Giappone con bambini

Portare i bambini in Giappone può essere una delle esperienze più belle che una famiglia vive insieme. Non è un viaggio “da grandi” in cui i più piccoli devono solo adattarsi: con un po’ di attenzione diventa una vacanza di famiglia piena di sorprese, in cui tutti trovano qualcosa che li appassiona. Giappone con bambini vuol dire treni super puntuali, città sicure, cibo curioso ma anche rassicurante, musei interattivi e parchi a tema. E, ve lo dico sinceramente, vuol dire anche tanti momenti semplici che restano impressi più di qualunque tempio famoso.

In questo articolo vi racconto come organizzare un viaggio in Giappone con bambini cercando di bilanciare cose più tranquille e cose più “da adulti”, con esempi concreti su Tokyo, Kyoto, Osaka e Nara. L’idea è aiutarvi a costruire un itinerario che non sia una maratona di santuari, ma neanche solo giostre e pupazzi. L’obiettivo è divertirsi tutti, senza tornare a casa distrutti.

Perché il Giappone

Il primo motivo per cui io consiglio il Giappone alle famiglie è la sicurezza. Le grandi città sono piene di persone, ma i livelli di criminalità sono molto bassi, i mezzi pubblici funzionano bene e ci si sente tranquilli anche la sera. Molti viaggiatori tornano più volte proprio perché percepiscono questa sicurezza ovunque: con i bambini è una cosa che fa davvero la differenza.

Il secondo motivo è che il Giappone unisce cose iper moderne e tradizione nello stesso quartiere. Potete passare dalla visita a un tempio a un negozio di giocattoli assurdo, dal treno proiettile allo zoo, da un grattacielo panoramico a un conbini pieno di snack colorati. A me piace proprio perché è un Paese in cui ci si può spostare velocemente da un mondo all’altro, senza fare grandi tragitti.

Un altro punto forte sono i trasporti comodi con i passeggini: stazioni pulite, ascensori quasi ovunque, indicazioni chiare. Certo, negli orari di punta la metropolitana di Tokyo è affollata, ma basta evitare quei momenti e ci si muove senza problemi. Io vi direi di considerare seriamente l’idea di usare treni e metro invece di noleggiare un’auto, perché per i bimbi è quasi un’attrazione in più.

In sintesi, il Giappone è un Paese che funziona, molto organizzato, con persone gentili e abituate a vedere famiglie in giro. Per un viaggio con bambini non è un dettaglio da poco.

Ritmi di viaggio

La prima cosa che vi consiglio di fare è non riempire le giornate di tappe. Il Giappone è pieno di cose da vedere e la tentazione di infilare mille templi e quartieri in un giorno è fortissima. Con i bambini però il rischio è di trasformare il viaggio in un’odissea di “dai che siamo in ritardo”. Meglio scegliere poche attività ben fatte, con margine per imprevisti e momenti di calma.

In pratica, funziona bene una struttura di questo tipo:

  • una attività principale al giorno (museo, zoo, parco a tema, grande tempio)
  • una o due attività leggere intorno (passeggiata, parco, negozio di giocattoli)
  • una fascia oraria “vuota” da usare come pausa o per rientrare prima

Se quel giorno i bambini sono stanchi o c’è pioggia improvvisa, non vi sentite obbligati a “spingere” per vedere tutto. Cambiare programma in corsa, in Giappone, è più facile di quanto sembri.

Un altro trucco utile è sfruttare i tempi morti dei mezzi come momenti di recupero. I treni giapponesi sono comodi, puliti, regolari: potete programmare qualche spostamento più lungo nel pomeriggio, quando i bambini magari si addormentano o guardano fuori dal finestrino, anche se negli orari di punta soprattutto potreste non trovare posto a sedere sui treni locali.

Tenete conto anche del fuso orario. I primi giorni molti bambini si svegliano prestissimo: invece di combattere, approfittatene per attività mattutine tranquille, come una passeggiata in un parco o la visita a un tempio prima che arrivi la folla. La sera, almeno all’inizio, io vi consiglio di non programmare cose impegnative: meglio una cena semplice e rientro in hotel.

Peluche di Pikachu su scaffali in un negozio.
Dopo la natura, Tokyo ti riporta subito al mondo dei personaggi: pareti di Pikachu e scaffali ordinati, perfetti per una sosta senza stancarsi.
Vista esterna dell'edificio Kiddyland ad Harajuku con persone e auto di passaggio.
Harajuku fuori sembra una strada come tante, poi entri e capisci perché Kiddyland salva le giornate di pioggia o di stanchezza.

Dormire con bambini

La scelta dell’alloggio incide tantissimo sulla serenità del viaggio. In Giappone trovate hotel moderni, business hotel più semplici, ryokan tradizionali, appartamenti. Con i bambini io vi direi di cercare un compromesso fra comodità, posizione e spazio in stanza.

Le stanze giapponesi sono spesso più piccole rispetto a quelle a cui molte persone sono abituate. Se volete camere più ampie, in pratica avete tre strade:

  • scegliere hotel di categoria più alta, pagando di più ma avendo metri quadrati in più
  • spostarvi in zone meno centrali, anche solo a 10–20 minuti di treno dalle aree più famose
  • cercare strutture che offrono family room o mini-appartamenti con angolo cucina

A Tokyo, per esempio, potreste valutare la zona di Toyosu, dove spesso si trovano hotel più moderni e stanze più grandi rispetto a quartieri super centrali come Shinjuku o Shibuya. Ci sono anche hotel con piccola cucina in stanza, molto comodi se volete preparare qualcosa ai bambini, e di questo parlo anche nell’articolo sugli hotel per famiglie in Giappone. A me piace questa soluzione perché unisce i servizi dell’hotel alla possibilità di scaldare un latte o preparare una cenetta semplice in camera.

In molti mi chiedono se sia meglio affittare appartamenti “per stare più comodi”. La verità è che ci sono anche buone soluzioni in appartamento, ma io continuo a consigliare soprattutto gli hotel perché, di solito:

  • sono più centrali o comunque vicini alle linee di treno e metropolitana
  • offrono più servizi (reception, deposito bagagli, pulizie, colazione, aiuto in caso di problemi)
  • esistono hotel pensati per famiglie con angolo cucina, lavanderia, camere comunicanti

Molte case e appartamenti, invece, sono un po’ più defilati, in zone residenziali dove per arrivare alla metropolitana bisogna camminare di più, il check-in è più “freddo” (codici, serrature elettroniche, poca assistenza) e se succede qualcosa non avete una reception a cui chiedere aiuto. Con i bambini, secondo me ha senso scegliere un posto dove rientrare la sera e sapere che, se serve, qualcuno alla reception vi dà una mano.

Dormire in ryokan con tatami e futon può essere un’esperienza divertente per i bambini. L’idea di dormire sul futon a terra spesso li incuriosisce, e per i più piccoli è anche comodo perché non ci sono letti da cui cadere. In questi casi fate attenzione solo a:

  • orari più rigidi per cena e colazione
  • eventuale onsen con regole precise
  • necessità di stare un po’ più tranquilli negli spazi comuni

Io onestamente vi consiglio, soprattutto al primo viaggio, di privilegiare alloggi vicino a una stazione importante, magari con una stanza non enorme ma ben organizzata, piuttosto che un appartamento grande ma lontano da tutto. Quando si torna stanchi la sera, quei cinque minuti in meno a piedi con passeggino, zaini e bambini mezzi addormentati fanno davvero la differenza.

Mangiare con bambini

Mangiare in Giappone con i bambini è una delle parti più semplici e allo stesso tempo più divertenti del viaggio. Molti ristoranti hanno menù con foto, plastici dei piatti in vetrina o schermi con immagini: è facile indicare ciò che ispira di più, senza dover per forza capire i nomi di tutto.

Ci sono diversi posti che funzionano molto bene con i più piccoli:

  • i family restaurant giapponesi, con piatti misti giapponesi-occidentali, menù bambini, bevande a volontà
  • i kaiten sushi, con i piattini che girano sul nastro e schermi per ordinare
  • le food court dei centri commerciali, dove ognuno può scegliere il proprio piatto
  • i ristorantini di curry, ramen non piccanti e piatti semplici di carne e riso

Tra i piatti “amici dei bambini” ci sono il katsu curry (cotoletta con salsa al curry dolce), il ramen non piccante, il pollo fritto karaage, il riso bianco, gli onigiri ripieni, gli hamburger giapponesi e i piatti di pasta saltata (yakisoba, udon). Nei family restaurant spesso trovate piatti con bandierine, mini-dessert, piatti colorati che rendono il pasto più leggero anche come atmosfera.

Se avete bambini molto selettivi, i conbini diventano una salvezza: troverete panini morbidi, dolcetti, yogurt, frutta tagliata, succhi, latte, snack di ogni tipo. Un’idea pratica è fare un piccolo “bottino” la sera per avere già pronta la colazione o una merenda da portare in giro, senza dover correre a cercare qualcosa quando la fame esplode di colpo.

Per il sushi, se volete qualcosa di semplice e molto rodato, vi consiglio una catena come Sushiro: piattini che girano, prezzi chiari, opzioni anche cotte e dolci finali. È uno di quei posti in cui spesso vedrete famiglie giapponesi con bambini, e questo di solito è un buon segno.

Persona interagisce con mascotte kawaii in strada a Tokyo.
Le mascotte in strada non sono rare: spesso sono lì per orientare, intrattenere e tenere allegra la fila davanti ai negozi.
Marco Togni al Kawaii Monster Cafe di Tokyo con piatti colorati e decorazioni kawaii.
Ci sono ristoranti coloratissimi, pieni di allegria.

Tokyo con bambini

Tokyo è una città enorme, ma con i bambini può diventare una grande scatola di sorprese. Il segreto è non trattarla come una maratona di quartieri, ma come una serie di giornate a tema.

Un posto che di solito colpisce moltissimo è il teamLab Borderless. È un museo digitale immersivo con stanze di luci, colori, proiezioni in movimento, fiori che sbocciano sulle pareti, animali che corrono intorno. È uno di quei luoghi in cui anche gli adulti tornano un po’ bambini. L’unica accortezza è preparare i piccoli al buio e alle luci in movimento, per evitare che qualcuno si spaventi.

Per qualcosa di più “classico” c’è lo Zoo di Ueno, dove i bambini possono vedere panda, elefanti e tanti altri animali, e subito fuori il grande parco con laghetto e pedalò. Non è lo zoo più moderno del mondo, ma per molti bambini resta una giornata piacevole, soprattutto se la abbinate a un gelato o a una merenda nel parco.

Tokyo dall’alto è un’altra esperienza semplice ma che funziona: salire su una torre o su un osservatorio e guardare la città sotto forma di mare di luci fa sempre effetto. Potete scegliere:

  • una grande torre famosa (Tokyo Skytree, Tokyo Tower)
  • un osservatorio in un grattacielo con ingresso più semplice
  • una vista serale dopo cena, quando i bambini possono “cercare i treni” e le strade illuminate

Capitolo negozi di giocattoli: a Harajuku c’è Kiddyland, pieno di peluche, personaggi, gadget di ogni tipo, mentre a Ginza lo storico Hakuhinkan è un palazzo su più piani con giochi classici, modellini e oggetti curiosi. A Ueno, vicino alla stazione, Yamashiroya è un altro paradiso colorato. Ve lo dico subito: qui è difficile uscire a mani vuote, quindi meglio stabilire un piccolo budget o una regola del tipo “scegli una cosa sola”.

Come quartieri, io vi consiglierei di scegliere in base all’età dei bambini:

  • Harajuku: colori, moda, crepes, negozi pieni di personaggi
  • Shibuya: grande incrocio, maxi schermi, luci ovunque
  • Akihabara: negozi di elettronica, manga, gashapon, videogiochi
  • Odaiba: spazi più aperti, mare, centri commerciali, musei interattivi

E poi ci sono i parchi Disney a Tokyo. Tokyo Disneyland e Tokyo DisneySea sono una delle grandi tentazioni per chi viaggia in Giappone con bambini. Se avete tempo e budget, una giornata (o due) qui può diventare il cuore del viaggio. Io onestamente vi dico che vanno programmati bene: biglietti acquistati in anticipo, arrivo presto, scelta ragionata delle attrazioni. Fatto così, è un ricordo che resta per anni.

Kyoto e dintorni

Kyoto viene spesso vista come una città “da adulti” piena di templi. In realtà ci sono alcune esperienze perfette anche per i bambini, se non esagerate con il numero di visite nella stessa giornata.

Uno dei luoghi che funziona meglio con i piccoli è il Fushimi Inari Taisha, il famoso santuario con i tunnel di torii rossi. Camminare sotto i portali è quasi un gioco: si possono contare, fare foto, inventare piccoli percorsi. Io vi consiglio di arrivare presto al mattino o nel tardo pomeriggio per evitare le ore di maggior affollamento, così i bambini possono muoversi più liberamente.

Ad Arashiyama c’è il parco delle scimmie Iwatayama. La salita non è lunghissima ma è comunque in pendenza: valutate bene se i bambini più piccoli hanno voglia di camminare. Arrivati in cima, però, il panorama su Kyoto e le scimmie che circolano abbastanza vicine sono una ricompensa che molti si ricordano a lungo. Serve solo un po’ di attenzione a non dare cibo e a non toccare gli animali.

Sempre a Kyoto, il Kyoto Railway Museum è un paradiso per chi ama i treni. Ci sono locomotive storiche, vagoni da esplorare, simulatori e spazi interattivi. È perfetto in caso di pioggia o di giornate troppo calde, perché gran parte degli spazi è al chiuso. Una giornata “tipo” a Kyoto con bambini potrebbe essere:

  • mattina al Fushimi Inari
  • pranzo semplice in zona o in un family restaurant
  • pomeriggio al Kyoto Railway Museum o in un parco
  • sera tranquilla in quartiere vicino all’hotel

Un trucco che io trovo utile per Kyoto è alternare templi e attività più giocose. Per esempio: una mattina a Fushimi Inari, pranzo tranquillo, pomeriggio in un museo interattivo o in un parco. Oppure una giornata ad Arashiyama tra bamboo grove, passeggiata lungo il fiume e parco delle scimmie, senza aggiungere troppi altri luoghi.

Osaka e Nara

Osaka è una città più rilassata e, secondo me, molto adatta alle famiglie. Ha un’atmosfera più informale rispetto a Tokyo e un paio di attrazioni che da sole giustificano la tappa.

La prima è ovviamente Universal Studios Japan. Se ai vostri figli piacciono film, personaggi e giostre, è uno di quei posti che fanno brillare gli occhi. Da Super Nintendo World al mondo di Harry Potter, passando per aree più tranquille per i bambini piccoli, la scelta è vasta. Qui più che mai vi consiglio di:

  • controllare in anticipo gli orari e i periodi più affollati
  • valutare eventuali pass salta-coda
  • portare cappellino, crema solare e mantelline per le attrazioni bagnate

La seconda grande attrazione è l’acquario di Osaka (Kaiyukan), uno degli acquari più famosi del Giappone. Vasche enormi, tunnel panoramici, pesci di ogni forma e colore: è una di quelle visite che incantano tanto i bambini quanto gli adulti. Può essere una giornata perfetta anche in caso di pioggia, perché è quasi tutto al chiuso, con zone di sosta e punti ristoro.

Da Osaka si raggiunge facilmente Nara, perfetta per una gita di una giornata con i bambini. Il parco di Nara è famoso per i cervi che girano liberi, che si avvicinano ai visitatori in cerca dei biscotti speciali in vendita nei chioschi. È importante spiegare ai bambini che restano comunque animali veri, quindi bisogna evitare urla eccessive e rispettare le loro reazioni, ma di solito l’incontro è divertente e molto diverso da quello con uno zoo tradizionale.

Nara offre anche templi imponenti e grandi spazi verdi dove correre. È uno di quei luoghi in cui si può combinare un minimo di visita culturale con tanto tempo all’aria aperta, cosa che, ve lo dico subito, spesso salva la giornata.

Attrazioni particolari

Oltre ai grandi “must” ci sono tante piccole cose che in un viaggio in Giappone con bambini funzionano benissimo e che non richiedono budget enormi.

I bar con animali sono molto diffusi: ci sono cat café, locali con conigli, minimaialini, ricci, volatili e altri animali. Personalmente io vi consiglio di sceglierli con attenzione, cercando posti in cui gli animali sembrano curati e non eccessivamente stressati, per questo ho scritto molte recensioni. Per molti bambini essere in una stanza con gatti o conigli è un’esperienza dolce e rilassante, ma è importante spiegare come avvicinarsi con calma.

Marco Togni con pappagallo sulla spalla in un animal cafe di Osaka
Gli animal café funzionano se li scegli bene: regole chiare, pochi clienti e animali tranquilli. In quel caso diventa una pausa vera in città.
Capibara nutrito in un animal cafe a Osaka con Marco Togni.
L'incontro con il capibara è il classico momento che resta impresso nella memoria.

Un’altra piccola “attrazione” sono i negozi di gashapon, quelle macchinette con le palline a sorpresa. Ne trovate ovunque: nelle stazioni, nei centri commerciali, in quartieri come Akihabara. Con pochi spiccioli i bambini si portano a casa un piccolo souvenir ed è anche un modo per gestire la voglia continua di comprare qualcosa.

Marco Togni in una giacca colorata mostrando file di macchine gashapon.
I gashapon sono la trappola perfetta: poco costo e sorpresa immediata. Con i bambini conviene fissare un numero massimo prima di entrare.
Una macchina gachapon a Shinsekai, Osaka, con giocattoli squishy a forma di neonati.
Tra le macchinette spuntano idee assurde, come questi squishy. È il lato Giappone che non richiede musei, solo curiosità e spiccioli.

E poi c’è il conbini, il minimarket aperto quasi sempre. Per i bambini è una miniera di snack, bevande colorate, dolci strani. Si può usare spesso come premio a fine giornata:

  • “stasera ognuno sceglie una cosa al conbini”
  • merenda speciale da mangiare in hotel
  • piccola scorta di snack giapponesi da riportare a casa

Infine, non sottovalutate la semplicità dei parchi cittadini, dei giochi nei quartieri residenziali, delle passeggiate lungo un fiume o intorno a un laghetto con le carpe koi. Non tutto deve essere un super museo o un parco a tema: a volte i momenti migliori per i bambini sono quelli in cui possono semplicemente correre, arrampicarsi, toccare la sabbia o le foglie.

Consigli pratici

Ci sono alcuni accorgimenti che, secondo me, rendono un viaggio in Giappone con bambini molto più sereno.

Sul bagaglio vi consiglio di viaggiare il più leggeri possibile, magari usando i servizi di spedizione valigie tra una città e l’altra. Muoversi in stazione solo con zainetto e magari una piccola valigia rende tutto più semplice, soprattutto quando bisogna salire e scendere dai treni in pochi minuti.

La connessione internet è fondamentale: con una eSIM o un router portatile potete usare mappe, traduttori, orari dei treni in tempo reale. Per i bambini più grandi avere connessione significa anche poter guardare un cartone durante gli spostamenti più lunghi, che non guasta.

Per l’organizzazione quotidiana, aiuta molto preparare una piccola “borsa bambini” con:

  • salviettine, fazzoletti, un piccolo asciugamano
  • snack “sicuri” che sappiamo che piacciono
  • una borraccia da riempire durante il giorno
  • un cambio leggero in caso di pioggia o giochi d’acqua

Preparateli anche a piccole differenze culturali. Togliersi le scarpe in certi luoghi, fare la fila in modo ordinato, parlare a bassa voce sui treni, buttare la spazzatura nel posto giusto. Molti bambini si adattano in fretta, ma spiegare prima “come funziona” evita momenti di nervosismo.

Infine, lasciate sempre uno spazio in programma per quello che io chiamo giorno jolly: una giornata meno programmata, da usare in base a come vi sentite. Se tutti sono stanchi, può diventare il giorno del parco sotto casa, del giro corto e del pranzo in un family restaurant. Se invece avete energia, può essere la giornata per aggiungere un’attrazione che avevate lasciato in forse.

Vale la pena?

La risposta breve è sì, viaggiare in Giappone con bambini ha senso e spesso è più semplice di quanto ci si aspetti. Richiede un po’ di organizzazione in più, questo sì, ma la ricompensa è vedere i bambini stupirsi per il treno proiettile, ridere davanti ai conbini, inseguire i cervi a Nara, spalancare gli occhi ad Arashiyama o davanti alle luci di Shibuya.

Io onestamente penso che non esista un’età perfetta unica. Con bambini piccoli il ritmo sarà più lento, si apprezzeranno di più parchi, zoo, passeggini e sonnellini. Con ragazzi più grandi potrete aggiungere quartieri di elettronica, negozi di manga, giornate intense ai parchi tematici. Ogni fase della crescita trova qualcosa di bello qui.

Se vi piace l’idea di un Paese ordinato, pieno di sorprese, dove ci si sente sicuri anche in città enormi, il Giappone è una scelta che ha molto senso. E alla fine, più dei templi e delle attrazioni famose, resteranno in mente quelle scene piccole: voi seduti a mangiare un onigiri sui gradini di una stazione, un bambino che ride perché il distributore ha erogato una bevanda strana, una sera in hotel a guardare le luci di Tokyo con una merendina presa al conbini.

Ve lo dico sinceramente: se state valutando un viaggio in Giappone con bambini, io vi direi di farlo, senza inseguire l’itinerario perfetto. Meglio un viaggio un po’ imperfetto ma vissuto con calma, che una corsa per “vedere tutto” in cui nessuno si gode davvero niente.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).