Shinjuku Gyoen in primavera con ciliegi in fiore e visitatori.©Mike K. - Dreamstime

Shinjuku Gyoen

Una delle aree verdi più belle di Tokyo è senza alcun dubbio il giardino Shinjuku Gyoen. In ogni stagione questo parco regala paesaggi magici che lasciano senza fiato le migliaia di turisti e abitanti che varcano il suo cancello.

E in questo luogo incantato, che permette ai visitatori di sfuggire al frastuono della metropoli, si respira un’atmosfera autentica che ci ricorda un tempo passato in cui sui sentierini che si diramavano tra la vegetazione, passeggiavano imperatori, politici e re. Sì, perché questo parco pubblico in origine faceva parte delle proprietà della famiglia imperiale e conserva tutt’oggi un fascino elegante e regale che non ha nulla da invidiare ai giardini reali europei.

Come arrivare

Se arrivate dalla stazione di Shinjuku uscite dal lato sud e camminate una decina di minuti verso est fino allo Shinjuku Gate, l'ingresso più comodo ma anche il più intasato nei giorni di fioritura.
Da Shinjuku-sanchome il cancello è molto più vicino, cinque minuti scarsi a piedi.

Se puntate dritti al giardino tradizionale conviene invece arrivare dall'altro lato, scendendo a Sendagaya: dalla stazione bastano pochi minuti per il Sendagaya Gate, che anche nei fine settimana resta molto più tranquillo.

Informazioni utili

Nome: Shinjuku Gyoen
Orario: Lunedì: chiuso; Martedì - Domenica: dalle 9 alle 19
Costo a persona: Giardino: adulti 500 yen, studenti 250 yen, bambini gratis
Durata visita: Vi suggerisco 2 ore per vedere i settori principali; considerate 3,5 ore se volete visitare anche la serra tropicale e attraversare tutti i diversi stili paesaggistici.
Giorni di chiusura: Chiuso dal 29 dicembre al 3 gennaio compresi. Nel periodo della fioritura dei ciliegi (dal 25 marzo al 24 aprile) e durante la mostra dei crisantemi (dal 1 al 15 novembre) il giardino resta aperto tutti i giorni, lunedì compresi.
Consigli utili: Scordatevi il classico hanami con la bottiglia di sake: qui gli alcolici sono vietati e ai cancelli controllano le borse. Portate piuttosto un telo e qualcosa da mangiare, e non saltate la serra: è il pezzo che quasi tutti si perdono.
Trasporti:
  • Stazione Shinjuku (JR, Odakyu, Keio): uscita sud, 10 minuti a piedi dallo Shinjuku Gate
  • Stazione Shinjukugyoenmae (metro Marunouchi): uscita 1 per lo Shinjuku Gate, uscita 2 per l'Okido Gate
  • Stazione Sendagaya (JR Chuo-Sobu): 5 minuti a piedi dal Sendagaya Gate
Indirizzo: 11 Naitōmachi, Shinjuku City, Tokyo 160-0014, Japan
Sito Internet: Shinjuku Gyoen
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La storia

In origine il giardino nazionale Shinjuku Gyoen faceva parte della residenza di Kiyonari Naito, suddito fedele di Ieyasu Tokugawa, e per lungo tempo quest’area verde rimase proprietà privata della famiglia Naito fino a quando non fu acquistata dal governo. Attorno al 1870, nell’intento di sviluppare nuove tecniche di agricoltura, all’interno del giardino venne istituito un centro di sperimentazione in cui si studiavano e mettevano in pratica le tecniche di coltivazione della frutta e della verdura.

Qualche anno dopo, nel 1879, il centro di sperimentazione fu trasferito per lasciar spazio ad un giardino botanico appartenente alla famiglia imperiale. Da questo momento il giardino si sviluppò e si arricchì con nuovi elementi, come i laghetti e lo zoo che fecero la loro comparsa accanto all’odierno giardino tradizionale giapponese, ma Shinjuku Gyoen non smise di essere un centro dedicato allo studio delle coltivazioni: in questo luogo, grazie all’utilizzo delle serre, si videro sbocciare per la prima volta le orchidee e tanti altri fiori che oggi adornano le aree verdi del Giappone. Per molti anni i giardini di Shinjuku Gyoen svolsero una duplice funzione: da un lato erano classici giardini imperiali che fungevano da cornice a numerose feste e cerimonie, dall’altro lato erano un efficiente laboratorio che riforniva la città di semi, fiori e alberi. Ma i venti della seconda guerra mondiale soffiarono anche su questo luogo incantato che, purtroppo, venne quasi distrutto dai bombardamenti. Dopo la guerra il giardino venne classificato tra le proprietà del governo e, dopo essere stato ristrutturato, venne aperto al pubblico come Giardino Nazionale Shinjuku Gyoen.

Marco Togni con occhiali rosa e una maglietta colorata posa tra i fiori di ciliegio allo Shinjuku Gyoen.
Tra i rami bassi dei ciliegi è facile scattare ritratti ravvicinati. Nei giorni di picco conviene entrare presto per evitare la calca fotografica.
Veduta panoramica del parco Shinjuku Gyoen in Giappone con un laghetto, alberi rigogliosi e una persona che cammina.
I sentieri in ghiaia collegano le ampie distese erbose al giardino tradizionale. È bene indossare scarpe chiuse per camminare agevolmente tra i laghetti.

Natura e culture

Il giardino si sviluppa su un’area molto vasta di circa 58 ettari. Il momento migliore per visitare il parco è sicuramente in primavera, da fine marzo ai primi di aprile, quando questo luogo si riempie di colori con la fioritura dei ciliegi e i prati si affollano di turisti e abitanti che si godono questo meraviglioso spettacolo naturale. Si contano circa 900 alberi di ciliegio, di una settantina di varietà diverse, sui circa 10.000 presenti nel giardino, tra cui si annoverano anche antichissimi cipressi, cedri, liriodendri. All’interno del parco troverete un mix di culture e stili differenti: potrete passeggiare circondati da paesaggi tipicamente inglesi e poi ritrovarvi all’improvviso avvolti dai colori e dai profumi della campagna francese fino a perdervi nella tranquillità dei tradizionali giardini giapponesi. Il giardino all’inglese è quello che vi trovate davanti appena entrati dal cancello di Shinjuku: prati enormi e aperti, senza recinzioni né divieti di calpestio, dove ci si stende e basta. Quello in stile francese è invece tutto ordinato e simmetrico, con le aiuole del roseto allineate e un viale di platani altissimi che in autunno diventa dorato. Bastano pochi passi per passare dall’uno all’altro, ed è proprio questo continuo cambio di scenario a rendere il posto diverso da qualsiasi altro parco della città.

Vi consiglio anche di curiosare all’interno della serra del parco, ricostruita nel 2012; qui potete ammirare tantissime piante tropicali e subtropicali.

Il parco in autunno

Se non riuscite a venire in primavera non disperate, perché da metà novembre a inizio dicembre il giardino cambia completamente pelle: gli aceri si accendono di rosso e i ginkgo virano a un giallo squillante che si vede da lontano.
Nella prima metà di novembre c’è anche la mostra dei crisantemi, che porta avanti una tradizione di corte: i fiori vengono coltivati e composti dentro padiglioni di bambù montati apposta nel giardino giapponese, ognuno dedicato a uno stile diverso di coltivazione. È un appuntamento che i visitatori stranieri quasi ignorano e che da solo giustifica una visita in questa stagione.

Il giardino giapponese e il padiglione Taiwan

Nella parte sud del parco il giardino tradizionale si stringe attorno a un laghetto con isolette, ponti bassi e lanterne di pietra: qui la città sparisce per davvero e il ritmo cambia rispetto ai grandi prati aperti.
Affacciato sull’acqua c’è il Kyu Goryotei, conosciuto anche come padiglione di Taiwan: un edificio in stile cinese meridionale, regalato dalla comunità giapponese di Taiwan per le nozze del futuro imperatore Hirohito e completato nel 1927. È uno dei pochi edifici storici rimasti nel giardino e potete entrarci per sedervi all’ombra e guardare il laghetto da dietro le colonne, costruite con legni arrivati apposta da Taiwan.
Poco distante trovate il Rakuutei, una casa da tè immersa nel verde dove fermarsi per un matcha accompagnato da un dolce: è il modo più semplice per prendervi una pausa lenta nel bel mezzo di Shinjuku.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).