Kaiten Sushi
Kaiten Sushi significa letteralmente “sushi che gira”: è il sushi che vi passa davanti su un nastro trasportatore. In Italia questi ristoranti non sono molto comuni ma probabilmente vi sarà capitato di vederli in qualche film: tutti i commensali si siedono intorno ad un bancone e davanti ad ognuno scorrono i piattini, che potete prendere quando vi ispirano. Sono locali economici, veloci e informali, dove si mangia bene spendendo poco, e sono anche il modo più divertente di mangiare sushi in Giappone.
Indice
Dove mangiare
I migliori ristoranti di kaiten sushi sono:
- Genki Sushi: catena diffusa in tutto il Giappone; a Shibuya oggi c’è Uobei, in Dogenzaka, dello stesso gruppo e con lo stesso sistema.
- Musashi Sushi: c’è a Kyoto in zona Sanjo e in stazione centrale.
- Kappa Zushi: ottimo ma spesso fuori dalle zone centrali.
Alle tre insegne che vi ho elencato se ne aggiungono altre che trovate in ogni quartiere: Sushiro, Kura Sushi e Hama Sushi, le catene più grandi del paese. Si somigliano parecchio, con il tablet al tavolo e un menu lunghissimo, e in tutte potete ordinare in inglese: se è la vostra prima volta in un kaiten, sono il posto più semplice per iniziare.
Come mangiarlo
Appena vi sedete potete iniziare a prendere tutti i piattini che volete dal nastro trasportatore. Se non trovate quello che desiderate potete chiederlo direttamente allo chef. Tutti i piattini li dovete poi tenere a fianco a voi e per pagare dovrete chiamare la cameriera che conterà i piattini e vi dirà quant’è il totale. Nelle catene grandi il conto funziona in modo un po’ diverso: i piattini vengono contati in automatico, con un sensore o un chip sotto il piatto, e quando avete finito premete il tasto del conto sul tablet. Vi esce uno scontrino con un codice da portare alla cassa all’uscita, oppure passa qualcuno a dare un’occhiata al tavolo: le pile di piattini, ormai, quasi nessuno le conta più a mano.
Sul nastro di solito si dovrebbero trovare piattini colorati, ad ogni piattino corrisponde un prezzo, tuttavia a Tokyo mi è capitato di vedere molti kaiten sushi con piattini a prezzo fisso, tra i i 100 e i 130 yen a piattino sul quale si trovano due pezzi. Da Uobei non c’è un nastro con i pezzi di sushi che girano ma c’è solamente un piccolo schermo touch dove potete fare le ordinazioni.
Il sushi in questi posti è molto economico e per gli amanti del sushi come me i kaiten sono un vero paradiso. Quando si entra in un kaiten, si sente un forte odore di pesce crudo, e si sentono i piattini sbattere tra di loro dolcemente, facendo un rumore, che per un amante di sushi è quasi un suono. In mezzo al nastro trasportatore ci sono i cuochi, che preparano in continuazione pezzi nigiri e maki e li mettono sul nastro in ordine casuale, in modo da non favorire troppo alcuni clienti che altrimenti avrebbero sempre la scelta dei pezzi migliori. Il bello dei kaiten comunque è anche questo: voi adocchiate un piattino che vi ispira tantissimo ma è un po’ lontano, e pochi secondi prima che arrivi davanti a voi vi viene “rubato” dal vostro vicino. Nei kaiten sushi io mi diverto a tentare di fare una pila di piattini più alta di quella dei signori giapponesi che sono vicino a me; alcuni ne mangiano veramente tanto ed è molto difficile batterli.
Il nastro che gira sempre meno
C’è però una cosa che nei kaiten giapponesi è cambiata parecchio: nelle grandi catene il nastro non porta più piattini a caso. Da Kappa Zushi ormai si ordina e basta, il sushi viene preparato sul momento e arriva al vostro posto su una corsia dedicata; da Sushiro sul nastro passano quasi solo i piatti ordinati dai clienti, e da Hama Sushi il nastro tondo è stato sostituito quasi ovunque da una corsia dritta che porta l’ordine al tavolo.
L’unica catena grande in cui il sushi gira ancora davvero è Kura Sushi. Se volete l’esperienza classica, con i cuochi in mezzo al bancone e i piattini che vi sfilano davanti, puntate sui kaiten indipendenti, come Musashi a Kyoto: lì il gioco di adocchiare il piattino prima del vicino funziona ancora.
Uobei
Il Genki Sushi di Shibuya ha chiuso, ma la stessa esperienza la trovate da Uobei, stesso gruppo, in Dogenzaka a pochi minuti dalla stazione. Qui il nastro non gira: si ordina da uno schermo touch e i piattini arrivano su una corsia veloce fino al vostro posto, appena preparati.
Si parte da 110 yen a piattino ed è aperto tutti i giorni, a pranzo e a cena. Per provare il kaiten restando in centro a Shibuya, è il posto più comodo dove farlo.
Kappa Zushi
Un ristorante di Kaiten Sushi che mi piace molto, ma che è sempre fuori dalle zone centrali.
Come si ordina dal tablet
Nelle catene il tablet è il vero menu e potete metterlo in inglese con un tocco, con la foto di ogni piatto: da Sushiro, Kura e Hama ci sono anche cinese e coreano, quindi non serve sapere una parola di giapponese.
Ordinate quello che volete, anche due o tre pezzi alla volta, e dopo poco un segnale acustico vi avvisa che il piatto sta arrivando sulla corsia. Prendetelo al volo, perché finché resta lì la corsia è ferma anche per gli altri tavoli, e se c’è il pulsante di ritorno premetelo per rimandare indietro il vassoio. È il momento in cui capite che al tavolo non viene quasi nessuno: dall’ordine al conto fate tutto voi.
Foto

Kaiten Sushi in Giappone. Foto: © John Alphonse/Dreamstime

Kaiten Sushi in Giappone. Foto: © John Alphonse/Dreamstime
Il gioco dei piattini da Kura Sushi
Da Kura Sushi i piattini non si impilano: accanto al tavolo c’è una feritoia dove li infilate uno alla volta man mano che finite, e il sistema li conta da solo.
Ogni cinque piatti parte un’animazione sullo schermo e, se siete fortunati, dalla macchinetta sopra al tavolo cade una capsula con un gadget: si chiama Bikkura Pon ed è il motivo per cui i bambini giapponesi adorano questa catena. Sempre da Kura ogni piattino sul nastro viaggia sotto una cupola di plastica che si apre da sola quando lo prendete, e ve lo dico, la prima volta ci si perde qualche minuto solo a guardare come funziona.
Non solo sushi
Nei kaiten non si mangia solo pesce crudo, e questo è un bene se viaggiate con qualcuno a cui il crudo proprio non va. Sul tablet trovate karaage, patatine fritte, zuppa di miso, udon e, da Hama Sushi, perfino mini ciotole di ramen nelle versioni tonkotsu, shoyu e miso.
C’è poi tutta la parte dei dolci, con un menu lunghissimo: budini, dorayaki, gelato al matcha e parfait, spesso in edizioni stagionali che cambiano ogni pochi mesi. Se pensavate a un pasto veloce di soli nigiri, preparatevi a ordinare molto più del previsto.
Video: Sushi economico con due amiche giapponesi
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).


