A 7244 metriIsola di SadoA 7244 metri
A due ore da Niigata.

L’isola di Sado, per secoli terra di esiliati politici, nel 1600 è diventata la sede di una delle miniere d’oro più produttive del Giappone: fino a 400 kg d’oro estratti ogni anno.
Oggi Sado è una meta turistica popolare per i suoi paesaggi, per il saké e la gastronomia e per i suoi festival, ma è il passato minerario a renderla una tappa perfetta per scoprire un lato meno raccontato della storia giapponese. La miniera Sado Kinzan è aperta al pubblico come museo: si esplorano i tunnel in cui lavoravano i minatori e si scopre come funzionava una delle imprese più ricche dello shogunato.
La miniera Sado Kinzan è stata attiva durante tutto il periodo Edo (1603-1867) e per il periodo Meiji, costituendo la principale fonte di finanziamento dello Shogunato Tokugawa e del governo, il quale controllava direttamente l’isola e le sue miniere. I primi giacimenti di oro vennero scoperti a Sado nel 1601 e le miniere restarono in funzione per quasi 400 anni, fino al 1989. La cittadina di Aikawa, adiacente al punto in cui vennero scoperti i giacimenti di oro e costruite le miniere, si sviluppò divenendo all’epoca il principale insediamento dell’isola, con mercanti, minatori, proprietari di attività commerciali e di intrattenimento che giunsero nell’area. Le operazioni di estrazione dell’oro erano gestite dagli uffici del Sado Bugyosho, una sede amministrativa incaricata dallo shogunato che oggi è stata restaurata ed è aperta al pubblico come museo. Qui venivano coniate anche le monete d’oro dell’epoca, conosciute come koban, prima che la produzione venisse spostata nella capitale. Con l’avvento del periodo Meiji e l’apertura del Giappone ai rapporti internazionali anche le miniere di Sado subirono una trasformazione: vennero introdotte nuove tecniche e macchinari per facilitare le operazioni dei minatori e venne realizzata una nuova miniera in stile occidentale, avvalendosi della collaborazione di ingegneri stranieri. Nel 1896 le miniere di Sado vennero acquistate dalla compagnia Mitsubishi che le gestì fino alla chiusura del sito nel 1989.
Dal 2024 le miniere d’oro dell’isola di Sado sono Patrimonio mondiale UNESCO, con il nome di Sado Island Gold Mines. Il riconoscimento non riguarda solo Sado Kinzan, ma comprende anche il giacimento alluvionale di Nishimikawa, dove l’oro veniva raccolto dalla sabbia dei fiumi.
Quello che ha convinto l’UNESCO è un aspetto particolare: mentre altrove l’estrazione si meccanizzava, qui si è continuato a scavare e separare il metallo a mano, portando le tecniche tradizionali giapponesi al loro massimo grado di raffinatezza. In quasi quattro secoli di attività la miniera ha prodotto circa 78 tonnellate d’oro e 2.330 tonnellate d’argento, numeri che rendono l’idea di che macchina economica fosse questo posto.
La visita alla miniera si sviluppa attraverso due percorsi identificati con i due periodi della storia del Giappone, il Periodo Edo e il Periodo Meiji. Il biglietto d’ingresso li comprende entrambi e per una visione e comprensione completa del mondo delle miniere e del loro sviluppo vale la pena percorrerli tutti e due. Nel primo tour si attraversa una serie di tunnel ristrutturati risalenti al Periodo Edo che sono “popolati” da alcune statue meccanizzate di minatori che rendono l’esperienza decisamente più realistica e divertente, ricreando suoni e atmosfere tipiche di questi luoghi. Durante il percorso sono posizionati vari pannelli informativi e piccole esposizioni di oggetti che permettono di conoscere meglio la dura vita dei minatori, le tecniche e gli strumenti utilizzati all’epoca.
Il secondo percorso permette invece di esplorare i tunnel della miniera realizzata più recentemente, durante il Periodo Meiji, e rimasta in funzione fino alla chiusura del sito. Qui potete scoprire le nuove tecniche studiate per facilitare il lavoro e osservare una mostra di macchinari e strumenti moderni utilizzati dai minatori. Questo percorso vi porta anche all’aperto, tra i binari dei carrelli e i vecchi edifici dell’officina, fino al punto in cui si vede da vicino il Doyu no Warito: la cima della montagna letteralmente spaccata in due da una fenditura a V, aperta a mano dai minatori del periodo Edo a forza di picconi. È l’immagine simbolo della miniera e da sola vale la salita.
Entrambi i tour si concludono al Sado Gold Mine Museum, un interessante museo storico in cui sono esposti reperti storici, oggetti personali dei minatori e modellini in miniatura delle miniere con l’accompagnamento di illustrazioni e dettagli sulla vita nella miniera e nella cittadina di Aikawa in passato. Affascinante è anche la collezione di monete d’oro koban a cui è destinata un’intera sezione in cui si spiega il processo di produzione. Il museo ospita anche un negozio dove i turisti possono acquistare gioielli in oro, oggetti per la casa, souvenir, nonché particolarissimi dolci e tè con foglie d’oro. Troverete inoltre un punto di ristoro dove mangiare e bere qualcosa e un incantevole giardino.
Oltre ai due percorsi classici la miniera propone un paio di esperienze pensate per chi vuole andare più a fondo. Il tour guidato Yamashi vi porta con casco, stivali e torcia dentro la galleria di Ohkiriyama, un tunnel del periodo Edo lasciato com’era, senza illuminazione né passerelle: è la versione più cruda e autentica della visita, non adatta ai bambini piccoli né a chi soffre gli spazi stretti.
C’è poi Island Mirrorge, un percorso che si cammina nel tunnel Doyu indossando degli occhiali per la realtà mista: le pareti si riempiono di scene animate e ricostruzioni dei minatori al lavoro, ed è la formula che di solito funziona meglio con i bambini.
La miniera si trova sulle alture sopra Aikawa, sulla costa occidentale dell'isola. Dal porto di Ryotsu, dove arrivano i traghetti da Niigata, in auto ci vuole circa un'ora; in autobus la linea Sado Kinzan vi lascia proprio davanti all'ingresso, ma le corse dirette sono poche.
Il modo più affidabile è prendere un bus per Aikawa e cambiare al terminal: da lì sono dieci minuti fino alla miniera, oppure mezz'ora a piedi tutta in salita.
Dal porto di Ogi, all'estremità sud dell'isola, mettete in conto un'ora e mezza di auto. Sul posto c'è un parcheggio molto grande.
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Miniera d'oro a Sado
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).