Yoshimine-Dera

Sulle colline ad ovest di Kyoto, sorge un vasto complesso di edifici, ciascuno con il proprio stile architettonico, che compongono il tempio di Yoshimine-dera.

Nonostante la sua posizione isolata e l’impervio sentiero che si deve percorrere (e trovare!) per raggiungerlo, questo tempio attira ogni anno tantissimi visitatori e pellegrini che  possono non solo scoprire la cultura e la storia che si cela dietro antichissimi edifici, ma anche godere di splendidi panorami sulla città di Kyoto e ammirare una natura meravigliosa che in primavera regala paesaggi suggestivi durante la fioritura dei ciliegi.

Mappa:

Nome: Yoshimine-Dera
Orario: Dalle 8 alle 17
Costo a persona: 500yen


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La storia

Il tempio risale al 1209 quando fu costruito dal monaco Gensan. Analogamente ad altri templi di Kyoto, anche Yoshimine-dera venne più volte distrutto da incendi e guerre, in particolare durante la guerra di Onin, e successivamente venne ricostruito. Per questo la maggior parte degli edifici che potete ammirare oggi non rispecchiano fedelmente gli originali, ma risalgono al periodo compreso tra il XVII e XX secolo. La ricostruzione degli edifici fu finanziata in gran parte da Keishoin, la concubina dello shogun Tokugawa Iemitsu, ritenuta la principale benefattrice del tempio.

Il tempio Yoshimine-dera si sviluppa su un’area molto vasta e comprende numerosi edifici, perciò vi consiglio di prendevi una giornata per visitarlo in tutta calma. All’entrata, situata ai piedi della collina vi verrà consegnata una mappa del luogo: conservatela con cura per evitare di perdervi! Appena giunti all’imponente porta Sanmon che segna l’accesso al tempio verrete accolti dai due leoni che la sorvegliano, i Nio, costruiti dal celebre scultore giapponese Unkei e più antichi della porta stessa: risalgono al XII secolo, mentre la porta fu ricostruita nel 1692 dopo che l’originale andò distrutto a causa della guerra civile. Il tetto tegolato e l’architettura imponente e riccamente decorata la rendono uno dei gioielli architettonici del tempio. Una volta oltrepassata la porta, raggiungerete il principale edificio del tempio, il Kannon-do, anche questo ricostruito dopo che la guerra civile distrusse l’originale. Proseguendo nelle vostra visita, quasi nascosta tra la vegetazione troverete una delle attrazioni principali del tempio: il piccolo campanile Tsurigane-do. Se visitate il tempio durante il capodanno avrete l’occasione di ascoltare i 108 rintocchi della campana; il numero 108 non è scelto a caso, ma ha un grande significato simbolico nella religione buddista; in questo caso serve ad iniziare l’anno nuovo tenendo lontano il male. Tsurigane-do fu voluta da Keishoin come dono per il figlio e con la funzione di proteggerlo, per questo viene chiamata campana di protezione ‘Yakuyoke’. Un altro edificio molto importante è il Goma-do al cui interno sono custodite cinque statue raffiguranti le divinità del fuoco, chiamate Myoo, che con i loro colori intensi e sgargianti hanno un impatto molto forte sul visitatore anche se con il passare degli anni hanno perso un po’ la loro ‘brillantezza’ originale.  Le statue sono sculture abbastanza recenti rispetto all’edificio che le custodisce, risalente al 1692.

Anche la natura del tempio riesce a sorprendere i visitatori con le sue antiche e bizzarre bellezze. Una delle meraviglie che in realtà è poco conosciuta dai turisti, ma molto amata in particolare dai bambini, è un gigantesco e antico albero di pino, chiamato “il pino che gioca a fare il drago” proprio perché cresce orizzontalmente per oltre 55 metri e il suo profilo ricorda proprio un drago. Questo albero è il pino più grande del Giappone e anche uno dei più antichi considerato che affonda le sue radici nel terreno del tempio da  più di 600 anni. Il valore storico del pino lo ha reso uno dei monumenti naturali più importanti a livello nazionale.

Un altro edificio che occupa una posizione di rilievo all’interno del tempio per il suo inestimabile valore culturale è la sala dei Sutra, al cui interno potete ammirare una vasta collezione di sutra che furono stampati sotto la supervisione del monaco zen Tetsugen Doko in un’operazione complessa che durò numerosi anni. La collezione fu poi donata al tempio da Keishoin nell’anno della sua morte.

Se invece siete alla ricerca dell’elisir di lunga vita, provate a bere un sorso dell’acqua santa, chiamata Okosui, che sgorga dalla bocca della fontana del drago: secondo la leggenda sarebbe in grado di allungare la vita! La fontana si trova nei giardini del tempio, all’interno di una piccola grotta; in questo luogo tranquillo potete trascorrere qualche istante a rilassarvi e riposarvi con il dolce suono dell’acqua in sottofondo.

Uno dei luoghi più amati dai pellegrini è il Shakado che ospita al suo interno la statua del Buddha Shakyamuni, realizzata dal monaco Gensan Shonin nell’XI secolo; si crede che questa figura abbia il potere di guarire le persone per questo fu trasferita qui dalla cima della montagna su cui era stata originariamente collocata per permettere ai pellegrini di avvicinarvisi. É una delle poche statue sacre che i fedeli possono toccare ed è un’usanza molto comune porre delle monetine nelle piccole crepature che la statua presenta e che si sono formate spontaneamente con il passare degli anni.

Salendo verso l’alto, sopra il tempio principale, troverete un bellissimo santuario all’aperto che offre uno splendido panorama sulla valle e su Kyoto. Il santuario di Keisho-dan è dedicato a Keishoin, l’artefice e la finanziatrice della ricostruzione di Yoshimine-dera. Nel santuario potrete ammirare una statua della donna, raffigurata mentre prega in ginocchio e, accanto a lei, si trova un piccolo cane: la presenza dell’animale è dovuta all’amore del figlio di Keishoin per i cani. Il tempio ospita anche il mausoleo di Keishoin dove sono custodite le sue reliquie e anche una ciocca dei capelli della donna.  Infine, non perdetevi l’edificio più sacro del tempio: il santuario Okunoin che custodisce la statua del Buddha della Medicina, Yakushi Nyorai. Questa figura simboleggia la guarigione e si ritiene che la statua, scolpita nel 1692, abbia il potere di guarire chi si rivolge ad essa. L’intero tempio ruota attorno al tema della guarigione e per questo attira numerosi pellegrini e fedeli bisognosi di aiuto.

Un’esperienza unica

Se volete vivere un’esperienza unica ed indimenticabile, recatevi in visita al tempio la seconda domenica del mese. In questo giorno viene esposta al pubblico la statua principale del tempio che rappresenta Senju Kannon dotato di 42 braccia: su ciascuna mano poggia uno strumento che simboleggia il potere di guarigione di Senju Kannon.

Inoltre, sempre nella seconda domenica di ogni mese, i pellegrini hanno la possibilità di godere dei benefici di un bagno curativo a base di erbe all’interno di uno stabilimento creato appositamente per questa cerimonia: questo permette loro di purificare, oltre alla mente, anche il corpo.

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