Marco Togni in acqua a Mimikiri Beach, Iriomote, con tramonto spettacolare a Okinawa.

Quale isola scegliere ad Okinawa

Quando qualcuno mi scrive “vorrei andare a Okinawa”, di solito la prima domanda che faccio è: “Sì, ma dove?”. Perché tanti immaginano Okinawa come un’isola unica, una specie di grande spiaggia tropicale, e non si rendono conto che in realtà è un arcipelago enorme, con zone molto diverse tra loro. E nella maggior parte dei viaggi ha senso scegliere una sola area principale, o al massimo l’isola principale più un’altra zona ben precisa.

In questo articolo vi racconto, in modo semplice e diretto, quale isola di Okinawa scegliere in base a quello che cercate: mare da cartolina, relax totale, attività nella natura, piccoli paradisi poco conosciuti. L’idea è aiutarvi a costruire un viaggio realistico e godibile, senza passare più tempo tra aerei e traghetti che in spiaggia.

Come scegliere

La scelta dell’isola, più che dalla “bellezza” in assoluto, dipende da tre cose: quanti giorni avete, che tipo di mare vi immaginate e quanto volete spostarvi una volta arrivati giù. Ve lo dico sinceramente: chi prova a “fare tutto” in un unico viaggio finisce spesso per vedere tutto di corsa e godersi poco ogni posto.

Per semplificare, le macro-aree sono tre: isola principale di Okinawa (quella con Naha), zona Miyakojima e zona Ishigaki / Yaeyama. Già scegliere una sola di queste tre è una decisione importante. Spostarsi tra loro significa prendere aerei interni, con il rischio di perdere mezza giornata ogni volta solo tra trasferimenti, controlli e tempi morti.

Marco Togni galleggia nell'acqua cristallina sulla spiaggia di Ida a Iriomote, Okinawa.
Faccio un bagno in una spiaggia sull'isola di Iriomote. Non c'è nessuno.
Tramonto sul mare a Mimikiri Beach, Okinawa, con cielo arancione e riflessi sull'acqua
A Mimikiri Beach il tramonto è così: niente bar o musica, solo il sole che scende lento e il mare piatto. Un luogo da scegliere se cerchi silenzio totale.

Io onestamente vi direi di impostare il viaggio così: scegliete una base principale e, al massimo, aggiungete una seconda area solo se avete abbastanza giorni. Per esempio, isola principale + escursione nelle Kerama, oppure Ishigaki come base e una notte a Taketomi o Iriomote. È molto meglio approfondire una zona che fare la collezione di nomi di isole.

Un altro aspetto da considerare è quanto vi piace guidare. In quasi tutte le isole di Okinawa la macchina a noleggio è la chiave per muoversi davvero in libertà. Chi non ama guidare potrebbe trovarsi meglio in posti dove si riesce a fare qualcosa anche a piedi o in bus, come la città di Ishigaki o Naha con le escursioni in giornata.

Isola principale

L’isola principale di Okinawa, quella dove si trova Naha, è il punto di ingresso più comodo: molti voli dal Giappone “continentale”, più scelta di hotel, più servizi. È anche l’isola che, secondo me, ha l’immagine più “ibrida”: un po’ città, un po’ mare, un po’ storia.

La parte sud è interessante per chi vuole capire qualcosa in più sul passato dell’arcipelago: memoriali, musei, luoghi legati alla guerra. Non è una zona “da mare”, ma è importante per chi non vede Okinawa solo come spiaggia e cocktail. Se vi incuriosisce la storia del Giappone moderno, qui trovate contenuti molto forti che fanno riflettere.

Salendo verso nord iniziano le zone più classiche di vacanza: Onna con i resort vista mare, scogliere come Cape Manzamo, tratti di costa dove alternare bagni e giri in auto. Spingendosi ancora più su si arriva all’area di Motobu, con l’acquario e spiagge carine, ideali se viaggiate con bambini o volete una base comoda con tante strutture intorno.

Il mare è bello, ma se il vostro sogno è il classico turchese esagerato da cartolina, l’isola principale non è il punto più spettacolare di tutto l’arcipelago. A me piace perché offre un mix equilibrato: ristoranti, supermercati, un po’ di vita serale, strade facili, spiagge raggiungibili senza troppi sbattimenti. Però non è “imperdibile” in senso assoluto: se avete pochi giorni e l’obiettivo è solo il mare da sogno, altre isole colpiscono di più.

Vi consiglio di puntare sull’isola principale se:

  • volete una prima esperienza a Okinawa senza incastrare troppi voli interni
  • vi piace l’idea di abbinare mare e storia
  • vi fa comodo avere tanti servizi a portata di mano, soprattutto se viaggiate con bambini o persone che non amano i luoghi troppo isolati.

Spiagge Miyako

Se pensate a spiagge bianche infinite, mare che sembra Photoshoppato e giornate lente tra bagni e tramonti, la risposta spesso è Miyakojima. È una delle mete più famose proprio per la qualità delle spiagge: sabbia chiara, acqua trasparente, colori che cambiano durante la giornata in modo quasi irreale.

L’isola in sé è abbastanza piatta, quindi dimenticate montagne e grandi panorami “in quota”. La bellezza sta tutta nel disegno della costa: calette, spiagge lunghe, angoli riparati dal vento. Intorno ci sono altre isole collegate da ponti, come Irabu e Kurima, che aggiungono vari punti in cui fermarsi a fare il bagno o solo guardare il mare. Io di solito consiglio di noleggiare un’auto e girare senza fretta, scegliendo la spiaggia in base al meteo e a come vi sentite quel giorno.

La vita serale è molto tranquilla. Qualche ristorante, qualche izakaya, nulla di caotico. È una destinazione che funziona bene per chi vuole staccare davvero, magari dopo qualche giorno in città come Tokyo o Osaka. Può essere una scelta perfetta per coppie, viaggiatori che amano il mare ma non impazziscono per le grandi strutture, oppure chi vuole portare i bambini a giocare in acque calme e poco profonde (sempre con attenzione, ovviamente).

Attenzione solo a una cosa: a Miyako non c’è tantissimo da fare fuori dal tema mare. Non aspettatevi musei, passeggiate cittadine o grandi centri commerciali. Se vi annoiate facilmente a “non fare niente”, forse dopo 4–5 giorni iniziereste a guardare l’orologio. Se invece sognate di svegliarvi, fare colazione con calma e decidere solo in quale spiaggia mettere l’asciugamano, è difficile sbagliare.

Ishigaki e dintorni

Se Miyako è l’isola del “mi metto in spiaggia e non penso più a niente”, Ishigaki è quella del “mare sì, ma con tante cose da fare”. È la porta d’ingresso delle isole Yaeyama, il gruppo più a sud, vicino a Taiwan, con una combinazione molto interessante di natura, piccoli villaggi e attività.

La città di Ishigaki è piccola ma viva: un porto da cui partono i traghetti per le isole vicine, ristoranti dove mangiare pesce e piatti locali, qualche negozio, un mercato. Non è un posto dove “si viene per la città”, però come base è comoda e ha un suo fascino quotidiano. Da qui potete organizzare giornate di snorkeling, giri in barca, visite alle spiagge dell’isola e soprattutto escursioni sulle altre isole del gruppo.

La combinazione più classica è:

  • Taketomi: isoletta minuscola, a pochi minuti di traghetto, con strade di sabbia bianca, case tradizionali, spiagge perfette per passeggiare e restare a guardare il mare. Sembra quasi un piccolo villaggio fermo nel tempo, curato nei dettagli, con ritmi lenti che fanno venir voglia di restare almeno una notte.
  • Iriomote: un’enorme isola coperta di giungla, mangrovie, fiumi e montagne basse. Qui il mare bellissimo si abbina a kayak nei fiumi, trekking verso cascate, giri in barca tra i mangrovieti. È la scelta giusta per chi ama la natura più selvaggia e non vuole solo stare in spiaggia.

Questa zona, secondo me, funziona benissimo per chi vuole sentirsi davvero “lontano da tutto” ma non ama stare fermo. In un viaggio di una settimana potete fare 3–4 notti a Ishigaki come base, una notte a Taketomi e magari una notte a Iriomote, senza incastrare troppi spostamenti. Chi viaggia con bambini attivi o adolescenti di solito qui si trova bene: tra barca, snorkeling, piccoli trekking e villaggi tradizionali, le giornate scorrono piene ma non stressanti.

Vi giuro che quando il meteo è dalla vostra parte, tra le spiagge dell’isola e le gite sulle isole vicine si ha proprio quella sensazione di vacanza completa, con un buon equilibrio tra mare, attività e piccoli momenti di vita locale.

Kerama e Kume

Se non volete allontanarvi troppo da Naha ma cercate comunque il mare più spettacolare, la risposta spesso sono le Kerama: un gruppo di isole raggiungibili in traghetto o barca veloce dalla città. I nomi che saltano fuori più spesso sono Zamami, Tokashiki e Aka, ed è una zona famosa per l’acqua trasparente, i fondali e la possibilità di vedere tartarughe marine con una certa facilità.

Da Naha potete partecipare a escursioni giornaliere organizzate, con snorkeling e tempo libero in spiaggia, oppure fermarvi una o due notti su una delle isole se volete qualcosa di più tranquillo. È una scelta interessante se:

  • avete pochi giorni, ma non volete rinunciare a mare davvero bello
  • preferite evitare troppi voli interni
  • vi piace l’idea di avere Naha come base, con i suoi ristoranti e negozi, e scappare al mare di giorno.

Un’altra opzione, meno conosciuta ma molto amata da chi ci va, è Kumejima. Anche qui il mare è splendido, con luoghi iconici come lingue di sabbia bianchissima lontane dalla costa, dove si arriva in barca e ci si ritrova in mezzo al nulla blu. È un’isola dove si sente ancora di più la dimensione “di paese”, con ritmi rilassati e meno turismo di massa.

Io la vedo così: chi vuole un assaggio di mare top senza abbandonare del tutto la comodità della città può stare su isola principale + Kerama; chi vuole un’esperienza più lenta e meno strutturata può puntare su un soggiorno a Kumejima. In entrambi i casi, riuscite a avere mare bellissimo senza rincorrere voli per le isole più lontane.

Piccola Yoron

Yoron è una di quelle isole che non finiscono quasi mai negli itinerari standard, ma che chi ama l’arcipelago spesso prende in considerazione. Tecnicamente appartiene alla prefettura di Kagoshima, ma è l’ultimo avamposto prima di Okinawa, a metà strada lungo la rotta di traghetti che collegano Kagoshima, le Amami e la stessa Okinawa.

L’isola è piccola, con un’atmosfera molto rurale. Qui il mare è fra i più belli che possiate immaginare: spiagge candidissime, zone dove con la marea giusta compaiono banchi di sabbia in mezzo all’acqua, una sensazione forte di “posto di pochi”. Non ci sono grandi resort, non ci sono mille locali alla moda, ma proprio per questo a me piace l’idea di Yoron come scelta per chi ama i luoghi fuori dalle rotte più battute.

Ha senso inserirla in due casi:

  • se state facendo un viaggio più lungo che include anche Kagoshima e le Amami, sfruttando il traghetto che collega queste isole
  • se siete già stati più volte a Okinawa e volete qualcosa di ancora più tranquillo, con mare incredibile e quasi nessun riferimento a un turismo di massa.

Per un primo viaggio “mordi e fuggi” su Okinawa forse è una scelta un po’ estrema, perché richiede più pianificazione e non è la destinazione più immediata se avete pochi giorni. Ma se vi attirano i posti dove il tempo scorre piano e ogni giornata è fatta di mare, bicicletta e piccoli incontri, Yoron può diventare una di quelle isole che restano nella testa per anni.

Quanti giorni

La domanda che mi fanno spesso è: “Quanti giorni servono per ogni isola?”. Non esiste la risposta perfetta per tutti, ma ci sono alcune soglie sotto le quali, secondo me, ha poco senso complicarsi la vita.

Per Miyako io vi consiglierei almeno 4 notti piene. In tre giorni si può avere un assaggio, ma appena iniziate a capire che spiagge vi piacciono di più è già ora di rifare la valigia. Con 5–6 notti il ritmo diventa davvero rilassato: un giorno in una spiaggia più “attrezzata”, il successivo in una caletta tranquilla, una sera in un ristorante diverso, magari un giro sulle isole collegate.

Per Ishigaki e dintorni, se volete includere anche Taketomi e almeno un assaggio di Iriomote, l’ideale è una settimana. Per esempio:

  • 2 notti a Ishigaki (base per spiagge e organizzazione)
  • 1 gita in giornata a Taketomi tornando ad Ishigaki nel pomeriggio
  • 2–3 notti a Iriomote, se vi interessa la natura più intensa.

Sull’isola principale di ishigaki, se abbinate anche una giornata o due tra Kerama o Kume, io starei minimo 5–6 notti: qualche giorno di mare, una mezza giornata di visita storica, un po’ di tempo per godersi anche ristoranti e giri in auto senza correre.

La regola che uso io è semplice: ogni cambio di isola vi “costa” almeno mezza giornata tra check-out, spostamento, check-in e riorganizzazione. Se avete 7 notti totali, io onestamente eviterei di dividere il tempo in tre isole diverse. Meglio due al massimo, o anche una sola ma fatta bene.

Giovane donna in spiaggia a Iriomote, Okinawa, cammina nell'acqua.
Sulla maggior parte delle spiagge secondarie raramente si incontra qualcuno.
persona seduta su una roccia nell'acqua limpida della spiaggia di Ida, sotto un cielo blu.
Mi fermo su una roccia in mezzo all acqua. È uno di quei momenti semplici che ti aiutano a capire la magia di Okinawa.

Quando andare

Il clima di Okinawa è caldo quasi tutto l’anno, ma non tutte le stagioni sono uguali se il vostro obiettivo è il mare. Molte persone puntano all’estate pensando “fa caldo, quindi è perfetto”, ma in realtà è il periodo in cui il rischio tifoni è più alto, il sole è molto forte e l’umidità può essere pesante.

In generale, secondo me, le finestre più interessanti per mare e temperature piacevoli sono:

  • fine primavera – inizio estate (indicativamente da fine maggio a inizio luglio)
  • inizio autunno (settembre–ottobre, evitando se possibile i periodi in cui la statistica dei tifoni è peggiore).

In inverno l’aria è comunque mite rispetto al Giappone continentale, ma l’acqua può essere troppo fresca per fare lunghi bagni senza muta. Può andare bene se volete solo vedere l’atmosfera delle isole, fare qualche passeggiata e godervi la tranquillità, ma non è la stagione ideale se il vostro sogno è stare ore in acqua a fare snorkeling.

Un’altra cosa che ripeto spesso è di non fissarsi solo sulla “miglior settimana teorica”. Se avete flessibilità, certo, cercate il periodo con meno tifoni e temperature più gentili. Ma se le vostre ferie sono solo a cavallo di una certa data, ha più senso scegliere bene l’isola in base a quello che vi piace fare, piuttosto che inseguire la perfezione del meteo che nessuno può garantire.

Il mio consiglio

Se dovessi riassumere in modo molto concreto, vi direi così.

Se è la vostra prima volta a Okinawa e vi spaventa un po’ l’idea di incastrare troppi spostamenti, io partirei dall’isola principale, magari con qualche giorno di mare a nord e una giornata storica a sud, aggiungendo se potete un’escursione nelle Kerama. È un modo equilibrato di conoscere l’arcipelago senza trasformare il viaggio in un puzzle logistico.

Se nel vostro immaginario c’è solo il mare da sogno e il relax totale, senza l’esigenza di fare ogni giorno qualcosa di diverso, punterei su Miyakojima. Spiagge che sembrano finti sfondi, ritmo lento, giornate scandite da mare, pranzo leggero e tramonto. È una di quelle mete che “ricaricano le batterie” senza bisogno di programmi complicati.

Se vi piace muovervi, alternare mare e natura, vedere più isole diverse, allora la risposta è Ishigaki con le Yaeyama. Base in città, gite a Taketomi e Iriomote, un po’ di mare, un po’ di giungla, un po’ di villaggi tradizionali. Funziona bene per chi, dopo due giorni solo sdraiato in spiaggia, inizierebbe a chiedersi “e adesso cosa faccio?”.

Yoron e le altre isole più piccole sono, per me, la scelta di chi ha già fatto un primo giro più classico e ora vuole andare a cercare le isole dove il turismo è ancora più discreto, i ritmi sono lenti e ogni giornata è fatta di dettagli piccoli: il bar sulla strada, il gatto che dorme sotto il sole, la stessa spiaggia vista con luci diverse.

Alla fine la domanda è semplice: preferite sentirvi “comodi” o “isolati”? Volete cambiare spiaggia ogni giorno o vi basta averne una che vi conquista al primo sguardo? Partite da lì, e poi scegliete l’isola. Il resto verrà da sé: una valigia leggera, qualche buon libro, e magari una sera a guardare le stelle sopra il mare, con una bibita presa al conbini e quella sensazione strana che Okinawa non sia più solo un nome sulla mappa, ma un posto che vi siete davvero portati a casa.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).