Dimensione delle stanze in Giappone
Quando aprite per la prima volta la porta della vostra camera d’albergo a Tokyo o a Osaka, è probabile che facciate un passo, poi un altro, e vi troviate già con le ginocchia contro il materasso. È una scena che vedo di continuo. Chiunque stia organizzando un viaggio in Giappone sente subito parlare di questo dettaglio: le stanze sono minuscole. E vi dico subito che nella stragrande maggioranza dei casi è la pura verità.
Molti viaggiatori vanno in crisi prima ancora di partire. Guardano le foto sui siti di prenotazione, vedono il letto attaccato al muro, calcolano lo spazio vitale e si chiedono come faranno a sopravvivere due settimane in una scatola.
Non vi preoccupate. Non c’è bisogno di farsi prendere dal panico. Il Giappone ha un rapporto completamente diverso con lo spazio, e una volta capito come funziona il loro sistema di accoglienza, vi renderete conto che una stanza piccola non è un ostacolo, ma solo una caratteristica del viaggio. Serve solo sapere esattamente cosa prenotate.
Indice
I business hotel
Il novanta per cento dei turisti che vengono in Giappone finisce per dormire in un business hotel. È una categoria di hotel, con catene con vari nomi ed immense, diffuse ovunque, spesso vicinissime alle stazioni ferroviarie. Sono nate per ospitare i “salaryman”, gli impiegati giapponesi in trasferta o quelli che hanno fatto troppo tardi la sera e hanno perso l’ultimo treno per tornare a casa.
L’obiettivo di queste strutture non è offrirvi una suite per rilassarvi il pomeriggio. L’obiettivo è darvi un posto pulitissimo, silenzioso e iper-funzionale per dormire e lavarvi.
In una stanza di un business hotel lo spazio è calcolato al millimetro. Non ci sono armadi veri e propri, ma di solito trovate tre o quattro grucce appese a un binario sul muro o in una minuscola nicchia all’ingresso. Il letto occupa quasi tutta la superficie calpestabile. La scrivania è stretta, incastrata in un angolo, con sopra il bollitore, la tv e un purificatore d’aria.
Eppure, a me piace proprio perché dentro quella scatola non manca niente. Trovate il pigiama, le ciabatte, gli spazzolini, i rasoi, lo shampoo di ottima qualità. Siete circondati dalla comodità pratica, anche se non potete ballare il valzer tra la porta e la finestra.
Il problema delle valigie
Questo è lo scoglio vero. Se viaggiate in due, con due valigie rigide da venticinque o trenta chili, in un business hotel avrete un problema logistico. Semplicemente, non c’è lo spazio fisico sul pavimento per tenerle aperte entrambe.
Molti viaggiatori finiscono per fare i salti a ostacoli sul letto per arrivare in bagno. Non è il massimo.
Il trucco è sfruttare le altezze e i volumi. Le catene più moderne hanno iniziato a rialzare i letti, lasciando uno spazio vuoto sotto il materasso per infilarci le valigie aperte o chiuse. In alternativa, si tiene una valigia aperta sul letto durante il giorno, o si usa il portavaligie pieghevole, incastrandolo nell’unico metro quadro libero all’ingresso.
Se volete viaggiare comodi, portate valigie morbide o zaini capienti. Oppure usate il Takkyubin, il servizio di spedizione bagagli giapponese, per far viaggiare le valigie pesanti da una città all’altra, tenendo con voi solo uno zainetto per i giorni intermedi. Vi cambia la vita.
Il trucco del letto matrimoniale
Fate molta attenzione quando prenotate. In Giappone la definizione di “letto matrimoniale” è molto più flessibile della nostra.
Spesso le offerte più economiche sui portali propongono la dicitura “letto matrimoniale francese” o “semi-double”. Dietro queste parole si nasconde un materasso largo 120, massimo 140 centimetri.
Se siete una coppia e siete abituati a dormire larghi, in un semi-double giapponese vi toccherete per tutta la notte. E siccome lo spazio intorno al letto è nullo, la sensazione di chiusura aumenta. Se per voi il sonno è sacro, cercate esplicitamente una stanza “Twin”, cioè con due letti separati. Paradossalmente, le stanze Twin nei business hotel sono sempre leggermente più grandi delle matrimoniali standard.
Il bagno a capsula
Un’altra cosa che disorienta chi non è abituato al Giappone è il “unit bath“. È un blocco prefabbricato in plastica, inserito in blocco dentro la stanza.
Per entrarci si fa uno scalino. All’interno c’è un lavandino minuscolo collegato alla vasca da bagno, e l’immancabile water elettronico con la tavoletta riscaldata. Le dimensioni sono quelle del bagno di un aereo, solo un po’ più lunghe per farci stare la vasca.
È piccolo? Sì. Ma vi garantisco che la pressione dell’acqua della doccia è sempre perfetta, l’acqua calda arriva in due secondi netti e la pulizia è maniacale. Non troverete mai un filo di muffa. Molti business hotel compensano il bagno piccolo in camera offrendo i bagni pubblici, i famosi sento od onsen, gratuiti per gli ospiti al piano terra o all’ultimo piano.
Controllare i metri quadri
Questa è la regola d’oro per chi prenota. Non guardate solo le foto. I fotografi degli hotel usano grandangoli spinti che fanno sembrare un ripostiglio grande come una sala da ballo.
Cercate il numero dei metri quadri. È l’unico dato che non mente.
- Tra gli 11 e i 13 metri quadri: siete nella categoria minima. C’è il letto, il bagno, e forse quaranta centimetri per camminare. Vanno benissimo se viaggiate da soli, sono estreme per due persone.
- Tra i 14 e i 16 metri quadri: è lo standard accettabile per una coppia in un business hotel. Siete stretti, ma ci si organizza.
- Tra i 18 e i 22 metri quadri: in Giappone, per un hotel di fascia media, questa è una stanza molto spaziosa. Riuscite a muovervi senza scontrarvi.
- Oltre i 25 metri quadri: siete nel lusso urbano, o in un appartamento.
Stanze grandi? Le alternative
Se l’idea della stanza piccola vi rovina l’attesa del viaggio, ci sono soluzioni. I metri quadri in Giappone esistono, basta pagarli o spostarsi.
Le grandi catene internazionali o gli hotel a cinque stelle a Tokyo e Kyoto offrono stanze dalle metrature occidentali, partendo da trenta metri quadri in su. Il problema è che i prezzi lievitano vertiginosamente. Se il vostro budget lo permette, avrete tutto lo spazio che volete, enormi vetrate e bagni in marmo.
Se non volete spendere un patrimonio, l’alternativa è allontanarsi dal centro. Se accettate di dormire a quaranta minuti di treno da Shinjuku o da Shibuya, magari in prefetture vicine come Chiba o Saitama, troverete hotel molto più spaziosi allo stesso prezzo di un buco in pieno centro a Tokyo.
Io onestamente eviterei questa seconda opzione. In un viaggio in Giappone il tempo è prezioso. Fare i pendolari tutti i giorni per avere dieci metri quadri in più per dormire non ha molto senso. Siete qui per vivere la città, in hotel ci state solo con gli occhi chiusi.
L’illusione di spazio dei ryokan
Le locande tradizionali giapponesi meritano un discorso a parte. Quando aprite la porta scorrevole di un ryokan, l’impatto visivo è completamente diverso.
La stanza vi sembrerà enorme. Questo succede per un motivo molto semplice: non ci sono mobili. C’è solo il pavimento in tatami, un tavolino basso al centro e magari due sedie senza gambe.
L’assenza del letto matrimoniale fisso cambia la percezione dell’ambiente. Durante il giorno usate tutta la stanza per prendere il tè, rilassarvi o guardare fuori dalla vetrata. Solo la sera, mentre siete a cena o alle terme, il personale entrerà per spostare il tavolo e srotolare i futon sul pavimento.
I ryokan si misurano in “jo”, cioè in numero di tatami. Una stanza da 8 o 10 tatami offre uno spazio calpestabile reale molto superiore a quello di un normale hotel. È un’esperienza che vi consiglio di fare almeno una volta, anche per capire l’eleganza del vuoto nell’architettura tradizionale giapponese.
Come vivono davvero i giapponesi
Spesso chi viene in Giappone passa da una camera d’albergo minuscola a un ristorante con otto posti al bancone, e si convince che i giapponesi vivano tutti in buchi microscopici. È un falso mito, o meglio, è una mezza verità che riguarda solo le aree più centrali delle grandi metropoli.
Se vivete nel cuore di Tokyo, Shibuya o Minato, le case sono effettivamente minuscole. Molti single o giovani coppie affittano appartamenti chiamati 1K (una stanza e una micro-cucina) di venti metri quadri. Il costo dei terreni lì è folle, e lo spazio è un lusso per pochi. Lì dentro le lavatrici sono incastrate sui balconi e gli armadi quasi non esistono.
Ma il Giappone non è solo il centro di Tokyo. Basta prendere la linea Chuo e allontanarsi un po’, verso zone periferiche come Hachioji, o uscire dalle grandi metropoli, e il paesaggio cambia.
Nelle periferie e in provincia i giapponesi abitano in normalissime case monofamiliari. Strutture indipendenti su due piani, magari con un piccolo pezzo di terra, il posto per l’auto, ampie zone giorno e stanze da letto al piano superiore. Non sono le ville americane, ma sono case grandi, spaziose e pensate per crescere famiglie senza calpestarsi i piedi a vicenda.
In queste case il bagno è un capolavoro di comodità. La zona per svestirsi, dove si trova il lavandino e la lavatrice, è grande. La stanza del bagno vera e propria è un ambiente umido sigillato in cui ci si lava prima fuori dalla vasca, seduti su uno sgabello, e poi ci si immerge nell’acqua calda pulita per rilassarsi. Un mondo lontanissimo dal prefabbricato di plastica del business hotel.
Meglio lo spazio o la posizione?
Arriviamo al punto pratico. Quando dovete prenotare il vostro viaggio, vi troverete spesso davanti a questo bivio: una stanza decente ma fuori mano, o una cabina minuscola nel cuore pulsante della città.
Il mio consiglio è sempre lo stesso: scegliete la posizione.
Il Giappone è una destinazione che si vive camminando, esplorando e stando fuori dall’alba a notte fonda. Uscirete la mattina presto per prendere i treni e tornerete la sera distrutti, magari dopo aver mangiato un ramen o aver fatto due passi tra le luci al neon.
In stanza ci tornerete solo per fare una doccia bollente e collassare a letto. Avere trenta metri quadri per guardarvi in faccia prima di dormire non vi cambierà il viaggio. Avere la fermata della Yamanote Line a tre minuti a piedi, invece, vi cambierà le giornate. Vi risparmierà chilometri, vi permetterà di tornare in hotel a lasciare degli acquisti senza perdere due ore di mezzi, e vi farà vivere il viaggio con molta meno fatica.
Accettate la stanza piccola come parte dell’avventura giapponese. Organizzate le valigie con intelligenza, usate i servizi di spedizione, non portate cose inutili e godetevi tutto quello che c’è fuori dalla porta. Vi assicuro che, alla fine del viaggio, del metro quadro mancante accanto al letto non vi ricorderete nemmeno.
Ti consiglio di venire in Giappone con GiappoTour! Il viaggio di gruppo in Giappone con più successo in Italia, organizzato da me! Ci sono pochi posti disponibili, prenota ora!
Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).