Kokedera

Entrando in questo tempio vi sembrerà di essere catapultati in un mondo parallelo in cui vi ritroverete circondati dalle infinite tonalità di verde e giallo di centinaia di specie di muschio e piante che vi avvolgeranno con il loro profumo; una foresta incantata in cui il silenzio è interrotto solo dal mormorio del vento che al mattino spazza via la foschia permettendo ai raggi del sole di penetrare tra la fitta vegetazione.

É proprio per questo che il tempio di Saihoji, situato ai piedi del monte Arashiyama, viene comunemente chiamato Kokedera, che letteralmente significa tempio del muschio. Nel giardino dei “profumi dell’ovest” di questo tempio, sede del Buddismo Rinzai Zen, il terreno è infatti interamente ricoperto da un soffice e sottile strato di muschio che si fa strada tra alberi millenari, aceri e bambù che ogni giorno ricevono le cure di esperti giardinieri. Il tempio di Saihoji è un must tra i turisti e pellegrini che restano affascinati da uno spettacolo naturale senza eguali.

By: cdotwright

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Nome: Kokedera


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Da monastero a tesoro nazionale

Il tempio di Saihoji risale al periodo Nara, e fu costruito dal monaco buddista Gyoki nel punto in cui in precedenza sorgeva una delle dimore del Principe Shotoku. Il tempio venera la divinità di Amida Buddha, in giapponese chiamato Amitabha o ‘Luce Infinita’, che simboleggia l’energia del loto. Si tratta del Buddha più importante del Paradiso Occidentale che in giapponese viene chiamato “Saiho Jodo”: da qui deriva il nome del tempio. Nel corso del tempio Saihoji cadde nell’oblio, ma si risollevò dal suo stato di degrado quando, nel 1339, il monaco Fujiwara Chikahide affidò al celebre monaco e giardiniere giapponese Muso Soseki il compito di far ritornare il tempio al suo antico splendore. Soseki diede nuova vita al tempio realizzando altri sette giardini e trasformando le antiche rovine in un monastero sede della scuola Rinzai Zen.

Secondo gli storici il giardino originale era caratterizzato dal classico “paesaggio secco” ricoperto di sabbia bianca e il muschio non era previsto nel progetto di Muso, ma cominciò a comparire durante il periodo Meji a causa della mancanza di fondi necessari alla manutenzione del giardino; quando il muschio ricoprì interamente il giardino i monaci lo presero come un segnale della natura che si faceva strada e prendeva possesso del terreno che le spetta: da allora cominciarono a curare quotidianamente il muschio.  Successivamente il tempio subì gravi danneggiamenti causati da alluvioni e dalla guerra di Onin, ma nel corso degli anni venne poi ricostruito.

Il tempio è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e rappresenta uno dei tesori nazionali più importanti del Giappone oltre che ‘un paesaggio di straordinaria bellezza’.

Il cuore e la mente del tempio

Il famoso giardino di muschio è l’attrazione principale del tempio e si trova nella parte est. Il giardino è ‘nascosto’ da una fitta vegetazione e circonda un lago la cui forma ricorda il carattere cinese usato per indicare “cuore” o “mente”; prendetevi del tempo per passeggiare nel giardino percorrendo il sentiero che si dirama intorno al lago e approfittatene per ammirare le circa 120 varietà di muschio che compongono questa oasi naturale. Godetevi l’atmosfera serena e la pace che dominano questo luogo che rappresenta il principale e anche il più antico giardino zen per la meditazione a livello nazionale.

Il giardino di muschio custodisce anche tre case del tè, edifici di enorme valore culturale e storico: Shonan-tei,  risalente al XIV secolo, rappresentò il rifugio di Iwakura Tomoni; Shoan-do  prende il nome dalla statua in legno di Sen Shoan custodita al suo interno;  Tanhoku-tei si aggiunse alle altre due case del tè nel 1928 quando fu donata al tempio dal famoso artista delle ceramiche Zoroku Mashimizu.

Proseguendo il tour  nell’area est del tempio, potrete visitare la sala principale, Sairai-do, ricostruita nel 1969, anno in cui la statua di Amithaba venne collocata al suo interno. Oltre alla statua potete ammirare anche gli splendidi dipinti che decorano le porte scorrevoli della sala; furono realizzati dal celebre pittore Insho Domoto. Accanto alla sala si trova lo studio dei monaci e la pagoda a tre piani, un edificio molto importante a livello culturale poiché al suo interno sono conservate le copie dei sutra realizzate dai monaci del tempio. Nella parte nord del tempio potete ammirare anche un tradizionale giardino zen costituito da una cascata di rocce, posizionate in maniera accurata e non casuale; questa zona, frutto della maestria di Muso, ha influito enormemente sulla visione tradizionale dei giardini. Le rocce raffigurano elementi naturali, come vulcani, isole e scogliere e questo fu il primo ‘paesaggio secco’ (karesansui) o giardino zen nella storia: un’innovazione epocale che produsse profondi cambiamenti nell’architettura giapponese dei giardini. Accanto al giardino zen potete visitare anche una sala, chiamata Shito-an.

Durante la visita al tempio vi capiterà di notare qua e là alcuni monumenti molto importanti; tra questi c’è un monumento in pietra con inciso un verso di Kyoshi Takahama, una statua raffigurante Muso Seseki e un monumento che riporta alcune frasi di Jiro Osaragi.

La stagione migliore

Il periodo migliore per visitare il giardino è durante la stagione delle piogge quando l’acqua favorisce la crescita del muschio e lo rende più verde. In alternativa potete visitare Saihoji in autunno quando il verde del muschio si fonde con colori caldi delle foglie regalando uno spettacolo unico. Ricordatevi di prenotare la visita: nel tentativo di tutelare questa oasi naturale, dal 1977 l’accesso giornaliero è consentito solo ad un numero limitato di visitatori.

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