Geisha con trucco tradizionale e kimono colorato sotto un ombrello decorativo.

Vedere una geisha

Su internet vi sarà probabilmente capitato di leggere racconti di viaggio di persone che sono andate a Gion, quartiere di Kyoto, nella speranza di vedere una geisha, ma non l’hanno trovata.
I più ridicoli però sono quelli che si vantano di averla vista e poi mettono una foto di una persona che non è né una geisha né una maiko.

Porto spesso viaggiatori nel quartiere di Gion e con un pizzico di fortuna nella maggior parte dei casi sono riuscito a vedere una geisha o perlomeno una maiko: vi svelo alcuni miei segreti.

Come arrivare a Gion

Potete arrivare a Gion partendo dalla stazione di Kyoto con l’autobus 206 e scendere alla fermata Gion, che si trova indicativamente tra il santuario Yasaka e Hanamikoji Dori. Nei fine settimana e nei giorni festivi ferma a Gion anche l’espresso turistico EX100.

Se preferite il treno, scendete alla stazione Gion Shijo sulla Keihan Line. Se invece siete sulla Hankyu Line potete scendere alla fermata Kawaramachi ma dovrete fare qualche minuto in più a piedi (appena usciti dalla stazione, attraversate il ponte che passa sul fiume e procedete sulla via principale che è Shijo Dori).

Dove vedere una geisha

Ci sono varie zone a Gion dove poter vedere una geisha. La più popolare è Hanamikoji Dori, dove si trovano varie case di geisha. Andate intorno a queste coordinate: 35.002835, 135.774852
Considerate però che spesso, soprattutto le maiko, partono da Hanamikoji Dori, fanno un breve tratto su Shijo Dori, per poi svoltare verso Nord, dove si disperdono nelle zone tra Shijo Dori e Shirakawa-minami Dori.
Se avete pazienza, avete un’ottima probabilità di incrociare una geisha in queste zone.

Gli altri quartieri delle geisha

Gion non è l’unico posto dove tentare la fortuna: a Kyoto ci sono cinque hanamachi, cioè i quartieri dove geisha e maiko vivono e lavorano. Hanamikoji sta in Gion Kobu, che è il più famoso, ma se lì non avete visto niente vale la pena provare anche gli altri.

  • Gion Higashi: piccolissimo, poco più a nord, con pochissime geisha ma anche pochissima gente.
  • Pontocho: il vicolo stretto lungo il fiume Kamo, dove spesso le vedete sparire dentro una porta.
  • Miyagawacho: subito a sud di Shijo, il meno turistico di tutti.
  • Kamishichiken: il più antico, dall’altra parte della città vicino al Kitano Tenmangu.

Pontocho e Miyagawacho sono a due passi da Hanamikoji, quindi in una sola serata potete tranquillamente battere più zone invece di restare fermi sempre nello stesso angolo.

L’orario migliore

L’orario migliore per vedere una geisha per strada è tra le 17:45 e le 21. Ci tengo a sottolineare però che mi è capitato di vedere geisha anche molto più tardi, anche verso mezzanotte. In genere se c’è troppa confusione e troppi turisti, è difficile che una geisha esca in strada.

Le finte geisha

Non tutte le ragazze vestite da geisha o maiko lo sono realmente. Se vedete una “geisha” di giorno in varie località di Kyoto, al 100% non lo è. Nessuna geisha infatti si prepara e il pomeriggio va a farsi un giro al Kiyomizudera ad esempio. Quelle che vedete in questi frangenti sono semplici ragazze giapponesi che hanno il piacere di farsi vestire così, o talvolta anche turiste asiatiche o anche occidentali.
Se avete piacere nel fare una foto a queste ragazze potete farla, ma non spacciatela come una foto autentica, o farete una figuraccia. Riconoscerle è più facile di quello che sembra: le ragazze col kimono a noleggio camminano lente e in gruppetto, si fermano ogni due passi, hanno il telefono in mano e si mettono in posa appena vedono un obiettivo puntato.
Spesso il trucco bianco non c’è affatto oppure si ferma al viso, l’acconciatura è una parrucca con l’attaccatura dei capelli bene in vista e il kimono è legato in fretta, senza la cura maniacale che vedete addosso a una maiko vera.

Come si riconosce

Di solito vanno di fretta, partono dal punto A e vanno al punto B senza fermarsi, senza parlare con qualcuno, senza mettersi in posa. Per educazione, non chiedete ad una geisha di fermarsi per una foto.
A chi le ha viste molte volte non serve osservare i dettagli, basta captare l’atmosfera che si respira quando arriva una geisha: tutto si ferma, talvolta è su un taxi o sta per salirci, ci sono le maiko ad aiutare, c’è la signora anziana che ringrazia i clienti ecc.
Per andare più nel dettaglio, le maiko hanno in genere decorazioni floreali nei capelli, mentre le geisha non le hanno. Da dietro la “cintura” del kimono (chiamata obi) di una maiko è lunga ed arriva quasi per terra, mentre quella di una geisha è compatta e squadrata.

Le maiko hanno poi scarpe in legno molto alte chiamate okobo, mentre le geisha hanno scarpe basse chiamate zori. Le maiko hanno anche il “collo” del kimono di colore rosso.

Fate silenzio!

Quando porto le persone a fare la “caccia alla geisha” consiglio di comportarsi come se si andasse a dare la caccia ad un cerbiatto impaurito. Bisogna fare silenzio, sia per rispetto verso questa figura, sia per far sì che esca allo scoperto. Se c’è confusione, molta gente appostata ecc. è molto probabile che la geisha non arriverà.

Dove non potete entrare

A Gion non tutte le strade sono uguali. Hanamikoji e le vie principali sono strade pubbliche e potete percorrerle liberamente, ma i vicoli laterali che si aprono ai lati appartengono al quartiere: lì l’ingresso è vietato a chi non è cliente o residente, e fare fotografie è proibito. I cartelli lo dicono chiaramente anche in inglese, e chi viene beccato rischia una multa da 10.000 yen.

Non sono regole nate per antipatia verso i turisti: arrivano dopo anni di gente appostata davanti alle case da tè, che inseguiva le maiko o le bloccava per una foto. Se vi comportate bene nessuno vi dirà niente, e vedrete che cambia anche l’atmosfera: dove c’è calma le geisha escono, dove c’è caos non si fanno vedere.

Fare una foto: consigli tecnici

Sarà probabilmente abbastanza buio e tutte le strade lì non sono molto ben illuminate, per cui se avete una fotocamera compatta potreste fare molta fatica a fare una bella foto.

Se avete una reflex, impostatela sulla modalità in priorità di diaframma (di solito indicata con A o con AV), mettete un valore ISO abbastanza elevato come ad esempio 3200ISO, e sulla forcella dell’esposizione sottoesponete di ⅓. La modalità di scatto dev’essere multiscatto (quindi tenendo premuto farete foto a raffica) e la modalità di AutoFocus deve essere impostata su AI Servo. Se non conoscete come funziona la modalità AI servo vi consiglio di leggere il manuale della vostra fotocamera e fare qualche foto alle auto, in modo da familiarizzare con questa funzione.
Se mettete in atto tutti questi accorgimenti, la foto perfetta è quasi assicurata. Una cosa però non fatela mai: niente flash. Abbaglia, si vede da lontanissimo ed è il modo più rapido per rovinare la scena a tutti, oltre che una gran maleducazione.
Se potete portatevi un obiettivo luminoso, un 35mm o un 50mm f/1.8 in quelle stradine buie valgono più di qualsiasi zoom da kit. E scattate stando defilati, senza piazzarvi in mezzo alla strada per anticiparla: la foto migliore è quasi sempre quella che non le sbarra il passo.

Una geisha mi saluta

In questo video che ho fatto a Kyoto vedete una geisha che si inchina facendo un piccolo saluto.

0:00 / 0:11

Miyako Odori

Durante il mese di aprile è possibile assistere al Miyako Odori, un fantastico festival tradizionale a Gion tenuto dalle maiko e dalle geisha di Gion Kobu.
Potete acquistare i biglietti sul sito ufficiale.
Durante GiappoTour molte persone vanno a vedere il Miyako Odori, ne parla Sara durante questa intervista:

0:00 / 2:21

Foto

By: NH53

By: NH53

 


Video: Le geisha sono prostitute?

0:00 / 2:18
Ti consiglio di venire in Giappone con GiappoTour! Il viaggio di gruppo in Giappone con più successo in Italia, organizzato da me! Ci sono pochi posti disponibili, prenota ora!
Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).