Molo di legno e barca su acque cristalline a Sipadan Island, Malesia.

Viaggio in Giappone e Malesia

Un viaggio Giappone e Malesia è uno di quei giri che ti restano addosso a lungo: città enormi, templi, foreste, mare caldo e sabbia chiara. È un itinerario che, secondo me, ha davvero senso se volete sfruttare al massimo un volo intercontinentale e trasformarlo in due viaggi in uno.

Ve lo dico sinceramente: quando qualcuno mi chiede dove andare dopo il Giappone, la Malesia è spesso il primo nome che mi viene in mente. È un Paese accogliente, pieno di grattacieli moderni ma anche di natura, isole e villaggi, e si abbina benissimo a un itinerario classico tra Tokyo e Kyoto.


Perché unire

Il punto di forza di un viaggio Giappone e Malesia è l’equilibrio. Da una parte ci sono Tokyo e Kyoto, con i loro quartieri diversissimi, i templi e il cibo. Dall’altra ci sono Kuala Lumpur e le isole, dove il ritmo rallenta e potete finalmente stare in infradito dalla mattina alla sera.

Io di solito consiglio questa combinazione a chi vuole un viaggio importante, non solo una settimana di mare. È un tipo di itinerario che funziona bene per chi ama le grandi metropoli asiatiche, ma sente anche il bisogno di qualche giorno di mare trasparente alla fine, per tirare il fiato.

Un altro motivo per cui vi direi di considerarlo è che Kuala Lumpur è un hub comodo per i voli, e le isole malesi sono molto più vicine e accessibili rispetto ad altri arcipelaghi sparsi nel sud-est asiatico. Diciamocelo: se avete già fatto la fatica del volo verso l’Asia, aggiungere qualche giorno in più per la Malesia è un “lusso intelligente”.

Le Torri Petronas illuminate di notte a Kuala Lumpur con fontane in primo piano.
Kuala Lumpur di notte ti mette davanti alla Malesia moderna: le Petronas sembrano un set, ma sotto c’è la città vera, con gente che vive e corre.
Marco Togni in giacca blu scatta un selfie sul punto panoramico delle Torri Petronas.
Dall’alto il panorama è enorme e capisci subito la scala: grattacieli ovunque, strade che tagliano la città come un circuito.

Quanti giorni

La domanda successiva è sempre: quanti giorni in Giappone e quanti in Malesia? Io onestamente punterei su circa 10 giorni in Giappone e 4–7 giorni in Malesia, in base al tempo totale che avete a disposizione.

Una struttura molto pratica potrebbe essere:

  • 10 giorni tra Tokyo, Kyoto e dintorni
  • 2 giorni a Kuala Lumpur
  • 3–5 giorni su un’isola come Redang, Langkawi o Perhentian

Se vi sembra che 10 giorni a Tokyo e Kyoto siano tanti, ricordate che poi passerete altri 2 giorni a Kuala Lumpur, che è un’altra grande metropoli piena di cose da fare. In questo caso ha senso togliere un giorno a Tokyo e allungare di un giorno la parte mare in Malesia, soprattutto se per voi la vacanza ideale finisce con il costume addosso.

Io vi consiglio di non scendere sotto i 7–8 giorni in Giappone, altrimenti rischiate di condensare troppo e di vedere solo i luoghi “da copertina” senza avere il tempo di respirare davvero l’atmosfera dei quartieri.

Itinerario Giappone

Per la parte giapponese potete usare come base il mio itinerario “Giappone Spettacularis”, con qualche adattamento per incastrare bene la Malesia alla fine. Un esempio di struttura potrebbe essere questo:

In mezzo potete inserire uno o due giorni “cuscinetto” in base agli orari dei voli, oppure sfruttare un giorno in più per un’uscita come Hiroshima e Miyajima in giornata da Kyoto o Osaka. Ve lo dico subito: è una giornata intensa, ma l’abbinata Hiroshima + Miyajima ha un impatto molto forte e diverso dai soliti templi.

Dal punto di vista delle basi, potete distribuirvi tra Tokyo e Kyoto oppure tra Tokyo e Osaka. Molti viaggiatori si trovano bene a dormire a Osaka e spostarsi verso Kyoto, Nara e Fushimi Inari, soprattutto se alla sera amano tornare in un quartiere molto vivo pieno di ristoranti. Scegliete in base al vostro stile: se vi piacciono le stradine tradizionali, Kyoto è perfetta; se vi attira una città moderna e rumorosa, Osaka è più adatta.

Piatti di sushi assortito su un tavolo con bacchette e salsa di soia.
Sushi buonissimo, prima di andare in Malesia per mangiare il nasi lemak.
Marco Togni con segno di pace davanti a omikuji al santuario hirosakainari a kanazawa.
A Kanazaw gli omikuji appesi sopra la testa fanno capire quanto la superstizione sia quotidiana.

Tokyo e dintorni

I primi giorni a Tokyo servono per orientarsi tra quartieri che sembrano quasi città indipendenti. Asakusa è un ottimo punto di partenza: il tempio Sensoji, il portale rosso, la via piena di negozietti, i dolci tradizionali. È il genere di posto che fa dire subito “ok, sono davvero in Giappone”.

Da lì potete spostarvi verso Odaiba, con i suoi centri commerciali affacciati sulla baia e la vista sul Rainbow Bridge, e poi passare in zona Shiodome, circondati da grattacieli eleganti. La giornata si può chiudere a Shinjuku, tra palazzi altissimi, insegne luminose, ristorantini sotto i binari e bar sui piani alti.

Un altro giorno ben speso è quello tra Ueno, Akihabara e Ginza. A Ueno trovate parchi, musei e templi; Akihabara è il regno di anime, manga ed elettronica; Ginza è la parte più elegante, con boutique, grandi magazzini e ottimi ristoranti. Secondo me questa combinazione vi dà una panoramica molto completa di Tokyo in poche giornate.

Non può mancare un giorno tra Harajuku e Shibuya. A Harajuku potete alternare negozietti particolari, caffè carini e il santuario Meiji Jingu immerso nel verde. A Shibuya vi aspettano il famoso incrocio, centri commerciali e locali di ogni tipo. È un quartiere che la sera si presta tantissimo a girare senza un programma rigido, provando il ristorante che vi ispira di più sul momento.

Per la gita fuori Tokyo, Kamakura è una scelta perfetta se vi piacciono il grande Buddha, i templi e un pizzico di mare, mentre Nikko ha un’atmosfera più raccolta, tra santuari decoratissimi e boschi. Io vi consiglierei di scegliere in base alle vostre priorità: se sentite che l’itinerario è già pieno di templi, potete puntare su Kamakura per variare un po’ con il panorama.

Kyoto e Nara

Con Kyoto cambia il ritmo del viaggio. Il giorno dello spostamento può essere l’occasione per inserire subito la foresta di bambù di Arashiyama, magari al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando la luce è più morbida. La zona offre anche un bel fiume, piccoli templi e caffè tranquilli.

Un giorno lo terrei per il giro classico tra tempio d’oro, Nishiki Market, Kiyomizudera e Gion. Il Kinkakuji, il famoso tempio d’oro, è uno di quei posti che restano impressi anche a chi non ama particolarmente i templi. Il Nishiki Market è perfetto per assaggiare piatti tipici, snack, pesce e dolci, mentre Kiyomizudera regala una vista molto scenografica sulla città. Le stradine intorno, piene di negozi e case tradizionali, sono tra le più fotogeniche di Kyoto. La sera potete spostarvi a Gion, con le sue vie storiche e qualche possibilità di incrociare una maiko o geiko.

Un altro giorno potete dedicarlo a Fushimi Inari e Nara. A Fushimi Inari c’è il famoso percorso di torii rossi che sale sulla collina: non serve arrivare in cima, basta fare una parte del tragitto per percepire quell’atmosfera sospesa. Poi si va verso Nara, dove i cervi liberi nel parco e il grande tempio Todai-ji creano una giornata piena ma molto piacevole.

Se avete un giorno extra, l’idea di Hiroshima e Miyajima in giornata è forte. È una combinazione che molti ricordano come una delle parti più intense del viaggio: da un lato la storia di Hiroshima, dall’altro il torii sull’acqua di Miyajima e le passeggiate sull’isola.

Kuala Lumpur

Finita la parte giapponese, atterrare a Kuala Lumpur è come cambiare capitolo. Aria calda, palme, grattacieli di vetro, street food ovunque. Due giorni interi, secondo me, sono il minimo per entrare un po’ nell’atmosfera.

Il simbolo più famoso sono le Torri Petronas, che potete ammirare da vari punti della città e, se volete, anche dall’interno. Vederle illuminate la sera dà proprio l’idea di una metropoli moderna che continua a crescere. È una delle immagini che restano più impresse quando si pensa alla Malesia.

Un’altra tappa che vi consiglio è quella delle Grotte Batu, poco fuori Kuala Lumpur. Tra scalinata colorata, templi hindu e la grande statua dorata all’ingresso, è un luogo molto scenografico. Le scimmie sono ovunque, quindi meglio evitare di girare con cibo in mano, ma l’insieme è davvero particolare.

Kuala Lumpur è anche il posto giusto per assaggiare una cucina mischiata: influenze malesi, cinesi, indiane nello stesso viaggio. Ci sono tanti food court e mercati serali dove potete cenare bene senza spendere troppo, passando da un banchetto all’altro. Io vi direi di usare una sera per un giro più tranquillo, magari in un centro commerciale con ristoranti al chiuso, e un’altra per esplorare una zona più vivace piena di bancarelle.

Proprio perché Kuala Lumpur è una grande città piena di stimoli, ha senso considerare l’idea di ridurre di un giorno la permanenza a Tokyo se vi sembra troppo piena la parte “metropolitana” dell’itinerario.

Isole della Malesia

Dopo città, treni e templi, le isole della Malesia sono il pezzo che chiude il viaggio con un’altra energia. Le più citate sono Redang, Langkawi e le isole Perhentian, e ognuna ha caratteristiche diverse.

Redang è famosa per il mare trasparente e le spiagge chiare. Molti resort sono direttamente sulla sabbia, e la giornata tipo è quella classica: colazione, mare, magari un’uscita in barca, e la sera cena con il rumore delle onde. La consiglierei a chi cerca soprattutto relax e belle spiagge con un minimo di comfort.

Le Perhentian piacciono molto agli amanti di snorkeling e immersioni. L’atmosfera è più semplice e informale, con strutture di vari livelli ma in generale un’idea di “isola per chi ama il mare più che il lusso”. È il genere di posto dove si passa facilmente tutta la giornata tra acqua, libri e passeggiate sulla spiaggia, e la sera ci si siede in un ristorantino essenziale ma con i piedi quasi nella sabbia.

Langkawi è più varia: oltre al mare, ci sono colline, funivie panoramiche, foresta e punti di osservazione interessanti. È una buona scelta se volete alternare giornate di spiaggia tranquilla ad altre in cui prendete un taxi o un’escursione e andate a vedere qualcos’altro. Anche qui la scelta di hotel e resort è abbastanza ampia, quindi si riesce a modulare il budget.

Io vi direi di orientarvi così:

  • se volete staccare completamente e pensare solo al mare, puntate su Redang o Perhentian;
  • se volete mare ma anche qualche attività extra, Langkawi è la soluzione più naturale.

Persone e atmosfera

Una delle cose che fanno innamorare della Malesia, almeno per come la vedo io, è il modo in cui le persone si rapportano ai viaggiatori. Molto spesso basta una domanda in inglese per far partire subito la voglia di aiutare, anche se la persona non parla perfettamente. Si sente una accoglienza genuina, non forzata.

La Malesia è un Paese in forte crescita economica, e questa cosa si vede ovunque: nuovi grattacieli, centri commerciali, infrastrutture che migliorano anno dopo anno. Allo stesso tempo, avete ancora zone naturali, foreste e isole che sembrano lontanissime da questo sviluppo, e proprio questo contrasto rende il viaggio interessante.

A me piace molto perché dà la sensazione di un Paese che si sta impegnando per migliorare, con persone che lavorano sodo e hanno voglia di offrire un servizio all’altezza. Ve lo dico sinceramente: quando noto questo tipo di energia, mi viene spontaneo consigliare la destinazione con ancora più entusiasmo.

Rispetto al Giappone, dove colpiscono ordine, puntualità e rigore, in Malesia si percepisce più la calma sorridente e diretta. Sono due modi diversi di accogliere il visitatore, e metterli nello stesso viaggio crea un equilibrio molto bello anche dal punto di vista umano.

Organizzare il viaggio

Dal punto di vista pratico, un viaggio Giappone e Malesia va costruito con un occhio a stagioni, voli e spostamenti interni. Di solito ha senso fare prima il Giappone e poi scendere verso la Malesia per chiudere con Kuala Lumpur e mare. In questo modo arrivate carichi, gira­te a pieno ritmo tra Tokyo e Kyoto, e quando iniziate a sentire la stanchezza arrivate al capitolo “spiaggia”.

Per il clima, il Giappone dà il meglio in primavera e autunno, mentre la Malesia ha clima caldo-umido quasi costante, con stagioni di pioggia che cambiano a seconda delle zone. Per isole come Redang e Perhentian ci sono periodi in cui il mare è più mosso e diversi resort chiudono, quindi conviene informarsi sulla stagionalità della costa est prima di bloccare le date.

Sul fronte voli, spesso la soluzione più comoda è volare dall’Europa verso il Giappone, uscire dal Giappone verso Kuala Lumpur e poi rientrare in Europa dalla Malesia. È un modo per evitare giri inutili e risparmiare tempo. Io vi consiglio sempre di definire prima:

  • il cuore del viaggio in Giappone (Tokyo, Kyoto, eventualmente Hiroshima/Miyajima)
  • la zona mare in Malesia (Redang, Langkawi o Perhentian)

Una volta fissati questi due blocchi, potete giocare con Kuala Lumpur e con i giorni intermedi in base ai voli e al budget.

Marco Togni in giacca colorata con libro "Giappone" nelle strade di Kabukicho, Tokyo.
Con il mio libro in mano, nel centro di Kabukicho.
Veduta dall'alto di Asakusa con il tempio Senso-ji e la strada commerciale Nakamise.
Asakusa vista dall’alto chiude il cerchio: Senso-ji, Nakamise, folla. È il Giappone classico incastrato dentro una metropoli che non si ferma.

Vale la pena?

Se avete tempo sufficiente e volete un viaggio che non sia solo città, non sia solo mare, ma un mix ben bilanciato, secondo me Giappone e Malesia insieme sono una scelta fortissima. Portate a casa immagini diversissime: l’incrocio di Shibuya, le stradine di Gion, i torii di Fushimi Inari, le Torri Petronas di notte, una spiaggia a Redang o Perhentian con il mare calmo davanti.

Io la Malesia la consiglio caldamente, soprattutto in combinazione con il Giappone. La gente è disponibile, si sente che il Paese è in piena crescita, e quei grattacieli nuovi in mezzo al verde raccontano meglio di mille parole dove sta andando questa nazione.

Se dovessi riassumere il mio “viaggio tipo” ideale, direi:
prima parte tra Tokyo e Kyoto (con una giornata a Kamakura o Nikko, magari la possibilità di Hiroshima e Miyajima), poi due giorni pieni a Kuala Lumpur e infine un’isola malesiana scelta in base a quanto volete staccare da tutto.

E chiudere il viaggio una sera, seduti a guardare le luci della città o l’orizzonte sul mare, pensando che mettere insieme Giappone e Malesia è stata davvero una buona idea.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).