Trasferirsi in Giappone
Trasferirsi in Giappone è un salto in un altro modo di vivere, pensare, relazionarsi. Io vivo qua da molti anni ed è assolutamente fantastico. Molti sognano il Giappone per la sua efficienza, la sicurezza, il fascino della cultura tradizionale e delle metropoli futuristiche. Ma viverci è tutta un’altra storia rispetto a visitarlo. Se ci state pensando seriamente, o se la curiosità vi divora, vi racconto tutto quello che dovete sapere. Dalle prime pratiche da affrontare ai problemi quotidiani che nessuno racconta.
Indice
- Visto e documenti per trasferirsi in Giappone
- Le pratiche da sbrigare appena arrivati
- Pro e contro del vivere in Giappone
- Trovare lavoro in Giappone da stranieri
- Costo della vita: Tokyo e non solo
- Affittare casa in Giappone
- Barriere linguistiche quotidiane
- Vita sociale e integrazione
- Sistema sanitario: assicurazione obbligatoria
- Vita quotidiana: comodità e abitudini
- Trasferirsi in coppia o con famiglia
- Adattarsi alla mentalità giapponese
- Come funziona il contratto di lavoro
- Gestione del denaro e delle banche
- Tasse e pensione: le sorprese del secondo anno
- Quando arriva la nostalgia
- Conclusione
Visto e documenti per trasferirsi in Giappone
La prima cosa da affrontare è il visto. Non potete semplicemente prendere un aereo e iniziare una nuova vita a Tokyo. Serve un visto adeguato, e i più comuni sono quelli per lavoro, studio, ricongiungimento familiare o matrimonio. Il visto turistico non consente di lavorare o restare a lungo.
Il modo più “semplice” per ottenerlo è trovare un lavoro da remoto o in loco presso un’azienda giapponese disposta a sponsorizzarvi. In alternativa potete iscrivervi a una scuola di giapponese: avrete un visto studentesco, ma non potrete lavorare più di 28 ore a settimana. Appena arrivati, con un visto adeguato, otterrete la zairyu card, ovvero il documento di residenza.
Le pratiche da sbrigare appena arrivati
Ottenuto il visto e messo piede in Giappone, la burocrazia vera inizia adesso. Entro 14 giorni dall’arrivo dovete andare al comune o al municipio di quartiere e registrare l’indirizzo di residenza, portando zairyu card e passaporto: l’indirizzo ve lo scrivono sul retro della card. Da quel momento esistete ufficialmente, e senza quella registrazione non potete fare quasi nulla: né iscrivervi all’assicurazione sanitaria, né aprire un conto, né firmare un contratto d’affitto.
Nella stessa occasione parte anche il My Number, il codice personale che vi arriva per posta qualche settimana dopo e che vi chiederanno ovunque, dal datore di lavoro alla banca.
Vi consiglio di sbrigare tutto nei primi giorni, magari facendovi accompagnare da qualcuno che parla giapponese: agli sportelli l’inglese non è garantito e i moduli sono tutti in giapponese. E ricordate che a ogni trasloco la trafila si ripete, con il modulo di uscita dal vecchio comune e quello di ingresso nel nuovo.
Pro e contro del vivere in Giappone
Tra i pro ci sono sicurezza, efficienza, pulizia, sanità e servizi. Tra i contro, invece, ci sono isolamento, burocrazia, costi iniziali e difficoltà linguistiche. Vivere in Giappone può essere una delle esperienze più belle della vita, ma non è per tutti.
Serve adattabilità, pazienza e voglia di mettersi in gioco. Ma se avete queste qualità, il Giappone vi ripagherà con momenti unici e una crescita personale enorme.
Trovare lavoro in Giappone da stranieri
Non è impossibile, ma non è nemmeno facile. A parte i lavori per insegnare inglese (o italiano, ma molto più rari), la maggior parte delle aziende richiede una buona conoscenza del giapponese. E con buona non intendo “due parole per ordinare al ristorante”. Parliamo di livello business o almeno intermedio.
Ci sono comunque settori più aperti, come informatica, IT, traduzioni, design, ristorazione e turismo. Ma dovete prepararvi a inviare molti curriculum e magari iniziare con posizioni non ideali. I siti migliori per cercare lavoro sono GaijinPot, Daijob, Jobs in Japan e CareerCross.
Costo della vita: Tokyo e non solo
La spesa quotidiana è abbastanza accessibile: al supermercato ci sono prodotti sia cari che economici, e mangiare fuori può costare poco se scegliete i ristorantini locali o le catene di gyudon e ramen. Con 5-8 euro potete fare un pasto completo.
Affittare casa in Giappone
Vi consiglio di iniziare con una stanza in una guesthouse o share house, oppure usare servizi pensati per stranieri come Sakura House, Borderless House o Leo Palace, dove accettano anche chi non ha ancora un lavoro.
Barriere linguistiche quotidiane
Se non sapete il giapponese, ogni cosa diventa una sfida: dal capire le bollette al parlare col dottore. Alcune app come Google Translate o Papago possono aiutare, ma a lungo andare rischiate di isolarvi. Vi consiglio di iniziare a studiare il giapponese già dall’Italia, anche con corsi online. E una volta arrivati, valutate di frequentare una scuola. Non solo migliorerete in fretta, ma farete anche amicizie.
Vita sociale e integrazione
Per me è sempre stato facile fare amicizia coi giapponesi, e conosco decine di persone con cui esco regolarmente. Molti stranieri però raccontano che è difficile fare amicizia con i giapponesi. Non perché siano freddi, ma perché hanno una cerchia sociale molto chiusa. Vi ci vorrà tempo per entrare nel giro, e spesso avverrà tramite colleghi, compagni di scuola o partner.
Per fortuna ci sono anche tanti gruppi di stranieri, eventi, meet-up, club sportivi o linguistici. Vi consiglio di cercare su Meetup.com, Facebook e persino Bumble BFF. Ma serve impegno: non è come in Italia dove fai amicizia al bar.
Sistema sanitario: assicurazione obbligatoria
Il sistema funziona bene: le cliniche sono pulite, gli esami si fanno in fretta, e i medici sono molto competenti. Il problema? Spesso nessuno parla inglese, quindi vi conviene cercare cliniche “foreigner friendly” o portarvi un amico giapponese se non ve la cavate bene con la lingua.
Vita quotidiana: comodità e abitudini
Vivere in Giappone ha i suoi vantaggi. Tutto è pulito, ordinato, puntuale. Ci sono distributori ovunque, combini aperti 24 ore, treni efficientissimi. Anche se può sembrare tutto super tecnologico, in certi ambiti è ancora molto analogico: fax, banche lente, documenti cartacei.
All’inizio vi sembrerà tutto straordinario. Poi inizierete a vedere i lati più rigidi del sistema: burocrazia, gerarchie, pressione sociale. Ma se imparate a muovervi, potete costruirvi una vita molto comoda e stimolante.
Trasferirsi in coppia o con famiglia
Se vi trasferite con partner o figli, le cose si complicano un po’. Le scuole giapponesi sono molto diverse da quelle italiane: più rigide, più esigenti. I bambini stranieri all’inizio faticano, ma con un po’ di tempo si integrano.
Anche per le coppie ci sono sfide: se solo uno dei due ha il visto, l’altro deve ottenere un visto come familiare a carico, il cosiddetto Dependent. E il carico mentale può essere notevole, soprattutto per chi non lavora o resta a casa.
Adattarsi alla mentalità giapponese
Come funziona il contratto di lavoro
Se trovate lavoro in Giappone, vi ritroverete davanti un contratto molto diverso da quelli italiani. Gli orari sono spesso lunghi, e anche se ufficialmente l’orario è 9-18, molte aziende si aspettano che rimaniate più a lungo. Non esiste il concetto di straordinario “obbligatorio”, ma in pratica viene dato per scontato. Vi consiglio di leggere bene tutte le clausole, soprattutto su ferie, permessi e rinnovo del contratto. E non date per scontata la flessibilità: le regole aziendali, come tutte le regole in Giappone, sono spesso rigide.
Gestione del denaro e delle banche
Aprire un conto in banca è un’altra tappa obbligatoria, e può essere un’esperienza frustrante se non parlate giapponese. Alcune banche, sono più amichevoli con gli stranieri. I bonifici internazionali sono costosi, e molti servizi digitali come PayPay o Suica mobile richiedono SIM giapponesi e conti locali. Vi consiglio di munirvi di una carta di credito internazionale all’arrivo, ma fate attenzione: molti esercizi accettano solo contanti, soprattutto nei posti più tradizionali.
Tasse e pensione: le sorprese del secondo anno
Il primo periodo vi sembrerà di pagare poco, poi arriva il conto. La tassa di residenza, la juminzei, si calcola sul reddito dell’anno precedente e viene addebitata l’anno dopo: chi arriva dall’estero il primo anno non la paga, ma dal secondo si ritrova una voce in più che pesa intorno al 10% del reddito. Il colpo peggiore tocca a chi lascia il lavoro o torna in Italia, perché la tassa maturata resta comunque da versare: mettete da parte qualcosa fin dall’inizio.
Poi c’è il nenkin, la pensione pubblica, obbligatoria per tutti i residenti tra i 20 e i 59 anni, stranieri compresi. Se siete dipendenti ve la trattengono dalla busta paga insieme all’assicurazione sanitaria; se siete studenti o senza reddito potete chiedere l’esenzione o il rinvio, ma dovete farlo davvero, non basta ignorare i bollettini che arrivano a casa. E se un giorno lascerete il Giappone, una parte dei contributi versati si può richiedere indietro: è il rimborso forfettario, da domandare entro due anni dalla partenza.
Quando arriva la nostalgia
Capiterà. Anche se siete entusiasti all’inizio, ci saranno momenti in cui vi mancheranno l’Italia, il cibo, gli amici, il caos familiare. Non sottovalutatelo. Per questo vi consiglio di creare fin da subito una piccola routine che vi faccia sentire “a casa”: un caffè italiano, un gruppo WhatsApp con gli amici, una videochiamata fissa alla settimana. Vivere in Giappone può essere meraviglioso, ma anche emotivamente impegnativo, e serve avere i propri ancoraggi.
Conclusione
Trasferirsi in Giappone non è una favola per tutti, ma se siete davvero motivati, può diventare la vostra realtà. Vi consiglio di prepararvi bene, studiare la lingua e fare rete con chi ci vive già. E se vi serve una mano, sul mio sito trovate tanti articoli, consigli pratici e racconti della mia esperienza personale.
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Autore
Marco Togni
Abito in Giappone, a Tokyo, da molti anni. Sono arrivato qui per la prima volta oltre 20 anni fa. Fondatore di GiappoTour e GiappoLife. Sono da anni punto di riferimento per gli italiani che vogliono venire in Giappone per viaggio, lavoro o studio. Autore dei libri Giappone, la mia guida di viaggio, Giappone Spettacularis ed Instant Giapponese (ed.Gribaudo/Feltrinelli) e produttore di video-documentari per enti governativi giapponesi. Seguito da più di 2 milioni di persone sui vari social (Pagina Facebook, TikTok, Instagram, Youtube).
