Come indossare lo yukata

Mettersi lo yukata per la prima volta è un momento fantastico. Sentirete subito quell’atmosfera giapponese autentica che magari avete sognato per mesi prima di partire. Molte persone vanno in crisi davanti a questa veste leggera, convinte di fare disastri o di offendere qualcuno sbagliando i nodi. In tanti anni che vivo qui in Giappone ho visto tantissimi viaggiatori bloccarsi in camera a fissare la stoffa, ma la pratica è molto più semplice di quello che sembra. Serve solo capire un paio di meccanismi di base per indossarlo con naturalezza e godersi la serata senza l’ansia che si apra tutto all’improvviso.

Sinistra sulla destra

C’è un solo vero errore imperdonabile quando si indossa uno yukata. Il lembo sinistro deve sempre, e dico sempre, chiudere sopra il lembo destro. Guardandovi allo specchio, dovete poter infilare la mano destra dentro la fessura del colletto, come se ci fosse una tasca invisibile sul petto.

Se fate il contrario, chiudendo la destra sulla sinistra, state usando l’allacciatura riservata ai defunti nei funerali buddisti. Nessuno vi arresterà, ma farete storcere il naso a chiunque vi incontri nei corridoi del ryokan. Controllate bene questo dettaglio prima di uscire dalla stanza. In pratica il gesto è questo: infilate le braccia nelle maniche, prendete il lembo destro e portatelo sul fianco sinistro tenendolo aderente al corpo, poi ci appoggiate sopra il lembo sinistro. Prima di legare la fascia tirate leggermente i due lembi verso il basso, così il colletto resta pulito e la stoffa non fa pieghe sul petto. Se il davanti vi sembra troppo largo, allargate la sovrapposizione invece di stringere solo la cintura.

Una persona in yukata blu distribuisce volantini sotto un ombrello trasparente su un marciapiede in Giappone.
Un ragazzo distribuisce volantini sotto la pioggia estiva con un abito blu tradizionale. I modelli maschili hanno linee più dritte e si portano con estrema naturalezza.
Una fila di numerosi yukata e kimono di diversi colori e fantasie appesi a una gruccia al mercatino di Yurakucho, Tokyo.
Al mercatino delle pulci di Yurakucho si trovano capi di seconda mano appesi alle grucce. Toccare i diversi tipi di cotone aiuta a capire quale tessuto scivola meglio addosso.

Cosa mettere sotto

Lo yukata è un indumento leggero, nato originariamente come veste da bagno e diventato poi un abito estivo da festival. Non si indossa mai completamente nudi sotto, ma non serve nemmeno vestirsi a strati. Chi viene qui in estate capisce subito quanto fa caldo, quindi togliere il superfluo è una necessità.

Agli uomini basta tenere l’intimo normale. Per le donne, l’ideale è un reggiseno sportivo morbido o un top leggero, accompagnato da pantaloncini corti senza cuciture spesse. Evitate in ogni caso le magliette con lo scollo alto: il collo dello yukata deve scendere pulito e libero sulla nuca.

Regolare la lunghezza

Se siete in un albergo o in un ryokan, troverete la vostra taglia piegata sul letto o nell’armadio. La lunghezza giusta arriva circa alle caviglie. Non deve strisciare per terra, ma non deve nemmeno sembrare un paio di bermuda.

Per gli uomini è immediato: si infila dritto e si lega. Per le donne la questione cambia un po’ se lo yukata è quello lungo e formale da festival, perché bisogna fare una piega all’altezza della vita per accorciare la stoffa in eccesso. Negli hotel, invece, troverete yukata già tagliati a misura per comodità, pronti da stringere.

Una yukata ripiegata con una cintura obi blu scuro all'interno di un cassetto presso l'InterContinental the Strings Tokyo.
Molti alberghi offrono varianti con motivi raffinati da usare in camera. La fascia blu piegata al centro è l'obi semplificato, essenziale per chiudere saldamente l'indumento.
Una mano sostiene una yukata piegata all'interno di un cassetto in una camera del Mitsui Garden Hotel Toyosu Premier.
Aprire il cassetto in stanza rivela la tenuta in cotone da usare in albergo. Ricordate sempre di indossare questi capi incrociando il lato sinistro sopra quello destro.

Stringere la cintura

L’obi è la fascia che tiene insieme l’abito. Nei ryokan troverete una cintura di stoffa sottile, pensata per i turisti e molto intuitiva. Va avvolta stretta un paio di volte intorno al corpo e poi annodata.

La posizione cambia in base a chi lo indossa. Gli uomini devono tenerla bassa, appoggiata saldamente sulle ossa del bacino, legando un nodo semplice spostato leggermente su un fianco o dietro. A me piace proprio perché dà una postura rilassata e molto maschile. Per le donne la cintura va posizionata più in alto, esattamente sul punto vita, e il fiocco va fatto sempre scivolare sulla schiena, mai tenuto sul davanti. Durante la serata la fascia tende ad allentarsi, è normale e succede a tutti. Quando sentite che il colletto si apre sul petto, tirate verso il basso i due lembi davanti, ricomponete l’incrocio e stringete di nuovo il nodo: bastano dieci secondi in un angolo del corridoio. Se invece si scioglie il fiocco dietro, giratelo sul davanti per rifarlo e poi riportatelo sulla schiena facendolo scorrere intorno alla vita.

Come muoversi

Indossare questo abito cambia la camminata. La stoffa stringe le gambe e non permette passi lunghi. Se provate ad allungare la falcata come quando avete i jeans o i pantaloni sportivi, lo spacco si aprirà mostrando le gambe intere, rovinando del tutto l’eleganza del vestito.

Il trucco è fare passi corti e dritti. Quando fate le scale, usate una mano per sollevare leggermente il bordo anteriore, appena un po’, per non inciampare e non far aprire i lembi laterali. È un movimento diverso dal solito, ma dopo dieci minuti ci si fa subito l’abitudine.

Dove mettere telefono e portafoglio

Lo yukata non ha tasche, e questa è la prima cosa che scoprite appena provate a infilarci il telefono. La sacca interna della manica, il tamoto, regge solo oggetti piatti e leggeri: un fazzoletto, la chiave della stanza, poco altro. Appena alzate le braccia per una foto, tutto quello che ci avete messo dentro rischia di finire per terra.

La soluzione più comoda è una borsetta piccola con i cordoncini, il kinchaku, che si porta a mano e non rovina la linea dell’abito. Gli uomini possono anche infilare il portafoglio dentro la fascia, sul davanti, ma solo se l’obi è stretto davvero bene. Se la struttura vi ha dato anche la giacca da mettere sopra, quella di solito le tasche ce le ha ed è il posto migliore per le cose piccole.

Sandali e piedi nudi

Ai piedi si mettono i geta, i classici sandali di legno sollevati, oppure i setta, che sono più piatti e ricordano delle ciabatte rigide. Se siete ospiti di una struttura tradizionale, li troverete all’ingresso pronti per essere usati.

Con lo yukata estivo da ryokan non si mettono i calzini bianchi con il dito separato. Si sta rigorosamente a piedi nudi. I sandali di legno all’inizio sembrano duri e instabili, ma tenendo il baricentro basso e camminando a piccoli passi troverete subito l’equilibrio giusto. Non spaventatevi se il tallone sporge dal legno: i geta si portano proprio così, con il piede appoggiato un po’ avanti, ed è quello che dà la camminata giusta. Lasciate anche un dito di spazio tra la pelle e la stringa, senza incastrare l’alluce fino in fondo, altrimenti dopo mezz’ora vi ritrovate una vescica tra le dita. Se all’ingresso ci sono più taglie, prendete il paio in cui il piede sta comodo in larghezza.

Una bambina in kimono rosso e un uomo in completo scuro camminano al Santuario Tsurugaoka Hachiman a Kamakura.
Il contrasto cromatico tra rosso scuro e fascia verde funziona bene all'aperto. Fate attenzione a fare passi brevi sui sentieri di ghiaia per non far aprire i lembi inferiori.
Una maiko a Kyoto indossa un kimono azzurro decorato e cammina lungo una strada tradizionale con elementi in legno.
Le maiko sfoggiano abiti molto più formali e pesanti del cotone estivo. Osservare i loro movimenti decisi aiuta a capire come mantenere la postura corretta lungo le strade.

Fin dove si può uscire con lo yukata

Dentro il ryokan lo yukata è a tutti gli effetti l’abito della casa: potete tenerlo per andare alle terme, per la cena, per la colazione e anche per dormire. Nessuno si aspetta che vi rimettiate i vestiti da viaggio per scendere a mangiare.
Nelle località termali potete uscire anche in strada, con i geta ai piedi, per una passeggiata serale tra i bagni pubblici: a Kinosaki, Kusatsu o Dogo è la scena normale della sera. In un hotel di città, invece, lo yukata resta in camera e al massimo arriva fino al piano delle terme.

Quando fa freddo la struttura vi dà anche una giacca imbottita da infilare sopra, con i lacci all’altezza del petto, ed è quella che rende sopportabile la passeggiata fuori. Ricordatevi solo che l’abito è in prestito: alla partenza va lasciato in stanza.

Il mio consiglio

Mettetelo senza pensarci troppo. Molti viaggiatori si irrigidiscono per paura di non essere perfetti, piegando maniacalmente ogni millimetro di stoffa davanti allo specchio. La verità è che lo yukata, specialmente quello che vi danno in hotel per scendere alle terme, è un abito fatto per abbassare la tensione.

Assicuratevi solo di avere la sinistra chiusa sopra la destra e la cintura abbastanza salda da non far crollare tutto. Poi uscite, ascoltate il rumore del legno sul pavimento e vivete il momento. Ve lo dico sinceramente: nessuno farà caso a un nodo leggermente storto.

Video: Come indossare lo yukata

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).