Marco Togni scatta un selfie in una camera dell'Hotel Century Southern Tower a Shinjuku con vista panoramica sulla città.

Tassa di soggiorno in Giappone

Una tassa piccola che quasi nessuno mette in conto quando prenota, ma che a fine viaggio salta fuori e a volte fa storcere il naso.

Parlo della tassa di soggiorno giapponese, quella che pagate per ogni notte in hotel, ryokan o appartamento.

Nella maggior parte dei casi si tratta di pochi spiccioli a persona, roba che non cambia il budget di una vacanza. In alcune città, però, e a Kyoto in particolare, le cifre si fanno serie e conviene saperlo prima di trovarsi il conto in mano.

Vi spiego come funziona, quanto si paga nelle città principali e come evitare brutte sorprese al check-in.


Cos’è davvero

La tassa di soggiorno in Giappone è una piccola imposta locale che si paga per ogni notte e per ogni persona che dorme in una struttura ricettiva.

Non la decide lo Stato in modo uguale per tutti: la stabilisce ogni città o prefettura, per cui cambia parecchio a seconda di dove vi trovate. Ci sono zone dove non esiste proprio e altre dove è ormai la norma.

Il meccanismo è quasi sempre lo stesso. Si calcola a persona e a notte, e l’importo dipende da quanto costa la camera: più la stanza è cara, più sale la tassa. Charged per person, per night, this fee is separate from the standard room rate and applies across hotels, ryokans, and guesthouses.

Quindi due persone in una doppia pagano ciascuna la propria quota, e se restate quattro notti la moltiplicate per quattro. Sono soldi che il Giappone reinveste in servizi per i turisti, dai punti informativi al wifi pubblico, ma questa parte al viaggiatore interessa poco: quello che conta è sapere quanto vi verrà chiesto e quando.

Marco Togni in accappatoio sdraiato sul letto in una corner room al Canopy by Hilton Osaka Umeda con vista su Umekita Park.
Mi rilasso guardando la stazione di Osaka illuminata. Negli hotel di fascia alta la tassa di soggiorno rientra nello scaglione massimo e viene richiesta al check-in.
Hamburger in stanza con vista sul castello di Osaka dal DoubleTree by Hilton Osaka Castle.
Ordinare un hamburger con vista sul castello è comodissimo.

Compresa o al check-in

Qui c’è il punto che manda più in confusione le persone. La tassa a volte è già dentro il prezzo che vedete al momento di prenotare, altre volte no e ve la fanno pagare a parte, di solito quando arrivate.

Dipende dalla piattaforma con cui prenotate e dalla struttura.

Alcuni siti la calcolano e la includono nel totale, così quando arrivate avete già saldato tutto. Altri mostrano solo il prezzo della camera e la tassa resta fuori, da pagare in reception. Le due situazioni tipiche sono queste:

  • La prenotazione online che vi mostra un totale comprensivo di tutto: in quel caso al check-in non vi chiedono altro per la tassa.
  • La prenotazione che include solo la camera: qui alla reception vi chiedono la tassa di soggiorno a parte, spesso in contanti, calcolata sulle notti e sulle persone.
  • Il pagamento in struttura anche quando la camera l’avete già pagata online: capita con appartamenti e case in stile machiya, dove la tassa la incassa direttamente il gestore.

Il mio consiglio è semplice: date per scontato di dover pagare qualcosa all’arrivo e tenete un po’ di contanti da parte. Nella peggiore delle ipotesi avete già pagato tutto e vi ritrovate con qualche moneta in tasca in più, il che in Giappone fa sempre comodo.

Quanto si paga a Tokyo

A Tokyo la tassa è tra le più leggere del Paese e segue tre fasce molto semplici.

Sotto i 10.000 yen a persona la stanza è esente, tra 10.000 e 15.000 yen si pagano 100 yen a notte, e dai 15.000 yen in su si arriva a 200 yen a persona.

Tradotto in pratica, se dormite in un business hotel normale, di quelli che a Tokyo trovate ovunque intorno alle grandi stazioni, spesso non pagate niente perché la camera resta sotto la soglia.

Anche quando la tassa scatta, parliamo di cifre da arrotondare: 200 yen a notte sono niente rispetto al costo di una vacanza in Giappone. Ve lo dico sinceramente, a Tokyo questa voce non deve nemmeno entrare nei vostri calcoli. È un dettaglio, non una spesa.

Marco Togni si scatta un selfie a letto presso il Mitsui Garden Hotel Toyosu Premier con vista sulla baia di Tokyo.
Inquadro la baia di Tokyo in lontananza. La capitale applica una quota fissa a persona per notte, indipendente dai comfort tecnologici offerti all'interno della stanza.
Marco Togni beve champagne in un calice con il logo Moët & Chandon nell'Executive Lounge di The Royal Park Hotel Iconic To...
Sorseggio champagne con lo skyline notturno di Minato davanti agli occhi. L'accesso alle aree esclusive non rientra nel calcolo della tariffa base tassabile dal municipio.

Kyoto, la più cara

Kyoto è tutta un’altra storia, e qui conviene stare attenti.

La città applica la tassa più pesante del Giappone, con una scala che parte da poche centinaia di yen e arriva a cifre che fanno alzare il sopracciglio. Kyoto levies the highest accommodation tax in Japan, ranging from 200 yen to 10,000 yen per person, per night, depending on the room rate. This tax applies to all overnight guests at hotels, traditional ryokans, and licensed vacation rentals within Kyoto City.

Il sistema è a scaglioni e più la stanza costa, più il salto è brutale. A grandi linee funziona così, sempre a persona e a notte:

  • Camere economiche, sotto i 6.000 yen: si resta sui 200 yen, praticamente irrilevante.
  • Fascia media, indicativamente fino ai 20.000 yen: intorno ai 400 yen.
  • Stanze più belle, dai 20.000 ai 50.000 yen: si sale a circa 1.000 yen.
  • Hotel di alto livello, tra 50.000 e 100.000 yen: si arriva a circa 4.000 yen.
  • Il lusso vero, sopra i 100.000 yen a notte: fino a 10.000 yen a persona.

Fermatevi un attimo su quest’ultima riga. Diecimila yen a testa, per notte, solo di tassa.

Una coppia che si concede quattro notti in un ryokan di fascia alta o in un hotel di marca, magari in alta stagione quando i prezzi delle camere volano, può ritrovarsi decine di migliaia di yen di sola tassa di soggiorno, oltre al conto già salato della stanza.

È qui che a Kyoto le cifre diventano assurde: non tanto per chi dorme in un ostello o in un business hotel, che paga quattro spiccioli, ma per chi sceglie una sistemazione carina nei periodi di punta, tra la fioritura dei ciliegi e il foliage d’autunno.

Se avete in mente Kyoto con un budget generoso e volete l’esperienza del ryokan tradizionale, io vi direi di metterla in conto fin da subito. Non è una spesa che rovina il viaggio, ma sapere in anticipo che quella notte da sogno porta con sé una tassa importante evita la faccia storta alla reception.

Vassoio con mochi colorati con fiori edibili serviti nel ristorante Rokujuan a Kyoto.
I dolci stagionali sul vassoio laccato fanno parte dell'accoglienza tipica. A Kyoto il tributo locale si applica rigorosamente anche a chi alloggia nei ryokan storici.
Marco Togni si scatta un selfie notturno lungo la strada Ninenzaka a a Kyoto, circondato da edifici storici.
Le luci calde illuminano le facciate in legno di Ninenzaka. I fondi raccolti tramite la tassa di soggiorno servono proprio per la manutenzione di queste strade storiche.

Osaka e le altre

Fuori da Tokyo e Kyoto il quadro è a macchia di leopardo, perché ogni amministrazione fa da sé.

A Osaka, per esempio, la tassa è dolce: si va da circa 100 a 300 yen a notte a seconda di quanto costa la stanza, e sotto una certa soglia non si paga nulla. In Osaka, the rate ranges from 100 yen to 300 yen depending on the nightly room charge.

Poi ci sono le prefetture e le città che hanno introdotto una loro tassa negli ultimi tempi, e sono sempre di più.

Alcune località applicano una quota fissa e uguale per tutti, altre la legano al prezzo della camera come fanno le grandi città. In certe zone termali, come nel Kyushu, oltre alla tassa di soggiorno esiste anche una piccola imposta sulle terme, di pochi yen a persona, che vi ritrovate sul conto se dormite in una struttura con onsen.

Il senso pratico è questo: quando prenotate una tappa fuori dai soliti giri, dall’Hokkaido a una cittadina di provincia, mettete in conto che potrebbe esserci una piccola tassa locale.

Sono quasi sempre importi minimi, il tipo di cifra che pagate senza nemmeno accorgervene. Diciamocelo, il problema serio esiste solo a Kyoto e solo sulle sistemazioni di lusso.

Interni della club lounge a Centara Grand Hotel Osaka con poltrone, tavolini e grandi vetrate affacciate sulla città.
Dalle ampie vetrate della club lounge si osserva lo sviluppo verticale di Osaka. La città sta valutando di aumentare l'imposta turistica per mantenere queste infrastrutture.
Una vasca da bagno si affaccia su un panorama notturno di grattacieli e strade illuminate vista dalla stanza a The St. Reg...
Una vasca posizionata proprio davanti ai grattacieli commerciali. Le suite panoramiche rientrano sempre nello scaglione fiscale più alto, da saldare separatamente in hotel.

Chi non paga

Non tutti pagano la tassa di soggiorno, e ci sono un paio di casi utili da conoscere.

La regola generale è che l’imposta si aggancia al costo della camera, per cui chi non paga la stanza non paga nemmeno la tassa. È il caso dei bambini piccoli per cui la struttura non addebita alcun costo di pernottamento: spesso restano fuori dal conteggio.

Poi ci sono le esenzioni decise dalle singole città. A Kyoto, per esempio, student groups on school excursions will continue to be exempt from the tax.

Sono i classici viaggi d’istruzione delle scuole giapponesi, quelli che riempiono templi e stazioni di ragazzini in divisa, e per loro la tassa non scatta. Per il turista comune, invece, non ci sono scappatoie: se dormite in una struttura in regola, la tassa la pagate, che siate lì per lavoro o per vacanza.

Come si paga

La tassa si salda quasi sempre direttamente in struttura, insieme al resto del conto o al momento del check-in.

La maggior parte degli hotel accetta carta senza problemi, ma quando si tratta di appartamenti, guesthouse e piccole strutture a gestione familiare la faccenda cambia: lì i contanti restano spesso l’opzione più semplice, a volte l’unica.

Un paio di cose da tenere a mente per non trovarvi impreparati:

  • Portate sempre un po’ di yen in contanti, perché la tassa nelle piccole strutture ve la chiedono volentieri così.
  • Ricordate che il conteggio è a persona e a notte, quindi controllate che il numero di ospiti sulla prenotazione sia giusto.
  • Se avete prenotato con totale comprensivo: tenete la conferma a portata di mano per evitare di pagare due volte.

Una precisazione, perché genera confusione: la tassa di soggiorno non ha niente a che vedere con la tassa che pagate quando lasciate il Giappone in aereo. Quella è una tassa di uscita separata, già inclusa nel prezzo del biglietto, che non dovete gestire in albergo. Sono due cose diverse e vale la pena non confonderle.

Il mio consiglio

Se dovessi dirvi in due parole quanto preoccuparmi di questa tassa, risponderei: quasi per niente, tranne a Kyoto e solo se puntate in alto.

Per un viaggio normale, tra business hotel e sistemazioni di fascia media, parliamo di cifre che spariscono sul totale della vacanza. Vale la pena saperlo esista giusto per non stupirsi quando la reception vi chiede qualche moneta in più.

Il punto dove alzo l’attenzione è uno solo. Se sognate Kyoto in un ryokan di lusso durante i ciliegi o il foliage, controllate i prezzi aggiornati prima di partire e mettete la tassa nel budget fin dall’inizio: su più notti diventa una voce vera, non un arrotondamento.

Per tutto il resto del Giappone, godetevi il viaggio e lasciate qualche yen in tasca per il check-in. Al posto vostro, io i soldi li terrei da parte per una cena in più, non per stare a fare i conti sulla tassa di soggiorno.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).