Sentiero tra tombe e lanterne nel cimitero Okunoin, Monte Koya.

Cosa vedere al Monte Koya

Situato ad un paio d’ore a sud di Osaka, il Monte Koya non è solo una meraviglia della natura, ma un luogo sacro molto importante per i buddisti: qui il noto monaco Kobo Daishi decise di fondare il suo primo monastero e sede del Buddismo Shingon. Sin dal passato il monte è meta di pellegrini ed appassionati di trekking che attraverso i sentieri possono raggiungere i vari templi e santuari nascosti tra la foresta. Oggi ad aiutare i turisti ci sono la funivia e l’autobus, che in pochi minuti conducono alla vetta e permettono di scoprire tanti luoghi culturali e sacri importanti e vivere esperienze più ravvicinate con la fede buddista. Se siete curiosi di conoscere questo aspetto della cultura giapponese, eccovi una guida sui luoghi da non perdere al Monte Koya.

Tempio Okunoin

Sentiero tra antiche sculture di pietra in una foresta lussureggiante.

Il Tempio Okunoin, sede del mausoleo di Kobo Daishi, è uno dei luoghi sacri più importanti del Giappone e qui, subito dopo aver attraversato il ponte Ichinohashi si accede al cimitero di Okunoin, il più vasto cimitero del paese: si contano più di 200mila tombe poste su entrambi i lati del sentiero che conduce al mausoleo. Le tombe appartengono a figure prominenti del passato, come monaci, aristocratici e signori feudali che desideravano essere sepolti vicino a Kobo Daishi, ma esiste anche una sezione più moderna del cimitero dove si trovano lapidi di individui, associazioni e compagnie.


Tempio di Kongobu-ji

Il tempio di Kongobu-ji.

Il Tempio Kongobuji è la sede principale del Buddismo Shingon e si compone di vari edifici che custodiscono tesori preziosi, tra cui alcune opere d’arte di enorme valore. La sala principale del tempio è un gioiello da non perdere: al suo interno si possono visitare varie sale, separate da porte scorrevoli decorate da incredibili dipinti. Non perdetevi nemmeno l’incantevole giardino di rocce Banryutei: rappresenta il giardino a paesaggio secco più grande del paese.


Tempio Garan

Dettaglio di un tempio rosso e bianco con complesse decorazioni architettoniche.

Il Tempio Garan fu uno dei primi complessi realizzati da Kobo Daishi, e vale la pena visitarlo per la sua importanza storica e gli splendidi edifici che lo compongono, tra cui la Sala Kondo che rappresenta il principale luogo delle preghiere e delle cerimonie e la Pagoda Konpon Daito, che di certo non passa inosservata con il suo colore rosso acceso e i suoi elaborati decori.


Museo Reihokan

Il Museo Reihokan custodisce migliaia di opere d’arte e tesori storici tra i più importanti dei templi e santuari del Monte Koya. Al suo interno potete ammirare una magnifica collezione di opere d’arte buddiste, statue e dipinti, opere calligrafiche e scritture sacre, con pezzi molto antichi, alcuni risalenti persino a più di mille anni fa. Per chi è interessato all’arte e alla cultura buddista è di certo un luogo interessante da visitare.


Il Daimon

All’estremità occidentale di Koyasan si apre il Daimon, la porta d’ingresso monumentale al monte: prima che arrivassero la funivia e le strade, i pellegrini entravano da qui dopo giorni di cammino. Con i suoi oltre 25 metri di altezza è impossibile non notarla, sia per il rosso acceso delle travi sia per le due enormi statue dei Nio, i re guardiani, che vigilano ai lati del passaggio e sono tra le più grandi rimaste in Giappone.
La struttura che vedete oggi risale al 1705, ricostruita dopo che le precedenti erano andate distrutte tra incendi e fulmini. Dal piazzale davanti alla porta, nelle giornate limpide, lo sguardo corre lontano sulle montagne e si dice arrivi fino all’isola di Awaji.

Mausoleo di Kobo Daishi

Nei pressi della Sala delle Lanterne Torodo, si trova il Mausoleo di Kobo Daishi, considerato il sito dell’eterna meditazione. I fedeli credono infatti che Kobo Daishi non sia morto ma sia in uno stato di eterna meditazione per questo troverete offerte di cibo fatte sia dai monaci che dai visitatori. I pellegrini vengono da tutto il mondo per pregare dinanzi al mausoleo perciò non è raro vedere i fedeli che intonano dei sutra. Le offerte non sono un gesto simbolico: due volte al giorno, all’alba e a metà mattina, i monaci escono in processione dalla sala Gokusho e portano un vero pasto a Kobo Daishi, fermandosi lungo il percorso davanti alla statua dell’Ajimi Jizo perché ne assaggi il cibo. È un rito che si ripete ogni singolo giorno da oltre 1.200 anni, ed è una delle cose più impressionanti a cui potete assistere a Okunoin.

Sala Torodo

Torodo è la principale sala di preghiera del Tempio Okunoin e prende il nome dalle migliaia di lanterne che custodisce all’interno, tutte frutto di donazioni da parte di fedeli. Le lanterne sono tenute costantemente accese, tanto che si dice che alcune siano accese da centinaia di anni! La sala custodisce inoltre migliaia di statue, anche queste donate da pellegrini e visitatori.

Il Nyonindo

Fino al 1872 alle donne era vietato salire sul Monte Koya, e per accoglierle furono costruite delle sale di preghiera agli ingressi del monte, le nyonindo: le pellegrine si fermavano lì a pregare senza poter mettere piede nell’area sacra. Di quelle sale ne è rimasta soltanto una, quella di Fudozaka, un edificio piccolo e raccolto che merita la deviazione proprio per la storia che racconta.
Da qui parte anche il sentiero delle donne, il percorso di crinale che le pellegrine seguivano girando attorno a Koyasan senza mai entrarci.

Dormire al Monte Koya

Se ne avete la possibilità vi consiglio di approfittare del viaggio per trascorrere la notte sul Monte Koya, in questo modo arricchirete la vostra esperienza conoscendo meglio lo stile di vita semplice dei monaci buddisti. Essendo una meta popolare, inoltre, ci sono molte strutture a disposizione e tutte sono abituate ad accogliere ospiti stranieri tanto che anche il sistema di prenotazione è più semplice e si può fare tramite agenzie turistiche oppure online. Il costo è in genere tra i 10.000 e i 40.000 yen a persona a notte. cena e colazione a base di cucina tradizionale buddista, composta da piatti vegetariani. Essendo camere di monasteri tenete presente che sono arredate in maniera essenziale e in stile tradizionale, ma comunque piuttosto ampie e graziose. La parte più bella arriva però la mattina presto, quando gli ospiti sono invitati alla preghiera nella sala principale: i monaci recitano i sutra tra incenso e candele e voi non dovete fare altro che sedervi in fondo e ascoltare. In molti templi segue il rito del fuoco, il goma, con le tavolette di legno che bruciano una dopo l’altra mentre i canti si sovrappongono: è un’esperienza intensa che da sola vale la notte passata quassù.

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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