Tempio Zoshigaya Kishimojin

Ogni anno, attorno alla metà di ottobre, una lunga processione di lanterne adornate di fiori di ciliegio raggiunge il tempio Zoshigaya Kishimojindo, illuminando le vie del quartiere Ikebukuro. A questa suggestiva commemorazione notturna prendono parte tantissimi fedeli che rendono omaggio al monaco buddista Nichiren, fondatore del Buddismo Nichiren. Il festival di Oeshiki è un evento molto atteso che si celebra in tutto il paese, presso i templi della scuola Nichiren, attorno al 13 ottobre, anniversario della morte di Nichiren: a Zoshigaya si svolge invece dal 16 al 18 ottobre ed è uno dei più spettacolari e solenni, e per grandezza e numero di partecipanti è secondo solo al festival del tempio Ikegami Honmonji.

Questa bellissima cerimonia è anche un’ottima occasione per visitare il complesso del tempio, un importante patrimonio culturale e storico, composto da edifici storici del Seicento, riconosciuti come bene culturale importante del Giappone.

Visitare il tempio

La storia del Zoshigaya Kishimojindo Temple ebbe inizio nel 1578, quando venne eretto un primo piccolo oratorio per custodire la statua della divinità, ritrovata pochi anni prima: l’edificio principale che vedete oggi fu invece costruito nel 1664 grazie alla donazione della moglie del signore feudale di Hiroshima, e gli fu affiancato l’Haiden nel 1700. Il tempio venera Kishimojin, la divinità protettrice dei bambini piccoli, la cui storia è particolarmente interessante: il nome tradotto letteralmente significa “dea madre dei demoni” ed infatti in origine Kishimojin era un demone che rapiva e divorava i neonati.  Quando Buddha la convertì Kishimojin si è trasformata nella dea della fertilità e protettrice della vita dei più piccoli: per questo la vedete spesso raffigurata con un neonato tra le braccia.

Potete ammirare la figura di Kishimojin all’interno dell’edificio principale (Honden), dove i fedeli si recano spesso ad invocare l’aiuto di questa divinità. Attraverso un passaggio diretto è possibile accedere all’Haiden, un altro edificio in cui solitamente vengono lasciate le offerte per la divinità. All’entrata troverete una sezione dove sono esposte delle piccole targhe di legno raffiguranti il frutto del melograno, simbolo della fertilità spesso associato a Kishimojin; chi vuole può prendere una targa e incidervi i propri desideri o richieste alla divinità.

Oltrepassando l’Honden si raggiunge il santuario di Myokendo, che fu aggiunto al complesso solo in tempi successivi. Questo luogo è dedicato a Myoken Bosatsu, una divinità buddista che raffigura la Stella del Nord o i Trioni. Considerato il guardiano dei cavalli e divinità guida in grado di aiutare chi si smarrisce a ritrovare la strada, nell’antichità era venerato da samurai e contadini. Molti lo ritengono anche un protettore della vista e si recano al tempio proprio per invocare la guarigione da malattie degli occhi o difficoltà visive. Accanto al Myokendo si trovano altre targhe di legno, su cui è disegnato il simbolo dei Trioni: anche in questo caso potete utilizzarle per scrivere i vostri desideri.

Ritornando indietro verso l’entrata soffermatevi a guardare le due piccole statue di Nio, che sorvegliano l’ingresso al tempio: in origine queste due figure decoravano una porta Torii che fu poi rimossa nel periodo Edo.

Il ginkgo secolare e la bottega di dolci

Nel cortile del tempio è impossibile non notare il grande ginkgo, un albero di circa 700 anni, alto poco più di 30 metri e con un tronco di undici metri di circonferenza. È l’albero sacro del complesso ed è protetto come monumento naturale di Tokyo: da sempre le donne vengono a pregare ai suoi piedi per avere un figlio, una devozione che si intreccia con quella per la divinità del tempio.

Poco distante c’è una piccola baracca di legno che è una vera capsula del tempo: è la bottega di dolci Kamikawaguchiya, aperta nel 1781 e considerata la più antica del Giappone. La stessa famiglia la manda avanti da tredici generazioni e sui banchi trovate un centinaio di dagashi, le caramelle e gli snack da pochi yen con cui sono cresciute generazioni di bambini giapponesi.

Festival di Oeshiki

Se vi capita di essere in Giappone in occasione di questo festival vi consiglio di assistere ad una delle  processioni di lanterne che si svolgono durante le serate dell’evento, generalmente attorno alle 19:00. Il 17 ottobre la partenza è prevista presso Seido Kishimojindo e la processione si fa strada verso il tempio arrivando a destinazione in circa 30 minuti. Ma la processione più grande e spettacolare si svolge l’ultima sera, il 18 ottobre: in questo caso il ritrovo è alla stazione di Ikebukuro, dove circa 20 gruppi si radunano e si incamminano verso il tempio sorreggendo ciascuno la propria lanterna. Lungo il percorso a loro si uniscono altri partecipanti e così, quasi come se fosse una lotta tra l’oscurità e la luce, quest’ultima ha la meglio: il numero di lanterne si moltiplica mano a mano che ci si avvicina al Zoshigaya Kishimojindo Temple, inondando di luce le vie attorno al tempio. Solitamente si arriva all’edificio in tarda serata, verso le 22.

Come arrivare

Il tempio si trova nel quartiere di Zoshigaya, poco a nord di Ikebukuro: dalla stazione di Zoshigaya della linea Fukutoshin prendete l'uscita 1 e camminate cinque minuti tra le case basse del quartiere fino al viale alberato che porta all'ingresso.
Il modo più bello per arrivarci resta però il vecchio tram della linea Toden Arakawa: si scende alla fermata Kishibojinmae e in un paio di minuti siete davanti al tempio.

Da Ikebukuro potete anche fare tutto a piedi, sono una quindicina di minuti lungo Meiji-dori: è lo stesso percorso della processione di lanterne di ottobre.

Informazioni utili

Nome: Tempio Zoshigaya Kishimojin
Costo a persona: ingresso gratuito
Durata visita: Vi suggerisco 30-45 minuti per il complesso principale; dedicateci 1 ora se volete scoprire la storica bottega di dolci e ammirare il grande ginkgo di 700 anni.
Giorni di chiusura: La storica bottega di dolci nel recinto del tempio resta chiusa nelle giornate di pioggia.
Consigli utili: Se potete scegliete l'8, il 18 o il 28 del mese: sono i giorni in cui nel recinto si vendono gli osen dango, i dolcetti legati al tempio. E date un'occhiata a come è scritto il nome della divinità sulle insegne: il carattere del demone è senza corno, perché qui Kishimojin ha lasciato la sua natura mostruosa.
Trasporti:
  • Stazione Zoshigaya (Tokyo Metro Fukutoshin): uscita 1, circa 5 minuti a piedi
  • Fermata Kishibojinmae (tram Toden Arakawa): 2 minuti a piedi
  • Dalla stazione di Ikebukuro 15 minuti a piedi

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Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
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