Aree fumatori in Giappone

Fumare in Giappone non è vietato, ma va fatto dove dicono loro. E il Giappone è pieno di posti pensati apposta: piccole cabine con il posacenere, angoli recintati vicino alle stazioni, stanzette dentro i caffè.

La regola vera è una sola, e la capisci nei primi cinque minuti: non si cammina per strada con la sigaretta accesa.

Se avete questa abitudine da casa, qui la dovete mettere da parte. Vi spiego come gira la cosa, dove trovare le aree fumatori senza impazzire, cosa rischiate se sgarrate e come funziona dentro bar e ristoranti, che è la parte che confonde di più.


Dove si fuma davvero

Le aree fumatori qui sono ovunque, basta sapere che aspetto hanno. Vicino alle grandi stazioni ne trovate quasi sempre una, a volte una cabina chiusa con l’aspiratore, a volte solo un rettangolo delimitato per terra con qualche posacenere alto.

A Shibuya, Shinjuku, Ginza le vedete piazzate agli angoli più trafficati, spesso con un cartello e la scritta che indica lo spazio riservato.

Il bello è che sono studiate per non dare fastidio: molte stanno un po’ defilate rispetto al flusso dei pedoni, altre sono chiuse su tre lati così il fumo non arriva addosso a chi passa. Dentro trovate gente in giacca e cravatta in pausa, tassisti, qualche turista spaesato che cerca di capire se può accendere.

Il patto non scritto è semplice: si fuma lì dentro, in piedi, e ci si prende due minuti. Nessuno mangia, nessuno cammina, si sta fermi e basta.

Cartello informativo sul divieto fumo stazione giappone presso la stazione di Kanda, con un uomo di passaggio.
Sui pilastri delle stazioni ferroviarie i divieti gialli sono impossibili da ignorare. Per fumare in attesa del treno dovete cercare le salette chiuse dedicate.
Cartello informativo con divieto fumo shinjuku affisso a terra su una superficie scura in Giappone.
In molti posti le regole sono stampate direttamente sui marciapiedi. Evitate assolutamente di fumare camminando, i controlli di quartiere sono rigidi e sanzionano subito.

Il divieto in strada

Nelle zone centrali delle grandi città fumare camminando è proibito, e in molti quartieri lo è anche stando fermi in mezzo al marciapiede. Molte città vietano di fumare per strada nei quartieri più affollati, tranne che nelle aree designate.

La prima a muoversi in questo senso è stata Chiyoda, il quartiere degli uffici e del Palazzo Imperiale, che ha vietato di fumare camminando nelle strade trafficate a partire dal novembre 2002, primo governo locale in Giappone a farlo. Da lì in poi mezzo Paese ha seguito.

Il motivo non è solo il fumo passivo. Nelle zone dove il divieto è più severo, si vieta anche di fumare camminando proprio per il rischio di ustioni e di mozziconi buttati a terra.

Pensateci: la sigaretta accesa che tenete in mano vi arriva più o meno all’altezza della faccia di un bambino che cammina. In una strada piena come quelle di Tokyo il ragionamento fila.

Sui marciapiedi delle zone centrali trovate spesso adesivi e cartelli che segnalano il divieto, di solito con un disegno chiarissimo, così non serve nemmeno leggere il giapponese.

Le multe che quasi mai arrivano

Le multe esistono davvero, ma nella pratica è raro che qualcuno ve le faccia pagare. Le cifre sono basse, in genere intorno ai 1.000–2.000 yen, e cambiano da quartiere a quartiere.

La cosa curiosa è che sono i singoli comuni a decidere regole e importi, quindi non c’è un’unica legge nazionale su questo: ogni zona fa la sua.

Il controllo lo fanno addetti in pettorina che girano nelle aree più calde, soprattutto vicino alle stazioni. Se ti beccano, di solito prima ti avvisano e ti chiedono di spegnere.

La multa vera e propria scatta più che altro per chi fa finta di niente e continua, o per chi butta il mozzicone per terra.

Ve lo dico sinceramente: non ho quasi mai visto qualcuno pagare sul posto. Ma non prendetela come un via libera, perché il punto non è la multa. Qui il fastidio agli altri conta parecchio, e un turista che fuma camminando in mezzo alla gente si fa notare in un attimo, nel senso sbagliato.

Dentro bar e ristoranti

Qui la faccenda si complica, perché la regola dipende dalle dimensioni del locale. In linea generale nei ristoranti e nei caffè non si fuma più al tavolo, se non in stanze separate apposta.

Con la legge sulla promozione della salute entrata in vigore, la maggior parte dei ristoranti ha adottato il divieto totale di fumo al chiuso, e le aree fumatori dentro caffè, ristoranti e izakaya sono state eliminate.

C’è però un’eccezione grossa, che spiega perché in tanti localini ancora si fuma tranquillamente. I ristoranti e i bar con una superficie di 100 metri quadri o meno, cioè tanti piccoli locali di quartiere, possono permettere il fumo al chiuso a patto di esporre all’ingresso un cartello che lo segnala.

Quindi il piccolo izakaya con dieci posti al bancone e la nuvola di fumo esiste ancora, ed è tutto regolare. La regola vera, riassumendo la logica, è questa:

  • Nei locali grandi e nelle catene di solito non si fuma, oppure c’è una stanza chiusa dedicata.
  • Nei piccoli bar e izakaya spesso si fuma, e lo capite dal cartello all’ingresso.
  • Dove c’è una stanza fumatori separata, dentro non si può mangiare, solo fumare.
  • Se non siete sicuri, guardate il cartello alla porta o chiedete al personale prima di sedervi.

Se il fumo vi dà fastidio, imparate a riconoscere l’adesivo all’entrata: c’è sempre, per legge, e vi dice subito se in quel posto si fuma o no.

Caffè e grandi catene

Nelle catene di caffè la situazione è più ordinata e prevedibile. Posti come Doutor, Komeda’s Coffee e Veloce hanno rifatto molti locali, e ora o sono completamente senza fumo o hanno una stanzetta a parte con la porta a vetri.

Catene diffuse in tutto il Paese come Doutor, Komeda’s Coffee e Veloce hanno riprogettato i loro caffè per essere o totalmente liberi dal fumo o dotati di una stanza fumatori dedicata, e le nuove regole stanno cambiando anche gli izakaya.

La stanza fumatori dei caffè è un mondo a parte: entri, c’è l’aspiratore che ronza, spesso qualche sgabello, e il caffè te lo porti dietro.

Non è un salottino comodo, è un box funzionale dove ti fai la sigaretta e torni al tavolo. Se vi capita di cercare un posto tranquillo per lavorare al computer, tenetelo presente: alcuni di questi caffè sono nati anche come rifugio per chi fumava, e l’aria della sala principale a volte lo ricorda ancora un po’.

Le sigarette riscaldate

Il Giappone va matto per le sigarette che si scaldano invece di bruciare. Prodotti a tabacco riscaldato come IQOS di Philip Morris, Ploom Tech di Japan Tobacco e Glo di BAT sono molto diffusi in Giappone, e pur essendo considerati meno fastidiosi per chi sta vicino restano soggetti quasi alle stesse regole delle sigarette normali.

Tradotto: anche con lo IQOS non potete andarvene in giro fumando per strada. Le regole sulle aree designate e sul divieto di camminare valgono uguale.

C’è però una piccola apertura in più al chiuso. Alcuni locali offrono aree riservate solo al tabacco riscaldato: possono essere stanze dove si fuma ma non si mangia né si beve, oppure zone con posti a sedere dentro un caffè dove si può fumare e mangiare insieme.

Quindi se usate lo IQOS avete qualche possibilità in più di trovare un tavolo dove è concesso. Vi conviene comunque controllare i cartelli, perché la distinzione tra sigaretta classica e riscaldata cambia da locale a locale.

Dove comprare le sigarette

Comprare le sigarette è la parte più facile di tutte. Ogni konbini le vende, quindi 7-Eleven, FamilyMart e Lawson sono la strada più semplice: sono dietro la cassa, si comprano a qualsiasi ora e si paga insieme al resto.

Il commesso dà un’occhiata per capire se siete maggiorenni, e a volte alla cassa dovete toccare un tasto sullo schermo che conferma l’età. Niente di complicato.

I distributori automatici sono un’altra storia. Ne vedete parecchi in giro, ma per i turisti sono di fatto inutilizzabili. Dal 2008 comprare da queste macchinette richiede una tessera speciale chiamata Taspo, che verifica che si abbiano più di vent’anni, e viene rilasciata solo ai residenti in Giappone.

Quindi lasciate perdere i distributori e andate dritti al konbini.

Un paio di cose pratiche da tenere a mente quando le comprate:

  • L’età minima per fumare e comprare tabacco qui è vent’anni, non diciotto.
  • I prezzi di un pacchetto girano più o meno sui 500–650 yen, con qualche variazione tra le marche; conviene controllare al momento perché cambiano.
  • Le ricariche per IQOS, Glo e simili si trovano in molti konbini, a volte in un espositore separato: se non le vedete, chiedete al personale.
  • Se pensate di fumare in giornata, comprate al konbini quando ci passate, così non vi ritrovate a cercare a vuoto.

Come trovare un’area fumatori

Trovare dove accendere è quasi sempre questione di alzare gli occhi e cercare i cartelli giusti. Vicino alle stazioni grandi c’è quasi sempre uno spazio, spesso segnalato da un simbolo con la sigaretta dentro un riquadro.

Se non lo vedete subito, questi sono i punti dove guardare per primi:

  • Le uscite delle stazioni, dove le aree stanno spesso in un angolo un po’ fuori dal passaggio.
  • I piazzali e gli slarghi tra i palazzi degli uffici, soprattutto nelle zone di lavoro come Shinjuku e la zona di Chiyoda.
  • Alcuni konbini che hanno un posacenere all’esterno, anche se sono sempre meno.
  • I piani con i ristoranti dentro i grandi centri commerciali, dove di solito c’è una stanza fumatori segnalata sulla mappa del piano.

Io vi direi di prendere l’abitudine di segnarvi mentalmente l’area fumatori quando la incrociate camminando, anche se in quel momento non vi serve. Così quando ne avete voglia sapete già dove tornare, invece di girare a vuoto con la sigaretta in mano e il rischio di accenderla nel posto sbagliato.

Se il fumo vi dà fastidio

Anche chi non fuma ha qualcosa da guadagnare da queste regole. All’aperto, nelle strade centrali, difficilmente vi ritrovate qualcuno che vi soffia il fumo in faccia mentre camminate, proprio perché non si può fare.

Il fumo passivo, quando c’è, è concentrato dentro le cabine e le stanze apposta, dove entra solo chi vuole.

Il punto delicato resta il piccolo izakaya o il bar di quartiere, dove la nuvola c’è ancora. Se viaggiate con bambini o non sopportate il fumo a tavola, la mossa giusta è guardare il cartello all’ingresso prima di sedervi: ve lo dice subito.

Nei locali grandi e nelle catene di caffè, invece, andate abbastanza tranquilli.

Alla fine il sistema giapponese sul fumo mi sembra uno dei più sensati che ho visto: non ti dice di smettere, ti dice dove farlo senza rompere le scatole agli altri. Un fumatore trova un posto ogni pochi passi, chi non fuma respira aria pulita per strada.

Voi da che parte state, di quelli che cercano la cabina o di quelli che tirano un sospiro di sollievo?

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).