A 1218 metriTempio Hosen-inA 1218 metri
Poco conosciuto, nella zona Nord di Kyoto.
In un angolo remoto della valle di Ohara, si trova il piccolo ed antico tempio Jakko-in, che oggi è un convento del Buddismo Tendai. La posizione isolata del tempio favorisce il dominio della quiete la quale si fonde, però, anche con la malinconia che pervade questo luogo. Le mura del tempio, infatti, sono state testimoni di una storia tragica e triste che ha contribuito a rendere unica e malinconica l’atmosfera di questo luogo.
Nel desiderio di commemorare il padre, l’imperatore Yomei, il principe Shotoku fece costruire il tempio Jakko-in nel 594. Il tempio fu dedicato alla divinità Rokumantai-Jizonson, protettore dei bambini e la prima badessa del tempio fu la balia del principe. Sia il tempio che i giardini sono molto antichi, ma, come accade per altri templi di Kyoto, sono pochi gli edifici originali che sono sopravvissuti a guerre ed incendi. Persino uno dei simboli del tempio, la statua del Jizo Bodhisattva, è in realtà una copia: l’originale fu gravemente danneggiato nell’incendio doloso del 2000, che distrusse anche un pino millenario, ed è oggi custodito in un deposito accanto alla sala.
Ma ciò che rende famoso il tempio di Jakko-in e che colpisce di più i turisti e gli abitanti è la triste storia dell’imperatrice vedova Kenrei Mon’in. Quest’ultima perse tutta la sua famiglia, compreso il figlio di soli otto anni, in una battaglia navale contro un clan rivale. Salvatasi dall’annegamento si ritrovò senza i suoi cari e privata di tutti i suoi beni; rassegnata ad uno stato di sconforto e solitudine, l’imperatrice decise di ritirarsi a vivere tra le mura del tempio di Jakko-in dove trascorse i suoi giorni pregando per le anime dei suoi cari. I suoi resti sono sepolti nei pressi del tempio. Il suo mausoleo imperiale, curato dall’Agenzia della Casa Imperiale, si trova accanto al tempio, in cima a una breve scalinata nel bosco.
Se in Giappone quasi tutti conoscono il nome di Jakko-in, il merito è dell’Heike Monogatari, il grande racconto epico della caduta del clan Taira. Il suo capitolo conclusivo è ambientato proprio qui, tra queste mura.
Nel 1186 l’ex imperatore Go-Shirakawa, suocero di Kenrei Mon’in, salì fino a Ohara per farle visita nel suo rifugio. Trovò l’imperatrice, figlia dell’uomo più potente del Giappone, ridotta a vivere in una misera capanna e a raccogliere fiori per l’altare.
Durante quell’incontro lei ripercorse la propria vita come un viaggio attraverso i sei mondi del Buddismo, dalla gloria della corte all’inferno della battaglia: una delle pagine più commoventi della letteratura giapponese, che ancora oggi porta qui molti visitatori.
Arrivati al tempio dovrete salire una piccola rampa di scalini in pietra che, delimitati da antichi e imponenti alberi, vi condurranno alla porta principale. Dirigendovi poi verso la sala principale passerete accanto ad un piccolo laghetto e ad una casa del tè. Una delle particolarità della sala è la grande e antica lanterna in ferro che si trova proprio di fronte all’ingresso e che fu portata qui dal castello di Momoyama. Come vi ho anticipato in precedenza, alcuni edifici sono abbastanza recenti e, tra questi anche la sala principale, che fu appunto ricostruita nel 2005. All’interno della sala sono custodite la nuova statua del Jizo, circondata da file di piccole statuette, e le statue lignee dell’imperatrice Kenrei Mon’in e della sua dama di compagnia Awa no Naishi. Soffermatevi anche ad ammirare i ben curati giardini del tempio, risalenti a 700 anni fa, in cui il silenzio è interrotto dal suono di cascatelle d’acqua.
Il 9 maggio 2000 un incendio doloso distrusse la sala principale e colpì al cuore il tempio. Tra le perdite più sentite c’era l’Hime-komatsu, il pino millenario accanto al laghetto, legato nell’Heike Monogatari all’ultimo saluto tra l’imperatrice e Go-Shirakawa.
L’albero non si poté salvare e fu abbattuto, ma il ceppo è rimasto al suo posto, avvolto dalla corda sacra shimenawa. A circa un metro di distanza cresce oggi un giovane pino, considerato il suo erede.
Anche la statua originale del Jizo, rimasta annerita dalle fiamme, non è stata sostituita del tutto: la custodisce un deposito accanto alla sala, dove sono esposti anche altri oggetti scampati al fuoco.
Jakko-in si trova nel villaggio di Ohara, nelle colline a nord di Kyoto: serve il bus. Dalla stazione di Kyoto il Kyoto Bus 17 vi porta fino alla fermata Ohara in circa un'ora.
Se alloggiate nel nord della città, è più veloce prendere la metro Karasuma fino al capolinea di Kokusaikaikan e da lì il Kyoto Bus 19.
Dalla fermata Ohara seguite le indicazioni per Jakko-in, nella direzione opposta a Sanzen-in: circa 20 minuti a piedi tra campi e case di campagna.
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Jakko-in
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A 1218 metriPoco conosciuto, nella zona Nord di Kyoto.
A 1309 metriIl Tempio della Rinascita in Paradiso, ad Ohara.
A 4609 metriVicino a Kyoto.
A 5269 metriMangiare in riva al fiume.
Nella zona di Sakyo.
A 6240 metriSul Monte Hiei, vicino a Kyoto.

Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).