Viaggio Giappone e Koh Samui

Atterrare in Giappone e poi chiudere il viaggio su Koh Samui è una combinazione che funziona: prima vi riempite gli occhi di città, templi e quartieri, poi vi regalate mare e decompressione senza sentirvi “in fuga” da qualcosa. Io vi consiglio di pensarla così: il Giappone è ritmo e dettagli, Samui è respiro e luce. E se la impostate bene, tornate a casa con la sensazione di aver fatto due viaggi in uno.

L’idea qui è semplice: 12 giorni in Giappone con un itinerario pratico (senza corse inutili), e 4–5 giorni a Koh Samui per spiagge, templi, mercati serali e un paio di gite che valgono davvero.

Durata giusta

Dodici giorni in Giappone, per me, sono la misura che fa scattare il “clic”: avete tempo di entrare nel ritmo, farvi un’idea chiara di Tokyo e Kyoto, e infilarci almeno una o due uscite fuori città senza finire sfiniti.

Io la vedo bene così:

  • Tokyo come base per i primi giorni: quartieri diversi, una gita (tipo Kamakura), e un giorno più libero per recuperare.
  • Kyoto come seconda base: templi e zone classiche, più Nara e (se vi va) una serata a Osaka.

Poi, Samui: 4–5 giorni sono perfetti se volete vedere tanto senza rincorrere l’orologio. Se avete meno tempo, io taglierei le gite più lontane e mi concentrerei su una zona dell’isola fatta bene.

Primo impatto

Il giorno dell’arrivo in Giappone io lo tratto sempre con rispetto. Sembra banale, ma è lì che molti sbagliano: vogliono fare subito tutto e finiscono per odiare la folla, il jet lag e persino la cena.

Secondo me ha senso puntare a tre cose semplici:

  • una passeggiata breve in un quartiere “facile”
  • una cena senza obiettivi eroici (anche un posto normalissimo va benissimo)
  • andare a dormire presto, senza sensi di colpa

Vi consiglio di non pianificare attrazioni “imperdibili” nel primo pomeriggio, perché è esattamente quando vi cala la palpebra. Meglio tenersi la giornata dopo, quando siete più lucidi e vi godete tutto.

Tokyo densa

Qui mi piace essere molto concreto: Tokyo non è una città “da lista”, è una città da contrasti. Il modo più furbo per viverla è abbinare zone che hanno senso insieme, così non passate la giornata sui mezzi.

Il vostro schema, con qualche rifinitura pratica, può diventare una cosa molto solida.

Giorno 3 (esempio): Asakusa + Odaiba + Shiodome + Shinjuku È una giornata piena, sì, ma ha una logica se la leggete così:

  • Asakusa al mattino presto rende tantissimo: luce bella, meno gente, atmosfera più “Giappone”.
  • Spostarsi verso la baia (Odaiba/Shiodome) nel mezzo della giornata è comodo: cambiate aria, vedete un Tokyo più moderno e “spazioso”.
  • Shinjuku la sera è un classico che funziona sempre, perché è quando si accende.

Io vi direi solo questo: non cercate di “fare tutto Asakusa” in una mattina. Andate dritti al cuore, guardate bene, fate due foto fatte bene, e tenetevi l’energia per la sera.

Giorno 4 (esempio): Ueno + Akihabara + Ginza È un’altra combinazione sensata, ma con un trucco: scegliete un solo “focus” vero.

  • Se siete in mood musei/parchi, Ueno vi mangia tempo e va benissimo così.
  • Se vi interessa la parte elettronica/otaku, Akihabara merita calma, non mezz’ora di corsa.
  • Ginza io la uso spesso come chiusura pulita: passeggiata, vetrine, cena comoda, magari un grande magazzino.

Giorno 5 (esempio): Harajuku + Shibuya Io la vedo così: Harajuku di giorno per la parte più leggera e creativa, Shibuya più tardi per incroci, luci e quell’energia da città enorme.

Secondo me Shibuya rende al massimo tra tardo pomeriggio e sera, quando si riempie ma non siete ancora distrutti.

Gita Kamakura

Kamakura è la gita che consiglio più spesso perché cambia proprio il sapore del viaggio: mare, templi, verde, un ritmo diverso. E soprattutto vi stacca dalla densità di Tokyo senza farvi perdere una giornata intera in treni infiniti.

Due cose pratiche che spesso chiarisco:

  • se partite presto, potete fare una giornata piena e tornare a Tokyo per cena
  • se partite tardi, diventa una “mezza fuga” più lenta, che però può essere bellissima lo stesso

Io onestamente preferisco partire presto e non trascinare la giornata fino a notte, perché Kamakura funziona bene anche con luce morbida e rientro tranquillo.

Giorno libero

Questo giorno libero è oro. Non va “riempito”, va usato bene.

Cosa ci sta davvero dentro?

  • recupero fisico (sonno, lavanderia, pausa)
  • shopping mirato (non quello disperato)
  • una zona che vi era rimasta in testa e volete rivedere con calma

Molti viaggiatori fanno l’errore di trasformare il giorno libero in “giorno più pesante di tutti”. Io vi direi l’opposto: usatelo per farvi venire voglia del Giappone anche il giorno dopo, non per finire in riserva.

Kyoto essenziale

Quando si va verso Kyoto, il viaggio cambia registro. Tokyo è un mosaico, Kyoto è più “lineare”: templi, quartieri tradizionali, strade che sembrano uscite da un film.

Il vostro schema:

  • arrivo e prima zona (bambù + Gion)
  • giorno templi (Kinkaku-ji, Kiyomizudera e quello che desiderate)
  • Nara e magari Osaka la sera
  • Fushimi Inari + bambù

Io vi suggerisco solo di non duplicare troppo la foresta di bambù. Se la vedete il giorno dell’arrivo, non serve “rifarla” uguale un altro giorno: piuttosto usate quel tempo per un quartiere, un tramonto, o una cena con calma.

Su Kyoto, una cosa che ripeto spesso perché salva la giornata: scegliete 2–3 cose “grandi” al giorno, non 6. Anche se i posti sono vicini, la fatica vera è mentale: folla, foto, camminate, bus. Se fate meno, vi resta energia per godervi i dettagli.

Foresta di bambù a Kyoto con luce del sole tra gli alberi.
Kyoto, bambù ovunque e nessuna scorciatoia: guardi in su e capisci perché qui la gente viene presto, prima della folla, per sentirlo davvero.
Tempio d'Oro con riflessi nel laghetto e foglie autunnali.
Il Kinkaku-ji è l’opposto: perfetto e inevitabile. Il trucco è non correre, restare due minuti in più e guardare il riflesso come fanno i giapponesi.

Nara e Osaka

Nara è un classico che non è solo “i cervi”. Ha senso perché è una pausa verde e culturale, e perché vi fa respirare.

Io la vedo bene così:

  • Nara di giorno, senza correre
  • Osaka la sera solo se avete davvero voglia di “città viva”

Osaka la sera funziona se la trattate come una parentesi: luci, street food, passeggiata, e poi si torna. Se invece vi sentite già saturi di metropoli, non forzate: meglio una cena tranquilla a Kyoto e fine.

grande statua di buddha nel tempio Todai-ji a Nara
A Nara il Daibutsu non è solo grande, è pesante come presenza. Dentro la sala la voce si abbassa da sola, e ti accorgi che stai camminando più piano.
Insegne luminose a Dotonbori, Osaka, con il poster del corridore Glico.
Poi Osaka ti ribalta l’umore: Dotonbori acceso, gente ovunque, canale e insegne. È l’ultimo giro prima di cambiare scena e puntare su Koh Samui.

Passaggio Thailandia

Il salto Giappone → Koh Samui è la parte che va pianificata con un minimo di cervello, perché Koh Samui è un aeroporto “particolare”: in pratica, molti itinerari passano da Bangkok e spesso con una compagnia specifica e posti che finiscono.

Quindi, in concreto, io farei attenzione a:

  • coincidenze non troppo strette (se perdete il volo interno, poi si incastra tutto)
  • bagagli: tenete in cabina le cose che vi servono davvero (costume, cambio leggero, medicine)
  • arrivo a Samui: se atterrate tardi, non pretendete di “iniziare l’isola” subito. Dormite e via il giorno dopo.

Una nota sul meteo, perché qui si sbaglia spesso: Samui ha un ritmo stagionale un po’ diverso rispetto ad altre zone famose della Thailandia. In generale, molti considerano dicembre–maggio un periodo con più sole e mare più “facile”, mentre tra ottobre e dicembre può esserci la fase più piovosa e con mare mosso. Ve lo dico sinceramente: se finite a Samui in un periodo ballerino, non è “viaggio rovinato”, ma dovete cambiare mentalità e puntare più su templi, spa, mercati, relax.

Dove dormire

A Koh Samui la scelta della zona cambia tutto, molto più di quanto sembra. Io la semplifico così:

  • se volete spiagge più tranquille e nord più “umano”, guardate la costa nord: Maenam, Bophut, Bangrak. Qui spesso trovate un equilibrio tra servizi e calma.
  • se volete movimento, attività, vita serale, la zona di Chaweng è la più “forte”, ma anche più affollata e in certe stagioni più cara.
  • se volete una via di mezzo con mare bello e un po’ più di tranquillità, Lamai può essere una scelta sensata, spesso più rilassata di Chaweng pur restando comoda.

E se viaggiate con bambini, io capisco perfettamente il desiderio di acqua facile: Lipa Noi viene spesso citata come spiaggia adatta alle famiglie perché ha fondali più dolci per parecchi metri. Qui però io starei sul pratico: controllate sempre com’è il mare nei giorni specifici, perché vento e correnti cambiano la percezione anche della spiaggia “perfetta”.

Spiagge con senso

Koh Samui è piena di spiagge, ma non tutte vi danno la stessa esperienza. Il trucco è non fare la collezione.

Io vi consiglio di decidere prima che tipo di giornata volete:

  • giornata “servizi e comodità”: lettini, bar, attività, tutto vicino
  • giornata “camminata e calma”: meno cose, più silenzio
  • giornata “acqua per nuotare”: fondale, onde, profondità

Per esempio:

  • Chaweng Beach è quella che molti associano all’isola: grande, famosa, viva. Pro: avete tutto. Contro: in alta stagione può diventare piena e più costosa come zona.
  • Lamai Beach resta popolare, ma spesso ha un tono più tranquillo. E se vi piace nuotare, l’acqua più profonda può essere un vantaggio.
  • Maenam, Bophut, Bangrak sulla costa nord, spesso le sento nominate da chi vuole qualcosa di più “semplice” e meno rumoroso, con prezzi che a volte sono più gentili.

Io onestamente farei così: scegliete una spiaggia base vicino all’hotel per la vita quotidiana, e poi una o due “gite spiaggia” in totale. Se iniziate a inseguire ogni baia, finite per stare più in strada che sul mare.

Ang Thong

Se avete 4–5 giorni, una gita che può valere davvero la giornata è il Parco Nazionale Marino di Ang Thong. È una di quelle uscite che vi fa vedere la Thailandia “da cartolina” senza dover cambiare isola.

Cosa aspettarsi, in modo realistico:

  • giornata lunga (si parte presto e si torna tardi)
  • di solito c’è una combinazione di snorkeling, tratti in barca e, a seconda del tour, anche kayak
  • non è un’esperienza “solitaria”: ci sono altri gruppi, e va messa in conto

Il mio consiglio pratico è banale ma salva la pelle: portate una busta impermeabile per telefono e documenti, e se avete qualcosa di davvero importante, tenetelo addosso. Con mare mosso possono succedere cose stupide, specialmente sui trasferimenti.

Templi a Samui

Dopo il Giappone, qualcuno pensa: “vabbè, templi già visti”. Io non la vedo così. I templi di Koh Samui hanno un’estetica e un’energia diversa, più tropicale, più colorata, e secondo me vale la pena inserirne almeno due.

Quelli che avete negli appunti sono perfetti:

  • Il Tempio del Grande Buddha (Wat Phra Yai): è un colpo d’occhio immediato, facile da incastrare anche in una giornata di mare.
  • Wat Plai Laem: spesso piace perché è scenografico e più “ricco” visivamente, con statue e dettagli che si prestano bene anche alle foto.

Io vi direi: andateci con luce buona, non in mezzo al sole verticale. E tenete un abbigliamento adeguato nello zaino, perché entrare in un tempio in costume non è il massimo.

Cascate e interno

Le cascate di Na Muang e l’interno dell’isola sono un buon modo per spezzare la settimana “solo mare”. In genere si parla di due cascate, con percorsi e accessi diversi.

Qui però voglio essere molto onesto: alcune persone le trovano bellissime, altre le trovano “così così”, spesso perché si aspettavano il Niagara e invece è una cascata tropicale con sentieri e zone che a volte possono essere scivolose. Io vi consiglio di viverla come pausa verde e non come attrazione principale del viaggio.

Nel pacchetto “interno” io metterei anche:

  • Secret Buddha Garden (Magic Garden): piace a chi vuole qualcosa di diverso, più strano, più nascosto.
  • Wat Khunaram: è un posto particolare, da visitare con rispetto e con la testa giusta.

Bophut e mercati

Una delle sere che secondo me si incastrano meglio è Fisherman’s Village a Bophut. È una zona che la sera si anima e, nei giorni giusti, ci trovate il mercato serale con cibo e bancarelle.

Qui il consiglio pratico è semplice:

  • arrivate con fame, ma non “morti”: se siete troppo affamati, finite per mangiare la prima cosa e basta
  • fate un giro completo prima di decidere
  • se piove, non fatevi rovinare l’umore: a volte basta aspettare 15 minuti e cambia tutto

E per una serata più “locale” e meno da cartolina, Nathon Town può essere una tappa interessante, soprattutto se vi piace vedere un lato più quotidiano dell’isola.

Koh Tao in giornata

Se vi attira l’idea di vedere un’acqua più “da snorkeling”, la gita a Koh Tao in giornata è fattibile, ma va trattata con rispetto perché dipende dal mare e dai trasferimenti.

In genere si fa con barca veloce o traghetto/catamarano, con tempi che possono stare attorno a un’ora e mezza o più, a seconda del mezzo e delle fermate.

Io la consiglierei soprattutto a chi:

  • ama davvero fare snorkeling e vuole dedicarci una giornata intera
  • non soffre troppo il mare
  • accetta l’idea di una giornata “touristica”, con ritmi decisi

Se invece siete in modalità relax totale, io non la forzerei. Meglio una giornata mare lenta a Samui, e vi godete di più il viaggio.

Piano 5 giorni

Se dovessi trasformare i vostri appunti in un piano concreto da 5 giorni, senza inventarmi orari o prezzi, io farei una cosa del genere:

  • giorno 1: arrivo, spiaggia base, cena comoda vicino all’hotel
  • giorno 2: spiaggia (Chaweng o Lamai, a seconda di dove dormite) + sera a Chaweng Walking Street Market se vi va l’energia
  • giorno 3: gita Ang Thong (giornata piena)
  • giorno 4: mattina mare tranquillo + pomeriggio templi (Grande Buddha e Wat Plai Laem) + sera a Fisherman’s Village Bophut
  • giorno 5: interno dell’isola (Na Muang + Magic Garden) oppure, se vi sentite in forma, Koh Tao in giornata

Secondo me così avete un equilibrio buono: mare vero, una gita scenografica, cultura, e un paio di sere con atmosfera.

Ritmo e bagagli

Questa combinazione Giappone + Samui ha un vantaggio enorme: potete ottimizzare anche il bagaglio se ci pensate prima.

Io vi direi:

  • in Giappone puntate su scarpe comode e un guardaroba “da camminate”
  • per Samui non serve portarsi mezzo armadio: due costumi, una cosa leggera da sera, e una maglietta in più di quanto pensate (tra caldo, umidità e mare, si cambia spesso)
  • tenete sempre un cambio leggero e un costume in cabina nel trasferimento verso Samui: se il bagaglio arriva in ritardo, vi siete già salvati la vacanza

E come ritmo mentale, che è la parte più importante: non trattate Samui come un’altra checklist. È il premio. Se un giorno vi svegliate e volete solo mare e mango (o quello che vi piace), fatelo e basta.

Il mio consiglio

Io questa combinazione la consiglio perché vi fa vedere due facce dell’Asia senza confonderle: il Giappone vi dà struttura, estetica, città e cultura; Koh Samui vi restituisce tempo e corpo, con il mare che vi rimette in asse.

Se devo dirvela come la direi a voce: non cercate la vacanza perfetta. Cercate la vacanza che vi somiglia. Magari per qualcuno è Tokyo a tutta, per altri è Kyoto lenta, per altri ancora è una spiaggia nord di Samui con poche persone e un mercato serale ogni tanto.

Io al vostro posto farei dodici giorni pieni in Giappone, poi quattro o cinque giorni a Samui con una sola grande gita (Ang Thong) e il resto semplice. E l’ultima sera, proprio facile: una passeggiata, qualcosa da mangiare senza pensarci troppo… e quella sensazione bella di viaggio riuscito.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).