Spiaggia bianca e acque cristalline dell'Isle of Pines, Nuova Caledonia.

Viaggio in Giappone e Nuova Caledonia

Mettere insieme Giappone e Nuova Caledonia è uno di quei viaggi che ti fa sentire di aver vissuto due mondi a distanza di pochi giorni.

Io lo consiglio soprattutto come viaggio di nozze, oppure per chi vuole un Giappone pieno di energia e poi un mare lontano e poco “battuto”, di quelli che non capitano spesso nella vita. Il Giappone vi dà città, templi, cibo e ritmo. La Nuova Caledonia vi dà lagune, silenzio e giornate lente, perfette per godervi davvero il tempo insieme senza dover “fare” per forza qualcosa ogni ora.

Perché insieme

L’accoppiata funziona perché è bilanciata. In Giappone di solito si cammina tanto, si incastra tutto, si vive a orari lunghi e spesso si dorme meno di quanto si vorrebbe. In Nuova Caledonia succede l’opposto: le giornate si allungano, il corpo rallenta, vi viene naturale fare meno cose ma farle meglio. Secondo me rende al massimo se fate una prima parte intensa in Giappone e poi vi “premiate” con mare e natura, senza sentirvi in colpa se un pomeriggio lo passate a guardare l’acqua.

Un altro motivo molto pratico: quando avete già fatto uno sforzo grande per arrivare fin qui, aggiungere una meta nel Pacifico ha più senso che farlo partendo dall’Europa. La distanza resta enorme, ma mentalmente è diverso: siete già dall’altra parte del mondo.

Ordine del viaggio

Di solito conviene fare prima Giappone e poi, con un biglietto aereo a parte, andare in Nuova Caledonia e rientrare di nuovo in Giappone prima del volo finale verso casa. Io vi direi di immaginarla come una parentesi tropicale in mezzo a un viaggio giapponese, non come una cosa da attaccare in fondo all’ultimo secondo.

È anche la struttura che si sposa meglio con un viaggio di nozze: prima vi prendete l’euforia delle città, poi vi lasciate andare alla parte lenta. Se invertite, rischiate di fare il Giappone con la nostalgia del mare addosso, e secondo me è un peccato.

Biglietti separati

Qui serve attenzione. Se comprate biglietti separati (Giappone ⇄ Italia da una parte, Giappone ⇄ Nuova Caledonia dall’altra), in caso di problema sul volo dalla Nuova Caledonia non siete automaticamente “coperti” sulla tratta successiva verso casa, perché per le compagnie sono viaggi diversi. Ve lo dico sinceramente: è l’errore più facile da fare quando si costruisce un itinerario così “furbo”.

Per ridurre il rischio, io ragionerei così:

  • lasciate un margine reale al rientro in Giappone, meglio se una notte piena
  • evitate incastri con coincidenze strette, soprattutto se atterrate e ripartite da aeroporti diversi
  • se potete, scegliete tariffe che vi permettano almeno un cambio data senza diventare matti
  • valutate un’assicurazione che abbia senso per ritardi e riprotezioni, ma senza darlo per scontato: leggete bene cosa copre davvero

Non serve vivere nel panico, però questa è una di quelle cose che, se va male, rovina l’umore del viaggio.

Quanto tempo

La combinazione “perfetta” dipende da voi, però vi do un criterio che uso spesso: al Giappone serve una base di giorni perché altrimenti è tutto un correre, alla Nuova Caledonia serve respiro perché altrimenti non vi cambia davvero la testa.

In pratica:

  • se avete poco tempo, io farei una settimana piena in Giappone e pochi giorni selezionati in Nuova Caledonia, puntando su una sola isola oltre a Nouméa
  • se avete tempo medio, Giappone 10 giorni e Nuova Caledonia 5–8 giorni comincia a diventare un viaggio “serio”
  • se è un viaggio speciale, io onestamente allungherei la parte Nuova Caledonia: è quella che vi regala le giornate lente, quelle che vi ricordate dopo anni

Giappone in breve

Per la parte Giappone non mi metto a riscrivere il giorno per giorno in modo dettagliato, perché tanto l’idea è che vi appoggiate ai miei itinerari “7 giorni in Giappone” o, se avete più tempo, “10 giorni in Giappone”.

Qui vi lascio una struttura compatta, giusto per capire come incastrarla con la Nuova Caledonia senza impazzire.

  • 1° giorno primo impatto: arrivo, check-in e serata in un quartiere acceso come Shinjuku o Shibuya, senza pretese eroiche
  • 2° giorno classici Tokyo: Asakusa, Ueno e Akihabara, con un punto panoramico nel tardo pomeriggio se avete energia
  • 3° giorno Tokyo diversa: Harajuku e Shibuya con una camminata piacevole e qualche angolo meno “da foto obbligatoria”
  • 4° giorno trasferimento Kyoto: mattina più libera, poi treno e prima sera a Kyoto con atmosfera e passeggiata
  • 5° giorno Kyoto piena: templi e strade storiche, con una pausa cibo fatta bene a metà giornata
  • 6° giorno Fushimi Inari e Nara: torii al mattino e cervi nel pomeriggio, senza farla diventare una maratona
  • 7° giorno Arashiyama e libertà: bambù al mattino, pomeriggio elastico per recuperare o fare quello che vi manca

Il punto non è “fare tutto”. È costruire una settimana coerente, poi staccare e cambiare ritmo con la Nuova Caledonia.

Passaggio Pacifico

La Nuova Caledonia è lontana, davvero lontana. È una di quelle mete che molte persone tengono nel cassetto per anni e poi non fanno mai, proprio perché richiede un salto mentale oltre che geografico. Ed è questo che, secondo me, la rende perfetta se cercate un mare “diverso”: non l’isola di cui avete visto mille video, ma una parentesi nel Pacifico che vi sembra quasi irreale quando ci siete dentro.

In più, avete una cosa rara: una laguna enorme, di una bellezza quasi assurda, che è anche riconosciuta come patrimonio naturale UNESCO.

Nouméa base

Io sono stato a Nouméa e secondo me ha senso usarla come base di partenza e ritorno. Non è solo “la città dove si atterra”: è il posto dove rimettere insieme i pezzi, prendere confidenza con i ritmi locali, capire come muovervi e poi scegliere l’isola giusta per voi.

Nouméa vi dà cose pratiche:

  • sistemazioni più varie rispetto alle isole
  • servizi, negozi, possibilità di organizzare escursioni senza stress
  • un ritmo urbano che fa da ponte tra il Giappone e il mare “puro”

E vi dico una cosa che sembra banale ma non lo è: arrivare in un posto tropicale e avere subito tutto “iper isolato” non piace a tutti. Nouméa è un atterraggio morbido.

Scelta delle zone

La domanda vera, quando si parla di Nuova Caledonia, è sempre questa: volete più comodità o più sensazione di “fine del mondo”? Non c’è una risposta giusta, però cambia tutto, anche nell’umore del viaggio.

Io la dividerei così:

  • Grande Terre: l’isola principale, più grande, con natura, strade e paesaggi diversi tra costa e interno
  • Île des Pins: la cartolina vivente, mare e colori che sembrano finti
  • Loyalty Islands: isole con un fascino più selvaggio e “da fuga”, spesso con spiagge e lagune spettacolari

Le Loyalty Islands sono un arcipelago a parte e includono isole come Lifou, Ouvéa e Maré.

Isola dei Pini

Io sono stato anche all’Isola dei Pini e qui capite subito perché tanta gente la considera una scelta perfetta per un viaggio importante. È una meta che non vi chiede di fare mille cose: vi chiede di guardarvi intorno e respirare.

Se dovessi descriverla in modo secco direi: acqua chiarissima, baie da sogno, atmosfera tranquilla. Se dovessi dirla come la sento davvero, direi che è uno di quei posti che vi fanno abbassare le spalle senza accorgervene. E se l’idea del viaggio è anche quella di godervi il tempo insieme, qui viene naturale.

Piscina naturale

La Piscina Naturale dell’Île des Pins è una di quelle esperienze che, se vi piacciono snorkeling e acqua calma, vi resta addosso. È una specie di acquario naturale, protetto, dove il colore dell’acqua cambia mentre vi muovete e tutto sembra più vicino: pesci, coralli, trasparenze.

Il consiglio pratico che vi do è semplice: non trattatela come “ci passo mezz’ora e via”. Andateci con tempo, magari in un momento in cui non avete la pressione di spostarvi subito dopo. E portatevi scarpe da scoglio o qualcosa di simile: non per fare gli esploratori, ma per stare più comodi.

Loyalty Islands

Le Loyalty Islands, se avete giorni in più e voglia di andare oltre la cartolina, sono un’idea bellissima. In genere qui si va per spiagge, lagune, immersioni o snorkeling, ma anche per quell’aria di “isola vera” che cambia un po’ da posto a posto.

Io non vi dico “andate per forza”. Vi dico: se il vostro obiettivo è staccare davvero, e non vi interessa avere sempre tutto a portata di mano, allora vale la pena considerarne almeno una. Se invece volete un itinerario più lineare e comodo, meglio non strafare e concentrarsi su poche tappe scelte bene.

Grande Terre

Grande Terre è quella parte che molti saltano perché stanno inseguendo solo l’acqua più trasparente possibile, e secondo me è un peccato. È la zona dove potete vedere una Nuova Caledonia più varia: paesaggi che cambiano, natura diversa, punti dove si cammina e dove il viaggio diventa più “strada” e meno “sdraio”.

Qui ha senso se:

  • vi piace alternare mare e natura terrestre
  • vi piace guidare e fermarvi in posti meno immediati
  • volete una parte più attiva prima o dopo le isole

Se invece cercate solo relax totale, allora sì, le isole vi daranno soddisfazione più rapidamente.

Kagu e natura

Una cosa che io inserirei nel viaggio, almeno per chi ama la natura, è la ricerca del kagu. È un uccello simbolo della Nuova Caledonia, unico, e il bello è che non lo vedete “ovunque”: lo cercate in un posto giusto, con l’atteggiamento giusto.

Il parco che viene citato spesso proprio per questo è il Blue River Provincial Park, il Parc provincial de la Rivière Bleue, una grande area protetta nel sud di Grande Terre, con sentieri e una natura molto diversa dalle spiagge.

Non vi prometto l’avvistamento come fosse un biglietto staccato, però se l’idea vi intriga, informatevi su uscite guidate o momenti della giornata più adatti. Anche solo il parco, a prescindere dal kagu, vale come cambio totale di scenario.

Ritmo delle giornate

La cosa più importante in Nuova Caledonia è non riempire le giornate come fareste in una città. Io vedo spesso persone che arrivano in un paradiso e poi cercano di “ottimizzare” ogni ora. Qui è il modo migliore per non godersela.

Un ritmo che funziona bene è questo:

  • mattina: acqua, snorkeling, spiaggia, escursione breve
  • metà giornata: pausa vera, pranzo senza fretta
  • pomeriggio: un secondo bagno o una passeggiata semplice
  • sera: cena e stop, perché la bellezza qui è anche nel silenzio

Sembra poco, ma è esattamente il punto. Se volete un viaggio che vi ricarichi, dovete lasciare spazio.

Costi e stile

Non vi do cifre perché cambiano troppo, però vi dico la cosa che conta: la Nuova Caledonia non è una meta “economica improvvisata”. È una meta da pianificare, anche solo per scegliere bene dove dormire e come muoversi.

Secondo me conviene decidere prima che tipo di viaggio volete:

  • più comodo e lineare: meno spostamenti, basi chiare, pochi trasferimenti
  • più esplorazione: più giorni, più cambi, magari un’isola extra
  • più romantico e lento: poche tappe, migliori sistemazioni possibili, giornate distese

E qui torno al punto iniziale: messa insieme al Giappone, diventa un viaggio molto completo. Separata, rischia di sembrare “solo mare”, e invece è molto di più.

Errori classici

Vi lascio gli errori che vedo più spesso quando qualcuno prova a unire due mete così diverse:

  • fare troppi spostamenti in Nuova Caledonia, come se fosse un tour cittadino
  • incastrare voli separati senza margine, sperando che “tanto va tutto bene”
  • arrivare alle isole con l’idea di fare mille attività al giorno e poi sentirsi stanchi anche lì
  • trattare il Giappone come un elenco di cose da spuntare, quando invece basta scegliere bene poche giornate dense

Se evitate questi quattro punti, il viaggio fila molto più liscio.

Marco Togni con giacca blu scatta un selfie davanti a Kiyomizudera con arcobaleno.
A Kyoto mi giro per un selfie e sopra il Kiyomizudera spunta un arcobaleno. Con tutta quella gente intorno, per un attimo sembra un segnale personale.
Due persone sotto la lanterna rossa del tempio Senso-ji ad Asakusa
Sotto la lanterna del Senso-ji la folla scorre come un fiume. Anche se è un tempio, l’ingresso sembra una piazza viva, con gente che ci passa ogni giorno.

Cosa mettere

Senza fare la lista infinita, io porterei in testa queste cose, perché vi salvano la qualità delle giornate:

  • un minimo di abbigliamento leggero per sole e acqua, più per comodità che per sport
  • protezione solare presa sul serio, soprattutto nelle giornate di mare lungo
  • una maschera comoda se vi piace fare snorkeling spesso
  • uno strato leggero per i trasferimenti e l’aria condizionata, che tra Giappone e voli può essere fastidiosa

E soprattutto: non riempite la valigia “per sicurezza”. Tra Giappone e Nuova Caledonia il bello è sentirsi leggeri.

Il mio consiglio

Io la costruirei così: Giappone con un itinerario pulito e coerente (e per i dettagli vi rimando davvero ai miei “7 giorni in Giappone” e “10 giorni in Giappone”), poi Nuova Caledonia con poche tappe scelte bene. Nouméa per atterrare e respirare, Île des Pins per vivere il mare più bello, e se avete giorni in più una scelta tra Grande Terre natura o un’isola delle Loyalty, senza volerle “fare tutte”.

E se è un viaggio di nozze, ancora di più: meglio una tappa in meno e un giorno lento in più, rispetto a un itinerario perfetto sulla carta ma stressante nella realtà.

giardino delle azalee in fioritura con Marco Togni al tempio Nezu
Al giardino delle azalee del Nezu si cammina a passo di formica. Tutti cercano lo stesso punto perfetto, e intanto il profumo dei fiori ti resta addosso.
Pagoda a cinque piani del tempio Senso-ji ad Asakusa, Tokyo, con cielo azzurro.
La pagoda del Senso-ji da lontano mette ordine nella scena. Quando il viale è quasi vuoto, capisci quanto sia raro vedere Asakusa senza la sua solita marea.

Finale

Questa combinazione, quando è fatta bene, vi lascia due tipi di ricordi diversi: quelli pieni di luci e movimento del Giappone e quelli lenti, quasi silenziosi, della laguna in Nuova Caledonia.

Io vi direi solo questo: non cercate di dimostrare niente a nessuno con l’itinerario. Scegliete due o tre momenti forti in Giappone, poi regalatevi davvero il mare del Pacifico. E magari finite con una sera semplice, senza programmi, con l’acqua davanti e la testa finalmente vuota.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).