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Mangiare in riva al fiume.

Perfetto per un’escursione di mezza giornata fuori da Kyoto, il Tempio Kurama-dera si annida sul pendio del Monte Kurama, un luogo dove sin dall’antichità il potere e la bellezza della natura sono intrisi di una forte spiritualità.
Il tempio è la principale attrazione di Kurama, un piccolo villaggio termale di montagna da cui parte una passeggiata nel bosco che è già di per sé un’esperienza emozionante, tra i profumi della vegetazione e i suoni della foresta; per chi non vuole camminare, una funicolare accorcia la salita. Anche il viaggio in treno vi dà un assaggio della giornata, passando dal centro città ai quartieri periferici fino alle montagne ricoperte di foreste, punteggiate da case dal tetto in paglia.
La storia del Tempio Kurama-dera risale all’anno 770 ed ebbe origine da un sogno del monaco cinese Gancho, durante il quale gli venne ordinato di recarsi a nord in cerca di un luogo in cui si concentrava un grande potere spirituale e in cui vivevano le divinità delle montagne. Non riuscendo a trovare il luogo e ormai senza più speranza, Gancho ebbe un altro sogno in cui gli apparve la divinità Kibune Myojin che gli consigliò di guardare in cielo verso est al mattino seguente. Quando lo fece, il monaco non credette ai propri occhi: di fronte a lui, in cielo, si trovava un cavallo bianco con una sella sul dorso, ma vuota. Seguendo il cavallo arrivò alla montagna che in seguito ribattezzò Kurama, composta dai caratteri kanji che stanno per “cavallo” e “sella”. Fu proprio qui che venne costruito il tempio, il quale fu poi migliorato e ampliato con l’appoggio del clan Fujiwara, dopo che la capitale venne spostata da Nara a Kyoto. Nel corso degli anni il tempio Kurama-dera ha avuto un forte legame con le famiglie potenti del Giappone: un esempio su tutti è l’erede del clan Minamoto, Minamoto no Yoshitsune che ancora ragazzo venne mandato a vivere qui dai rivali del padre, nel vano tentativo di farne un monaco e scongiurare ogni possibilità di vendetta.
Un altro aspetto affascinante della storia di Kurama-dera riguarda la dottrina professata in questo luogo. Il tempio ha più volte cambiato il suo orientamento religioso fino a che il monaco Shigaraki Koun non istituì la scuola buddista Kurama nel 1947, una disciplina indipendente che si differenzia dalle altre più note correnti buddiste in quanto prevede vari addestramenti e pratiche religiose, con diversi modi di venerare la natura e la montagna. Per questo nel tempio si venerano tre divinità diverse: Bishamonten, spirito del sole che rappresenta la luce, Kannon, la dea della compassione che incarna l’amore, e una terza figura venerata solamente a Kurama-dera e chiamata Gohomaoson, re della terra che rappresenta la forza. Le tre figure non sono venerate separatamente, ma come un’unica energia chiamata Sonten.
In ogni stagione il tempio mostra ai visitatori un volto differente: che lo raggiungiate a piedi o in funicolare, sarete avvolti dal verde brillante della foresta in estate che si tinge di colori caldi in autunno. Sulla strada che conduce al tempio vi imbatterete nel Santuario Yuki, un piccolo complesso in cui vale la pena fare una breve sosta per ammirare alcune particolarità come le due statue di leoni guardiani. Le figure di leoni, o di altri animali considerati sacri, sono abbastanza comuni nei santuari, ma una di queste statue è raffigurata mentre protegge tra le zampe un bambino, una rappresentazione rara e insolita che si pensa possa essere una sorta di portafortuna per la salute dei neonati. Un altro elemento da notare nel santuario è un imponente cedro di circa 800 anni e alto più di 50 metri che occupa il cuore del complesso: è considerato un po’ l’albero dei desideri e si dice che chiunque esprima un desiderio sincero e con tutto il cuore, possa vederlo realizzato. Il santuario è la cornice di un festival del fuoco molto popolare che si svolge in ottobre.
Proseguendo arriverete al complesso, che si sviluppa attorno alla sala principale, dove sono esposte le statue della “Trinità” del tempio, ovvero Gohomaoson, Bishamonten e Kannon. Sebbene gli edifici siano stati più volte distrutti dagli incendi e ricostruiti, le statue sono sempre “sopravvissute” e oggi rappresentano uno dei tesori più preziosi del tempio. L’edificio si trova in una posizione privilegiata, offrendo bellissime viste sulle montagne, sulle valli e sui paesaggi naturali circostanti.
Se capitate a Kurama il 22 ottobre vi ritrovate nel mezzo del Kurama no Himatsuri, uno dei festival più particolari di tutta Kyoto. Al calare della sera il villaggio si riempie di torce accese: si va dalle fiaccole piccole portate dai bambini a quelle enormi, alte diversi metri, che gli uomini reggono sulle spalle risalendo la strada principale al grido di saireya sairyo.
Il corteo di fuoco converge davanti al Santuario Yuki, dove i due palanchini sacri vengono fatti scendere in mezzo alla folla. È una notte di fumo, scintille e rumore che con il silenzio della montagna di giorno non ha davvero niente a che vedere, e proprio per questo vale la pena saperlo prima: chi arriva a Kurama quel giorno trova un posto completamente diverso.
Una delle figure che vedrete spesso sia nel villaggio di Kurama che nel tempio Kurama-dera sono i tengu, delle creature dal lungo naso che provengono dai racconti popolari giapponesi: i popoli del passato li identificavano come gli spiriti misteriosi delle montagne. Si dice che un tempo vivessero in questi luoghi tanto da ispirare storie e racconti. Oggi i volti dei tengu sono raffigurati nelle statue, negli amuleti, nei souvenir e nelle opere d’arte del tempio e del villaggio. Troverete una statua ad accogliervi anche di fronte alla stazione di Kurama.
Alle spalle della sala principale si trova il Reihoden, l’edificio che custodisce i tesori del tempio, organizzato su tre piani diversissimi tra loro. Al primo piano c’è una raccolta dedicata alla natura del Monte Kurama, con rocce, piante e animali della montagna; al secondo trovate documenti e opere d’arte insieme a una sala dedicata alla poetessa Yosano Akiko, che a Kurama era di casa: davanti all’edificio è stato perfino rimontato il suo studio, arrivato qui dalla sua casa di Tokyo.
All’ultimo piano sono invece conservate le statue lignee di Bishamonten, Kisshoten e Zennishi Doji, un tesoro nazionale che quasi nessuno si aspetta di trovare in cima a una montagna.
Dirigendosi nella zona retrostante il complesso si può accedere ad un sentiero sacro chiamato sando che collega il tempio al pittoresco villaggio di Kibune, passando attraverso la foresta. Sin dall’antichità il percorso è frequentato dai pellegrini, ai quali oggi si affiancano turisti e appassionati di trekking. Il percorso dura infatti un’ora e mezza circa e sebbene in alcuni punti sia un po’ in salita ci sono varie soste che si possono fare fermandosi presso piccoli santuari o per ammirare piante e animali lungo il cammino. Il tratto più celebre è il kinone-michi, il sentiero delle radici: qui il terreno è così duro che le radici dei cedri non sono riuscite a scendere in profondità e si sono allargate in superficie, formando un intreccio su cui si cammina guardando dove si mettono i piedi. Poco più avanti si passa dal Sojogatani, la valle in cui la leggenda vuole che il giovane Yoshitsune si allenasse di notte con i tengu, e dal Maoden, il padiglione più isolato di tutto il complesso, appoggiato su un affioramento di roccia antichissima.
Il punto di partenza è la stazione di Demachiyanagi, a nord del centro di Kyoto, dove si prende la linea Eizan in direzione Kurama: sono una trentina di minuti di viaggio con la città che lascia il posto alle montagne. Usciti alla stazione di Kurama, il capolinea, bastano tre minuti a piedi per arrivare alla porta Niomon, l'ingresso al complesso.
Da lì al tempio vero e proprio si sale a piedi in mezz'ora lungo il sentiero nel bosco, oppure con la funicolare, che in due minuti vi lascia a metà montagna: da quel punto restano comunque una decina di minuti di scalinate.
Se invece arrivate da Kibune, potete attraversare la montagna al contrario ed entrare dalla porta ovest, salendo fino agli edifici principali.
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Tempio Kurama-Dera
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Autore
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).