Street food a Kyoto

Lo street food a Kyoto è uno dei modi più divertenti e rilassanti per conoscere la città. Non parlo solo degli snack al volo: qui ogni spiedino, ogni dolcetto e ogni ciotolina fumante raccontano qualcosa della cucina locale. Dal Nishiki Market, la famosa “cucina di Kyoto”, alle bancarelle davanti ai templi nei giorni di festa, lo street food diventa una scusa perfetta per esplorare quartieri diversi e fermarsi dove l’aria profuma di salsa di soia e dashi. L’idea di base è semplice: mangiare poco e spesso, assaggiando tante cose diverse, senza il peso del ristorante “serio” ma con la stessa curiosità.

Io onestamente, quando penso a Kyoto, non penso solo a templi e giardini ma a spiedini di pesce crudo, dashi-maki, takoyaki e dolcetti al matcha mangiati in piedi, appoggiato al bancone di una bancarella. Se vi piace scoprire un posto anche con il palato, lo street food a Kyoto è un filo conduttore perfetto per costruire le giornate: si gira, si fotografa, si entra in un tempio… e ogni tanto ci si ferma a mangiare qualcosa di diverso.

Perché street food

A Kyoto la cucina tradizionale può sembrare a volte un po’ “seriosa”: kaiseki raffinati, ryokan dove la cena è una piccola cerimonia, ristoranti dove ogni piattino è studiato nei minimi dettagli. Lo street food spezza questa immagine e vi fa vedere il lato quotidiano del cibo: piatti semplici, porzioni piccole, prezzi accessibili e soprattutto zero formalità. È l’ideale se volete assaggiare tanti sapori senza incastrarvi in un’unica cena lunga.

Vi consiglio di viverlo come una degustazione itinerante: invece di puntare tutto su un solo piatto, prendete uno spiedino qui, una crocchetta lì, un dolcetto al matcha più avanti. In genere le porzioni sono pensate proprio per questo, e molti piatti sono serviti su stecchino o in vaschette monoporzione. Funziona bene anche se viaggiate in coppia o con amici: si divide tutto e ognuno assaggia un boccone.

C’è anche un altro motivo per cui ha senso concentrarsi sullo street food a Kyoto: alcune specialità locali sono più facili da trovare nelle bancarelle o al mercato che nei ristoranti classici. Penso a certi spiedini di pesce, alle crocchette alla yuba, ai dolci stagionali venduti solo durante i matsuri. Diciamocelo: se non li cercate un minimo, rischiate di perderveli.

Nishiki Market

Il punto di partenza naturale è Nishiki Market, spesso chiamato “la cucina di Kyoto”, una galleria coperta lunga qualche centinaio di metri piena di banchi di pesce, verdure, sottaceti, snack e utensili da cucina. È un mercato storico, con tante botteghe a conduzione familiare che vendono una sola cosa ma fatta bene: tsukemono, tofu, alghe secche, pesce lavorato, dolci tipici.

Dal punto di vista dello street food, è un paradiso. Trovate spiedini pronti da mangiare, crocchette, dolci caldi, sashimi servito direttamente al banco: ogni pochi metri c’è qualcosa che vi farà fermare. Io di solito arrivo qui con l’idea di “assaggiare solo due o tre cose” e finisco a uscire rotolando, perché è davvero difficile resistere.

Un dettaglio pratico importante: anche se si parla di street food, in Giappone non è ben visto mangiare camminando. A Nishiki di solito ogni banco ha una piccola zona dove potete fermarvi a mangiare sul posto o un angolino davanti al negozio. Ve lo dico sinceramente: rispettare questa abitudine fa una grande differenza, si vede subito chi sa un minimo come ci si comporta qui e chi no.

Spiedini di pesce

Per me il simbolo di Nishiki Market sono gli spiedini di pesce crudo. Alcuni banchi espongono file di spiedini con tonno, salmone, ricciola, orata, spesso leggermente marinati o con un filo di condimento tipo carpaccio. Li scegli con gli occhi, il venditore li condisce e te li ritrovi in mano in pochi secondi. A me fanno impazzire perché uniscono due cose che amo: la qualità del pesce di Kyoto e la praticità dello street food.

Oltre al pesce crudo ci sono spiedini cotti di ogni tipo: baby polipi glassati con dentro l’ovetto di quaglia, spiedini di anguilla, spiedini di orata grigliata e spiedini misti di frutti di mare. Alcuni sono decisamente scenografici, altri più semplici. Io vi direi di non fermarvi solo a quello che conoscete: provate almeno uno spiedino “strano”, perché spesso sono proprio questi che vi restano impressi.

Un consiglio pratico: se volete assaggiare più cose, evitate di ordinare porzioni troppo grandi tutte insieme. Prendete uno spiedino, mangiatelo lì, fate due passi e poi decidete se avete ancora voglia di qualcosa. Così non arrivate a metà mercato già pieni, e potete selezionare meglio quello che vi ispira davvero.

spiedini di pesce crudo esposti al Nishiki Market di Kyoto.
Gli spiedini sono allineati con i prezzi in vista, scelta facile e veloce.
Bancarella di frutti di mare e pesce fresco al Nishiki Market di Kyoto.
Ciotole di frutti di mare pronte da prendere al volo, con i venditori che tengono il ritmo. Al mattino trovi più scelta e meno ressa.

Altri sapori a Nishiki

Nishiki non è solo pesce. Trovate tantissimi piatti tipici di Kyoto in versione street food, come le crocchette alla yuba, il dashi-maki tamago (la frittata arrotolata con il brodo dashi), tofu fritto, mochi appena preparati e dolci al matcha. Spesso sono porzioni piccole, pensate proprio per chi vuole provare più cose in una volta sola.

Molte botteghe vendono anche tsukemono, cioè i sottaceti giapponesi, che sono una parte importantissima della cucina di Kyoto. In versione street food spesso ve li fanno assaggiare su stuzzicadenti o in micro-cup da pochi bocconi. Può sembrare una cosa “minore” rispetto allo spiedino di pesce, ma secondo me ha senso fermarsi almeno in un negozio di sottaceti: è un modo veloce per capire quanto sia diversa la cucina di Kyoto rispetto ad altre città.

Io vi consiglio di dedicarvi a Nishiki la mattina o all’inizio del pomeriggio, quando c’è luce per fare foto e i banchi sono più attivi. Se possibile cercate di evitare le ore di punta del weekend, perché la via è stretta e la folla può diventare impegnativa. Mangiare in piedi, con mille persone che ti passano dietro, toglie un po’ di poesia a certi piatti.

Regole e buone maniere

Quando si parla di street food in Giappone, le regole non scritte sono importanti quasi quanto il cibo. La prima l’abbiamo già detta: non si mangia camminando, soprattutto nelle zone turistiche affollate e nelle vie strette come Nishiki o le stradine vicino ai templi. In molti casi troverete cartelli che lo ricordano in più lingue.

Un’altra cosa a cui fare attenzione è la gestione dei rifiuti. Spesso le bancarelle vi chiedono esplicitamente di riportare il bastoncino o il piatto di plastica al banco dopo aver finito, perché non ci sono cestini pubblici ovunque. Io vi consiglio di abituarvi da subito a questa cosa: mangiate vicino alla bancarella e poi riportate tutto. È un gesto piccolo ma dice molto su quanto rispettiamo il posto in cui siamo.

Infine, ricordate che molte bancarelle sono attività familiari. Parlare con chi serve, ringraziare, magari dire una parola in giapponese, cambia completamente l’esperienza. Non serve un grande discorso: un semplice “arigatou” con un sorriso basta per far capire che apprezzate il loro lavoro.

Fushimi Inari

Un altro luogo dove lo street food è protagonista è Fushimi Inari, il santuario famoso per i migliaia di torii rossi. Lungo la strada che collega la stazione al santuario e nei dintorni dell’ingresso trovate spesso bancarelle di snack salati e dolci: spiedini di pollo, taiyaki a forma di pesce, dolci alla griglia, dango, takoyaki.

Qui il ritmo è diverso rispetto a Nishiki: molti arrivano per camminare tra i torii e si fermano a mangiare prima o dopo la salita. Vi consiglio di usare lo street food come “premio” alla fine del giro: dopo aver camminato in salita, uno spiedino caldo o un dolce alla griglia hanno un sapore diverso. Attenzione solo a non esagerare prima, perché affrontare il percorso con la pancia piena non è proprio l’idea migliore.

Fushimi Inari è anche un buon posto per osservare come lo street food si intreccia con la dimensione religiosa: famiglie, persone in abito tradizionale, turisti di passaggio, tutti con lo stesso spiedino in mano. A me piace proprio perché rende tutto più umano e meno “da cartolina”.

Kiyomizu e Higashiyama

La zona di Kiyomizu-dera e del quartiere di Higashiyama è un’altra tappa naturale per chi cerca street food a Kyoto. La salita che porta al tempio è piena di negozietti, dolcerie e piccoli stand dove trovate biscotti al matcha, mochi ripieni, dolci al riso, manju al vapore e snack salati da forno. Molti sono confezionati da portare via, ma non mancano assaggi e spuntini pronti da mangiare.

Qui lo street food è spesso più “turistico”, nel senso buono del termine: tanti dolci pensati come souvenir commestibili, confezioni carine, sapori dolci e delicati che piacciono un po’ a tutti. Vi consiglio di usare questa zona soprattutto per provare i dolci di Kyoto e magari comprare qualcosa da mangiare più tardi in hotel o sul treno.

Se volete evitare la folla massima, puntate alla mattina presto o al tardo pomeriggio. Nel mezzo del giorno, soprattutto in alta stagione, la via può diventare un fiume umano e godersi un dolcetto in pace diventa complicato. Io di solito cerco sempre una traversa più tranquilla per fermarmi un attimo.

Arashiyama

Anche Arashiyama, la zona famosa per il bosco di bambù e il ponte Togetsukyo, ha un suo piccolo mondo di street food. Intorno al ponte e lungo le stradine che portano verso il bambù trovate gelati al matcha, crocchette, spiedini di manzo, dolci di riso e altre piccole cose da passeggio.

Qui lo street food è perfetto come pausa tra una passeggiata e l’altra: un gelato al tè verde dopo il giro nel bambù, una crocchetta calda prima di rientrare verso la stazione, uno spiedino da mangiare guardando il fiume. Non aspettatevi la stessa quantità e varietà di Nishiki, ma come tappa di supporto a una giornata di visita è una zona molto comoda.

Io vi consiglio soprattutto di sfruttare Arashiyama per i dolci: tra matcha soft cream, mochi e biscotti vari c’è sempre qualcosa di nuovo da provare, e la zona è talmente fotogenica che ogni spuntino diventa anche una buona scusa per una foto.

Festival e bancarelle

Lo street food a Kyoto cambia volto durante i matsuri, le feste tradizionali. Il più famoso è il Gion Matsuri, che occupa praticamente tutto il mese di luglio con eventi, parate e serate in cui le strade del centro vengono chiuse al traffico e riempite di bancarelle.

In queste occasioni l’offerta è quella classica dei festival giapponesi: yakisoba, yakitori, takoyaki, okonomiyaki, taiyaki, kakigori (la granita giapponese), mais alla griglia, banane ricoperte di cioccolato, giochi per bambini. È un’atmosfera completamente diversa da Nishiki: più caotica, più rumorosa, ma anche molto più “da festa”. Vi giuro che, se vi capita di essere a Kyoto in quei giorni, una serata tra le bancarelle del matsuri vale da sola il viaggio.

Non c’è solo il Gion Matsuri: molti templi e santuari hanno bancarelle durante le feste principali, come il Capodanno, l’Obon, certi eventi stagionali. In genere le informazioni precise cambiano di anno in anno, ma una regola semplice è questa: se vedete lanterne, gente in yukata e strade chiuse al traffico, è probabile che non manchino anche le bancarelle di cibo.

Quando e come organizzarsi

Per godervi davvero lo street food a Kyoto, secondo me ha senso dedicare almeno una mezza giornata a Nishiki Market e poi spargere le altre esperienze lungo il viaggio: uno spuntino a Fushimi Inari, un dolce a Higashiyama, qualcosa ad Arashiyama, una serata di matsuri se capitate nel periodo giusto.

Vi consiglio di:

  • non prenotare pranzi troppo impegnativi nei giorni in cui volete concentrarvi sullo street food, altrimenti arrivate al ristorante già pieni
  • portare sempre un po’ di contanti, perché alcune bancarelle non accettano carte
  • avere con voi un fazzoletto o salviettine, visto che non sempre ci sono tavoli o tovaglioli a disposizione

Io di solito uso lo street food per “tenere leggero” il pranzo e poi mi concedo una cena più strutturata, oppure faccio il contrario: cena di bancarelle durante un matsuri e pranzo in un posto tranquillo.

Il mio consiglio

Se dovessi scegliere un solo filo conduttore per scoprire il cibo di Kyoto in modo rilassato, vi direi Nishiki Market più qualche tempio “con bancarelle”. A Nishiki assaggiate le cose più particolari e legate alla tradizione della città, dai tsukemono agli spiedini di pesce crudo che, lo ammetto, per me sono diventati quasi una tappa fissa. Nei templi e durante i festival vivete invece il lato più giocoso e popolare dello street food, tra yakisoba, takoyaki e dolci colorati.

Alla fine, quello che conta non è spuntare una lista di piatti, ma costruire ricordi legati a piccoli momenti: una crocchetta mangiata appoggiati a un muro mentre pioviggina, un dango condiviso davanti a un santuario illuminato, uno spiedino di pesce crudo a Nishiki che vi fa pensare “ok, Kyoto sa essere anche così”. Io onestamente credo che questi micro-episodi dicano molto di più sulla città di tante frasi altisonanti. E la prossima volta che tornerete a Kyoto, probabilmente sarà proprio un certo profumo di griglia a farvi capire che siete di nuovo qui.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).