Bambini camminano lungo le strade di Sawara, quartiere storico in Giappone con architetture in legno.

Sawara

Sawara è un piccolo e suggestivo distretto della città di Katori. Qui si respirano le atmosfere del Giappone del passato, tra stradine di case storiche in legno, botteghe artigianali e canali che un tempo i mercanti usavano per trasportare le merci. Non a caso viene soprannominata “Piccola Edo”: nel periodo Edo (1603-1867) era un prospero centro di commercio e trasporto del riso verso la capitale, che allora si chiamava appunto Edo. Sawara si trova nei pressi di Narita, non molto distante da Tokyo, ed è facilmente raggiungibile anche per un’escursione giornaliera. Attorno, i paesaggi d’acqua del parco quasi nazionale Suigo-Tsukuba regalano prati traboccanti di iris.

Cosa fare e cosa vedere a Sawara

Centro storico di Sawara

Sawara si adagia attorno ad un ampio canale che attraversa il cuore del distretto, creando uno scenario pittoresco e romantico con i suoi ponticelli che lo attraversano, tra cui il bizzarro ponte Ja Ja in cui ogni mezz’ora si attiva una sorta di cascatella che scende nel canale sottostante: un tempo questo sistema serviva come risorsa idrica aggiuntiva per le risaie, mentre oggi è diventato una piacevole attrazione. Se un tempo il canale veniva usato per il trasporto di riso e altre merci, oggi sono le piccole imbarcazioni turistiche a presidiare le sponde, permettendo ai turisti di ammirare la città da un’altra prospettiva e godersi un rilassante giro tra gli edifici storici del distretto. Il  centro di Sawara è caratterizzato da dimore tradizionali, botteghe e magazzini che sono stati restaurati e consentono di fare un salto indietro nel tempo, immaginandosi chiaramente come potesse essere Sawara nel periodo Edo. Di fatto, alcune delle attività inaugurate all’epoca sono ancora operanti e questo senza dubbio accresce il fascino di questo luogo. Il quartiere lungo il fiume Ono non è una ricostruzione per turisti: dal 1996 è il primo distretto del Kanto tutelato a livello nazionale come area di edifici storici, e le case sono ancora abitate e usate come negozi. Camminando noterete i magazzini dai muri bianchi, le insegne in legno e le targhe che raccontano da quanto ogni bottega è lì: qualcuna ha superato i due secoli di attività.

Museo Ino Tadataka

Nel centro storico, a pochi passi dal ponte Ja Ja, si trova il Museo Ino Tadataka, che include anche l’ex residenza di questo noto cittadino di Sawara, il quale durante il periodo Edo realizzò le prime cartine geografiche del Giappone, su commissione dello Shogun Tokugawa. Nel percorso di visita potete esplorare le stanze in cui viveva e lavorava, ammirando interessanti esposizioni e dettagli sui suoi lavori e una bella collezione di bozze, strumentazione usata per le mappe e oggetti personali.

Le fabbriche di sake

Il commercio sul fiume ha lasciato a Sawara una tradizione che si può ancora assaggiare. Nel periodo Edo qui si contavano decine di fabbriche di sake, che spedivano le loro botti verso la capitale lungo il fiume Tone: oggi ne restano due, entrambe a pochi passi dal canale.
Baba Honten, attiva dalla fine del Seicento, è famosa soprattutto per il mirin artigianale, denso e dolce, prodotto ancora con i metodi di un tempo. Tokun Shuzo, aperta nel 1825, occupa un grande magazzino di legno e organizza visite e assaggi tra le vasche di fermentazione: è il modo più diretto per capire da dove arrivava la ricchezza di Sawara.

Festival

Sebbene solitamente sia pervaso da un’atmosfera tranquilla e ritmi rilassati, Sawara si anima in occasione dei vari festival che si alternano durante l’anno. Ce ne sono diversi, sia a tema religioso che volti a celebrare le stagioni, ma di certo quello più popolare è il tradizionale Sawara Matsuri, che si svolge due volte all’anno, in luglio e ottobre.  L’evento clou di questo festival è la parata di carri sui quali sono posizionate gigantesche bambole raffiguranti guerrieri ed eroi della mitologia giapponese. Visitare Sawara in occasione di questo attesissimo appuntamento potrebbe essere un’opportunità in più per entrare a contatto con la cultura e la gente del posto, vivendo il distretto nella sua atmosfera di festa, ma se non vi è possibile e siete curiosi di saperne di più su questo evento, potete sempre visitare il museo Dashi Kaikan, a pochi passi dal canale: qui potete ammirare alcuni carri e altri oggetti legati al festival, con foto e filmati delle passate edizioni. Il Sawara Matsuri è iscritto nel patrimonio immateriale UNESCO insieme alle altre grandi feste di carri del Giappone. I carri, alti diversi metri e trainati a mano lungo le stradine del centro, sono decorati con intagli in legno e sormontati da bambole che possono sfiorare i quattro metri, tra le più grandi del paese. Ad accompagnarli c’è il Sawara-bayashi, la musica di flauti e tamburi suonata dal vivo dai gruppi dei vari quartieri.

Suigo Sawara Ayame Park

Sawara non offre solo attrattive storiche e culturali: il suo giardino botanico, che fa parte del parco quasi nazionale Suigo-Tsukuba, è uno dei luoghi più incantevoli della città. Qui potete per un attimo dimenticarvi i rumori e le luci delle città per addentrarvi tra aiuole traboccanti di fiori di specie diverse, passeggiare sotto tunnel di glicini e lungo le sponde di laghetti ricolmi di fior di loto. Ma tra le attrattive principali c’è l’iris che occupa un’area molto vasta con oltre 400 varietà, dando vita ad uno dei giardini di iris più grandi di tutta l’Asia. Il festival Ayame Matsuri organizzato dalla città celebra proprio la fioritura dell’iris.

Santuario Katori

Tra i templi e i santuari di Sawara c’è il popolare santuario shintoista Katori, dedicato alla divinità “Futsunusi no Ookami”, il dio della guerra. In tutto il Giappone si contano più di 400 santuari “Katori” ma quello di Sawara rappresenta il più importante e potente, complice anche la sua storia millenaria.  Visitate i suoi edifici, alcuni dei quali dichiarati patrimonio culturale, e curiosate nei negozietti di souvenir e dolcetti che costellano la via di accesso al santuario. L’edificio principale risale al 1700 e fu voluto dallo shogun Tokugawa Tsunayoshi: colpisce per le lacche nere profilate d’oro, una scelta insolita per un santuario shintoista, che di solito gioca sul vermiglio. Nel bosco alle spalle cercate il kaname-ishi, la pietra che secondo la tradizione tiene inchiodato il pesce gatto gigante responsabile dei terremoti: se ne vede solo la punta, perché il resto sprofonda sottoterra.

Potete comodamente raggiungere il santuario in 10 minuti di autobus o taxi dalla stazione di Sawara oppure con una bicicletta a noleggio.

Come arrivare

Sawara dista circa 20 km dall’Aeroporto Internazionale di Narita e si può raggiungere facilmente in circa 30 minuti in treno dalla stazione Narita con la linea JR Narita Line. Una volta giunti in stazione potete arrivare nel distretto di Sawara con una breve passeggiata di 10 minuti.

Nome: Sawara

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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