Vedere il sumo a Tokyo
Il sumo dal vivo è uno degli spettacoli più particolari che potete vedere a Tokyo. Anche se per molti italiani non è uno sport da seguire assiduamente, assistere a un incontro o a un allenamento è sicuramente affascinante. Si può fare in due modi molto diversi: guardare gratuitamente un allenamento mattutino, con i lottatori a pochi metri da voi, oppure passare la giornata a un torneo ufficiale al Kokugikan, tra cerimonie, sale lanciato e incontri che durano pochi secondi.
In questo articolo trovate dove vedere gli allenamenti, come funzionano i biglietti dei tornei e cosa fare a Ryogoku per completare l’esperienza. Vi do alcune dritte:
Indice
Allenamenti di Sumo
Il modo migliore per vedere un allenamento di Sumo è andare alla palestra di Arashio-Beya a fianco alla stazione di Hamacho (uscita A2). Lì troverete una vetrina che dà sulla strada, da cui poter guardare l’allenamento. Gli allenamenti sono in genere dalle 7:30 di mattina alle 10 di mattina, quasi ogni giorno tranne nei mesi di marzo, luglio e novembre e per una settimana dopo i grandi tornei di sumo. Se volete essere sicuri che ci sia l’allenamento controllate il calendario aggiornato sul loro sito: la palestra chiede espressamente di non telefonare e di non scrivere email, perché per queste informazioni non risponde.
Non è necessario prenotare e potete vedere l’allenamento solo dalla vetrina senza poter entrare.
E’ richiesto di non parlare, non fare foto con il flash, non mangiare, bere o masticare chewingum.
In un piccolo corridoio c’è anche una piccola panchina su cui potersi sedere mentre guardate l’allenamento.
Vi consiglio di andare qua perché potete andarvene quando volete e non c’è pericolo di disturbare, mentre se andate all’interno di palestre più grandi vi viene tassativamente richiesto di stare in assoluto silenzio e rimanere fino alla fine dell’allenamento. Se puntate su Arashio-beya, sappiate che davanti alla vetrina lo spazio è poco e nei periodi più affollati bisogna arrivare presto per riuscire a stare in prima fila.
Per tutte le altre stalle, invece, non ci si presenta di propria iniziativa: serve qualcuno che faccia da tramite, una guida o un conoscente giapponese, e la richiesta va fatta con largo anticipo. Per questo, se avete a disposizione una sola mattina, la vetrina di Hamacho resta la scelta più semplice.
Incontri di Sumo
Come prima cosa dovete verificare su internet le date dei tornei di sumo in Giappone.
Quando avete trovato il giorno o il torneo che fa per voi potete verificare se ci sono biglietti disponibili, attraverso il sito ufficiale di vendita dei biglietti.
Sono disponibili sia biglietti singoli, sia piccoli box da 2 persone, sia box da 4 persone. La scelta non è banale: i box, i masu-seki, sono quadrati sul pavimento con dei cuscini, si sta scalzi e a gambe incrociate, e per chi è alto restare lì un pomeriggio intero diventa parecchio scomodo.
Le file più esterne sono invece poltroncine occidentali: si guarda da più lontano, ma si arriva in fondo alla giornata senza gambe indolenzite. Tenete presente che un box va comprato tutto intero, anche se siete in due.
Oltre che su internet, potete acquistare i biglietti anche alle macchine automatiche nei conbini o al telefono, ma in entrambi i casi per un turista questo è sconsigliabile perché è richiesta la padronanza della lingua giapponese.
Muovetevi però con largo anticipo: la vendita apre circa due mesi prima del torneo e le giornate più richieste si esauriscono anche in poche ore, soprattutto a Tokyo. Se il torneo non è già esaurito, la mattina stessa vengono messi in vendita alla biglietteria del Kokugikan pochi biglietti a posti liberi, ma va messa in conto una fila lunga e il rischio di restare a mani vuote.
Come funziona una giornata di torneo
Il biglietto vale per tutta la giornata, ma non serve arrivare all’apertura: si parte con le divisioni più basse davanti a un palazzetto quasi vuoto e la tribuna si riempie mano a mano che si sale di categoria.
Nel pomeriggio arrivano le cerimonie di ingresso, prima i lottatori di seconda divisione, poi quelli di prima e infine lo yokozuna con il suo rito: da lì in poi l’atmosfera cambia del tutto.
Gli incontri veri e propri durano pochi secondi, ma sono preceduti da minuti di sale lanciato, sguardi e false partenze: è lì che si concentra la tensione. Gli scontri più attesi sono gli ultimi della giornata e, se un yokozuna viene battuto da un lottatore di rango inferiore, il pubblico lancia in aria i cuscini dei posti. Tutto si chiude con lo yumitori-shiki, la danza con l’arco: vale la pena restare seduti invece di uscire con la folla.
Ryogoku e Kokugikan
Nel quartiere di Ryogoku si trova il Kokugikan, la palestra di sumo più famosa di tutto il Giappone. Ci sono palestre anche in altre città, ma sia per il fascino che per la comodità, vi consiglio di venire qua per assistere ad un incontro. Nei giorni di torneo il quartiere cambia faccia: attorno al Kokugikan sventolano decine di bandiere colorate con i nomi dei lottatori e nelle strade intorno alla stazione capita spesso di incrociare i lottatori stessi, in yukata e sandali, che arrivano a piedi o in bicicletta.
Vale la pena arrivare in anticipo e fare due passi prima di entrare: è già metà dell’esperienza.
Per completare l’esperienza vi consiglio di mangiare un Chanko Nabe, il cibo che mangiano i lottatori di sumo, in uno dei tanti ristoranti specializzati del quartiere.
Due indirizzi che vanno sul sicuro: Chanko Kirishima, dentro il complesso Ryogoku Edo NOREN a fianco alla stazione, comodo perché è aperto anche a pranzo; e Chanko Kawasaki, aperto dal 1937 a tre minuti dall’uscita ovest, che serve solo la sera dalle 17, è chiuso il mercoledì e la domenica e dove conviene prenotare.

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Video: La stazione del sumo a Tokyo
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).


