Tempio Engyo-ji con affascinante architettura in legno immersa nella natura.

Tempio Engyo-ji

Adagiato lungo i pendii del Monte Shosha, il Tempio Engyo-ji è un complesso sacro millenario dall’atmosfera solenne, ad appena mezz’ora dal centro di Himeji.
Le radici antiche di questo luogo e un’architettura senza tocchi moderni danno la sensazione che qui il tempo si sia fermato, e proprio questa atmosfera, unita agli scenari naturali che lo circondano, l’ha reso la location scelta per diversi film giapponesi e internazionali: qui sono state girate anche alcune scene de “L’ultimo samurai”.
Che abbiate amato o meno quel film, salire fin quassù è un’esperienza da non perdere, per l’importanza religiosa del tempio e per i panorami sulla città.

Dormire al tempio

Il tempio Engyo-ji venne fondato dal monaco Shoku Shonin nel 966 ed è sede della scuola Tendai del Buddismo e sin da molti secoli è un importante centro di addestramento e insegnamento della disciplina buddista, dove hanno studiato anche figure importanti della storia giapponese. Nel tempio sono disponibili degli alloggi per chi desidera dormire sul monte ed avvicinarsi maggiormente alla religione buddista e allo stile di vita dei monaci. Dormendo qui è possibile provare la tipica cucina vegetariana dei monaci e prendere parte a diverse attività, come la meditazione e la scrittura dei sutra. Il vantaggio vero, però, è un altro: quando l’ultima corsa della funivia scende a valle il monte si svuota e restano soltanto i monaci e chi dorme quassù. Il complesso al tramonto e nelle prime ore del mattino, con la nebbia tra i cedri e nessuno intorno, è un’esperienza tutta diversa da quella di chi sale in giornata.

Visitare il tempio: gli edifici

Superata la Porta Niomon, l’ingresso principale al luogo sacro, il sentiero prosegue tra file di alberi di cedro centenari dando ancora una volta l’occasione di cogliere le sfumature e i profumi delle stagioni. In pochi minuti a piedi si raggiunge la bellissima sala del tempio Maniden, che di certo cattura lo sguardo per la sua insolita posizione: poggia su dei pilastri, lungo una salita piuttosto ripida. Dalla sua veranda si gode un panorama incredibile sulla foresta e sulla città. Il complesso è composto da numerosi edifici, molti dei quali dichiarati patrimonio culturale del paese, tra cui c’è anche un gruppo di tre sale, anch’esse in legno, chiamato Mitsunodo: comprende la sala principale di preghiera, Daikodo, il Jikido, che un tempo era la mensa e il dormitorio dei monaci e oggi custodisce su due piani statue e tesori del tempio, e infine la Jogyodo, una sala dedicata all’insegnamento e a diverse attività. Entrando nelle varie sale avrete modo di ammirare statue di Buddha e di figure divine e incantarvi di fronte ai dettagli architettonici e alle linee semplici delle strutture.

La leggenda del Maniden

La posizione così bizzarra del Maniden, aggrappato al pendio su una selva di pilastri, non è un capriccio architettonico: la tradizione racconta che Shoku Shonin vide qui una fanciulla celeste danzare davanti a un ciliegio e che scolpì l’immagine di Kannon direttamente nel tronco dell’albero vivo. La sala fu poi costruita attorno a quell’albero, adattandosi alla roccia invece di spianarla.

Quello che vedete oggi non è però l’edificio originale: un incendio lo distrusse nel 1921 e la ricostruzione, completata nel 1933, è opera dell’architetto Takeda Goichi, che rifece la sala in forme antiche mantenendo la struttura su palafitte. Prima di salire i gradini fermatevi qualche istante sotto la veranda: è da lì che si capisce davvero il lavoro dei carpentieri.

Panorami e natura

Dopo la visita ai vari edifici, prendetevi del tempo per passeggiare nell’area circostante, dove ci sono alcuni punti di osservazione da cui fermarsi ad ammirare il paesaggio e la città di Himeji dall’alto, scattando bellissime fotografie. Ogni stagione vi regalerà incantevoli sorprese: chi visita il tempio in autunno si troverà dinanzi uno scenario ancora più magico, con i colori fiammeggianti degli aceri che avvolgono gli edifici del complesso, mentre in primavera il tempio è un punto popolare per ammirare la fioritura degli alberi di ciliegio. 

Il tempio numero 27 del pellegrinaggio Saikoku

Se incrociate persone vestite di bianco con il bastone e un libretto in mano, non è un caso: Engyo-ji è la ventisettesima tappa del Saikoku, l’itinerario di trentatré templi dedicati a Kannon che attraversa tutto il Giappone occidentale. È anche uno dei complessi più vasti dell’intero percorso, ed è per questo che i pellegrini gli dedicano di solito una giornata intera invece di una sosta veloce.
Il timbro del pellegrinaggio viene scritto a mano al momento: anche se non state seguendo l’itinerario, guardare il pennello che corre sulla carta è uno dei momenti più belli della visita.

Come arrivare

Il punto di partenza è la stazione JR di Himeji: uscite dal lato nord, scendete nel terminal degli autobus e cercate la pensilina 10, da cui parte la linea 8 dello Shinki Bus. Il capolinea, dopo circa mezz'ora, è proprio ai piedi del monte.
Se avete appena visitato il castello non serve tornare indietro: lo stesso autobus ferma anche lì.

Dalla base si sale con la funivia, quattro minuti scarsi fino alla stazione a mezza costa; da lì restano una decina di minuti di salita a piedi tra i cedri fino alla Porta Niomon e alla sala del Maniden. Chi fa fatica a camminare può prendere il minibus del tempio, che parte dalla stazione della funivia ogni 20 minuti.

C'è poi chi sale a piedi da valle, lungo uno dei vecchi sentieri dei pellegrini: circa 45-60 minuti di cammino nel bosco.

Informazioni utili

Nome: Tempio Engyo-ji
Orario: Lunedì - Domenica: dalle 8:30 alle 18
Costo a persona: Ingresso al tempio: 800 yen - Scuole elementari: 500 yen - Funivia: 1.200 yen andata e ritorno - Minibus in cima: 500 yen andata e ritorno
Durata visita: Circa 2 - 3 ore. Il complesso è molto vasto e richiede tempo per spostarsi tra i vari padiglioni nel bosco.
Giorni di chiusura: La funivia si ferma ogni anno per la manutenzione periodica, di solito tra febbraio e metà marzo. Nel 2027 lo stop sarà molto più lungo, da inizio febbraio al 31 ottobre, per il rinnovo completo degli impianti: in quei periodi il tempio resta aperto ma si sale solo a piedi.
Consigli utili: Dietro le tre sale del Mitsunodo si sale ancora un poco fino all'Okunoin: ci arriva pochissima gente ed è la parte dove si respira l'atmosfera più antica del monte. Fermatevi a guardare le statue sotto la gronda della sala del fondatore, un dettaglio che quasi tutti si perdono.
Trasporti:
  • Stazione di Himeji (JR Sanyo, Sanyo Shinkansen): uscita nord, pensilina 10 del terminal bus
  • Bus Shinki linea 8: fino al capolinea Mount Shosha Ropeway, circa 30 minuti
  • Funivia di Shosha: dalla base alla stazione di monte, partenze ogni 15 minuti
Indirizzo: 2968 Shosha, Himeji, Hyogo 671-2201, Japan
Sito Internet: Tempio Engyo-ji
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Il tempio dell’Ultimo samurai

Il piazzale del Mitsunodo è il posto che gli appassionati di cinema vengono a cercare: è lì, tra le tre sale di legno disposte una di fronte all’altra, che sono state girate alcune delle scene giapponesi de “L’ultimo samurai”, con Tom Cruise e Ken Watanabe. La produzione scelse Engyo-ji proprio perché non c’è nulla di moderno nell’inquadratura: niente cavi, niente asfalto, niente insegne.

Non è però l’unico set girato quassù: il complesso è un classico delle serie storiche della NHK e continua a comparire in film e drammi in costume. Mettetevi al centro dello spiazzo, con le sale sui tre lati e il bosco intorno, e riconoscerete l’inquadratura vista al cinema.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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