tè verde e un dolcetto di benvenuto.

L’onsen

L’onsen è il bagno termale; ho scritto un altro articolo su gli onsen in cui vi spiego come funzionano, qual’è la procedura ecc. ecc. Qua vi racconto com’è stata la mia prima esperienza nell’onsen del ryokan.
I bagni, separati per uomini e donne, in genere sono aperti 24 ore su 24. Avevo un po’ di timore ad andarci, non tanto per il fatto di dover stare nudo all’interno della vasca insieme ad altri giapponesi, ma più che altro perché non avrei voluto che qualcuno si sentisse in imbarazzo per la mia presenza. Mihoko diceva che se uno ha una fidanzata (ora moglie) giapponese deve assolutamente provare l’onsen, quindi la sera abbastanza tardi (verso mezzanotte) sono andato a fare il bagno termale. Sapevo che a quell’ora ci sarebbero state poche persone, infatti c’era solo un signore che se ne stava andando.
La prima volta è stato facile ricordarsi la procedura. Praticamente non è difficile: ci si fa una doccia per lavarsi e si entra nella vasca puliti per rilassarsi. Tutto qua. Però io solo andando dalla zona degli spogliatoi alla zona delle docce avevo già fatto il primo errore: avevo dimenticato la spugna-asciugamano che è fondamentale per lavarsi bene. Superata questa prima difficoltà mi sono lavato e sono entrato nella vasca che era grande circa 8m x 8m e la temperatura era di 48°C con acqua corrente che continuava ad uscire da una fessura nel muro.
Chi come me un po’ soffre alle alte temperature sarebbe bene che invece di immergersi completamente sta nella zona del bordo vasca dove ci sono dei gradini dove è possibile sedersi e quindi stare immersi solo in parte: io tutto questo non lo sapevo e mi sono immerso fino al collo, il risultato è stato che stavo diventando un “tako” cioè un polipo bollito, ma è stato bello.
Ancora più bello è stato uscire all’aperto dove c’era un alta vasca, più piccola, dove poter fare il bagno. La temperatura esterna era di circa -10°C ed era caduta anche molta neve durante il giorno, ma stare all’interno dell’onsen era veramente qualcosa di fantastico.
Dopo essere uscito e tornato in stanza intorno all’1 di notte mi sono ricordato che Mihoko (che stava dormendo) mi aveva detto che alle 2 di notte c’è “il cambio” e cioè la zona degli uomini e delle donne si invertono per dare la possibilità a tutti i clienti di provare entrambe le vasche ed entrambi gli spazi esterni. Ero decisamente impaziente, ho aspettato quindi le 2:01 e sono andato a vedere se avevano spostato i cartelli “uomini” e “donne” ma niente da fare. 2:05: niente. 2:10: niente. 2:14: niente. Alle due e un quarto sono quindi tornato a dormire, ovviamente ho messo la sveglia ed alle 2:45 sono andato a farmi un altro bagno termale, non prima di aver svegliato Mihoko per dirle che l’onsen è veramente fantastico.
Ho notato che da dove usciva l’acqua c’erano delle incrostazioni abbastanza marcate, tipo pietre, per via del fatto che l’acqua è termale. Mi sono chiesto quindi che sapore avesse quell’acqua e anche se credo non si dovrebbe fare ne ho assaggiato un goccio: il sapore è di acqua salata, non come quella del mare ma più o meno il sapore è simile.
Qua sotto trovate un video che ho fatto all’interno dell’onsen.

La cena kaiseki

Alloggiare in un ryokan dà la possibilità di poter assaggiare la vera cucina kaiseki. I cibi in sè non sono particolarmente diversi da quelli che si mangiano nella cucina tradizionale giapponese, ma nella cucina kaiseki tutti i piatti vengono predisposti a meraviglia e le porzioni sono moltissime ma piccole.
Come dicevo il ryokan dove sono stato era ad Hakodate, patria di granchio e seppia, è quindi scontato dirvi che erano proprio questi due alimenti i principali della cena. C’era anche del sashimi, zuppa di miso, riso, tempura e molto altro. Era tutto veramente delizioso.

La cena in stile kaiseki.

Sashimi di seppia.

Un nabe.

Dettaglio del cibo (notate le porzioni piccolissime!)

Il granchio.

Dormire per terra col futon

Ne avevo sentito sempre parlar male, tutti mi dicevano che è abbastanza difficile dormire sul futon se uno è abituato a dormire sul materasso, perché il futon è abbastanza duro e si potrebbe far fatica a dormire. Ho dormito varie notti sul futon in Giappone e non ho mai avuto nessun problema. I futon nel ryokan sono tenuti all’interno dell’armadio e vengono srotolati dalla cameriera la sera prima di andare a dormire e la mattina sempre la cameriera torna per riporre il futon nell’armadio.

La colazione

Se quello che mi hanno dato a colazione me l’avessero portato per cena, e a colazione mi avessero dato un cappuccino e una brioche sarei stato molto più contento. La colazione nel ryokan è in stile giapponese, il che significa che da mangiare c’era pesce, riso in bianco, zuppa di miso, pesce, alghe, pesce, frittata d’uovo e per finire ancora pesce. Vi dirò, a parte il tarako che non apprezzo molto, il resto era davvero buono. Il problema è che una colazione del genere è ottima una volta nella vita o magari ogni tanto, invece la mattina seguente quando da Hakodate abbiamo preso uno Shinkansen e siamo andati nel paese natale di Mihoko, mi sono trovato in tavola più o meno le stesse cose preparate dalla madre di Mihoko: funghi, pesce, alghe, tofu, verdure lesse. Quando ho visto la colazione quasi stavo per vomitare ma l’ho presa con filosofia ed ho detto che volevo solo un caffé ed in italiano senza che nessuno mi capisse ho detto a sua madre “un bel cappuccino e una buona brioche non li batte nessuno”; quando mi ha chiesto cosa volevo dire ho detto semplicemente che “preferisco la colazione all’italiana“.

La colazione che mi hanno portato.

Conclusioni

Dormire in un ryokan è veramente un esperienza che dovete fare se andate in Giappone. Sono stato in un ryokan solamente durante il mio quinto viaggio in Giappone, prima non la consideravo come una delle cose assolutamente imperdibili ma mi sbagliavo. Buon viaggio!

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