Daigo-ji

Ai piedi della montagna di Daigo-san, a sud-est di Kyoto, le porte del tempio Daigo-ji si spalancano per accogliere ogni anno migliaia di visitatori e pellegrini che giungono qui per ammirare uno dei più grandi templi della città. L’intero complesso comprende circa 80 edifici, di cui la maggioranza sono situati alle pendici del monte, mentre i restanti sono arroccati sulla cima e potete raggiungerli passeggiando immersi nella natura lungo un percorso che attraversa i boschi della montagna fino alla vetta. Gli edifici e i giardini situati nella valle sono generalmente le zone più visitate dai turisti in quanto è facile accedervi e non sono richiesti particolari sforzi; per visitare l’area situata  sulla vetta, invece, si deve percorrere un lungo e impervio cammino non adatto a tutti. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per i numerosi tesori e le proprietà di notevole rilevanza culturale che custodisce, il vasto complesso del tempio Daigo-ji è un luogo adatto a tutti i viaggiatori, dagli appassionati della cultura giapponese a coloro che sono interessati a conoscere la religione buddista, fino agli amanti della natura che possono ammirare gli splendidi giardini che incorniciano il tempio e in primavera assistere alla fioritura dei ciliegi.

Il tempio Daigo-ji ha da sempre svolto un ruolo molto importante per il Buddismo Shingon, divenendo una scuola e il principale centro di diffusione di questa dottrina. Ciò che incuriosisce i turisti è anche la storia del tempio, affascinante e molto antica.

Mappa:

Nome: Daigo-ji
Orario: Dalle 9 alle 17. Una parte chiude alle 16.
Costo a persona: 600yen


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Uno splendido mosaico

Per scoprire le origini del tempio dobbiamo fare un lungo salto indietro nel tempo, risalendo a diversi secoli fa: il complesso cominciò a prendere forma nel lontano 874, quando il monaco buddista Shobo individuò come luogo ideale per la costruzione del suo eremo la cima del monte Daigo, dove si dice che lui stesso abbia scoperto la sorgente dell’acqua santa. Il complesso venne poi sviluppato e ampliato in particolare grazie al contributo dell’imperatore Daigo il quale, dopo aver abdicato, decise di dedicare la sua vita al buddismo e diventò monaco presso il tempio.  A questa figura si deve la costruzione della sala Yakushi. La morte dell’imperatore Daigo, il cui corpo venne seppellito nei pressi del tempio, non fermò l’ampliamento del tempio: numerosi imperatori e politici ebbero a cuore la conservazione e la ristrutturazione di questo luogo e nel corso del tempo ciascuno di loro aggiunse vari tasselli che hanno poi dato vita a quello splendido mosaico che è oggi il tempio Daigo-ji. La prima parte ad essere completata fu la Kamidago, ovvero la parte del tempio collocata sul monte: la costruzione della sala Godai segnò la conclusione di quest’opera. Successivamente si proseguì costruendo una serie di edifici ai piedi della montagna dando vita all’area inferiore del tempio Daigo-ji che venne poi chiamata Shimodaigo e di cui fanno parte strutture molto importanti come la pagoda a cinque piani e la sala Sakyamuni. Purtroppo le guerre, in particolare la guerra di Onin, causarono numerosi incendi e danni a gran parte degli edifici dell’area Shimoidago e l’unico edificio originale sopravvissuto fino ai giorni nostri è proprio la pagoda a cinque piani.

By: Izu navi

Tra valle e montagna

Una volta entrati nel tempio,  vi ritroverete nella zona chiamata Sambō-in, un complesso di edifici tra cui si trova l’elegante dimora dei monaci che vi sorprenderà con la sua stravagante architettura Momoyama. Potete inoltre ripercorrere la storia del tempio visitando il museo Reihokan, al cui interno sono esposti documenti storici, statue e dipinti che vi illustreranno nel dettaglio il passato di questo luogo. Questo complesso è adornato da meravigliosi giardini e gli edifici sono collegati tra loro attraverso stradine delimitate da numerosi alberi di ciliegio che in primavera donano a questa zona un paesaggio unico e suggestivo. La bellezza degli edifici e dei giardini è da attribuire a Toyotomi Hideyoshi, che verso la fine del 1500 fece ristrutturare ed ampliare questa zona. Nella primavera del 1598 Hideyoshi organizzò proprio qui un celebre evento dedicato proprio alla fioritura degli alberi di ciliegio. Dopo aver trascorso del tempo a visitare quest’area, proseguite oltre verso la Shimodaigo, in cui avrete l’occasione di ammirare edifici molto importanti. Tra questi c’è la sala principale, la sala Kondo, che custodisce il tesoro più venerato da pellegrini e fedeli: la statua del Buddha Yakushi. Non perdetevi poi un altro gioiello della Shimodaigo: la pagoda a cinque piani. Questo imponente pagoda (ben 38 metri di altezza) è stata testimone di svariati secoli di storia ed è l’edificio più antico di Kyoto e l’unica struttura originale della Shimodaigo. Continuando nella vostra visita preparate, qualora non l’aveste già fatto, la vostra macchina fotografica per fare qualche scatto all’edificio che rappresenta probabilmente il soggetto più fotografato dai turisti, la sala Bentendo: situata nei pressi di un laghetto, in particolare nel mese di novembre offre uno scenario incantevole acceso dai colori caldi dell’autunno.

Oltrepassando la sala Bentendo vi ritroverete all’inizio del sentiero che conduce alla cima della montagna e quindi alla Kamidaigo. Il percorso dura circa un’oretta, ma vi assicuro che ne vale la pena: la bellezza e il silenzio della foresta insieme ai piccoli santuari in legno che potrete ammirare lungo il cammino renderanno questa esperienza indimenticabile. Senza contare poi che, una volta giunti in cima, potrete godere di un panorama mozzafiato sull’intera valle! Lungo il cammino troverete anche dei punti di ristoro per fare una sosta. Una volta giunti all’ingresso della Kamidaigo, troverete, tra i vari edifici, anche una piccola fontana con l’acqua santa che ha rappresentato l’origine di Daigo-ji. Trascorrete del tempo a visitare questo luogo e approfittatene per ammirare il paesaggio dai vari punti panoramici. E per gli spiriti più avventurosi consiglio anche una visita alla grotta Oku-no-in, raggiungibile attraverso un sentiero abbastanza impervio di circa 20 minuti. La grotta custodisce alcune importanti statue e nella prima domenica di marzo ospita anche una cerimonia religiosa, ma, data la difficoltà nel raggiungerla, non è molto visitata dai turisti.

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