Viaggio in Giappone e Hawaii

Mettere insieme Giappone e Hawaii nello stesso viaggio è una di quelle idee che ti rimangono in testa. Prima templi, treni proiettile, quartieri infiniti; poi mare caldo e tramonti sull’oceano, e alla fine di nuovo Tokyo con le sue luci prima del rientro. È davvero due viaggi in uno, ma se lo organizzi bene diventa un unico percorso logico, non un patchwork di voli a caso.

Io onestamente lo vedo così: Europa → Giappone → Hawaii → di nuovo Tokyo → Europa. Prima vi buttate nelle atmosfere giapponesi, poi vi staccate tutto alle Hawaii e alla fine tornate a Tokyo per gli ultimi giorni e per avere connessioni aeree migliori. La cosa bella è che da Tokyo partono molti voli diretti economici per le Hawaii, che in meno di 10 ore di volo vi portano dall’altra parte del Pacifico. E tornare di nuovo a Tokyo dopo le Hawaii non è solo bello: spesso conviene proprio per costi e incastri di orari.

Perché abbinarli

Giappone e Hawaii funzionano bene insieme perché offrono due energie opposte. Il Giappone è intensità: quartieri giganteschi, treni puntualissimi, templi, cibo ovunque, cartelli in giapponese che non capisci subito ma che dopo qualche giorno inizi quasi a “leggere”. Le Hawaii sono il contrario: ritmo lento, infradito, mare, vento caldo, il tempo che si allunga e finalmente smettete di correre da una parte all’altra.

Ve lo dico subito: ha senso abbinarli quando volete un grande viaggio speciale, non la classica settimana di mare. È perfetto come viaggio di nozze lungo, come anniversario importante, come regalo che ci si fa dopo anni che si sogna il Giappone ma anche il Pacifico tropicale. Il bello è che non dovete scegliere: potete avere Tokyo e Kyoto nella stessa vacanza in cui vi fate anche il bagno al tramonto alle Hawaii.

L’altro motivo per cui secondo me questo abbinamento funziona è che Tokyo è un hub gigantesco. Da qui partono tantissimi voli verso Honolulu e altri aeroporti hawaiani, spesso con tariffe competitive. Questo vi permette di costruire il viaggio come:

Europa → Tokyo → Hawaii → Tokyo → Europa

senza dovervi incastrare con scali strani. E rientrare a Tokyo dopo le Hawaii non è solo “romantico”, è anche pratico: rilascia la tensione sulle coincidenze e vi dà più margine se succede qualche ritardo.

Quando andare

La scelta del periodo è importante perché il Giappone cambia completamente faccia con le stagioni, mentre le Hawaii sono più stabili ma non identiche tutto l’anno. Io di solito ragiono così.

La primavera (indicativamente da fine marzo a maggio) è uno dei momenti migliori per la parte giapponese: temperature miti, fioriture in varie zone, giornate sempre più lunghe. Camminare a Tokyo, Kyoto o Nara è un piacere, non una sopravvivenza. Alle Hawaii, nello stesso periodo, trovate mare già caldo e condizioni molto buone per godervi la spiaggia. Se sognate i ciliegi e l’oceano nella stessa vacanza, questa è una finestra perfetta.

L’autunno in Giappone (ottobre–novembre) è spettacolare: foglie rosse, aria fresca, poca umidità, luce bellissima per le foto e temperature ideali per stare fuori tutto il giorno. Alle Hawaii il clima resta tropicale, con qualche pioggia in più in certe settimane ma niente che rovini davvero il viaggio. Se vi piace camminare e fotografare, io onestamente metterei questo periodo in cima alla lista.

L’inverno è per chi ama i contrasti forti. In Giappone potete trovare freddo, in alcune zone neve, onsen fumanti all’aperto, luci invernali nelle città. Alle Hawaii, intanto, avete mare caldo in pieno inverno. È quel classico viaggio in cui partite con il cappotto e tornate con ancora la sabbia tra le dita dei piedi. Ve lo dico sinceramente: se non soffrite troppo il freddo, ha un fascino enorme.

L’estate (giugno–agosto) è la combinazione più delicata. Il Giappone è molto caldo e umido, con stagione delle piogge e possibili tifoni. Le Hawaii sono ovviamente piacevoli per il mare, ma se soffrite il caldo l’insieme può risultare pesante. In questo caso ha senso accorciare la parte di grandi città giapponesi, magari puntare su zone di montagna o mare in Giappone, e usare le Hawaii come parte centrale più “ventilata”.

In generale, se potete scegliere, io vi direi di puntare su primavera o autunno. Sono i periodi in cui è più facile godersi sia le città giapponesi che il mare hawaiano, senza estremi di temperatura né da una parte né dall’altra.

Voli e biglietti

Il cuore logistico del viaggio è capire bene come gestire i voli. La struttura che ha più senso, secondo me, è questa: un biglietto Europa–Giappone–Europa, e un biglietto separato Tokyo–Hawaii–Tokyo.

Perché così? Perché da Tokyo partono molti voli diretti per le Hawaii, spesso con prezzi interessanti e orari comodi. In meno di 10 ore di volo arrivate a Honolulu o su altri aeroporti hawaiani principali, senza scali intermedi. È un collegamento molto più diretto di quello a cui si pensa quando si guarda la mappa.

Il discorso si complica quando entra in gioco la parola “separati”. Quando comprate:

  • un biglietto A/R Europa ↔ Tokyo
  • e un biglietto A/R Tokyo ↔ Hawaii

Le compagnie aeree li considerano due viaggi totalmente distinti. Questo significa che, se il volo Hawaii → Tokyo fa un grosso ritardo e voi perdete il volo Tokyo → Europa, la compagnia del volo per l’Europa non è tenuta a riproteggervi: dal loro punto di vista è come se non vi foste presentati, punto. In casi del genere può voler dire ricomprare da zero il volo intercontinentale, con cifre importanti.

Per evitare questa situazione, io vi consiglio sempre di fare così: quando rientrate dalle Hawaii, non mettete la coincidenza per l’Europa a poche ore di distanza. Meglio ancora, fate proprio quello di cui parliamo in questo articolo: rientro dalle Hawaii → qualche notte a Tokyo → volo per l’Europa. In questo modo:

  • non avete una “coincidenza” vera e propria, ma due viaggi separati con mezzo Giappone in mezzo
  • se il volo dalle Hawaii fa ritardo, voi avete comunque un margine enorme prima del volo intercontinentale
  • potete godervi gli ultimi giorni a Tokyo senza ansia da aeroporto

Se invece trovate un biglietto unico che colleghi Europa, Giappone e Hawaii nello stesso itinerario (tutti voli sullo stesso biglietto), il problema è meno serio perché le compagnie sono obbligate a riproteggervi in caso di ritardi importanti. Però, siccome spesso il mix più conveniente è proprio avere biglietti separati, trovo molto più sensato ragionare fin dall’inizio in questo modo: rientro dalle Hawaii e almeno una notte intera a Tokyo prima del volo verso casa.

Itinerario base

Per l’itinerario base io mi ispiro alla logica del mio “Giappone Spettacularis”, ma infilando in mezzo la parentesi hawaiana e tenendo Tokyo sia all’inizio che alla fine. L’idea è dare al viaggio un ritmo chiaro: prima Japan-mode, poi oceano, poi di nuovo luci di Tokyo.

Immaginiamo un viaggio di circa 17–18 giorni in totale. Potrebbe avere questa struttura:

  • i primi 2–3 giorni a Tokyo per ambientarsi e vedere i quartieri principali
  • spostamento a Kyoto con shinkansen, con in mezzo Nara e magari una serata a Osaka
  • una giornata facoltativa per Hiroshima e Miyajima, se vi sentite in forma
  • ritorno a Tokyo e volo Tokyo → Hawaii
  • una manciata di giorni di mare alle Hawaii, senza cambi di hotel
  • rientro Hawaii → Tokyo con almeno una notte, meglio due, per chiudere il viaggio nella metropoli

Se arrivate all’aeroporto di Tokyo, io vi consiglio di fare proprio così: 2–3 giorni iniziali a Tokyo, in cui:

  • prendete confidenza con metropolitana, Suica/Pasmo, conbini
  • vi fate travolgere subito da Shibuya, Shinjuku, Asakusa, Ueno
  • sistemate i piccoli dettagli pratici del viaggio (SIM, pass, eventuali spostamenti successivi)

In questo modo arrivate a Kyoto già “caldi”, sapete come muovervi, e quando poi alla fine del viaggio tornate a Tokyo non siete spaesati: potete dedicare gli ultimi giorni a rivedere i quartieri che vi mancano, a fare shopping o a salire su qualche punto panoramico che avete lasciato per la fine.

Se vi piace l’idea di “itinerario tipo”, un esempio molto concreto potrebbe essere: primi 3 giorni Tokyo (Shibuya, Shinjuku, Asakusa, Ueno, Harajuku), poi 5–6 giorni tra Kyoto, Nara, magari una sera a Osaka e un giorno a Hiroshima/Miyajima, quindi ritorno a Tokyo, volo per le Hawaii, 4–5 notti su un’unica isola e infine 1–2 notti a Tokyo prima del volo di rientro. Non è un dogma, ma dà un’idea chiara di come incastrare le parti senza fare su e giù a caso.

Variante Kansai

Se il vostro volo internazionale arriva all’aeroporto del Kansai (Osaka), la storia cambia un po’ e può avere ancora più senso lasciare Tokyo tutta alla fine, dopo le Hawaii. In pratica, invece di iniziare dalla metropoli, iniziate subito con il Giappone più “classico”: Kyoto, Nara, i santuari, i cervi nel parco, i vicoli di Gion.

In uno schema del genere potreste fare così: arrivo a Osaka, direttamente treno per Kyoto, base lì per diversi giorni. Da Kyoto vi muovete verso Nara per una gita in giornata, magari vi tenete una sera a Osaka Dotonbori per vedere un Giappone più caotico e pieno di insegne, decidete se inserire Hiroshima e Miyajima in giornata o con una notte fuori. Solo dopo questa parte “centrale” prendete lo shinkansen per Tokyo, dormite una notte e poi volate verso le Hawaii.

Le Hawaii diventano il pezzo in mezzo, la parentesi di mare e sabbia, e al ritorno rientrate di nuovo su Tokyo per gli ultimi giorni. In questo modo Tokyo diventa proprio il gran finale del viaggio: arrivate dal mare con la pelle ancora salata e vi ritrovate all’improvviso sotto le luci di Shinjuku e Shibuya. Io onestamente la trovo una sequenza molto bella: prima Giappone delle tradizioni, poi oceano, poi Tokyo come ultimo colpo di scena.

Questa variante Kansai la vedo adatta a chi ama soprattutto templi, quartieri storici, città di dimensione media e preferisce tenere la grande metropoli per il finale. E funziona benissimo anche dal punto di vista dei voli, perché potete fare un Europa → Osaka all’andata e un Tokyo → Europa al ritorno, sfruttando sempre Tokyo come hub dopo le Hawaii.

Quale isola alle Hawaii

Per un viaggio Giappone + Hawaii la scelta, nella pratica, ruota quasi sempre attorno a quattro isole principali. Per una prima volta, dopo un itinerario già pieno in Giappone, io vi direi di pensarla così:

  • Oahu È l’isola che consiglio più spesso come prima scelta: Honolulu e Waikiki offrono il mix più facile tra spiaggia, ristoranti, negozi e servizi, ci si muove bene anche con i mezzi o con tour organizzati, e dopo il Giappone non dovete impazzire con l’auto. Perfetta se volete mare ma anche un po’ di “vita” la sera.
  • Maui Più resort e natura, meno città. Ha senso se puntate a stare in un bel albergo e muovervi poco, magari con qualche escursione mirata. In genere è più cara di Oahu e richiede un minimo di organizzazione in più, ma per una coppia in viaggio speciale può essere una scelta bellissima.
  • Kauai È l’isola più selvaggia e verde: scogliere, trekking, pioggia improvvisa e paesaggi che sembrano dipinti. La vedo adatta a chi ama camminare e stare nella natura, non a chi immagina solo sdraio e cocktail in mano. Dopo un Giappone già intenso, io ve la consiglierei solo se avete parecchi giorni.
  • Big Island Qui il protagonista è il vulcano, insieme a paesaggi molto diversi tra loro (zone laviche nere, spiagge, foreste). Richiede quasi sempre auto a noleggio e spostamenti lunghi, quindi non è la scelta più riposante dopo il Giappone. Ha senso se il vostro sogno è proprio vedere crateri e paesaggi lunari più che fare solo mare.

Le altre isole, come Lanai o Molokai, sono più particolari e secondo me hanno senso soprattutto se alle Hawaii ci tornate una seconda volta. Per un primo viaggio combinato con il Giappone, io onestamente punterei su Oahu come base e, se proprio volete, valuterei una seconda isola solo con qualche giorno in più a disposizione.

Budget e ritmo

Un viaggio Giappone + Hawaii non è una vacanza economica, lo dico subito. Tra voli intercontinentali, tratte sul Pacifico, hotel in città e resort o alberghi in zone di mare molto richieste, il conto sale. Non è il viaggio da fare contando i centesimi su ogni pasto, è qualcosa da programmare con un minimo di cura in più.

Il Giappone, però, vi dà parecchia flessibilità. Potete dormire in business hotel semplici ma puliti, con camere piccole ma ben organizzate e in posizioni molto pratiche. Potete mangiare benissimo spendendo il giusto, tra izakaya, catene, piatti di ramen, sushi al nastro, bentō da portare in camera. Gli spostamenti in treno sono efficienti: se incastrate bene le tappe non avete bisogno di mille pass diversi.

Alle Hawaii invece è più facile vedere il budget salire, soprattutto se puntate a:

  • hotel o resort vicino alla spiaggia nelle zone famose
  • attività organizzate come giri in barca, snorkelling, escursioni guidate

Per questo io vi consiglio di decidere prima dove volete concentrare il “lusso”. Alcuni preferiscono tenere la parte giapponese su un profilo medio e investire di più sull’hotel alle Hawaii, così il pezzo di mare diventa proprio la parte “wow”. Altri fanno il contrario: una o due notti speciali in Giappone (un ryokan o un albergo panoramico) e poi una struttura più semplice ma in buona posizione alle Hawaii, puntando sul fatto che buona parte del giorno sarete comunque in giro o in spiaggia.

Al di là dei numeri, quello che secondo me conta è il ritmo. Un viaggio così lungo richiede giornate lente infilate tra quelle piene. Se programmate ogni singolo giorno dall’alba alla sera, arrivate alle Hawaii già stanchi morti e il mare diventa solo un “riprendersi dal viaggio”, non una parte piacevole da vivere. Io vi direi di lasciare vuote un paio di mezze giornate sia in Giappone che alle Hawaii, da riempire sul momento a seconda di come vi sentite.

Alloggi e zone

La scelta di dove dormire fa una differenza enorme sul comfort del viaggio. In un itinerario combinato come questo, io punterei su strutture pratiche e ben collegate, più che sui “posti instagrammabili” in mezzo al nulla.

A Tokyo hanno molto senso zone come Shinjuku, Shibuya, Ginza o l’area intorno alla stazione di Tokyo. Sono quartieri dove avete:

  • collegamenti semplici con gli aeroporti
  • accesso veloce allo shinkansen per Kyoto e dintorni
  • una buona scelta di hotel di fasce diverse

Per la prima parte del viaggio, scegliere una base comoda vi aiuta ad ambientarvi senza fatica. Per gli ultimi giorni dopo le Hawaii, io vi consiglio di tornare in una zona che conoscete già: rientrate stanchi dal volo, sapete già dove andare, come usare la metro, dove trovare il conbini sotto l’hotel. È un dettaglio piccolo ma cambia completamente la sensazione degli ultimi giorni.

A Kyoto spesso è comodo stare vicino alla stazione, soprattutto se fate gite a Nara o a Osaka e avete valigie da gestire. Alcuni preferiscono la zona Shijo/Kawaramachi per l’atmosfera serale, i ristoranti e la vicinanza a Gion e Pontocho. In un viaggio lungo io spesso do priorità alla stazione: arrivo, lascio la valigia, riparto, senza ammazzarmi di cambi.

Alle Hawaii la scelta è tra stare nel cuore delle aree turistiche, con tutto a portata di mano, e cercare zone più tranquille dove magari serve l’auto ma avete più spazio e meno caos. Anche qui, quello che conta è la coerenza con il vostro stile: se volete semplicemente mare, ristoranti a piedi e tramonti, forse è meglio restare in un’area servita e usare l’auto solo quando vi serve davvero.

Per chi ha senso

Non tutti sono adatti a un viaggio Giappone + Hawaii, e va benissimo così. Io lo vedo come un itinerario perfetto per chi ama:

  • i contrasti forti tra città enormi e natura
  • cambiare completamente scenario in pochi giorni
  • organizzare bene il prima per viaggiare sereno durante
  • farsi un grande regalo di viaggio in un momento importante della vita

Lo vedo meno adatto a chi vuole solo mare e zero pensieri dal primo all’ultimo giorno, o a chi soffre anche solo all’idea di fare voli molto lunghi e cambi di fuso importanti. In quel caso ha molto più senso scegliere solo una meta e viverla bene.

Se però l’idea di partire per Tokyo, volare poi alle Hawaii e tornare di nuovo a Tokyo per gli ultimi giorni vi fa venire voglia di aprire il calendario, forse questa combinazione è più nelle vostre corde di quanto pensate. Ve lo dico sinceramente: non è il viaggio più semplice del mondo, ma è uno di quelli che restano.

Il mio consiglio

Più che pensare a “quante tappe” o a “quanti giorni”, io vi direi di partire da una cosa sola: che tipo di viaggio volete davvero vivere. Un itinerario così funziona solo se vi rispecchia, non se cercate di infilare dentro ogni posto che avete visto su Instagram. Ve lo dico sinceramente: in un viaggio lungo l’errore più grande è incastrare tutto a forza, senza lasciarsi nemmeno mezza giornata per respirare.

Secondo me ha senso costruirlo attorno a pochi momenti chiave: qualche giorno pieno in Giappone, una parentesi di mare vero alle Hawaii, e un finale in cui non dovete più correre per prendere coincidenze impossibili. Tutto il resto – quanti templi, quante spiagge, quali quartieri rivedere – si aggiusta in base a chi siete voi. Se vi immaginate sinceramente felici sia davanti a una ciotola di ramen fumante che con i piedi nella sabbia al tramonto, allora questo tipo di viaggio non è un capriccio esotico: è un’idea da tenere lì, pronta per quando sentirete che è arrivato il momento di regalarvi qualcosa di grande.

Ti consiglio di venire in Giappone con GiappoTour! Il viaggio di gruppo in Giappone con più successo in Italia, organizzato da me! Ci sono pochi posti disponibili, prenota ora!
Marco Togni

Autore

Marco Togni

Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa.
Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi.
Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).