Veduta panoramica della città costiera di Kamakura con spiaggia e colline.

Nikko o Kamakura?

In ogni viaggio si vorrebbero visitare un’infinità di posti, ma spesso è necessario fare alcune scelte in modo da ottimizzare i tempi.
Durante un viaggio in Giappone uno dei dubbi più frequenti tra i viaggiatori è: meglio Nikko o Kamakura?
Entrambe le località hanno templi e sono ricche di cultura, storia e natura, e sono vicine a Tokyo.
Leggete fino in fondo l’articolo, vi spiego quale è meglio secondo me. Ovviamente se volete saperne di più leggete anche la mia guida a Nikko e la mia guida a Kamakura.

Cosa vedere

A Nikko l’attrazione principale è il santuario Toshogu che si trova a circa 10 minuti di bus dalla stazione dei treni, insieme ad altri templi e santuari minori. Oltre a questo santuario un’altra attrazione che piace è il ponte Shinkyo, celebre per il suo colore rosso. Chi arriva abbastanza presto può anche poi fare un giro nella zona del lago Chuzen-ji dove ci sono anche due cascate.
A Kamakura la giornata inizia in genere con la visita dell’Engaku-ji ed eventuali altri templi minori nelle vicinanze, per poi andare al santuario Tsurugaoka Hachimangu (il più importante della zona), con un pranzo nella strada Komachi Dori, ricca di negozietti e ristoranti. In pochi minuti di treno si arriva al Grande Buddha, o eventualmente cambiando un po’ il programma si può visitare l’isola di Enoshima.

Due atmosfere diverse

Anche se in tutte e due si vedono templi e santuari, l’atmosfera che vi trovate intorno è molto diversa. Nikko è montagna vera: cedri altissimi, aria fresca anche d’estate e un santuario, il Toshogu, che è il mausoleo di Tokugawa Ieyasu ed è decorato fin nell’ultimo centimetro, tra oro, colori e intagli.
Kamakura invece è mare e colline, ed essendo stata la capitale dello shogunato ha templi zen che sono l’esatto contrario del Toshogu: legno scuro e sobrietà, giardini raccolti, poco da fotografare e molto da guardare. Se cercate il colpo d’occhio vince Nikko, se cercate una giornata rilassata con una cittadina viva intorno a voi vince Kamakura.

Distanza da Tokyo

I treni per Nikko partono da Asakusa ed impiegano circa 2 ore, oltre ai 10 minuti di bus per raggiungere la zona dei santuari, più altri eventuali 50 minuti di bus per raggiungere il lago. Come capite quindi, la giornata è principalmente a bordo dei mezzi.
Da Shinjuku o Shibuya a Kita-Kamakura invece sono 50 minuti di treno, la zona è visitabile in gran parte a piedi, poi servono circa 10 minuti per arrivare al grande Buddha e quindi in 1 oretta si rientra a Tokyo.

In che stagione conviene l’una o l’altra

La scelta cambia parecchio a seconda del periodo in cui viaggiate. A giugno Kamakura ha il suo momento migliore, con le ortensie di Meigetsu-in e Hase-dera che riempiono di azzurro i sentieri, e d’estate c’è anche il mare a due passi.
Nikko invece dà il meglio in autunno: il foliage intorno al lago Chuzen-ji si accende già a metà ottobre e scende verso i santuari a novembre, ma è pure il periodo delle code sui tornanti che salgono al lago, e su una giornata già lunga di mezzi si sente parecchio. D’inverno in quota fa freddo e nevica, mentre Kamakura resta una gita tranquilla praticamente tutto l’anno.

Pernottamento

A Kamakura non conviene pernottare dato che si trova molto vicina a Tokyo. A Nikko conviene dormire solo se avete in mente un viaggio particolare con 2-3 giorni immersi nella natura, ma è una scelta che non viene quasi mai fatta dai turisti: questo non significa che dovete fare gli “alternativi” e dormire a Nikko, ma significa che effettivamente ci sono soluzioni migliori per il vostro viaggio in Giappone. Se proprio volete fare una notte speciale nella natura vi consiglio il Monte Koya.

Cosa si mangia nelle due gite

Anche a tavola le due giornate sono diverse. A Nikko il piatto simbolo è la yuba, la pellicina del latte di soia: la trovate nei soba, fritta o dentro i dolcetti al vapore lungo la strada che porta ai santuari, ed è una di quelle cose che si mangiano solo lì.
A Kamakura si va invece di shirasu, i bianchetti del mare dello Shonan, serviti crudi o bolliti sopra una ciotola di riso. Tenete presente che crudi non ci sono sempre: da gennaio a metà marzo la pesca è chiusa e li trovate solo lessati. Su Komachi Dori si mangia soprattutto camminando, tra crocchette, dolcetti e gelati.

Tutte e due?

Potreste fare tutte e due le località, ma se avete così tanto tempo a disposizione forse vi conviene dedicare un giorno in più a Kyoto per esempio. Vi consiglio di leggere i miei itinerari di viaggio consigliati.

Se avete già in programma Kyoto

Spesso il dubbio arriva quando in itinerario ci sono già giorni di templi tra Kyoto e Nara, e allora la domanda diventa un’altra: cosa aggiunge davvero questa giornata? Il Toshogu è la risposta più forte a favore di Nikko, perché non somiglia a niente di quello che vedete a Kyoto, dove domina la sobrietà.
Kamakura invece aggiunge una cosa che nell’itinerario classico manca: il mare, e un Grande Buddha all’aperto, che come atmosfera con quello di Nara ha poco a che vedere. Se il viaggio è già pieno di templi, è la giornata che stanca meno e che vi fa cambiare aria sul serio.

Quale è meglio e perché

Secondo me è meglio Kamakura. Le due località sono “simili” ma considero questa giornata ottima per poter staccare dalla frenesia di Tokyo, per rilassarsi un attimo tra templi e natura, mangiando qualcosa senza stress. Farsi 4-5 ore sui mezzi pubblici per andare a Nikko mi sembra decisamente esagerato, per questo consiglio Kamakura. Nikko però ha senso in due casi: se a Kamakura ci siete già stati, oppure se la montagna vi attira più dei templi e volete salire con calma fino al lago. In quel caso mettete in conto una partenza prestissimo, perché uscendo tardi da Tokyo finite per rincorrere gli orari dei bus e tornate con l’impressione di aver visto tutto di corsa.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).