Castello di Matsumoto con ciliegi in fiore e montagne sullo sfondo.

Cosa vedere a Matsumoto

Seconda città più grande della prefettura di Nagano, Matsumoto è una pittoresca località ai piedi delle Alpi Giapponesi. Patria di artisti famosi e del wasabi, offre vari spunti per immergersi nella natura, nella storia e nelle tradizioni locali.

Fiore all’occhiello è il famoso Castello di Matsumoto, ma la città offre tanto altro: passeggiate nei quartieri di dimore tradizionali, visitate i musei dell’arte e fate un giro fuori città per ammirare le distese di coltivazioni di wasabi, il prodotto di punta della regione.

Se siete curiosi di scoprire questa città, eccovi un elenco delle principali cose da vedere a Matsumoto.

Castello di Matsumoto

Il castello di Matsumoto con il pittoresco ponte rosso.

Il castello di Matsumoto è uno dei più bei castelli del Giappone, nonché uno dei pochi a conservare ancora gran parte delle sue strutture originali. Fu costruito sul finire del 1500 e a differenza di altri castelli non si trova in cima ad una collina bensì su un’area pianeggiante nel centro della città. Oggi è la principale attrattiva della città e accoglie i visitatori con le sue atmosfere autentiche e gli ambienti originali in legno, in cui è possibile ammirare le piccole scalinate ripide su cui un tempo si spostavano samurai e signori feudali, le feritoie e i punti di osservazione agli ultimi piani che se in passato servivano a controllare il territorio, oggi regalano splendidi panorami ai turisti. In primavera il castello è un luogo popolare per il tradizionale hanami: i suoi giardini sono arricchiti da numerosi alberi di ciliegio che fioriscono generalmente verso la metà di aprile.


Nakamachi

Strada commerciale a Nakamachi, con persone che camminano e vanno in bici.

In passato via Nakamachi era il cuore e l’arteria principale di Matsumoto, attorno alla quale si è sviluppato il distretto commerciale della città, in cui si concentravano negozi, botteghe artigianali, distillerie e magazzini. Oggi la via resta una forte attrattiva turistica dove respirare le atmosfere di un tempo tra locande ed edifici tradizionali in legno, acquistare souvenir e prodotti tipici nelle botteghe storiche e fermarsi ad assaggiare pietanze locali nei ristoranti della zona.


Via Nawate

A due passi da Nakamachi, lungo il fiume Metoba, si allunga per un paio di centinaia di metri via Nawate, la stradina più scanzonata di Matsumoto. Qui non trovate le dimore dei mercanti ma una fila di botteghe minuscole e bancarelle affacciate sull’acqua, tutte rigorosamente senza auto: si cammina piano, si guarda dentro un negozio e poi nell’altro.
Il simbolo della via è la rana, che ritrovate ovunque tra statuette, insegne e portafortuna: il nome arriva dai ranocchi kajika che un tempo popolavano il Metoba, e in giapponese “kaeru” vuol dire sia rana sia tornare, quindi qui la rana è un augurio di ritorno. In fondo alla via si apre il santuario Yohashira, e la passeggiata si chiude bene con uno spuntino da passeggio comprato a una delle bancarelle.

Azienda agricola Daio

L’azienda agricola Daio, situata appena fuori dalla città, è una delle più grandi fattorie giapponesi specializzate nella coltivazione del wasabi e negli ultimi anni è divenuta anche una meta popolare tra i turisti e tra gli appassionati di questa radice piccante. L’azienda è circondata da una distesa enorme di campi e serre di wasabi tra i quali scorrono reti di ruscelli che forniscono alle piante l’acqua limpida delle montagne circostanti. Tra i campi si snodano anche sentieri su cui i turisti possono passeggiare ammirando le coltivazioni, i tradizionali mulini in legno e i paesaggi rurali dei dintorni. Nell’azienda troverete inoltre alcuni negozietti e un ristorante, dove potete provare ed acquistare vari tipi di prodotti, alcuni molto particolari, tra cui il wasabi fresco e la pasta di wasabi, la birra e il gelato al gusto wasabi, i noodle al wasabi e tanto altro. I mulini ad acqua in legno che vedete lungo il torrente non sono lì per scenografia turistica: sono quelli che Akira Kurosawa scelse come set per l’episodio finale del film Sogni, ed è il punto in cui si ferma praticamente chiunque a fare foto.
Se volete guardare i campi da un’altra angolazione potete anche scendere in barca sul torrente Tade, tra le acque limpidissime che alimentano le coltivazioni.

Museo d’Arte Ukiyoe

Il Museo d’Arte Ukiyoe mette in mostra una vasta selezione di opere ukiyoe (un genere di stampa artistica giapponese) provenienti dalla collezione privata della famiglia Sakai, una delle famiglie più ricche del passato di Matsumoto. La collezione comprende circa 100mila pezzi, che però non sono tutti visibili contemporaneamente, date le dimensioni contenute del museo, ma vengono esposti a rotazione. Il museo si trova a circa 3 km dalla città e si raggiunge facilmente in treno. A colpire, prima ancora delle stampe, è l’edificio: una costruzione bassa e squadrata disegnata dall’architetto Kazuo Shinohara, che sembra quasi mimetizzarsi tra i campi attorno.
Dentro l’allestimento è raccolto e le esposizioni ruotano più volte l’anno attorno a un tema o a un autore: nella collezione ci sono Hokusai, Hiroshige e Utamaro, ma non date per scontato di trovarli appesi proprio il giorno della vostra visita.

Museo d’arte della città di Matsumoto

L’introduzione promette artisti famosi e questo museo è il posto dove li incontrate davvero: Matsumoto è la città natale di Yayoi Kusama, e il legame si vede già prima di entrare, con un enorme fiore a pois piantato davanti all’ingresso e perfino i distributori di bevande decorati con la stessa fantasia ossessiva. All’interno una sezione permanente ripercorre tutta la sua carriera, dai dipinti giovanili alle grandi installazioni a pois.
Il museo però non è solo Kusama: ci sono le opere del calligrafo Shinzan Kamijo e i paesaggi di Kazuo Tamura, entrambi legati a questa città, oltre alle mostre temporanee che cambiano nel corso dell’anno.

La scuola Kaichi

Se vi aspettate l’ennesimo edificio in legno scuro, la vecchia scuola Kaichi vi spiazza: costruita nel 1876, è uno di quei buffi esperimenti pseudo-occidentali di epoca Meiji, tirati su da maestranze locali che l’Occidente lo avevano visto solo nelle stampe e nelle fotografie. Il risultato è una facciata bianca e azzurra, con angeli e draghi scolpiti sopra l’ingresso e una torretta ottagonale in cima.
È stata una scuola elementare vera per quasi novant’anni e le aule sono rimaste come allora, con banchi, lavagne e materiale didattico d’epoca che raccontano com’era la scuola giapponese quando il paese si stava aprendo al mondo. È il primo edificio scolastico moderno del Giappone ad essere stato dichiarato tesoro nazionale.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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