Fushimi Inari

Nella zona sud di Kyoto, Fushimi Inari è il più importante santuario shintoista ed è anche il “regno” delle porte torii. Il luogo è infatti meta di tantissimi visitatori attirati non solo dalla bellezza degli edifici, ma soprattutto dal singolare tunnel costruito con migliaia di porte torii di color rosso acceso che dal tempio conduce nella foresta e fino alla cima del monte Inari, che raggiunge un’altezza di 233 metri sopra il livello del mare. Questa particolarità rende questo luogo davvero magico e unico nel suo genere, perciò se vi trovate a Kyoto   vale sicuramente la pena visitarlo. Fushimi Inari è anche il santuario più antico e venne costruito prima ancora della nascita di Kyoto.

Come arrivare

Si trova nei pressi della stazione JR Inari, a solo cinque minuti dalla stazione di Kyoto sulla linea JR Nara.

Mappa:

Nome: Fushimi Inari
Sito Internet: http://inari.jp/
Costo a persona: Gratuito

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Fushimi Inari a Kyoto

Il Fushimi Inari. Foto: © Heisenberg85/Dreamstime

Video

Le origini del santuario

Le origini del santuario risalgono al 711, quando il primo edificio venne costruito in cima alla collina Inariyama. Successivamente il santuario fu spostato ai piedi della collina e nel corso del tempo venne ampliato con l’aggiunta di nuovi edifici e della principale struttura del santuario eretta nel 1499. Il santuario divenne negli anni sempre più importante, in particolare durante il regno dell’imperatore Murakami quando egli decise che ogni avvenimento avrebbe dovuto essere riportato alle divinità (kami) protettrici del Giappone. Il compito fu affidato a dei messaggeri che si recavano con un resoconto scritto ai vari santuari, tra cui anche il Fushimi Inari. Il nome del santuario deriva dalla divinità shintoista Inari, il dio del riso e protettore di commercianti, artigiani e uomini d’affari i quali spesso si recano a pregare presso il santuario per avere la benedizione della divinità e ottenere quindi il successo nelle loro attività.

Il “tunnel” nel bosco

All’entrata del santuario si erge l’imponente porta Romon che fu donata dal leader militare Toyotomi Hideyoshi nel 1589. Una volta oltrepassata la porta vi troverete di fronte a voi il complesso di edifici che compongono il santuario, tra qui quello principale, Honden. Tra i vari edifici vi capiterà di notare numerose statue di volpi: è un animale sacro nella mitologia giapponese ed è considerato il messaggero di Inari. In alcune statue le volpi sono rappresentate mentre tengono una chiave nella bocca: si dice che siano le chiavi dei granai del riso.

Proseguendo nella vostra visita, recatevi nella zona retrostante gli edifici: qui troverete l’accesso al  tunnel di porte torii. Attraversare questo tunnel è un must tra i visitatori perché permette di conoscere a fondo l’anima del santuario e inoltre è perfetto anche per gli amanti della natura e dell’escursionismo che qui avranno occasione di passeggiare tra le bellezze della foresta e anche di ammirare Kyoto dall’alto. Non si tratta di un percorso particolarmente difficile o ripido, ma la durata è di circa due ore, perciò essere un po’ allenati non guasta! Se non avete molto tempo o non ve la sentite di arrivare fino alla cima, cercate almeno di arrivare fino al santuario Okuno-sha. La prima parte del percorso presenta il maggior numero di porte e per questo è chiamata Senbon Torii (migliaia di porte torii) ed è formato da due tunnel paralleli. Le porte sono state regalate da imprenditori o aziende come ringraziamento al dio Inari e su ciascuna è inciso il nome del donatore e la data in cui è stata donata; molti pensano che le porte siano molto antiche, ma in realtà gran parte di esse sono recenti e questo fa capire come, ancora oggi, il legame con la tradizione e la religione sia molto forte. Questo percorso non è frequentato solo da pellegrini e turisti, ma vi capiterà di imbattervi anche in sportivi alle prese con il jogging o semplicemente persone che portano a spasso il cane; chiunque incontriate durante il cammino, vi sentire spesso dire la parola konnichiwa, ovvero buongiorno!

Lungo il percorso sono situati anche numerosi piccoli santuari, riconoscibili dalle immancabili decorazioni e statue raffiguranti le volpi, e alcune case del tè e punti di ristoro dove potete fare una sosta per assaggiare alcune deliziose specialità tradizionali come l’aburaage, il tofu fritto che si dice essere il cibo preferito dalle volpi, e il sake caldo, un vino giapponese ottenuto dal riso che vi riscalderà nelle fredde giornate d’inverno! Molti turisti si fermano all’incrocio Yotsutsuji, situato circa a metà del percorso: qui si trovano alcuni punti panoramici che offrono un meraviglioso paesaggio su Kyoto. Da questo incrocio le porte torii si fanno sempre più rade perciò molti decidono di non proseguire oltre, ma, se ve la sentite, vi consiglio di arrivare fino alla vetta.

Capodanno al Santuario

Il santuario di Fushimi Inari è letteralmente preso d’assalto dai pellegrini in occasione del capodanno. Si stima che circa tre milioni di persone visitino il santuario nei primi tre giorni dell’anno nuovo per l’Hatsumode, ovvero “la prima visita dell’anno al santuario”. In occasione delle festività troverete di fronte all’ingresso alcune bancarelle che vendono specialità tradizionali; tra queste è possibile trovare anche i tsujiura senbei, una specie di biscottino della fortuna inventato nel XIX secolo e che si pensa abbia dato origine al famoso biscotto della fortuna americano-cinese.

Fushimi Inari a Kyoto

Il Fushimi Inari. Foto: © Robinsj/Dreamstime


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