Due persone brindano con bicchieri di birra Asahi all'interno del ristorante Sushi Uogashinihonichi.

Birra giapponese

La birra è la bevanda alcolica più popolare in Giappone.
I grandi produttori sono Asahi, Kirin, Sapporo e Suntory, affiancati da tanti piccoli produttori locali. Molte birre hanno una diffusione stagionale: in autunno, per esempio, escono birre con un contenuto alcolico più elevato (intorno al 6%) e lattine decorate con immagini di foglie autunnali. La lager è la preferita dai giapponesi, con il suo colore dorato e un retrogusto leggermente amaro.
Il consumo della birra in Giappone ha avuto inizio nel XVII secolo, durante il periodo Edo, quando un olandese aprì una birreria per i marinai delle rotte commerciali tra Olanda e Giappone.

Birra, Happoshu e Happousei

Le varietà di birra giapponese sono suddivise in due gruppi, birra e happoshu, a seconda della quantità di malto utilizzata. Le rigorose normative giapponesi in materia di alcolici proibiscono l’uso della parola “birra” per indicare le bevande contenenti meno del 50% di malto, che sono invece appartenenti alla categoria degli happoshu. Le birre importate in Giappone sono etichettate infatti come happoshu se il contenuto di malto è inferiore ad una certa soglia. Dal 2004, le birrerie giapponesi hanno iniziato a produrre una terza tipologia di birra, a base di semi di soia e altri ingredienti, tale da non rientrare nelle due classificazioni. Questa “terza birra” rientra nelle bevande cosiddette Happousei. Dietro a tutta questa classificazione c’è una ragione sola: le tasse. L’imposta sugli alcolici si calcola sulla quantità di malto, quindi meno malto significa meno tasse: è per questo che happoshu e terza birra sono sempre costate meno della birra vera. Le aliquote sono state progressivamente avvicinate e la differenza di prezzo sullo scaffale è molto più piccola di un tempo.
Al palato però si sente eccome: corpo più leggero e finale più corto. Sulle lattine la categoria è indicata in giapponese, quindi se volete la birra vera cercate la parola beer sull’etichetta.

Leggi

Il Giappone ha leggi piuttosto liberali in materia di vendita e consumo di alcol e una bevanda come la birra può essere acquistata in molti punti vendita, come supermercati, negozi e stazioni ferroviarie. Tuttavia, vi sono leggi molto severe contro la guida in stato di ebbrezza. La birra può essere venduta tranquillamente anche nei distributori automatici, alcuni dei quali erano in passato dotati di piccoli schermi su cui venivano trasmesse delle pubblicità: a partire dal 2000, questo tipo di distributore è stato eliminato, a causa dell’alta diffusione di birra tra i minorenni.

Come si ordina la birra

Negli izakaya la prima cosa che sentirete dire è toriaezu nama, cioè “intanto una birra alla spina”: è quasi un rito, il primo giro si ordina uguale per tutti e si aspetta il kanpai prima di bere.
La spina si chiama nama biru e arriva nei boccali di vetro, i jokki: se non dite niente vi portano la misura media, il chu-jokki, ma quasi ovunque potete chiedere anche il boccale piccolo o quello grande. Al tavolo si usa versare agli altri e non a sé stessi, e tenere il bicchiere con due mani quando qualcuno versa a voi.
In molti locali c’è poi il nomihodai, il bere illimitato a tempo, che quasi sempre comprende la birra nella formula base.

Piccole e grandi aziende

Le quattro principali fabbriche di birra in Giappone sono Asahi, Kirin, Sapporo e Suntory. Beneficiando di leggi fiscali che hanno permesso di aumentare le quote di produzione, questi quattro colossi hanno di fatto monopolizzato il mercato giapponese.

A partire dal 1994, le leggi fiscali giapponesi hanno iniziato a concedere le licenze anche alle piccole birrerie che producevano 60.000 litri all’anno, favorendo l’apertura di numerose birrerie di piccole dimensioni. Attualmente ci sono oltre 600 micro birrifici in Giappone, che producono birre ale, stout, pilsener, weizen e altri. Un problema era però quello della crescente popolarità delle happoshu a basso costo, che penalizzava le piccole realtà produttrici a favore dei colossi. Tuttavia, grazie a fattori come la licenza concessa anche a bar e catene di ristoranti e la cooperazione tra micro birrerie, l’industria è riuscita a sopravvivere. Molto popolari i festival annuali come il Festival Ale di Tokyo e la Grande Festa della Birra a Tokyo, Osaka e Yokohama. Se volete provare l’artigianale senza andare a caccia, i nomi che incontrate più spesso sono Yona Yona Ale di Yo-Ho Brewing, la Hitachino Nest di Kiuchi con il gufetto sull’etichetta, la Coedo di Kawagoe e le Baird Beer. Alcune si trovano anche nei konbini e nei supermercati più forniti, accanto alle lattine dei quattro colossi.
Nelle grandi città non mancano poi le taproom dei birrifici e i bar specializzati, con una decina di spine che cambiano di continuo.

La birra giapponese all’estero

La birreria Kiuchi è stata una delle prime ad esportare la birra giapponese e tuttora il 60% della sua produzione si rivolge a mercati esteri. Negli Stati Uniti sono comunemente distribuiti ben tre dei quattro principali marchi giapponesi: Sapporo Draft, Kirin Ichiban e Asahi Super Dry.

E’ curioso che molte birre giapponesi che si trovano all’estero, sono state prodotte all’estero!! Ci sono stabilimenti di birre giapponesi in Repubblica Ceca, Regno Unito e in molti altri Paesi.

Tipologie di birra

Asahi Prime Time

Liscia e corposa, è una delle più diffuse in Giappone.

Asahi Premium

Birra gradevole dal retrogusto amabile, benché lievemente amarognolo.

Kirin Heartland

Lager a tutto tondo che può adattarsi a qualsiasi occasione e che offre un buon rapporto qualità-prezzo.

Kirin Gold & Meister Brau

Birra in stile tedesco, si distacca dalle tipiche lager della Kirin.

Orion Draft

Ottima da consumare in spiaggia e nei mesi estivi.

Sapporo Nama

Ottima in qualsiasi periodo dell’anno.

Suntory Premium Malt

Vincitrice di varie competizioni europee. Birra estremamente piacevole al primo assaggio.

Yebisu e Yebisu “The Hop”

Ottima qualità, sapore intenso. E’ una delle birre migliori disponibili sul mercato.

Sedi a Tokyo

Presso lo Yebisu Garden Place, ad Ebisu, quartiere di Tokyo, si trova lo Yebisu Brewery Tokyo, il museo dedicato alla birra Yebisu, con micro birrificio e taproom. Ad Asakusa invece è celebre l’edificio della birra Asahi, la cui forma dovrebbe ricordare una birra.

I beer garden estivi

D’estate sui tetti dei grandi magazzini e degli hotel aprono i beer garden, terrazze all’aperto dove si beve birra ghiacciata con la città sotto di voi. Con il caldo umido giapponese sono una delle cose più piacevoli da fare la sera, tra un boccale e uno spiedino di yakitori.
Quasi tutti funzionano con una formula a tempo, in genere due ore con birra e buffet compresi, e nel fine settimana conviene prenotare. Sono però rigorosamente stagionali: aprono quando arriva il caldo e chiudono con i primi giorni freschi, quindi fuori stagione non li trovate.

Foto









Video: Come funziona la birra automatica in Giappone

Video: Birra in Giappone con Coco

Ti consiglio di venire in Giappone con GiappoTour! Il viaggio di gruppo in Giappone con più successo in Italia, organizzato da me! Ci sono pochi posti disponibili, prenota ora!
Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).