A 367 metriMonte YoshinoA 367 metri
Uno dei posti migliori per i fiori di ciliegio.
Una misteriosa scultura in legno di un gufo accoglie i visitatori nel cortile del Santuario Mikumari, un piccolo santuario shintoista che si colloca nella parte alta del Monte Yoshinoyama, l’area più tranquilla e solitamente meno affollata durante la primavera quando la montagna diventa un popolare punto di ritrovo per ammirare i fiori dei ciliegi.
Avvolto dalle migliaia di alberi di ciliegi che ricoprono i pendii del monte, il santuario è considerato uno dei più sacri dell’area ed è oggi un’attrattiva importante. Il nome significa “spartiacque” e si riferisce alla principale divinità venerata al santuario, Ame no Mikumari no Kami, una figura che la religione shintoista considera responsabile della distribuzione di pioggia e acqua. Tuttavia, poiché con il tempo il nome Mikumari si è storpiato in “mikomori”, che significa “custode dei bambini”, il santuario è associato alla fertilità e al parto, per questo sin dall’antichità è stato tappa di pellegrini e fedeli che pregavano per diversi motivi: agricoltori che invocavano l’acqua e donne in dolce attesa o desiderose di esserlo. Tra coloro che visitarono il santuario ci fu anche Toyotomi Hideyoshi, il samurai generale che unificò il Giappone: la sua preghiera per avere un erede maschio fu ascoltata e in gesto di gratitudine il figlio ne ordinò la ricostruzione nel 1604, supportando il progetto.
Gli edifici odierni del santuario Mikumari risalgono proprio alla ricostruzione del 1604 voluta da Toyotomi Hideyori e presentano diversi dettagli architettonici e caratteristiche dell’epoca. Il percorso di visita è molto semplice e intuitivo in quanto le strutture sorgono tutt’intorno ad un rigoglioso giardino arricchito di piante e alberi di ciliegio che rendono l’atmosfera serena e poetica, favorendo il senso di isolamento e intimità che permette di riconnettersi con sé stessi e con la natura. I ciliegi che circondano il santuario fanno parte del Kami Senbon, la fascia alta della montagna: qui la fioritura arriva qualche giorno dopo rispetto al fondovalle, quando più in basso i petali stanno già cadendo. È il motivo per cui, nella coda dell’hanami, quassù trovate ancora alberi carichi di fiori e parecchia meno gente lungo il percorso.
Dopo aver superato la classica porta torii rossa presente in ogni santuario, la prima struttura in cui ci si imbatte è quella che segna l’entrata all’area sacra, la porta Sakuramon, che rapisce lo sguardo per i suoi colori accesi, dominati dal rosso, e le figure di dragoni, uccelli e altri animali che la decorano.
La sala principale di preghiera è il cuore di questo luogo sacro e presenta una struttura insolita rispetto ai classici santuari in quanto fu progettata per ospitare gli altari di 7 divinità venerate dal culto shintoista. Un altro edificio che vale la pena visitare è la sala espositiva, dove avrete modo di ammirare reperti storici, opere d’arte e numerosi piccoli santuari mobili che sono stati usati durante i festival e risalgono a varie epoche passate.
Fermandovi nel cortile noterete che la sala principale non è un edificio unico: sono tre santuari affiancati, riuniti sotto un solo tetto di corteccia di cipresso, con quello centrale nella forma tipica dei santuari di Kasuga e i due laterali dal tetto spiovente. È una soluzione che nel resto del Giappone non si trova quasi da nessuna parte, e insieme al padiglione delle offerte, alla sala di preghiera, alla porta d’ingresso e al corridoio coperto è protetta come bene culturale importante.
Il santuario rientra inoltre nel patrimonio UNESCO dei Siti sacri e delle vie di pellegrinaggio nella catena montuosa dei Kii, lo stesso riconoscimento che tutela tutto lo Yoshinoyama.
Prima di lasciare il santuario dedicate qualche istante a passeggiare nei giardini, bellissimi in primavera quando i ciliegi fioriscono arricchendo con la loro bellezza leggermente malinconica il santuario. Qui vedrete anche la curiosa scultura del gufo, di cui nessuno conosce la provenienza e come sia arrivato in questo luogo. Ad una breve passeggiata dal Santuario Mikumari si trova l’Osservatorio Hanayagura, da cui avrete viste sensazionali su tutta l’area.
Il pezzo più prezioso del santuario non lo vedrete: è una statua lignea di Tamayori-hime, una delle divinità venerate qui, scolpita nel 1251 e dichiarata tesoro nazionale. È alta poco più di 80 centimetri e raffigura una dama di corte con l’abito a più strati, le fossette sulle guance e i denti anneriti secondo la moda dell’epoca: un realismo raro nella scultura shintoista, dove le divinità venivano quasi sempre rappresentate in modo stilizzato.
Essendo l’oggetto in cui risiede la divinità, la statua è custodita al riparo da qualsiasi sguardo e non viene esposta nemmeno in occasione delle mostre: è anche il motivo per cui è arrivata fino a noi in condizioni eccezionali.
Si parte tutti dalla stazione di Yoshino, capolinea della linea Kintetsu Yoshino: da Osaka Abenobashi ci vuole poco più di un'ora, da Kyoto e da Nara serve almeno un cambio lungo il percorso. Dal piazzale della stazione la funivia Yoshino Ropeway (nei giorni in cui non viaggia c'è il bus sostitutivo) vi porta in pochi minuti all'ingresso del paese.
Da lì in poi è tutta salita: circa un'ora e dieci di camminata lungo la via principale, superando il Kinpusenji e la zona di Naka Senbon, prima di arrivare al santuario. Se volete risparmiare le gambe, nei weekend e nel pieno della fioritura salgono i minibus diretti verso Oku Senbon, che percorrono la stessa strada.
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Santuario Mikumari
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).